Dopo i discutibili atteggiamenti e gli innumerevoli passi falsi che hanno contraddistinto la presentazione, l’uscita e la promozione della PS3, il rapporto fra Sony ed i videogiocatori sembrava finalmente essere tornato, se non all’idillio degli anni scorsi, almeno alla normalità. D’altronde parliamo pur sempre della casa che ha dato i natali al brand simbolo dei nostri tempi: se negli anni ‘80-’90 per parlare di videogames si diceva semplicemente “Nintendo“, oggi per la gente l’equazione è videogioco = Playstation. Con questo pensiero rafforzato da diversi mesi di calma apparente, si era quindi diffusa una tenue speranza che i colpi di testa dello staff Sony fossero finiti e che la casa del Walkman, scontratasi con la dura realtà di aver perso per propri demeriti la posizione dominante, avesse fatto tesoro dei propri errori e stesse pian piano risolvendo i propri problemi.
Invece l’E3 2009, ed i giorni immediatamente successivi, sono stati soltanto un’altra ulteriore conferma dell’inadeguatezza comunicativa che ha caratterizzato tutte le mosse di SCEI dalla primissima presentazione della PS3 in poi; un problema tanto grave da arrivare a minare la credibilità degli annunci ufficiali fatti dalla casa giapponese, oltre che fornire un’idea di confusione interna all’azienda tutt’altro che proficua.
Non si spiegherebbe altrimenti la proverbiale, clamorosa zappata sui piedi che si sono dati subito dopo la pur riuscita press conference della fiera: in quel di Los Angeles infatti Sony si era comportata in maniera più che pregevole, annunciando diverse esclusive per la sua console casalinga, un sensore di movimento di discutibile originalità ma comunque interessante e soprattutto la PSP Go!, il radicale restyling che dovrebbe rilanciare le vendite di quella che resta comunque la più potente delle console portatili sul mercato.
La novità più importante nell’ambito quest’ultimo annuncio riguardava l’abbandono ufficiale del vituperato formato UMD: figlio della mania di Sony per i formati proprietari, questa sorta di mini DVD “inscatolato” sarebbe dovuto diventare il supporto multimediale portatile per eccellenza, grazie anche all’iniziale supporto di diversi studios cinematografici. Il prezzo troppo alto ne stroncò però in breve la carriera in ambito video, prevedibilmente infatti, l’idea di dover acquistare di nuovo un film già posseduto solo per poterselo vedere in treno non entusiasmò il pubblico, e d’altra parte non si capisce neanche perchè si sarebbero dovuti spendere gli stessi soldi di un DVD per poter vedere un film solo sullo schermo di una console portatile.
Il passo era quindi atteso, ma comunque importante, la PSP Go! diviene così la prima console in assoluto ad abbandonare totalmente i supporti fisici in favore del digital delivery puro; una scelta rischiosa sicuramente, ma utile, sia per rilanciare l’immagine di una macchina che ormai il mercato identifica come eterna seconda, sia per migliorarne le prestazioni (l’UMD era tristemente famoso anche per sua la lentezza), ma soprattutto ridurre i costi di produzione e, conseguentemente, il prezzo.
O no?
A pochi giorni dall’annuncio trapela proprio il prezzo della nuova PSP, lasciando tutti di sasso, la nuova Go! infatti costerà quasi 80$ più della versione originale.
Considerate le dimensioni ridotte dello schermo, l’assenza di nuove features attese come il touch screen e la rimozione dello slot UMD (cosa che tra l’altro rende inutilizzabili i giochi della prima PSP, affidandosi completamente al Playstation Network), era difficile giustificare una differenza di prezzo così ampia. Fortunatamente un’esauriente spiegazione di Sony nella persona di Andrew House, presidente di SCEE, non si è fatta attendere: “When you introduce a new piece of hardware you have the opportunity to say there is a certain premium that is associated with it, and we took that into account.”
In sostanza: costa di più perchè è nuova e la gente è disposta a spendere di più.
Una concezione che seppure parzialmente condivisibile nel suo cinismo, ancora una volta non mostra rispetto nè grande considerazione per l’intelligenza del consumatore medio.
Passano i giorni, e fra le altre caratteristiche che emergono per la nuova Go! una delle più interessanti riguarda il processore centrale: in base a quanto depositato da Sony presso la FCC (la Federal Communications Commission statunitense) il nuovo modello può teoricamente raggiungere una velocità di clock di 480MHz, risultando quindi circa il 50% più veloce dei predecessori.
