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Mirror’s Edge, sul bordo di un’emozione [recensione]



Mirror’s Edge è uno di quei titoli che dividono il pubblico.

C’è a chi non piace perchè non somiglia a niente di già visto, e quindi senza sparatorie, palloni che rotolano in porta o macchine che rompono il muro del suono non c’è videogioco. E c’è chi lo ritiene una pietra miliare perchè propone uno schema di gioco inedito rischiando moltissimo.

Io faccio parte di questa seconda schiera di persone, ma non è solo l’aspetto “novità” che mi fa gridare al miracolo: sul bordo dello specchio c’è molto di più e non mi riferisco a droghe varie!

Mirror’s Edge è un esperimento riuscitissimo e io stesso stento a crederci. Non avevo molta fiducia dai trailer e dalle recensioni: poi l’ho trovato a 45€ ed ho deciso di comprarlo. Mai mossa fu più azzeccata, l’ho finito ieri notte e ho ancora i brividi lungo la schiena.

Cosa ha di tanto speciale? Io ho notato due aspetti per i quali il nuovo lavoro di DICE (quelli della serie Battlefield, quindi i netgamers li conoscono bene) merita di essere elevato nell’olimpo dei migliori giochi usciti in questo fantastico 2008 (fantastico, videloudicamente parlando ;) ).

Il primo è il suo genere: contrariamente alla sua visuale in prima persona, che farebbe pensare ad uno sparatutto o al limite ad un RPG, Mirror’s Edge è un Platform, con tutti i pregi e i difetti di un simile calderone.  Lo scopo del gioco è correre e saltare per le varie architetture urbane, esterne o interne, create dai programmatori: ogni balzo eseguito in maniera non corretta comporterà il più delle volte una caduta e un’irrimediabile morte. Bisogna quindi calcolare ogni centimetro di salto ed ogni corsa con il goniometro, come si faceva con Mario e Sonic ai tempi del 2D, per riuscire a superare i vari livelli e giungere a conclusione della storia ripetendo decine di volte le parti più ostiche. Ovviamente ci sono anche varie sequenze in cui bisognerà combattere, che equivalgono allo schiacciare funghetti: ogni nemico ha il suo modo per essere sconfitto ma il più delle volte si potrà, anzi si dovrà, scappare nel minor tempo possibile.

E’ curioso notare come, pensando al genere degli FPS, si nota un’antitesi nella costruzione del mondo virtuale e nel raggiungimento della soddisfazione ludica. Pensateci un attimo: anche in Quake e in moltissimi altri titoli simili, si poteva scappare senza uccidere neanche un mostro. E’ quello che fanno gli amanti degli speedrun: trovare tecniche di risoluzione dei livelli degli FPS mettendoci meno tempo possibile… questo comporta non fermarsi a sparare ad uno zombi in più o uno in meno.

Eppure il divertimento, in titoli come questi, è proprio nello sparare a tutto ciò che si muove. Mirror’s Edge devasta questa credenza e propone un FPS (perchè in fondo la visuale spesso fa il genere, per alcuni) dove il divertimento sta nel fuggire, provando salti impossibili sulle teste dei propri nemici. Questa ha richiesto un level design davvero solido ai ragazzi svedesi che hanno vinto la sfida a punteggio pieno anche soprattutto perchè hanno costruito i livelli con una doppia valenza. Quella della trama e quella propria degli Speed Run, modalità presente nel gioco una volta terminata l’avventura.

In pratica si tratta di rigiocare tutti i quadri cercando di arrivare alla fine in pochissimo tempo, ma potendo scegliere il proprio itinerario. Questo significa che se nella trama c’era una certa trave su cui dondolarsi, magari nello speedrun sarà necessario correre sul muro ed evitarla, perchè non c’è più necessità di prendere quella determinata strada ma bisogna solo arrivare al traguardo. In Mirror’s Edge, quindi, come suggeritomi dall’amico Kunda, ci sono 2 giochi completamente diversi in una sola scatola: l’avventura in single player e un simulatore di parkour alla Sonic.

