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Afro Samurai – katanate a suon di rap [recensione]

  • Piattaforma: PS3, XBox360
  • Publisher: Namco Bandai Games
  • Software House:
  • Afro Samurai – katanate a suon di rap [recensione]

    Afro Samurai… Provate a spiegare in tre parole a una persona completamente a digiuno di anime di che cosa si tratti e come possa venire in mente un’idea tanta curiosa: vedrete il soggetto in questione spalancare gli occhioni dicendo cose tipo ” Ma dai! Hip Hop, pettinature afro e immaginario da Giappone feudale? Ma stai scherzando!

    Invece è proprio così: per farvi belli potete però aggiungere che il cartone, così come il gioco, sono doppiati da Samuel L. Jackson, e che il sangue scorre davvero a fiumi.
    Tutti gli elementi del classico action spezza gambe alla Ninja Gaiden sono presenti in questo curioso prodotto, che punta forte sull’appeal generato su chi conosce l’anime, guidando al contempo nella vicenda chi non ne sapesse nulla.

    Il problema però non è ciò che c’è, ma ciò che non è stato minimamente preso in considerazione.
    Innanzitutto la varietà nell’azione: per più di 10 ore non si fa altro che massacrare i pulsanti del pad alla ricerca di una bella combo cui affezionarsi (così da ripeterla fino allo sfiancamento), con una minuscola variante casuale data da brevi sezioni platform, ampiamente rovinate dalla gestione della telecamera.

    Il tenebroso Afro Samurai è vittima di uno dei mali del nostro tempo videoludico: la necessità di guadagnare esperienza per migliorare le proprie tecniche.  L’avanzamento non è segnalato, diciamo che succede e basta e non vi lascia la minima gestione su quale aspetto (attacco, difesa, combo etc…) focalizzarvi.

    Le cose sono due: o il personaggio lo potenzio come (e quando) voglio, distribuendo punti abilità come nei GdR, oppure ho sempre lo stesso protagonista e magari qualche oggettino per personalizzarlo…Nel titolo in questione vi viene solo segnalato il passaggio di livello e la conseguente combo sbloccata, rendendo davvero fastidiosa la sensazione di procedere su un binario predefinito.
    Ci sono però anche validi motivi per imbarcarsi nella crociata per diventare il samurai numero uno: innanzitutto la realizzazione grafica che, sebbene a volte risulti approssimativa (guardate le immonde animazioni dei capelli del protagonista in molte cut scenes) è gradevole grazie al cell shading e maestosa in alcune ambientazioni, curate e di grande effetto anche se esplorabili in modo molto limitato.

    Una nota di merito va alla colonna sonora, mix di musica tradizionale nipponica e hip hop, in virtù del contributo di RZA, che ha collaborato alla creazione della tracklist con un paio di brani: l’effetto d’insieme è molto originale e fonde perfettamente due mondi quasi opposti in un connubio perfetto.

    Come il clichè impone, in qualsiasi prodotto che abbia a che fare con l’hip hop devono esserci decine di parolacce. Vi cito una frase per tutte, gridata da Ninja Ninja (l’equivalente afro del Grillo Parlante) al protagonista in un livello in cui bisogna rincorrere una fanciulla, che possa rendere l’idea: “Hai passato così tanto tempo a rincorrere la giustizia che non ti ricordi come si rincorra la fica“.

    Questo tema mi porta a un ultimo problema, che andrebbe analizzato con riferimento al videogioco in senso più ampio: la localizzazione. Tutto il gioco è parlato in inglese, in ossequio ai prestigiosi doppiatori che hanno partecipato, ma solo nelle scene d’inframezzo compaiono i sottotitoli: in ogni altra fase, compresi gli (ignobili) scontri con i loquacissimi boss, rischiate di non capire nulla come me, a meno di essere ferratissimi nell’inglese.

    Con questo voglio dire che è estremamente fuorviante dire che un titolo è in italiano quando poi non è possibile godere della trama senza sforzarsi a giocare e capire i dialoghi.Ancora una volta sangue e smembramenti, combo e bullet time, fascino della licenza e colonna sonora cercano di mascherare le lacune fondamentali di un gioco, affossandone ogni tipo di velleità e relegandolo nel limbo dei vorrei ma non posso”.


    P.S. L’attenzione al dettaglio al giorno d’oggi è fondamentale nell’affollato mondo delle uscite di videogiochi: qualsiasi appassionato di arti marziali o studioso delle tradizioni nipponiche sa bene che dopo ogni combattimento il sangue dalla spada VA PULITO, altrimenti all’estrazione successiva la katana difficilmente si libererà dal fodero, lasciando il propietario inerme: capito Namco Bandai? :)

    Inside The Game

    • Il fascino di un'ottima licenza, colonna sonora azzeccata

    Outside The Game

    • Non completamente tradotto in italiano, poco vario
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    9 Di risposte a “Afro Samurai – katanate a suon di rap [recensione]”

    1. Maverick scrive:

      lol ma la roba della katana è vera?

