Ormai è abbastanza evidente che, dopo quasi 8 anni di onorata storia, il netgaming competitivo mondiale su PC sia in un lento e angosciante declino. La situazione italiana, come sanno benissimo i lettori assidui di questo blog, è ovviamente peggiore rispetto a quella straniera ma anche fuori dalle alpi non se la passano tanto bene.
Tanti tornei stanno chiudendo, tanti hanno già chiuso (e il fallimento delle Championship Gaming Series in tal senso è emblematico) e soprattutto si sente la mancanza di veri e propri punti di riferimento. I giocatori sono sparsi nelle varie community quasi a caso e la verità è che, anche secondo statistiche certificate, l’online gaming sta trovando nelle console di nuova generazione una migliore casa. Parleremo di questo argomento, anche perchè molte novità per il gaming su console stanno bollendo in pentola e speriamo di potervele svelare al più presto.
Ciò di cui volevo parlare oggi è: come si può evitare tutto ciò? Come possiamo evitare che il netgaming su PC fallisca? Semplice, trovano nuovi modi di far fare soldi a chi organizza i tornei e a chi gioca. Se siamo arrivati a questo punto, infatti, è perchè gli investimenti da parte degli sponsor sono stati sempre più ingenti e l’unico ritorno che avevano era quello di immagine che, in periodi floridi può anche andar bene… ma con la crisi che tira è sconsigliato. Quindi tutta la macchina si è bloccata (anche se erano un po’ di anni che si stava arrugginendo).
Quindi bisogna trovare un’idea per cui un sito possa trarre dei vantaggi concreti dall’organizzare tornei di videogiochi così come i suoi utenti (che in verità richiedono “solo” tornei con premi).
GeePlay prova a dare forma a questa idea utilizzando TeeWorlds, di cui abbiamo parlato qui, un semplice gioco online gratuito che viene trasformato nel “poker” del netgaming: un gioco di puro azzardo. Fai un frag, guadagni un dollaro; vieni fraggato, perdi un dollaro. Non puoi scendere sotto il tuo budget, finito il quale vieni espulso dalla partita. Semplice, d’impatto e funzionante come business (il sito guadagna ovviamente delle percentuali sulle vincite dei giocatori).
Ovviamente bisogna vedere se una tale formula avrà successo o no ma, catapultata su un sito tipo ESL con centinaia di migliaia di iscritti, credo che sarebbe una bella rivoluzione per il netgaming, non trovate? Ci sono i tornei “buy in” che si tengono in un tempo predefinito, chi vince si prende tutto o quasi, come nel poker.
Che ne pensate?






ma in generale tutti i tornei dovrebbero essere a pagamento, pagare una piccola quota per giocare e in piu’ avere la possibilita’ di vincere qualcosa e’ la consuetudine ovunque tranne che nel netgaming..
lol mi hai anticipato akira, anch’io avevo in programma di scrivere un articolo in proposito, anche se su questo: http://www.playall.com
beh l’idea è carina, ma quando si parla di soldi entrano in gioco milioni di leggi da seguire, burocrazia a palla e tasse da pagare…non credo sia il futuro del netgaming questo, il poker, a mio avviso, è una cosa diversa rispetto al gaming.
"giocare" per "fare soldi"?
Probabilmente avrete capito meglio di me che è un controsenso.
In quanto tale il Gaming non dovrebbe dipendere dai soldi.
Ultimamente va di moda il poker. Su ESL organizzano tornei di poker e come hai fatto notare anche te Simone c’è gente che comincia a investire i propri soldi (ancora pochi a dire la verità) per tentare di vincere un premio finale, affrontando però un numero di avversari talmente vasto che la percentuale di probabilità di riuscire a vincere quei soldi investiti diventa quasi pari a zero.
In questo modo si creano dei circoli viziosi.
Pago, gioco, mi piace, perdo ma insisto.
Se ci fate caso è un concetto molto simile al videopoker e tutti sappiamo che c’è gente malata che si gioca tutto lo stipendio per vincere 5 gettoni.
