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Moige VS videogiochi -> Metalmark VS Moige -> Moige Vs Metalmark

Copertina Game Pro

E’ uscita nelle edicole di tutta Italia Game Pro numero 16 (mmm, non tutte, visto che molti si lamentano dell’irreperibilità), la rivista di cui sono “columnist” e in cui scrivo mensilmente (informazione di servizio per tutti coloro che comprassero la rivista per le mie righe, nel prossimo numero, il diciassettesimo, il mio articolo non ci sarà).

Ovviamente non sono certo qui a scrivere per fare pubblicità a questa rivista (c’è addirittura la copertina nella sidebar per quello) ma semplicemente  perchè c’è qualcosa che mi ha molto colpito: una lettera del Moige che Metalmark (trovate la sua “Mark Caverna” nel blogroll qui a destra), editor della rivista, pubblica in Borderline, l’angolo della posta.

Cosa è il Moige? Wikipedia salvaci tu. L’acronimo sta per Movimento Italiano Genitori. Quindi, avrete già capito di che tipo di movimento si tratta e di quali argomenti si interessi. Si parla di videogiochi da cui i minori andrebbero protetti e di un medium ritenuto “pericoloso” o almeno a cui prestare la massima attenzione. Questo movimento, nell’occasione della conferenza stampa per la presentazione della campagna “Mony e Joy“, ha presentato un rapporto abbastanza allarmante, almeno grazie a come è stato comunicato, sulla situazione italiana. Al prestigioso tavolo dei “relatori” c’era un brillante psicoterapeuta dell’età evolutiva, Federico Bianchi di Castelbianco, la cui ipotesi era la seguente “I videogiochi non sono divertenti”. Ogni ipotesi, per diventare tesi, ha bisogno di una dimostrazione (sono laureato in Ingegneria, fatemi sfoggiare queste piccole perle di saggezza matematica); ecco quella dell’esperto di cui sopra: “Entrate in una salagiochi e vedrete che nessuno ride“.

Fortunatamente, alle normali sedie degli spettatori, c’era anche qualcuno che io mi permetto di definire senza paura “esperto” in materia di videogiochi, cioè Metalmark, rappresentante dell’unica rivista di settore intervenuta all’evento. Cosa è successo dopo potete trovarlo sul resoconto stilato da Marco sul suo blog; riassumo per i più pigri: le circostanziate critiche al castelbianchi pensiero non sono state nemmeno prese in considerazione e parole come “ignorante” sono volate dal prestigioso tavolo alle normali sedie.

Ovviamente anche su GamePro, in seguito, si è parlato dell’evento del Moige, tra l’altro con parole che non mi sembravano poi così sprezzanti oppure inadeguate. A quell’articolo ha fatto eco la lettera di cui sopra, pubblicata nell’edizione di questo mese, che sostanzialmente accusa la mia rivista preferita di avvicinarsi con molti pregiudizi alle tematiche del Moige. Ovviamente alla lettere segue una risposta del “padrone di casa” abbastanza dura, ma che comunque mi sento di condividere.

Ho raccontato cosa è successo per informare chi non avesse idea di tutta questa polemica di ciò che succede nell’edulcorato mondo della stampa specializzata (entrateci anche voi!!!), ma soprattutto per tirare una conclusione.

E’ importante e doveroso sottolineare che, in un modo o nell’altro, questa lettera del Moige, scritta addirittura a mò di comunicato stampa (che però termina con l’antipatica frase “con richiesta di pubblicazione“), è un apertura al dialogo verso un mondo sconosciuto e pieno di insidie, quello dei videogiochi e dei videogiocatori. Sconosciuto per chi non lo vuole conoscere e pieno di insidie per chi non ha neanche un amico che con un po’ di pazienza si metta a spiegare cosa c’è di bello nell’essere parte del Popolo del Joystick. Ed è questo il punto.

Sono sempre stato calmo, simpatico e tranquillo, non ho mai aperto una polemica o un flame. Cerco sempre di placare gli animi e mi piace il quieto vivere. Adoro chi non litiga, odio chi attacca e infama. Ma questa volta non mi va di trattenermi.

