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Dragon Age Origins e la Diablo cultura [preview]

Dragon Age Origins è proprio un ottimo titolo. Non nel senso che siamo di fronte a un bel gioco, ma perchè proprio la scelta del nome del nuovo IP di BioWare dice tutto quello che un appassionato di GdR si aspetta… In sole tre parole :) !

Eh si, perchè in qualsiasi contesto ludico schiaffi un drago, ecco lì che sboccia l’interesse: aggiungendo un qualcosa che sappia di antico e una parolina magica cui puoi cambiare il senso a piacimento per sembrare più profondo (gli sviluppatori hanno dichiarato che “Origins” riferisce sia al ritorno alle origini della software house, sia alle prime due ore di gioco, quelle in cui si crea il proprio personaggio).

Facendo queste riflessioni senza conoscere la storia dei programmatori canadesi, tutti sarebbero portati a pensare alla solita cialtronata sword ‘n sorcery: non è minimamente così, come chi ha giocato ai suoi molti capolavori (Baldurs Gate, Neverwinter Nights, Knights of the Old Republic e il più recente Mass Effect) sa bene.

Mettere nello stesso contesto Bioware e GdR o RPG occidentali potrebbe equivalere a una nuova pietra miliare in un genere che, inutile dirlo, inizia a scricchiolare sotto lo stesso peso della sua gloria.
Nel mondo dell’usa e getta videoludico, titoli da 60 e più ore rischiano di diventare  sempre più rari; il “fenomeno WoW” strappa molti fans, convinti che sia più divertente litigare con una persona vera per un drop piuttosto che comandare più personaggi ma non rimetterci in salute mentale; le meccaniche base sono ampiamente definite (party con mago che spara magie da lontano, ladro che si nasconde e non fa nulla per ore salvo dare il fatidico colpo finale e guerriero che parte lancia in resta per dare tempo agli altri due…Che barba!); last but not least, la difficoltà estrema nel creare un universo narrativo originale e efficace.

Da ciò che si vede in giro, molti (ma non tutti) questi elementi potrebbero avere soluzioni interessanti entro la fine dell’anno, quando Dragon Age Origins verrà downloadato abusivamente e la sua iconcina comparirà sul vostro desktop (si, prima per Pc, poi, dopo un po’ per console, cioè PS3 e Xbox360).

Da Bioware arriva la notizia più attesa: possiamo considerare DAO come il successore spirituale di Baldur’s Gate.

In termini concreti ciò vuol dire che la varietà di situazioni che quel vecchio capolavoro già conteneva (1998), l’abilità nella stesura dei dialoghi e la capacità di tracciare indelebilmente nella memoria i caratteri dei comprimari saranno senza dubbio punti forti di questa nuova avventura.
Non ci sarà l’universo di Advanced Dungeons & Dragons (e di Forgotten Realms in particolare) a farci compagnia, ma un mondo tutto nuovo, già pronto per essere sfruttato commercialmente a tutto tondo, con tanto di DLC, gioco da tavola e tutto ciò che il compendio del perfetto bimbominkia richiede per essere al passo coi tempi.

Parlando di combattimenti, sangue e viscere (che sono poi il motivo per cui state leggendo tutto ciò), pollice positivo sotto tutti i punti di vista: sarà heroic fantasy, ma è anche sporca, oscura, brutale e molto, molto sanguinosa. In aggiunta, i combattimenti possono essere bloccati in ogni momento per valutare come e contro chi far perire i vostri eroi, proprio come in BG.

Possono mancare poi le nuove sensation del momento, le leggendarie scelte morali?

Annunciate come “le più dure di sempre” da decidere, avranno il compito di farci sentire meno ingabbiati da quello che nel lontano Canada hanno stabilito per noi, ma prenderanno le mosse direttamente dalla creazione del personaggio: in modo analogo a Mass Effect, quello che sceglierete come il vostro passato tornerà più volte a condizionare le vostre scelte ed opportunità, al pari dei rapporti con i seguaci che vi seguiranno, sempre pronti ad abbandonarvi nella cacca per aver scoperto che 20 anni prima avete ucciso il loro rugginofago da compagnia.