Personalmente ritengo che questo non sia altro che un modo di fare arricchire i pochi organizzatori e illudere gli utenti con facili guadagni quando, a conti fatti, i facili guadagni li fanno solo i gestori del servizio.
Prima hai citato i problemi che sorgono ad organizzare tornei "in perdita" (come è, o è stata, la Prolan) ma ho idea che gli introiti in questo tipo di manifestazioni si possano raggiungere in due modi.
Caso 1: Organizzi un torneo come è stato il GamesLand (concedendo però l’accesso al pubblico e senza piazzarlo in un garage) e allora hai la SICUREZZA che gli investimenti fatti torneranno sotto forma di pubblicità.
Caso 2: Si fa pagare un prezzo adeguato per il servizio offerto.
Se monto 40 postazioni, 20 persone di staff, kilometri di cavi, ore spese a cablare reti o collegare pc fra loro è ovvio che il prezzo di iscrizione non possa essere meno di 50 euro a persona.
Concludendo vorrei avere da te, Simone, un piccolo chiarimento: Questa formula del "investo soldi per vincere un montepremi" non è stata gia usata e abusata in passato?
Gia che hai citato ESL vorrei far notare che è tutt’altro che un torneo gratuito e non lo è piu da quando 1 o 2 anni fa (ora non ricordo con precisione) il fregolamento è stato cambiato OBBLIGANDO i player a pagare i Premium per partecipare alle competizioni.
Se questo non è investire soldi per vincerne altri non so come lo si possa definire.
Se non ha funzionato fino ad oggi, perche dovrebbe cambiare trasformando questa metodologia in qualcosa di "interattivo" dove invece di fare i conti a torneo finito, si fanno durante lo svolgimento dello stesso?
p.s. sto fatto come una zucchina e non ho riletto. Sicuramente sarà arduo da capire, quando sarò piu lucido vi spiego meglio
Per me la svolta GeePlay non andrà da nessuna parte. L’idea alla base dell’iniziativa non mi sembra tanto nuova nel mondo dei videogiochi. lo schema paghi per ogni vita persa ricorda molto i cabinati, ma i cabinati mi sembrano più morti che vivi, i giocatori preferiscono pagare una cifra forfetaria a priori senza dover andare avanti di monetina in monetina (poi il gioco cambia anche dato che non è più una macchina spilla soldi). La differenze con il meccanismo che sta alla base dei videogiochi fin dai loro albori è la ricompense economica nel caso dell’eliminazione di un avversario, ma questo basta per invertire la rotta? secondo me no. innanzitutto perchè il periodo in cui si perdono più vite è tendenzialmente quello da newbie, quindi vorrebbe dire che il primo impatto del con il gioco sarebbe una disfatta economica (e invece sappiamo benissimo che le prime volte si deve irretire) e poi perchè qui non si tratta di fortuna.
Non condivido molto la scelta del termine "azzardo", la roulette è un azzardo, la slot-machine è un azzardo in cui la fortuna gioca un ruolo dominante, ma qui c’è una grossa componente bravura ed esercizio in gioco che riduce l’ampiezza del bacino di questa truf… iniziativa.
Trasportando tutto questo nei tornei reali (quelli seri), far pagare una quota di iscrizione non è un principio così sbagliato, ma credo che non faccia molto la differenza. La grossa verità è che questi eventi sono sempre un po’ (troppo) di nicchia. Le case produttrici di videogiochi dovrebbero supportarle di più. dar maggior risonanza agli eventi, creare un po’ di Hype intorno e renderli appetibile anche ai non partecipanti e ai loro amici. insomma avete presente il film "Il piccolo grande mago dei videogames"? ecco!
con un maggior pubblico gli sponsor avrebbero anche qualche motivo di partecipare.
Stavolta, stranamente, dissento caro Sheik. Cioè non è che dissento è che secondo me hai scritto delle inesattezze, forse fondate sul mio post non proprio preciso sull’argomento.
Cioè, il meccanismo del gettone non è da assimilare a quello di GeePlay. Il pay per play, ovviamente, ha questo significato: pago per giocare. Ad ogni vita, ad ogni credito, ad ogni quadro, ad ogni shareware ecc. Ma con i miei soldi compro l’esperienza del gioco che già dovrebbe bastarmi per essere “contento” di averli spesi bene.