Già quanto scritto fino ad ora basterebbe per farvi scattare dalla sedia per andare ad acquistare la vostra copia.

Ma a mio avviso c’è addirittura di più.

Il secondo aspetto che ho particolarmente gradito di questo videogioco, è la “confezione”, davvero da capolavoro. Anzi per un gioco come questo ha davvero poco senso parlare di confezione in senso stretto: ogni pixel, dialogo o nota è una alchimia perfetta che contribuisce all’esperienza ludica. Senza questi aspetti probabilmente il gioco sarebbe molto meno bello di come è, negando una volta ancora che non è solo l’interazione a farci credere in un prodotto, ma anche gli aspetti “collaterali”.

Le musiche sono fantastiche e riescono a tagliare ogni momento con la giusta dose di beat, drum ‘n’ bass ed elettronica per amplificare le già alte sensazioni. Si corre con il ritmo quando si deve scappare da i nemici, si trattiene il respiro con tempi lenti quando si origlia un dialogo importante e così via, fino al coronamento iniziale dove Faith (la protagonista), guidata dal computer, da spettacolo sulle note di “Still Alive“, della famosissima Lisa Miskovsky.

La trama è raccontata tramite un anime che, sebbene si veda essere “posticcio” (voglio dire che ha lo stile dei giapponesi nei disegni ma in ben poco altro)  riesce a raccontare una storia molto adulta, futuristica ma anche molto attuale. Ho trovato davvero convincente l’utilizzo di questo mezzo in tutte le sue potenzialità: i filmati non sono semplici raccordi bensì flashback, introspezioni o addirittura scene mute. Un esempio su tutti, i ricordi di Faith sulla morte di sua madre che hanno tutte le caratteristiche fino ad ora elencate. Attenzione però, raccontare per bene un intrecio non significa scrivere una bella storia: quella di Mirror’s Edge ad esempio non è granchè e il doppiaggio di Asia Argento (nei panni di Faith) è ancora peggio.

L’ambientazione è la ciliegina sulla torta. La città virtuale, assume, per l’ennesima volta, un nuovo significato. Questa volta è sinonimo di libertà, di spiccare  il volo. Tra i suoi tetti, grondaie, discese, tubi, scale, metropolitane ecc. Non si era mai vista una città così chiara, con colori tanto accesi, in un videogioco. A mio avviso è anche grazie a queste scelte cromatiche che si è riuscito a trasmettere così tanto, in termini emozionali, ai giocatori.

Chiudo ricordando a tutti che questo gioco è una produzione di Electronic Arts e non lo faccio perchè EA mi sta simpatica (anzi… se dovessi dire la mia sull’argomento avrei ben altro da dire: esattamente l’opposto) ma perchè mi sembra doveroso menzionare chi ha messo i soldi in un progetto simile, rischiando davvero tantissimo (e io credo che le vendite del gioco, purtroppo non potranno mai significare: “scommessa vinta”). Finalmente il colosso dei videogiochi, dopo anni di cloni e giochi su licenza, ha cominciato a investire e a rischiare dando un reale significato a quel “Arti Elettroniche”, che EA richiama.

Ora a voi scegliere: videogiocatori intenditori che hanno voglia di sperimentare, o soliti smanettoni? Se troverò questo videogioco nella vostra ludoteca vorrà dire che avete scelto la via della Forza! :)

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20 Di risposte a “Mirror’s Edge, sul bordo di un’emozione [recensione]”

  1. Sheik scrive:

    Questo gioco è uno di quelli che mi piacerebbe molto prendere, ma la visuale in soggettiva non fa per me: non vedere in modo chiaro dove sono i piedi del personaggio e dove il bordo della piattaforma mi disorienta completamente.
    Alla fine temo che non sceglierò la forza…

  2. AKirA scrive:

    Sheik, mio giovane padawan, tu puoi… devi! Il lato oscuro è forte, ma non c’è provare! Fidati… se sei di Roma sono disposto a prestartelo, a mio avviso tu ci dovresti proprio giocare!

