
Oggi è un giorno speciale. Tristi o felici che siate, un nuovo governo cambierà inevitabilmente la vostra vita. Anche se non lo sapete e non ne afferate il senso ora (o non volete pensarci…), i danni o le innovazioni di chi avrà il potere per i prossimi cinque anni saranno cruciali per la vostra esistenza. Per l’esistenza di questa intera nazione.
Ma Inside The Game non fa certo testo nella politica. Non vuole “spostare” opinioni o nemmeno crearne di nuove. Tradotto: non dirò se io sono felice o triste, non mi metterò assolutamente a criticare o ad elogiare.
Voglio però aprire una riflessione, bipartisan, sul nostro paese in materia di politica e videogiochi per capire se dalla brace siamo tornati alla padella o se invece il peggio deve ancora venire.
L’Italia è l’unico paese europeo a non avere minimamente pensato a formare degli abili professionisti all’interno di un’industria, quella del divertimento elettronico, che vale globalmente circa 40 miliardi di dollari. Siamo, come si dice in gergo accademico, un’economia d’importazione: tutto ciò che muove soldi parlando di videogiochi in Italia è opera di società straniere. Ubisoft Italia, Nintendo Italia, Electronic Arts Italia ecc sono solo filiali italiane di grandi multinazionali francesi, giapponesi, americane. Avete letto bene: FRANCESI (lo sottolineo). E la Francia si da il caso che sia in Europa!
Spesso e volentieri, ma a sproposito, chi parla di questo argomento dice: “L’Italia tecnologicamente è arretrata come fa a produrre videogiochi?”. E come hanno fatto i francesi, che trent’anni fa non avevano certo l’Olivetti (un’azienda italiana ex leader mondiale nei computer)? Come hanno fatto in Polonia? Dove hanno programmato uno dei più bei giochi del 2007, cioè The Witcher? Sono meglio di noi sui PC? Vogliamo usare la solita scusa dell’italiano che al limite è bravo a giocare a calcio e ad andare a donne?
No signori e signore, non è così. La verità è che l’Italia, grazie alla sua classe politica di destra e di sinistra, si sta giocando tutto. Tutti i treni che stanno passando, li vediamo passare per non prenderli: stiamo a guardare perchè da noi la parola progresso è sinonimo di paura. E’ così che nessuna azienda italiana o quasi investe su internet, mentre Google è diventata l’azienda con la crescita più rapida della storia dell’umanità. Ed è così che nessuno ha pensato di investire nei videogiochi.
In Francia non sono più furbi di noi, hanno solo un governo che fa veramente l’interesse della nazione. Mentre da noi Prodi cadeva, il ministro della cultura francese, Christine Albanel (una donna, esseri misteriosi dieci volte più utili degli uomini, a parer mio, nel vedere che direzione prenderà il mondo, visto che sono loro a generare gli “io” del domani) faceva visita agli studi di Ubisoft a Parigi (per approfondire vi consiglio questo articolo di Matteo Bittanti). Mentre da noi il settimanale Panorama (che, ricordo per i meno attenti, fa capo all’uomo che ora è diventato per la terza volta presidente del consiglio) demonizzava Rule of Rose con una campagna denigratoria verso i videogiochi, i transalpini, che prendiamo tanto in giro perchè “volevano vince ma… se so attaccati ar *****” agli ultimi mondiali, premiavano con incentivi economici i produttori locali di software video ludici.
Ora io non sono nessuno, non conto niente, probabilmente non sono manco granchè come blogger, eppure so fare 2 + 2. Mi chiedo questo: ma Telecom, Mediaset qualche Banca italiana con tutti i miliardi che si sono accaparrati con show televisivi, telefonini e prestiti, al posto di salvare Alitalia ma non potrebbero comprarsi una bella società di videogiochi? Non potrebbero ascoltare questo mio consiglio? Io non lo farei mica per nazionalismo videoludico, ci mancherebbe. Dico solo che in futuro far parte di un mercato che non conosce battute d’arresto da 25 anni sarà importante o no? E che cazzo (e si, la parolaccia ci sta questa volta), non ci vuole mica uno scienziato!!!
Insomma ormai avete votato, quindi c’è ben poco da cambiare. Però nel futuro del mio paese (o nel paese del mio futuro) io mi auguro seriamente maggiore attenzione anche da parte di chi governa verso i videogiochi.
Non è uno scherzo da “fissato” è un augurio da italiano!!!
P.S. Stasera, come ogni martedì, è tempo di xboxxari! Ascoltatevi la Zona x su Radio 181 Fragtime! Il sommario l’ha scritto Fucktotum nel post precedente!