Qui invece è proprio un “azzardo” (al di là della bravura, quella c’è anche nel blackjack, poker o altri giochi di carte) nel senso che si paga per “rischiare” di vincere altri soldi. Tecnicamente è un meccanismo identico al poker: ad ogni mano i soldi passano da una parte all’altra, da un giocatore all’altro. Ovviamente la componente bravura è più presente su teeworlds che nel poker, ma anche in quest’ultimo se non sei capace, te magnano tutti i sordi… quindi diciamo che il tutto mi sembra assimilabile.
Il discorso dei tornei in cui si paga per giocare è già storia vecchia. Nel senso che la maggior parte è già così. Solo che i soldi non bastano mai per organizzare eventi seri. Per organizzare una lan, anche da 100 persone, anche se fai pagare ogni persona 35€ (che è tanto) comunque difficilmente ci rientri. Devi pagare i premi, lo staff, l’albergo per lo staff, i computer, l’affitto ecc ecc
Online il meccanismo di ESL è quello più vicino ad un’industria e quindi economicamente valido. Paghi per un account che ti permette di fare i tornei dove si vincono i premi migliori. Però anche lì non è che si tratti proprio di un grande business. Un premium account non costa certo quanto le spese di gestione di server, traduzioni, redazione, community ecc che c’è dietro a ESL.
Questo di GeePlay è un modello nuovo che, se ci fossero tantissimi giocatori (cosa che non credo sia vera) potrebbe anche funzionare… il suo problema è nel fatto che comuque a nessuno piace perdere i propri soldi contro gente che li guadagnerebbe e basta perchè troppo forte (fondamentalmente nel poker online è già così ma c’è più l’illusione di poter vincere…)
..e anche io questa volta devo dirmi in disaccordo con te Simo, sopratutto per quanto riguarda la questione dei Premium di ESL.
E’ vero, come hai giustamente detto, che il lavoro alle spalle di un’azienda come è ESL è immenso, ma è anche vero che per gestire una community di un singolo gioco non servono piu di una 10ina di persone (che guarda caso non sono retribuite e questo lo dico da persona informata dei fatti perche m’avevano offerto di fare loro da newser AGGRATISE).
Quindi chi resta da pagare? Te che fai le telecronache, Reveng e il suo staff per il lavoro organizzativo (o comunque sia di qualsiasi cosa si occupi) e quel minimo di staff necessario ad organizzare gli eventi LAN che molto spesso viene reclutato da persone gia stipendiate da esl (e stiamo parlando sempre di 5-6 eventi escluse le finali annue di EPS)
Devi però notare che se facessimo un piccolo calcolo sulla quantità di persone che hanno pagato sto Premium troveremmo che, con questa metodologia, ESL gia incassa una fracca di soldi.
Se ci metti che parte degli introiti (penso, non ne ho la certezza) provengono anche dagli sponsor, direi che fra Premium e Trusted Card e sponsorizzazioni varie ci possono tirare su una sommetta non indifferente.
In fondo non penso che Progaming faccia la carità ad Asus e Samsung facendogli pubblicità gratis. Non pensi?
Dela mi spiace ma parli da persona non informata, veramente, dei fatti.
Ma tu hai idea di quanto costi la licenza ESL? Del fatto che una parte dei soldi dei premium vadano in germania? Di quanto costi gestire una community (si c’è gente non pagata, quello è chiaro, ma c’è anche gente pagata)? Dei costi della banda, della programmazione, della traduzione… ecc?
Io dico che, ad occhio e croce, non credo che con i premium progaming si arricchisca. Con gli eventi forse… (ma forse), ma quello è un altro discorso.