Io non voglio parlare, rispondere o spiegare NULLA sul videogioco a persone che non vogliono ascoltare. E mi dispiace dirlo, ma il Moige non vuole ascoltarmi, perchè parte da un presupposto profondamente sbagliato. Il voler tutelare i minori dai videogiochi.

Già questo ha un sapore di profonda ghettizzazione del mezzo, solo il voler provare a percorrere questa strada mette la parola “paura” tra i videogiochi e i loro utenti. Se qualcuno deve essere tutelato da qualcosa, quel qualcosa deve essere dannoso, o no? Avete mai sentito di campagne per tutelare i minori dal Cinema? Non mi pare. Al limite dal cinema Horror… già avrebbe più senso.

Inoltre i minori dovrebbero essere tutelati innanzitutto dai propri genitori, spesso irresponsabili e snaturati, visto che usano “la plaistescion” come una babysitter, lasciando i loro pargoli per ore da soli a giocare. Eppure il Moige è il movimento italiano genitori… non il movimento italiano contro i genitori.

In seconda battuta, se parliamo veramente del bene dei figli degli uomini, allora dovremmo veramente metterci in testa che i minori andrebbero “tutelati” praticamente da tutto, se si ha a cuore realmente la loro incolumita psicofisica. Ad esempio dalla pubblicità, che fa danni enormi ed ha un effetto pauroso su chi non riesce a distinguerla dal cartone animato che stava appena vedendo. Ma ci sono mille altri esempi (l’inquinamento, il traffico, i cibi ecc)

Insomma, un bambino non cresce bene o male a seconda se non ha videogiocato oppure si. Un bambino cresce bene o male a seconda dell’educazione che riceve, dalle esperienze che condivide con il mondo, da quanto i compagni di scuola lo prendono in giro. A seconda di chi eravamo, i videogiochi hanno avuto effetti diversi su di noi, di cui non si può fare della famosa erba un fascio. Io personalmente senza videogiochi sarei meno stimato e sconosciuto: non capisco perchè a 6 anni un organo extra familiare avrebbe dovuto “tutelarmi” da qualcosa che mio padre aveva fatto entrare in casa di sua spontanea volontà.

Concludendo, signori, di che cosa stiamo parlando? Viviamo in un pianeta che accetta e legalizza ogni sorta di barbarie, purchè abbia un fine, spesso economico. Le guerre, le sevizie sugli animali, i genocidi. Eppure il vero pericolo sono i videogiochi? Un mezzo già  passato scrupolosamente sotto una lente di ingrandimento chiamata Pegi che ne impedisce ogni passetto in qualunque direzione, imprigionandoli (a ragione, direi) in un “rating” di età che chiarisce ogni dubbio.

Forse bisognerebbe impegnarsi un po’ di più a costruire un futuro più roseo per gli uomini del domani. Avendo a cuore il risparmio energetico, le energie rinnovabili e una politica di integrazione e trasmettendo questi concetti ai propri pargoli. Forse bisognerebbe puntare a formare una classe di genitori responsabili che non prendano a schiaffoni i propri figli ma che anzi risolvano i conflitti in altri modi. Forse sarebbe utile insegnare il rispetto verso la vita e la tolleranza, magari con una bella campagna ad evitare che i minori entrino negli stadi, dove invece questi due argomenti vengono stravolti e le bocche si trasformano in fogne. Forse, e dico forse, ci sono problemi un po’ più grandi a cui gradirei che il Movimento Italiano Genitori pensasse, mentre sul sito ufficiale www.genitori.it non trovo grande utilità nelle campagne elencate. E infatti l’unico risultato “famoso” che il Moige è riuscito ad ottenere è il ritiro della pubblicità di Rocco Siffredi delle patatine; “achievement” che dice molto sulla derivazione cattolico perbenista del movimento e sui “perchè” della scelta dei videogiochi come strega da cacciare.