Grande akyra…ti do completamente ragione. Ma sarà difficile cambiare l’italia sopratutto con un governo del genere.
io Sinceramente con lo sfacielo lasciato da prodi in Questo momento non avrei votato sinistra(tanto sono minorenne percui np) Ma so che entrambi i lati non danno appoggio al netgaming e non capiscono che il netgaming porta frutti notevli.
Il problema dell’alitalia a mio avviso è che….anche il botswana ha una compagnia di bandiera…e noi..la svendiamo ai francesi,e loro si sono fatti i soldi con il netgaming ;P
ma poi prendiamo l’energia da loro,e tanto altro.
Se la Sinistra al posto di dire LA CRISI DELL’ALITALIA..avesse detto l’alitalia POTREBE andare in crisi,sarebbe stato molto diverso non credete?
Hanno ancora i soldi per almeno 2-3 anni di viaggi,e potrebbero incentivare la gente con voli a buon prezzo.
L’italia è ovvio che dovrebbe spendere nel netgaming,poche aziende se ne sono accorte e ora fanno party ;P
esempio TISCALI sponsor della esl EPs, ha creato pure una connessione apposta per il gaming,capendo i frutti!
Facciamo un bell’appello al nuovo arrivato,e facciamo capire che il netgaming oltre ad essere divertimento e accompagnamento per i giovani di oggi è anche una via di guadagno attraverso l’innovazione.
Dopo questa depa 4 president xD
mmm Depa direi che il discorso è un pò più complicato di come tu lo dipingi … soprattutto perchè insomma ora i videogiochi sono un conto, ma il netgaming (con il bene che gli voglio) comunque è un altro
lol hai ragione,io comunque intendevo giochi single e giochi online che portano soldi con server ecc ecc…
Questo intendevo come generale!
diciamo che i soldi che portano i server sono tipo 1 miliardesimo dei soldi che si fanno con un MMOG browser game che è comunque semplice visivamente (non ha grafica) e non tanto duro da programmare. Degli italiani potrebbero farcela a crearne uno di successo. Se pensiamo che Eve Online è sviluppato in islanda… (e non è un browser game!)
Il netgaming è una nicchietta piccolina piccolina nel mondo dei videogiochi. Bisogna tenerlo a mente.
si,mi sono sbagliato sorry tutti!
Comunque per esempio anche con giochi come cs:s si guadagna,con il primo aquisto si fanno i soldi!
A mio parere uno dei problemi più gravi del nostro paese è che non c’è il ricambio generazionale ad alti livelli, la nostra classe dirigente (non parlo di politici e basta ma anche di grandi industriali) è troppo vecchia per poter cogliere le potenzialità offerte da nuovi mercati.
Da noi si preferisce puntare di più (e spendere soldi, pubblici e privati) su altre arti e/o media, come il Cinema (che oramai da tempo ha perso i fasti di un tempo ed è solo mediocrità o quasi) o la TV.
Io credo che ci siano menti creative anche nel nostro paese, ma è un pò il discorso che si fa per la ricerca universitaria, queste persone sono costrette ad emigrare perchè da noi non c’è cultura e non ci sono fondi per far qualcosa di importante.
Purtroppo (da un certo punto di vista, si intende) oggi il mercato globale dei videogame è bello maturo e per recuperare terreno servirebbe che un Berlusconi qualsiasi inveestisse pesantemente sul mercato, per creare un polo italiano competitivo, non è più il periodo in cui un appassionato (od un gruppo di appassionati) fa i videogiochi nel proprio garage, è come se io realizzo una auto mia e cerco di venderla sul mercato.
Ah comunque io sto prendendo la cittadinanza svizzera
Arriviamo tardissimo come sempre, come su tutto.
I problemi sono tantissimi, basti pensare all’arretratezza cui sono abbandonate intere zone d’italia (avete idea di cosa abbia dovuto fare un sardo che lavora “in continente” per votare? Ve lo dico io: PAGARE un biglietto a prezzo PIENO per prendere una nave che in 15 ORE lo porta a casa,votare e tornare indietro, sempre a prezzo pieno, sempre 15 ore). Questo vale per TUTTI gli schieramenti politici, da 50 anni a questa parte.
ADSL,WII PS3 e XBOX sono purtroppo sconosciute a moltissimi: Messina (e RC) fu rasa al suolo dal terremoto ai primi del 900, a oggi ci sono ancora famiglie che vivono nelle BARACCHE.