Un’ottima notizia, sia per le possibilità che un processore più performante garantirebbe agli sviluppatori (homebrew compresi), sia perchè sarebbe una parziale giustificazione dell’esistenza e soprattutto dell’alta prezzatura di questo restyle.
Niente da fare. Pochi giorni dopo Sony prontamente smentisce, affermando che la velocità massima dichiarata era da intendersi come riferita alla porta USB; certo, è strano che sul documento registrato alla FCC non ci siano indicazioni in merito, bensì soltanto questa frase lapidaria: “Model No: PSP-N1001 (referred to as the EUT in this report) is the Handheld Entertainment System. The clock frequency used in EUT: Maximum clock frequency: 480 MHz“.
Ad ogni modo, pur trattandosi di una incomprensione non direttamente imputabile a Sony, c’è da dire che la smentita è stata gestita in maniera tutt’altro che ottimale, in effetti poteva essere un buon momento per rilasciare nuove informazioni sulla console, magari in grado di giustificarne razionalmente il costo esagerato, e invece è stata solo un modo per rendere la PSP Go! ancora meno appetibile: se l’incompatibilità verso i giochi su UMD e la mancanza di sostanziali miglioramenti hardware riducono l’attrattiva verso i possessori delle precedenti versioni pressochè a zero, il costo spropositato rischia invece di spingere i potenziali nuovi acquirenti verso il vecchio modello.
Il paradosso è totale, ma non è finita qui.
Non si sono invece fatti sfuggire, qualche tempo dopo, l’occasione di apporre in prima persona l’ultimo chiodo sulla bara della povera nuova-vecchia PSP Go!, già condannata all’oblio prima ancora di uscire, decidendo stavolta di non smentire i rumors che parlano di una vera PSP2 in arrivo entro un anno e mezzo, nonchè quelli relativi allo sviluppo di una PSP Phone di cui parlava AKirA qualche tempo fa.
Si tratta solo di rumors ovviamente, ma l’insistenza degli stessi e soprattutto la mancanza di smentite ufficiali (arrivate perentorie invece nel caso della velocità di clock e sempre puntuali quando si parla di tagli al prezzo della PS3), lasciano comunque pensare che effettivamente ci sia in sviluppo qualcosa di nuovo. Inutile dire che anche solo pensare di riuscire a vendere, per l’equivalente di una Wii, un restyle depotenziato di una console portatile vecchia di 5 anni, per di più senza smentire le voci su un probabile successore in dirittura d’arrivo (si vocifera addirittura di una possibile presentazione al prossimo TGS, a settembre), è semplicemente una follia commerciale, riservata soltanto a chi non ha più una concreta percezione del mercato che fino a pochi anni fa invece controllava.
Attualmente più che la concorrenza il principale problema di Sony è Sony stessa. Una rivoluzione urge, e in tempi brevi, farsi trovare nuovamente impreparati all’arrivo della prossima generazione hardware potrebbe risultare fatale, ma perdere definitivamente la fiducia del pubblico potrebbe vanificare a priori qualunque sforzo di risalire la china.






costa di più perchè è più piccola, miniaturizzare costa, richiede nuovi processi produttivi che non possono essere paragonati a quelli di una console che ha già raggiunto il breakevenpoint. che costasse di più lo avevano già annunciato dal palco del E3, ma infondo i giochi in digital delivery solitamente costano molto meno rispetto ai giochi distribuiti con canali tradizionali. si tratta solo di una spesa iniziale più sostanziosa che verrà presto ammortizzata. il fatto poi che esca la versione go a ridosso di una possibile PSP 2 non mi sembra un evento così eccezionale. PSone e PS2 slim sono uscite verso la fine del ciclo produttivo, erano più piccole e costavano di più degli avanzi di magazzino delle versioni base. stesso discorso per il gameboy micro. con il nuovo DSi nontendo ha rinunciato alla retrocompatibilità con i giochi GBA e con tutte le periferiche per DS. la PS3 non è retrocompatibile (non tutte, non in modo chiaro) con i titoli PS2, come la ps2 supportava i titoli ps1 a macchia di leopardo.
insomma non ci vedo davvero nulla di nuovo sotto il solo, è solo una mossa che appare un po’ insensata, ma è normalissima se la si guarda nella prospettiva della storia dei VG…non è sony ad aver cambiato strategia e a non essere più in grado di comunicare, è il pubblico che improvvisamente si è stufato di questo metodo.