  3. Pablus scrive:

    Condivido appieno la recensione di Akira sopratutto per quel che riguarda lo stile di gioco: Correre, fuggire, disarmare…
    Ho anche apprezzato la scelta "minimal" dell’ ambientazione.
    Io mi sono divertito anche solo provando la demo, figurarsi il gioco intero:)
    Aspetto un pò e spero di trovarlo usato.

  4. AKirA scrive:

    Per la cronaca mi ero dimenticato di dire a sheik che i piedi si vedono! É il primo fps dove si può vedere realisticamente il proprio corpo nello spazio 3D.

  5. s3ccoR scrive:

    Ma è uscito per pc??
    PS: Buon anno simò!

  6. vale181 scrive:

    ho giocato alla demo….devo dire grandioso :) :D

  7. Sheik scrive:

    su pc uscirà il 16/01/09
    comunque ho provato la versione demo, :( temo davvero di essere troppo imbranato per questo gioco, quello mi metteva fretta e ansia e io correvo (e cadevo in continuazione) senza capire troppo bene dove stessi andando. a parte le mie incompetenze, credo che il titolo sia davvero ottimo per chi è scafato nella visuale in prima persona, ma il sistema di controllo mi ha lasciato abbastanza perplesso. sarebbe bello se ci fosse la possibilità di assegnare le mosse ai tasti che si preferiscono (a me viene automatico premere triangolo per saltare e X per scivolare), ma immagino che dopo qualche ora ci si faccia l’abitudine. carini anche i filmati, anzi lo stile grafico lo trovo fantastico (più che giapponese a me sembra americano alla comics), ma la voce mi sembra un po’ annoiata…io il doppiaggio lo rifarei (come lo rifarei nel 90% dei giochi)… anzi togliamo il parlato, lasciamo i testi: che l’interpretazione sia lasciata alla fantasia!

  8. Maverick scrive:

    boh provando la demo secondo me diventa un pò noioso alla lunga…

  9. s3ccoR scrive:

    Io che mi diverto a bunnyhoppare su cs o quake, figurati qua come mi chiudo!
    Non vedo l’ora che esca su pc :D

  10. Nobsyde scrive:

    Mi è stato regalato per xbox a natale e l’ho finito in 3 giorni (e solo perchè ho deciso di non fare più di 2-3 capitoli al giorno da un momento in avanti).

    Che dire… stilisticamente è davvero un capolavoro, il primo gioco che ti fa venire il batticuore quando muori cadendo da altezze vertiginose tanto è incredibilmente realistico e vario l’effetto.

    Mi è sembrato però molto più limitato di quanto in effetti poteva essere. Ok, disabilitando gli aiuti (ossia il far diventare rossi gli oggetti e personaggi con cui si può interagire) così come ho fatto il gioco diventa enormemente più difficile, ma una volta capito che i salti più comodi sono tutti, o quasi tutti, segnalati da travi, pareti spianate, tubi dell’acqua ecc., il gioco perde un po’ di profondità.

    Portal ad esempio, che penso sia il gioco maggiormente rapportabile a questo mirror’s edge, non solo aveva introdotto un meccanismo di gioco rivoluzionario, ma nelle ultime fasi di gioco ha complicato i livelli in maniera moooolto marcata, eliminando quasi del tutto gli aiuti al giocatore. La storia in portal è narrata con una capacità incredibile, che riusciva a rendere memorabile anche un cubo con un cuore disegnato al centro.

    La storia di mirror’s edge invece semplicemente non esiste. O meglio, potrebbe anche esistere, ma è narrata talmente tanto di fretta e senza analizzare concetti "politici" che invece si potevano toccare che a mio parere può non essere considerata affatto.

    Va detto che ancora non ho provato la modalità sfida a tempo, e ho sentito dire che da sola "valga il prezzo del biglietto", ma a mio parere questo gioco è riuscito a metà; da una parte c’è uno stile grafico più che eccellente, così come alcune (no, non tutte) musiche, dall’altro c’è una lunghezza di gioco ridicola ed una difficoltà lontanissima dal potersi definire alta.

    Insomma, da giocare assolutamente ma NON a prezzo pieno.