Questo è il paese dove viviamo, questo è lo sfacelo causato dalla “nostra” classe dirigente…
Aspettarsi investimenti nel settore vg è come attendere che dalla baracca dei poveri 90enni vengano spostati in una casa popolare: sarebbe utilissimo, ma a chi va di farlo?
Il vostro stra-frustrato Fucktotum :S
Infatti … giustamente, prima ci sono altri problemi da risolvere. Però sui videogiochi, in teoria, l’Italia potrebbe guadagnarci e tanto! Come stanno facendo tutti. Perchè c’abbiamo 1 console ogni tre famiglie (numero in aumento del 7% all’anno) e il governo non stanzia qualche soldo per far crescere i nostri sviluppatori (che comunque, anche se pochi, ci sono)? Giustamente come dici tu prima sarebbe meglio mettere qualche novantenne in una casa popolare e levarlo da una baracca. Ti do ragione a livello etico e sono stra frustrato come te. Però da una parte capisco che spostare il novantenne sia una cosa “a perdere” mentre a dare soldi all’industria dei videogiochi ci sarebbe solo da guadagnare cazzo! E’ un discorso cinico chiaramente e infatti non sono io a pronunciarlo. In questo momento ho provato a pormi come “l’italiano medio” e dico che cazzo, anche lui sarebbe d’accordo sul cavalcare una fottuta onda, na volta ogni tanto. Ma in fondo, che parlo a fare? Qui manco riusciamo a mette a posto le strade di Roma… quando mai programmeremo il Bioshock all’italiana? LOL!
Va beh ragazzi, ho capito che ci sono cose più importanti al mondo (e in Italia in particolare), ma i problemi seri li hanno tutti i paesi e non possiamo aspettare che vengano risolti prima di investire su altro, altrimenti non investiremo mai su niente.
Poi un nuovo settore potrebbe portare occupazione, il che non è da sottovalutare.
E’ ovvio che all’inizio devono esserci degli investimenti privati e qualche contributo a livello fiscale da parte del governo.
Si, sono d’accordo, ma il problema resta lo stesso: da una parte la necessità di investimenti seri (quindi “pensare al futuro”), dall’altra atavici problemi strutturali e organizzativi di un paese che, dopo il “miracolo italiano” post bellico ha saputo e voluto fare ben poco.
).
E’ ovvio che ilsettore che amiamo, al pari di di molti altri, meriterebbe un’attenzione maggiore, ma è pur vero che lo stiamo chiedendo a chi non è in grado di capire quale sia la direzione da imboccare.
Il buon Olivetti è stato un grande imprenditore,possiamo dire che abbia precorso i tempi, ma la maggior parte dei nostri cervelli emigra perchè qua sennò non mangiano.
Talenti richiestissimi all’estero vengono da noi snobbati e sottopagati, anche in settori in cui da 2000 innoviamo il mondo (scienza, tecnica, medicina).
Se ci pensate la nostra forza non è la grande industria, ma le piccole medie imprese e gli artigiani, al pari dei nostri grandi marchi.
Ci vogliono investimenti però, e anche pesanti per creare un COD o un qualunque titolo di rilievo: chi c’è in Italia capace di accollarsi il rischio?
Ovviamente io sono d’accordo col “lanciare il sasso e vedere se qualcuno lo raccoglie”, ma qui le cose seriamente non abbiamo idea di come si facciano (chi ha detto Alitalia?
La verità è, amici miei, che stiamo veramente nella mer*a o giù di lì
Alla fine avete ragione un po tutti, ma quel che conta veramente è, come ha detto Fuck, “che stiamo veramente nella mer*a o giù di lì”
truissimo cmq
Secondo me, i politici includono nei propri programmi politico-amministrativi soluzioni credibili (talvolta no), che siano concordi con la nettissima maggioranza della popolazione.
Visto l’attuale stereotipo di video-giocatore (sfigato, senza vita sociale e quant’altro) è difficile che si decida di acquistare case produttrici (e soprattutto di investire forse prematuramente nel netgaming italiano); la grande massa infatti (politici inclusi), vista la quantità di resti organici decomposti, meglio conosciuti come mer*a che abbiamo da queste parti, potrebbe pensare che sia un vero e proprio oltraggio badare prima al gaming piuttosto che ad altre situazioni mediaticamente più importanti.
Forse però il gaming sarebbe un primo piccolo ingranaggio al proprio posto nel tentativo di rinascita, anzi di nascita di un paese complesso e complessato come il nostro…
grande AKirA^^
forza martina franca
E vabbè…Forza Martina franca sia
E infatti si! DAje!