Tutto cio, comunque sia, denota una cecità quasi inspiegabile da parte di un’azienda (SONY e non dico altro) che in passato ha piu volte dimostrato di saper anticipare i tempi.
Come dici te Sony non ha cambiato strategia….ed è proprio questo il problema, gli altri lo hanno fatto e lei no!
Innanzi tutto a cambiare sono le posizioni di partenza.
Tutte le macchine che citi, quando si è iniziato a parlare di restyle erano in una posizione di mercato ampiamente dominante rispetto alla concorrenza, mentre per la PSP non è così: non ha mai sfondato, oscurata dall’ombra di un DS che ha battuto tutti i record.
Hai mai visto il restyle di Saturn, N64, Dreamcast, Xbox o Gamecube? No, semplicemente perchè "rifare il trucco" a una macchina che già non vende a sufficienza rialzandogli così il prezzo è semplicemente una mossa stupida.
Diversamente da PSOne, PS2Slim, GBA Micro e DSi, la Go! non deve piazzare gli ultimi pezzi in un mercato già stra-saturo di quell’hardware; deve invece cercare di convincere per l’ultima volta il mercato che quell’hardware è "buono & conveniente", e fallisce tragicamente nel suo intento perchè non propone nulla di nuovo, solo un prezzo più alto e delle funzionalità in meno, risultando così poco appetibile per chiunque abbia un minimo di raziocinio.
E poi, anche non considerando per un momento la posizione di partenza, basta paragonarla con il DSi: secondo te che possibilità di vendita avrebbe avuto se avesse avuto schermi più piccoli e non fosse stata compatibile con le schede del DS, costringendo a prendere i giochi solo dalla rete?
Se escludiamo i collezionisti, chi aveva comprato il primo modello della PS2 difficilmente comprò la slim. Anche se era dominante, la nuova versione fu grossomodo come la vecchia, quindi se già la si possedeva non era necessario prendere un nuovo modello. Allo stesso modo non credo che la Go! si rivolga principalmente a possessori di PSP. Penso che cerchi "di convincere per l’ultima volta il mercato che quell’hardware è buono", quindi punti ai nuovi possibili consumatori, i quali, essendo nuovi, non hanno schede UMD. Quindi credo che gli importi poi molto della retrocompatibilità, anche perché e se ci fossero stati giochi di loro interesse nel vecchio catalogo si sarebbero già procurati una PSP.
Sulle possibilità di vendita del DSi, non mi esprimo… anche così com’è penso che sia una brutta svolta (quindi venderà moltissimo). Ma posso dire che il GBAmicro aveva lo schermo più piccolo (che le permise di diventare più tascabile) e il cavo per il multiplayer/GameCube-link non era compatibile con quello del modello normale, eppure vendette ugualmente.
Sarcasticamente mi verrebbe da dire che il GC ha avuto un restyle e che sta vendendo meglio delle console di nuova generazione… ma in realtà ci sarebbe il Panasonic Q, che però forse non fa molto testo dato che fu lanciato agli inizi e non alla fine del ciclo vitale. Mentre il N64, per quanto fu un flop di vendite, è stato scelto per cercare di sfondare in cina facendole un restyle e modificandone il nome (iQue). A parte questi casi in fondo non del tutto pertinenti, non sono convinto, però, che la scelta di compiere un Restyle dipenda dalla posizione di mercato. Il NES e lo SNES erano dominanti, eppure non ne hanno avuto uno ed attualmente non sembrano esserci nulla all’orizzonte nemmeno per il Wii.
Credo che si tratti di una politica aziendale. Nintendo fa il restyle dei portatili per venire sempre più in contro alle esigenze dei consumatori renderle più piccole, luminose, leggere, con un minore consumo energetico. Mentre invece con le console di casa, che non hanno limitazioni di spazio, si limita a rilasciare delle espansioni (es l’Expansion Pak del N64 o il Wii Motion Plus).
