Il ritorno dei vermi da guerra [recensione Worms 2: Armageddon]

  • Piattaforma: XBox360
  • Publisher: Team 17
  • Software House:
  • Il ritorno dei vermi da guerra [recensione Worms 2: Armageddon]

    Sono piccoli, viscidi, rosa e armati pesantemente: sono finalmente tornati i vermicelli più famosi dei videogiochi, i Worms di Team 17!
    Dopo tantissimi episodi, sbarcati più o meno su tutte le piattaforme disponibili, eccoli di nuovo pronti a darsi battaglia sui campi più improbabili che ci siano.
    Forte di meccaniche perfettamente collaudate e di qualche nuova modalità e arma, si attesta senza dubbio come uno dei migliori titoli da scaricare in questa estate già piena di buone uscite (almeno in digital delivery…sul resto tutto tace): come del resto sa bene chiunque abbia provato uno qualsiasi dei predecessori, i punti di forza restano la grande variabilità strategica e la longevità che lo rendono appetibile sia per chi volesse fare una partita di corsa, sia per chi volesse immergersi a fondo in questa esperienza. Banale sono nelle presentazione dunque, perchè di sostanza ce n’è per tutti i gusti!

    Oltre alla versione classica, mutuata da tanti precendenti capitoli, con squadre di vermi che si affrontano nel tentativo di eliminare completamente gli avversari sfruttando uno degli arsenali più fuori di testa mai visti  (Granata sacra, Asino di cemento e Super pecora sono soli esempi in un mare di trovate), sono state inserite tre varianti: in una usando solo la propria abilità con la corda ninja bisognerà scalare i livelli più in fretta degli avversari; la seconda prevede l’impossibilità di spostarsi per la mappa, restando quindi in fortini da cui far partire le traittorie migliori per seminare distruzione sul nemico;  l’ultima dà accesso a uno sconfinato arsenale, garantito dal lancio continuo sulla mappa di casse di supporto piene si sfiziose e mortali sorprese.

    Ciò che rende fresco e interessante un titolo che, a parte le brutte versioni in 3D è sempre rimasto identico, è l’introduzione progressiva di nuove armi: possiamo considerare questo episodio come un best of, dato che mantiene tutte quelle più amate (ma mancano il Vaso Ming inestimabile e la Vecchia signora…) e aggiunge pure qualche piacevole innovazione, come il Buffalo of lies (un bisontino che cammina per la mappa e esplode ogni volta che trova un ostacolo) o il Fulmine, ovvero il coltellino svizzero dei vermetti, capace di restituire energia, rianimare un worm morto o cambiare la polarità delle calamite (bellissimo questo utilizzo: quando un avversario si è trincerato e le usa per respingere tutto ciò che gli scagliate contro…invertite la polarità e si troverà sepolto di granate!).

    Come da copione poi è disponibile una campagna single player (sinceramente ardua da completare a causa dell’abilità eccessiva dell’IA con qualsiasi arma: granate e bazooka vi colpiranno ovunque, in modi e con traiettorie che per un essere umano sono quantomeno…improponibili) e una buon multiplayer (fino a quattro giocatori, sia in locale che online): peccato che a fronte di una ampia customizzazione di livelli e modalità non sia poi possibile usare le nuove creazioni su Xbox Live.

    Nei lontani anni in cui il Wii era soltato un incubo post peperonata per tutti i videogiocatori, erano titoli come questo ad essere discretamente accessibili a chiunque e profondi per chi volesse addentrarsi nelle meccaniche, per questo il consiglio è di farci senza dubbio un giro di prova, magari scaricandone la demo: sono sicuro che il resto verrà da sè!

    Inside The Game

    • Semplice ma molto profondo. Ottimo per il multiplayer

    Outside The Game

    • Troppe armi riciclate da capitoli precedenti
    Voto:

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    Questo post è stato scritto da:

    Massimo "Fucktotum" Mallia - ha scritto 386 articoli su Inside The Game.

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