Un premium da 3 mesi costa meno di 9 euro (e badare bene che non tutti vanno a Progaming, solo una quota). Anche mettendo che ci siano 1000 premium ogni 3 mesi, sono 9000 euro (che ripeto, non vanno tutti a progaming), quando il solo montepremi di EPS è stato, almeno fino ad ora, di 30.000, il che significa che ce ne stanno almeno altri 50.000 dietro per fare gli eventi collegati al circuito EPS. Oltre a questo, c’è da pagare le persone che ci lavorano dietro, è vero che molti admin (anzi quasi tutti) non sono stipendiati, ma ci sono dietro a loro dei responsabili, che si occupano di assicurarsi che tutto funzioni correttamente e spesso lavorano anche ben oltre il loro normale orario (te lo dico perchè sono uno di questi). Ah, ovviamente mi sono scordato di dire che NON si vendono 1000 premium ogni 3 mesi, era una esagerazione, anche contando il fatto che solo in Italia, con competizioni varie, ne regaliamo circa 450 (fra key da 3 mesi, da 2 mesi e 1 mese) ogni 2/3 mesi. Questo per far capire che per ESL Italia i premium sono una quota irrisoria del fatturato, non sono una "fracca di soldi". Poi magari per ESL germania è un altro discorso…
ok, allora, non metto in dubbio che il poker & co richieda bravura, però (magari sbaglio) mi sembra che la necessità di un po’ di fortuna ci sia comunque (puoi anche impostare la tua strategia seguendo il gioco, ma non puoi sapere che carta tra quelle ancora disponibili avrai). in un videogioco invece puoi anche solo avere bravura per vincere, se non ci sono elementi lasciati al caso la fortuna non è necessaria. certo, trovarsi a giocare con giocatori più deboli è anche quella fortuna…ma vha bhe.
Comunque hai ragione quando dici che è una scommessa in cui si paga per guadagnare altri soldi, ma personalmente lo vedo come un incentivo non come attrattiva principale. le persone che partecipano a tornei come GamesLand o ESL non credo che videogiochino per il premio. penso che si siano avvicinati al gioco perchè l’esperienza piaceva, poi si sono scoperti bravini e solo in seguito hanno pensato di "guadagnarci" qualcosa sulla propria passione. ritengo quindi che chi gioca a TeeWorlds non pensi "che **** di gioco, ma si guadagna", credo che gli piaccia a prescindere. il fatto poi che si giochino soldi è un incentivo, giusto per dare un brivido in più. La base quindi mi sembra proprio quella di un pay per play: stanzi il budget che sei disposto a spendere per quel esperienza e se sei bravo vieni a casa della cifra stanziata, magari i perdenti ti pagano da bere, ma non ti ci fai uno stipendio (ho visto il montepriemi da 1000€). Anche perchè se la disparità di forze è così elevata i perdenti dopo un po’ si stufano di prenderle (e di venire salassati) e mollano il gioco lasciando solo più quelli di un certo livello a darsele tra di loro.
Qualche anno fa c’era un cabinato (di cui non ricordo il nome) che per rendere il giocatore un po’ più coinvolto dava una piccola scossetta elettrica ogni volta che il suo alterego subiva un danno. Questa mi sembra più o meno la stessa cosa, solo che la penalità al posto di essere fine a se stessa contribuisce ad arricchire il gestore.
Poi si può vivere questa cosa anche come un’ossessione in cui investire lo stipendio, ma francamente mi sembra chiaro che non ci siano vere possibilità di "fare soldi". Nel Poker, quelli che fanno soldi, giocano somme davvero forti per mano. Anche perchè francamente dubiterei un pochino sull’onestà del gioco. Non è poi molto difficile, per i gestori, programmare un bot particolarmente forte (il banco) che si aggiri a rastrellare euri qui e la.
ma la quota d’ingresso dovrebbe servire solo per il premio finale, i costi per l’evento dovrebbero invece essere tutti addossati agli sponsor e alla casa produttrice del gioco. tu dicevi che questi ci guadagnano poco. ma in realtà lo fanno perchè non sono abbastanza aperti per interessare tutti. il torneo dovrebbe essere solo un palco spettacolare in cui mostrare epici scontri tra punte di eccellenza. ma accanto esserci anche la presentazione del gioco per tutti coloro che guardando il palco siano tentati di avvicinarsi ai giochi visti. "seminari" tenuti dai campioni ai giocatori di medio livello dove gli danno consigli per affinare le loro abilità. stand in cui vengono presentati (e venduti) accessori cool "che un vero videogiocatore pro non si può far mancare" (o che almeno gli si vuol far credere). scommesse (tipo l’ippodromo) su chi vincerà gli scontri del torneo e quant’altro. insomma costruendo eventi che cerchino di abbracciare un po’ tutti i gusti e non solo gli addetti ai lavori, gli sponsor avrebbero seri motivi per investire.
