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Ti hanno trovato, Watchmen: è ora di svendere un capolavoro

Alla fine ti hanno trovato, piccolo, immenso capolavoro.

Hanno cercato in tutti i luoghi più malsani e oscuri, hanno raschiato i fondi di innumerevoli barili e portato sui nostri schermi prodotti di infima qualità, attratti dai guadagni facili che ne avrebbero ricavato.

Nel frattempo, tu eri nella tua nicchia e li guardavi tutti dall’alto, sapevi che mai nessuno avrebbe osato riservarti lo stesso trattamento: la scelta, la raccolta di informazioni, la micidiale fase di adattamento a un mezzo diverso e infine la mercificazione a tutti i costi di marchi, immagini, concetti.

Tu hai cambiato tutto dal giorno della tua uscita: nessuno avrebbe mai pensato che 12 piccoli albetti disegnati che parlano di supereroi potessero avere un simile impatto, potessero stravolgere tutti i canoni sulla base dei quali da decine di anni si scrivevano storie con buffoni in calzamaglia che aiutavano gli innocenti a portare avanti le loro vite.

Hai insegnato al mondo che la narrazione è più importante della continuity, che gli eroi non hanno bisogno di super poteri ma di una determinazione fuori dal comune. Che sotto le maschere, le tutine aderenti o tra le piaghe di un mantello c’è sempre un essere umano, con le sue contraddizioni, le sue bassezze, i vizi e le virtù.

Hai elevato il tuo mezzo espressivo oltre il concetto di “giornaletto”: del resto sei l’unica graphic novel ad aver vinto il Premio Hugo (non Victor, Gernsback) e il Time Magazine ti ha inserito tra i 100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923, segno che il tuo valore travalica tutti i limiti ed è capace di toccare chiunque ti legga.

Quante storie nella storia contieni tra le tue pagine? Di sicuro una trama principale architettata dalla mente di un genio, in cui si incastonano tanti temi diversi, tutti trattati con eguale perizia, tanto da richiedere una lettura attenta (da qui la regola base del tuo lettore, tramandata sin dalla tua uscita: si legge un capitolo al giorno, non di più).

Ma alla fine ti hanno trovato.

Sono pronti a banchettare coi proventi del tuo successo, a sminuirti, a scegliere i temi di cui parlare e il modo in cui farlo: catastrofismo e determinismo torneranno ad essere solo parole da usare per fare gli intellettuali, soppiantate da qualche testa rotta e qualche battuta ad effetto.

Ma tu sarai ancora lì Watchmen (link a wikipedia), nell’Olimpo delle opere d’arte, guarderai i tuoi figli spuri (il film di prossima uscita e il videogioco, addirittura un prequel in due parti venduto in digital delivery su PsNetwork, XboxLive Arcade e Steam), e forse, come lo smile che è il tuo marchio più famoso, sorriderai beffardo…

Watchmen Smile

Nel video il trailer del gioco di prossima uscita Watchmen The End is Nigh, che non è nemmeno tratto dalla trama del fumetto cui si è parlato in questo post: è solo una postilla commerciale al film, un modo abbastanza conosciuto per svendere un capolavoro. Nessuno di questi due “esperimenti” potrà, minimamente, rispecchiare l’opera a fumetti di Alan Moore ormai entrata nella storia.

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7 Di risposte a “Ti hanno trovato, Watchmen: è ora di svendere un capolavoro”

  1. AKirA scrive:

    Questo post mi ha veramente molto colpito, e faccio i complimenti al nostro Fuck per l’opera. Parla poco di videogiochi ma centra il bersaglio. Spesso e volentieri, su certe opere (cinematografiche o fumettistiche o letterarie) viene davvero fatto uno sciacallaggio non necessario. Io non sentivo davvero il bisogno del film di watchmen e del gioco di Watchmen! Leggetevi questo fumetto e capirete perchè: per me è la più grande opera di ingegno umano mai concepita!!!

  2. niccobricco scrive:

    solo ora ho capito che era un fumetto….

  3. AKirA scrive:

    Beh quando parlava di 12 albetti colorati… era già abbastanza evidente :)

  4. Maverick scrive:

    Beh ma a me pare normale, siamo in una società dove qualsiasi potenziale gallina dalle uova d’oro viene spremuta per ricavarci bei dollaroni.

  5. Peppe scrive:

    povero watchmen…povero dragon ball…povero street fighter….e la triste lista continua…

  6. Sheik scrive:

    …povero DragonBall non so… io lo ho sempre detestato, ma a parte questo io non comprendo proprio sta moda dei film. finche mi dicono che faranno il film di Veronica Mars in cui finalmente vedremo il finale della serie interrotta sono pure contento (e prego perchè ne facciano uno anche per Dark Angel), ma quando prendono qualcosa che ha un suo senso e una sua integrità e lo riducono per farlo piacere un po’ a tutti… bho non ne vedo la necessità.
    Però a ben pensarci fin dai suoi albori (a partire dalla svolta narrativa si intende) la cinematografia ha sempre pescato a piene mani dalla letteratura e dal teatro, e in pochi ma significativi casi è riuscita pure a migliorare l’opera originale. ora il parco dei mezzi di intrattenimento si è allargato con i videogiochi e fumetti/graphic novel, è quindi normale che anche questi diventino nuove materie prime. è triste, ma nessuno ci costringe a vedere il film, no?
    la parte più sorprendente è che ha produrre il Videogioco non sarà EA, ma cosa capita?! si lascia sfuggire un opportunità di sciacallaggio?! perdono colpi! stanno bene? non mi facciano così, perchè non li riconoscono più!

  7. AKirA scrive:

    Se non sbaglio produce Warner Bros perchè sono gli stessi del film. Ora la Warner è anche un produttore di videogiochi (FEAR 2 sarà Warner Bros)… quindi abbiamo un colosso in più sul palcoscenico.

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