“Non c’è più sordo di colui che non vuol sentire” ma soprattutto “Chi ha orecchie per intendere…”

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19 Di risposte a “Moige VS videogiochi -> Metalmark VS Moige -> Moige Vs Metalmark”

  1. Metalmark scrive:

    Grazie della segnalazione e del sostegno, amico. Sei un grande. :)

  2. feBBr3GiaLL4 scrive:

    credo che il genitore debba essere la guida familiare e la scuola quella extrafamiliare.
    Ragioniamo di più nel creare una classe di genitori e di educatori bravi a stimolare spirito critico nei ragazzi in modo che nel futuro possano da soli decidere cosa sia giusto o sbagliato.
    Appoggio totale a simone e marco

  3. s3ccoR scrive:

    La pensiamo allo stesso modo :)

  4. Maverick scrive:

    “Entrate in una salagiochi e vedrete che nessuno ride“
    Beh, se non altro devo dire che questa è gente intellettuale, bisogna avere una mente molto illuminata per arrivare a concepire delle espressioni di cotanta saggezza. Ma quello che mi chiedo….ma sta gente, come cazzo fa a campare? Chi gli da "du spicci" per vivere a sta gente, ma non ha di meglio da fare nella vita che andare a giro a fare comizi sparando stronzate? Me sa di no. per il resto, io sono contrario a qualsiasi forma di censura o "rating", un videogioco, come un film, resta un videogioco e basta, tutto il resto vale zero per me.

  5. Super-Toad scrive:

    parole sante, amico!! ;) gran bel post

  6. Alessio scrive:

    Grande intervento AkirA, sono perfettamente d’accordo con te. Per scrupolo, sono andato anch’io a cercarmi la pagina del Moige per leggere un po’ cosa fanno, e a ogni riga li detestavo un po’ di più per tutto il loro impegno nel fare crociate contro cose che credevo ormai accettate e capite… il Moige è davvero simbolo di una mentalità chiusa, a quanto leggo.

  7. Fucktotum scrive:

    Da loro sito: “Mony e Joy in Tour è la campagna per la sensibilizzazione dei minori ad un utilizzo responsabile dei videogiochi realizzata dal Moige-Movimento Italiano Genitori, con il contributo di Xbox ed il patrocinio del Ministro per le politiche per i giovani, dell’Istituto Italiano di Ortofonologia, di SIPs- Società Italiana di Psicologia – e di PSIConline. La campagna partirà a novembre 2008 e farà tappa in tutta Italia: per i bambini verranno realizzati degli spettacoli di burattini all’interno delle scuole selezionate, al termine dello spettacolo verrà distribuito un fumetto appositamente ideato da esperti del MOIGE, ed un depliant con la finalità di sensibilizzare genitori, docenti e minori sull’importanza di un utilizzo sicuro e responsabile dei videogiochi”

  8. Pabluz scrive:

    Sarebbe interessante prendere contatti con queste persone e instaurare un tavolo di dialogo per evitare pericolose azioni da chi forse guarda solo il figlio giocare.
    Un sguardo non può dirsi critico a mio parere se non suda su un pad e se non si legge, come minimo, alcune pubblicazioni sul genere.
    Per non parlare poi di certe utili letture pedagogiche unite al buon senso.
    Raccologo personalmente l’invito di Fucktotum.

  9. Fucktotum scrive:

    Eh si lo sarebbe ed è proprio quello che ha cercato di fare Metalmark…trovando purtroppo dall’altro lato gente che non sa quello di cui parla ma è convinta di essere nel giusto: di fatto per avere attenzioni alza sempre più il tiro delle sue polemiche, invitando a parlare per una fetta di popolazione immensa (i videogiocatori) gente che una console non l’ha neanche mai accesa.
    Questa è l’Italia, ma sono convinto che vinceremo noi: basti pensare ai capelloni anni 70 e al rock n’ roll…Tutti li schifavano e oggi tutti a dire "AAAAh il 68".
    Sulla proposta di andare e presenziare il problema grosso è che essendo nelle scuole col cavolo che ci invitano: meno male che i ragazzi/bambini sono meno scemi di come li si vorrebbe dipigere…

  10. Fucktotum scrive:

    Se poi penso che in Giappone e Germania a causa della censura NON venderanno Gears of War 2…capisco che tutto il mondo è paese e il nostro (stranamente) non è quello messo peggio :D :D

  11. AKirA scrive:

    Innanzitutto grazie a tutti per i complimenti e poi… si perchè no. Perchè non andarci? Probabilmente la scuola non è un “luogo pubblico” però la mia idea sarebbe proprio andare a filmare questi incontri e poi metterli su internet così che tutti possano vedere in cosa consiste la campagna Mony e Joy e che messaggio andrà a divulgare. Magari è una cosa fichissima su cui poi ci troveremmo tutti d’accordo o potrebbe essere un lavaggio del cervello. Comunque sia dovremmo vedere per criticare o credere e sarebbe bello far vedere a tutti. Lanciamo questa proposta dal blog aiutandoci con tutti gli altri blogger che seguono inside the game? ^^