    2. Pinolo scrive:

      Titolo che voglio provare assolutamente!!!

    3. Fucktotum scrive:

      @Mave: si che è vero: io lo so grazie a un amico che fa proprio un corso di spada giapponese.
      In sostanza, la tecnica consiste nel colpire immdeitamente estraendo la spada, e poi rinfoderarla al volo.
      E’ interessante che anche al giorno d’oggi, in cui ovviamente si tratta di esibizioni, la mossetta finale prima del rinfodero sia dare un colpo secco al manico, proprio per pulire il sangue.
      Altrimenti, una volta seccato dentro al fodero, farà da effetto colla, rendendo impossibile le successive estrazioni: in Afro Samurai il dettaglio è assente e la lama prerennemente imbrattata.

    4. Dont scrive:

      Io che sono stato alla Cartoomics allo stand Atari (colgo l’occasione per salutare Akira), ho dovuto promuovere questo gioco assieme ad altri due titoli della stessa casa.
      Ho naturalmente avuto l’occasione di giocarci, ma soprattutto di vedere le reazioni di coloro che provavano il gioco per la prima volta (e a cui dovevo ripetere ogni volta i tasti :S). Bhè, devo dire che una stragrande maggioranza diceva all’amico, oppure a me (se era solo): "Che figata!!". Questa è stata la frase che ho sentito più volte ripetersi dopo pochi secondi di gioco.
      Il tagliare la testa, gli arti o addirittura il corpo a metà, faceva entrare la gente in una sorta di estasi, facendola sentire onnipotente. La facilità iniziale del gioco e quella sensazione di cui poco fa parlavo, a mio parere, farà vendere numerose copie.
      La cosa triste però è che dopo un pò che ti cimenti in questa macabra disciplina, ti annoi. E molti saranno costretti ad andare avanti per inerzia, dato che hanno acquistato il titolo (magari per non deludere papà per aver acquistato quel gioco).
      In questo gioco d’altronde non esiste nessuna modalità diversa oltre alla storia (infatti alla Cartoomics ero impossibilitato a fare tornei per questo gioco). Questo, secondo me, lo condanna già in partenza.
      Una cosa che secondo me hai dimenticato di scrivere nell’articolo è che il titolo ricalca in molti aspetti il più famoso Prince of Percia. Infatti anche come nel titolo Ubisoft si può rallentare il tempo per un periodo molto limitato (facendo diventare lo schermo in bianco e nero, anticipando i nemici e compiendo mosse devastanti), e soprattutto nella modalità platform si può correre sulle pareti, si può saltare da un muro all’altro, si può girare intorno ai pali/tubi…
      Diciamo che è una miscela di cose che possono piacere alla gente.

      P.S.: Dopo Cartoomics ho giurato ad un mio amico che è venuto con me, che gestiva lo stand a fianco, che se mai avessi più visto Afro Samurai avrei girato l’angolo e me ne sarei andato (no, in verità ho detto di far molto peggio xD), ma ho scritto tutto questo per cercare di darvi un consiglio. Non comprate questo gioco, come si suol: Tutto fumo e niente arrosto.

    5. Dont scrive:

      Dimenticavo una cosa importante, a riguardo della localizzazione; durante il gioco è possibile visualizzare un piccolo elenco dove sono presenti molte cose che possono interessare al completamento della storia, come le combo sbloccate, e cose meno importanti, come il numero delle teste tagliate.
      L’ho aperto del tutto casualmente cercando di scoprire qualche combo. Non mi ricordo bene come si apre, ma se non erro bisognava premere uno dei due analogici, oppure entrambi assieme.

    6. AKirA scrive:

      We… e allora ciao Dont, se stavi a Cartoomics! Potevi venire a salutarmi :) Mi piace sempre conoscere i lettori del blog ;) Dai al prossimo evento ti aspetto!

    7. Dont scrive:

      Impossibile che non mi hai visto xD Ero quello obbligato a tenere la bandana di Afro davanti al palco basso che ogni tanto ti portava i vincitori dei tornei di Naruto e Pro race. In più sono stato il commentatore delle finali di eps di tmnf che ti ha fregato la coca cola xD
      La prossima occasione ci facciamo un salutino ;)

    8. AKirA scrive:

      Ah chiaro… si che ti ho visto cazzo e mi ricordo esattamente di te, soprattutto per la coca! Ah ah ah ;) No scherzo, scusa per non averti ricollegato alle finali EPS subito è che a progaming c’è stata una girandola di collaboratori :)

    9. s3ccoR scrive:

      Non so il videogame ma l’anime era veramente pregievole.
      Rza :sbav:

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