bho, questa è la mia visione, poi ci sono così tanti se che alla fine resta solo un "per parlare". Tu sei molto addentro a quest’ambiente, credi davvero che l’unica molla sia il vile denaro?
No ci mancherebbe. Direi che il discorso che fai tu oltre ad essere lucidissimo e giusto è anche “ideale”. Cioè sogno un torneo come tu lo descrivi da quando mi sono avvicinato a questa passione chiamata netgaming nel 1996. Però comunque non sta andando così e tutto si sta spegnendo… i tornei di videogiochi non funzionano perchè nessuno ci investe perchè nessuno ci fa soldi. Magari tra anni, tanti, si. Ma ora no. E allora c’è una soluzione? Magari il vile denaro era questa soluzione…
un po’ OT ma il discorso sul gioco/scossa elettrica mi ha fatto ricordare dello scempio pià ignobile della storia di videogiochi: il cabinato di Double Dragon 3 che chiedeva nuovi soldi per avere le armi migliori!!!
Come a dire: vuoi il rocket? 10 euro
Esistono siti d sto tipo da un bel pò, con i vari counterstrike cod etc.
http://www.readmore.eu/index.php?cont=news&id=4858
Si ricollega vagamente a quello di cui abbiamo discusso.
Comunque..per tornare IT, Simo mi pareva ovvio che non posso parlare da persona informata dei fatti su TUTTO quello che riguarda gli introiti di ESL.
Comunque vorrei far notare che io ho menzionato Progaming solo per quanto riguarda la parte degli sponsor ed è ovvio che dev’essere quella e gli eventi organizzati (forse) a colmare il fabisogno monetario di un’azienda del genere.
Resta comunque il fatto che, se tutti gli utenti ESL rinnovano il Premium ogni 3 mesi al costo di 9,00 €, x 4 volte l’anno per una cifra di utenti che si aggira intorno al 1.9o0.0o utenti si raggiunge la cifra (assolutamente non indifferente) di 205.000.000 di euro.
Anche volendo fare il calcolo solo per la metà degli utenti che ho citato (e la cifra l’ho presa dall’articolo che ho linkato sopra) si raggiunge comunque una cifra esorbitante.
Oi Simo ovviamente io non sto dicendo che quello che dico è sacrosanto. Sto semplicemente facendo delle ipotesi ma se sbaglio non lo faccio sicuramente in cattiva fede
per caso ho usato un pò troppe ripetizioni?
Come avevo detto anch’io ho scritto un pezzo al riguardo, lo puoi trovare qui
http://team.cubesports.it/en/frag-for-cash-l-altra-chance-del-gaming.html
fammi sapere che ne pensi
Idea fallimentare.Cia vevano provato con Kwari, un FPS online che prometteva di portare il colore dei soldi dove mai prima si era spinto. In questo gioco potevate sfidarvi in tornei da tre mappe con 16 giocatori o in una mappa con un massimo di 64 player e fare la vostra puntata. Quando vi capitava di uccidere (virtualmente) uno dei videgiocatori … Visualizza altrodella sessione, vicnevate soldi fino a un dollaro per player colpito.
Essendo quasi un gioco d’azzardo, ha avuto una diffusione limitata spece negli Stati Uniti.
Ciò ha portato algi inizi del 2008 alla chiusura del progetto e il sito ufficiale Kwari non c’è più.
Kwari era un FPS (complicato) dove l’azzardo, sinceramente, è molto poco. Chi sa giocare vinceva un sacco di soldi chi non sa giocare… non avrebbe mai vinto. Questo è un gioco più semplice… forse, e dico forse (ci credo poco) può anche funzionare come modello economico…