  12. Alessio scrive:

    Andiamoci, e filmiamo 8) [leggera assonanza con un “armiamoci e partite”… mi dispiace… xD:D:D]

  13. Eldacar scrive:

    Mony e Joy farà probabilmente tappa a Gameland, con tanto di ministro e assessori, per essere fatta a pezzi (per quel che mi riguarda). Ci vediamo a Roma neh? Appena ho la conferma (con tutto il palinsesto di incontri a tema che va al di la di questo e sarà molto molto ricco e "diverso" dal solito)

    Baci

  14. Fucktotum scrive:

    e daje tanto a gameland tocca andare senza dubbio, poi se c’è modo di parlare con ‘sti figuri di persona…Dai che ci divertiamo a smontare le loro assurde teorie!!!

  15. FrantZ scrive:

    Non è corretto istruire i bambini alla disinformazione.

    Grazie AKirA, ottimo post ;)

  16. Sheik scrive:

    oh, c’è ancora qualcuno che spreca fiato per cercare di comunicare con il Moige! questo ha del sorprendente! anche l’idea di parlare e Moige, messi nella stessa frase è molto lol. è tempo perso, ascoltano solo la vocina distorta che hanno intesta. Anche Akira che crede possibile che sia una cosa fichissima…sei troppo buono! sicuramente diranno ai bambini che non è bello stare chiusi in casa, andate a giocare all’aperto con gli amici (a prendervi una polmonite che saltate un po’ di scuola) e che nei giochi online…poi…ci stanno i pedofili (paura).
    comunque non è vero che si scagliano solo contro i videogiochi, c’è l’hanno anche con la tv (gli anime mediaset sono censurati grazie anche alle loro proteste) e l’editoria (ma per fortuna li vengono ignorati). Finchè continuano a non ottenere risultati nel campo dei videogiochi non vedo perchè preoccuparsi. ma non ho bisogno di sapere cosa si sono inventati questa volta per sapere che sarà sbagliata e che vorranno minare la liberà di espressione… consoco i loro precedenti e dato che non sono rinsaviti (altrimenti si sarebbero sciolti) so cosa aspettarmi. se andrete vi faranno solo girare le **** e alla fine vi useranno come modello negativo (dipingendovi come sfigati) di persona che è cresciuta giovando e che ora nessuno vorrebbe essere nei suoi panni.

    Sul fatto che i videogiochi non siano divertenti, secondo me hanno ragione. più che altro sono una forma di intrattenimento, di sfida. sono coinvolgenti, stimolanti, avvincenti… ma, a parte i party-game, non divertenti. danno per scontato che essendo Giochi debbano divertire. io quest’estate ho visto i Giochi olimpici, nessun atleta mentre gareggiava rideva. ci possono essere giochi che richiedono concentrazione…ma non per questo smettono di essere giochi ;)

  17. raz3r scrive:

    Leggo questo articolo dopo aver finito il nuovo Brothers in Arms (capolavoro spettacolare). Avevo già letto sui numeri precedenti di GamePro le cretinate che spara il Moige. Il problema non sta tanto in quello che dicono (perchè se la gente non è scema e ragiona manco li caga a questi), ma nel fatto che ci sentono da un solo orecchio e sono convinti di avere ragione in tutto e per tutto (tipico atteggiamento conservativo). Se penso a quello che ho letto riguardo le loro iniziative mi viene solo da star male; mi piacerebbe davvero poter andare lì e controbattere di persona, senza dati, senza psicologi incompetenti ma con i videogiochi e i videogiocatori. Mostrargli come un videogioco moderno non ha nulla da invidiare a una produzione di Spielberg. Ma servirebbe a qualcosa? Bella domanda.. D’altro canto sta gente deve avere avuto n’infanzia complicata per passare la vita a rompere i maroni alla gente. Fortuna che le nuove generazioni sono più moderne e meno conservatrici di sti quattro incompetenti :D

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