    • cristiano87 scrive:

      ciao,un consiglio..io ho preso mirror’s edge x xbox 360 e non riesco ad andare avanti nello schema in cui cui un filmato fà vedere che esci dalla porta e arriva un elicottero dellla polizia,
      poi a causa dell recinto ellettrico salto in un altro palazzo per poi risaltare da una pedana su di 1 tubo..elimino la recinsione elettrica,salto oltre fino ad una porta rossa,dove dentro mi devo infilare in un condotto di ventilazione per salire sul tetto e andare al elicottero..ma’ casco giù dal condotto e mi trovo in una stanza dove c è 1 radio che parla di una runner..in questa stanza cè una trave lunga con un cancello recintato,delle porte a vetri ed un altro cancello recintato..in poche parole mi sono bloccato li e devo salire sul tetto,ma proprio non riesco a capire come fare..se mi rispondi a questo mio problema ti ringrazio davvero..

  11. AKirA scrive:

    @Sheik and Maverick: anche io dopo la demo avevo dubbi… ma mi sono dovuto ricredere.
    @Nobsyde: Beh che lo story mode sia corto è vero… ma, come tu stesso hai detto, sono le altre modalità ad aggiungere longevità al titolo che, per certi versi, non poteva proprio avere una storia più lunga, altrimenti avrebbe perso mordente e non avrebbe potuto stupire come a mio avviso fa. Quando si accede agli speed run o si gioca ai time trial si nota proprio che le evoluzioni “incanalate” dello story mode fanno posto alla libertà di esecuzione e alla fantasia, fondamentali per finire sotto i tempi prestabiliti le due modalità. Inoltre diventa pure un po’ gioco di corse, perchè bisogna migliorare il proprio tempo secondo dopo secondo, limando le indecisioni. Io solo per il primo quadro del time trial, per prendere 3 stelle, ci ho messo 1 ora. E sono 30 in tutto solo i time trial. Vedi bene che la longevità si allunga molto :) Ah… bella nobsyde!! Benvenuto nella “grande community”. Addami subito la gamertag e buon anno Marco!

  12. Marco/Cav scrive:

    Questo è davvero un titolo che divide la sua utenza. In fondo data la sua natura c’era da immaginarselo.

    Anche io ho deciso di provare lo stesso a giocare la demo (perdipiù a sbaffo, non possedendo né una 360, né una PS3), e sebbene i pareri erano tutti contrastanti e generalmente negativi quel che ho trovato mi ha lasciato molto incuriosito. Attenderò la versione PC in uscita a breve…

  13. Eldacar scrive:

    "Per la cronaca mi ero dimenticato di dire a sheik che i piedi si vedono! É il primo fps dove si può vedere realisticamente il proprio corpo nello spazio 3D"

    Breakdown? ;)

  14. AKirA scrive:

    Ops… touchè? Anche se io avevo detto “realisticamente”… breakdown non era tutto sto realistico eh… era più alla oblivion: quando i pezzi di mano dovevano spuntà fuori, spuntavano! :) Mentre in mirror’s edge se ti giri verso il tuo corpo lo vedi… comunque sia bella Elda: allora sf4 com’è? Ho letto sul tuo blog che è da paura… sbaavvvvvvvvv :)

  15. Eldacar scrive:

    SF IV da bava, semplicemente. E io non sono nemmeno un amante dei picchiaduro. Breakdown, a proposito, è il miglior picchiaduro in prima persona ever :P

    In BD vedevi tutto, girando la capa neh!

    E poi migliore trama degli ultimi 5 anni insieme a Shadow of Rome

  16. AKirA scrive:

    Rosik!!! SF IV FTW!!! :)

  17. Alessandro scrive:

    Lei è proprio carina… ma io ho sempre guardato con grande dubbio il parkour e credo che Mirror edge attinga un po’ anche da questo. No? Sarei curioso di sentire un po’ di Asia che doppia, si trova in rete?

  18. AKirA scrive:

    Asia argento che doppia Faith è una delle cose più scandalose della recitazione italiana :) Il gioco comunque attinge tantissimo dal parkour però, che dirti, secondo me riesce per bene a catturarne le evoluzioni. Magari non la filosofia…

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