Sony invece ha sempre lanciato dei Restyle dei propri prodotti. Non credo che lo abbia fatto perché si trovava in una posizione dominate. Il fatto che la PSP abbia avuto una versione Slim&Lite, 3000 ed ora Go! e che sia in sviluppo una PS3"slim" (altra console Sony non dominante) fa proprio pensare che non ci sia un nesso tra le vendite e la decisione di rifare il trucco alle console. Sicuramente come dici tu, finora gli è andata bene perché grazie alla loro posizione sul mercato questa filosofia si è rivelata rimunerativa, ma direi che si è trattato più di una coincidenza che di una strategia.
Comunque io non possiedo una PSP per che non ci sono molti titoli di mio interesse nel suo catalogo. Ma se al momento dovessi prenderne una giudicando esclusivamente per l’hardware io (nuovo consumatore) sceglierei la Go!
Per me il vero passo falso sarebbe il lancio della PSP Phone (N-Gage 2), la Go! invece mi è sembrata una ventata di aria fresca. Ma l’incognita sulle vendite alla fine resta legata alla qualità dei titoli che usciranno su PSN.
Sulla politica dei restyle si potrebbe parlare a lungo, visto che è tanto proficua quanto discutibile
;
quello di cui però proprio non mi capacito è come un’azienda che ha cambiato il modo di vedere i VG del mondo e che è riuscita ad ampliare a dismisura il bacino d’utenza trasformando il videogiocatore da "nerd" a "cool" grazie ad una gestione della comunicazione controllata e perfetta, sia riuscita dal 2005 a perdere praticamente tutto per una serie di mosse sbagliate tanto disastrose quanto ingenue.
Bah.. :S
La risposta non potrebbe essere semplicemente che le aziende sono fatte da persone e che la mente che è stata dietro a quell’intuizione magari non lavora più con loro? oppure che le intuizioni geniali sono tali perché capitano poco di frequente?
Aver avuto un ottima idea una volta non implica necessariamente continuare ad averne. In teoria la PS3 aveva tutte le carte in regola per bissare la PS2 e la PSP poteva ambire a cifre ben più alte già solo sfruttando l’effetto alone del brand. Il contesto sociale, i gusti, le mode questo giro puntavano verso altre tendenze mentre Sony ha continuato a seguire la stessa strategia che l’ha resa famosa. e poi questa è la sua terza generazione. C’è una sorta di maledizione a riguardo (o forse una prova del nove), l’inizio del tracollo di Sega, il N64 e il Virtual Boy per Nintendo. ed ora è la volta di Sony
La maledizione della terza console è un classico, ma a mancare è proprio il buon senso quando da una posizione già abbastanza compromessa un’azienda si prende la libertà di dire cose come: "La next generation inizia quando lo diciamo noi".
Per non parlare della mancanza di coordinazione fra le varie componenti della multinazionale, che hanno costretto il povero Phil Harrison a più di un’acrobazia prima di fuggire definitivamente.
Va bene l’eccesso di sicurezza fisiologico dopo due generazioni di dominio pressochè assoluto, ma il caos più totale in cui sono incorsi mi sembra eccessivo.
Articolo molto interessante che leggo con un po’ di ritardo ma che mi ha aperto gli occhi su tanti argomenti abbastanza “ositici” (o dove comunque c’è poca informazione).
Mi sento di condividere comiunque in toto ciò che ha scritto Renato (inskin) anche se magari la chiave di lettura potrebbe essere un’altra. Intendo questo: fondamentalmente non è che Sony stia davvero fallendo o stia andando tanto male. E’ passata da una posizione dominante ad una di margine ma… è sempre un margine ENORME. PSP ha venduto tantissimo anche se è stata surclassata da DS, PS3 vende meno di Xbox 360 (2/3 di quanto venda la console Microsoft) ma in alcuni mercati strategici è addirittura forte quanto Wii ma soprattutto, mentre l’ammiraglia fatica a piazzarsi nelle case, vendono ancor vendute centinaia di migliaia di PS2 … console per cui, è importante notarlo, continuano ad uscire giochi.
Sicuramente la parte più interessante dell’articolo sono gli errori, oggettivi, di comunicazione e pianificazione di cui l’azienda giapponese si è macchiata (che in passato non avrebbe MAI commesso). Ma per quanto riguarda il punto di arrivo, cioè vendere, beh non credo che la situazione sia davvero così catastrofica. Non stiamo parlando di console “di nicchia” quando guardiamo agli oggetti Sony… non è che PS3 è tipo il Dreamcast o PSP tipo Game Gear…