Ironie varie a parte, l’unico aspetto che mi preoccupa è quello delle effettive dinamiche, perchè se è vero che la distinzione tra i vari personaggi giocanti è data dalle specializzazioni che via via sceglierà avanzando di livello, è altrettanto vero che tre classi (proprio quelle di cui sopra: guerriero, ladro e mago) sembrano pochine, soprattutto se in fin dei conti i poteri davvero utili saranno i soliti 5/6, col risultato che avremo tutti personaggi pompatissimi e tristemente identici.

So che Bioware non mi tradirà neanche stavolta e credo fortemente che per quanto teoricamente simile all’imminente (?) Diablo 3, DAO sia un prodotto destinato a un pubblico diverso, per cui frasi come “Chiuditi il naso piccolo Boo, frugheremo tutti i buchi” o “I serve the Flaming Fist” non siano solo corsivi a chiusura di un post, ma immediati legami a un glorioso passato.

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14 Di risposte a “Dragon Age Origins e la Diablo cultura [preview]”

  1. Peppe scrive:

    Non vedo l’ora di gustarmi questo titolone, intanto mi butto su Sacred 2 ;)

  2. s3ccoR scrive:

    non so a me sembra un genere un pò troppo trito e ritrito, però chissà…

  3. AKirA scrive:

    Io dico che sarà una figata! Bioware + RPG = grande gioco. Una spruzzatina di meccaniche alla diablo + sangue = capolavoro! :) Vedremo quando esce!

  4. deLa scrive:

    "…sempre pronti ad abbandonarvi nella cacca per aver scoperto che 20 anni prima avete ucciso il loro rugginofago da compagnia."

    ahahahahahaha oddio sto morendo!!! Appena ho letto rugginofago m’è apparso un flash de "il Manuale dei Mostri" in cui c’era un disegnino di questo scarafagetto mangia metallo :D

    …fantastico :’)

  5. deLa scrive:

    hhuuuu che bello mi ricordo anche questa!!!

    "Chiuditi il naso piccolo Boo, frugheremo tutti i buchi" grande il barbaro con il cricetino!

  6. templaR scrive:

    cazzo c’ho messo un po a ricordarmi del rugginofago hahahahah
    bo dai vedremo cosa viene fuori…

  7. Fucktotum scrive:

    @ deLa & templaR: GRANDI, evviva il rugginofago :D :D :D

  8. AKirA scrive:

    Io invece non c’ho giocato e sono escluso da questa divertente discussione :( Shame on me!

  9. AKirA scrive:

    Ohi… per la cronaca, ho scritto che non c’ho giocato e infatti l’articolo l’ha scritto Fucktotum, non io :) Ora ho cambiato l’autore!

  10. Fucktotum scrive:

    Se se: avvocati, al lavoro!!! :D :D :D

  11. inskin scrive:

    Promette senz’altro bene, spero riusciranno a trovare il giusto equilibrio tra i due generi di partenza (magari con la possibilità di scegliere se combattere a turni, giusto per essere monotoni.. :) ).
    I GdR in terza persona hanno nettamente bisogno di una nuova strada per il successo (Mass Effect ci ha provato, ma non sono ha centrato in pieno il bersaglio), così che li possa alternare a quelli "free roaming & first person" della Bethesda.. :roll:

  12. AKirA scrive:

    Azz non ti è piaciuto mass effect inskin? :) Io l’ho adorato!

  13. inskin scrive:

    In realtà non l’ho ancora giocato, ma da quel che ho letto e visto in rete dovrebbe andarmi piuttosto a genio…più che altro parlavo dell’effetto sul mercato e sugli utenti; guardando ai GdR di questa generazione hardware, Oblivion e Fallout 3 non hanno ancora degni corrispettivi in terza persona per hype, premi e vendite;
    nella scorsa generazione la "partita" era stata invece abbastanza alla pari e, per fare un esempio pratico, sia Morrowind che Knight of the Old Republic fecero un gran trambusto e aiutarono non poco le vendite del cassone Microsoft..o quantomeno con me hanno funzionato alla grande! :roll:

  14. Arkhan scrive:

    belissimo articolo, non mi capita da anni di aspettare un gioco in single player ma questo davvero lo sto aspettando, perchè ormai rpg del genere sono davvero rari, e poi gia una frase come "erede di baldur’s gate" mi fa cagare sotto visto che per me baldur’s gate e torment sono i migliori giochi mai fatti

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