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Videogiocare costa troppo poco? [Chris Deering, ex SCEE, parla del prezzo dei videogiochi]

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Videogiocare costa troppo poco? [Chris Deering, ex SCEE, parla del prezzo dei videogiochi]

E’ di ieri un’intervista a Chris Deering pubblicata su MCV UK che ha avuto ampia eco su moltissimi siti dedicati al videogame.

In questo articolo l’ex presidente di SCEE dichiara senza troppi fronzoli che a suo parere i titoli AAA per l’attuale generazione di console dovrebbero essere prezzati attorno alle 70£ (117$, 82€ circa) per coprire gli ingenti costi di produzione, altissimi rispetto a quelli delle due generazioni hardware precedenti.

Il discorso dell’attuale chairman dell’Edimburgh Interactive Festival parte dal preannunciato aumento di prezzo per Modern Warfare 2, che dovrebbe essere venduto a 55£ contro le tradizionali 45-52£ di un gioco appena rilasciato e approfondisce la sopracitata affermazione puntualizzando che comunque i giocatori difficilmente accetterebbero di pagare una cifra come quella da lui auspicata, a causa di una sorta di blocco psicologico (quello che i più chiamano “buon senso”.. NdR) ; in conclusione starebbe quindi alle software house migliorare i processi produttivi per rendere i titoloni-blockbuster meno dispendiosi.

A prescindere dalla scarsa simpatia suscitata da un’affermazione del genere, bisogna secondo me puntualizzare alcuni aspetti che il personaggio in questione pare dimenticare.

Innanzitutto Deering non considera le anomale differenze di prezzo che misteriosamente compaiono con i cambi di mercato e di valuta: il corrispettivo europeo di un titolo da 50£ non è 56€ (al cambio attuale) ma 64€, senza considerare casi sempre meno eccezionali come il primo Rockband, venduto nel vecchio continente a quasi il triplo del prezzo americano, o le annuali reiterazioni delle droghe di massa chiamate PES e FIFA, che spesso arrivano a sforare il tetto dei 70€.

In secondo luogo, in linea generale i costi di sviluppo tendono fisiologicamente a ridursi con il tempo, grazie all’acquisizione degli strumenti e del know-how necessario da parte degli sviluppatori, il che unito all’incremento progressivo della base installata e quindi delle vendite potenziali, comporta che la produzione di titoli AAA nelle fasi più avanzate della vita di una console abbia la naturale tendenza a costare meno e ad essere più redditizia.

Questo, unito al fatto che l’attuale generazione hardware sembra non avere alcuna intenzione di andare in pensione dopo quasi 5 anni di vita, porterà ad un calo dei costi di produzione che forse non ha precedenti nella storia del videogioco.

Infine Deering pare dimenticare un’ultima, ma piuttosto rilevante variabile dell’equazione.

L’attuale generazione infatti è la prima che consente di allungare la vita (e conseguentemente la redditività) dei giochi grazie alla nuova e apparentemente irrinunciabile facoltà di rilasciare a posteriori contenuti extra quasi sempre a pagamento.

Contenuti che nella gran parte dei casi hanno un costo di produzione molto ridotto in quanto programmati contestualmente al gioco stesso, quando poi non si tratta di features o modalità poco elegantemente decurtate dal prodotto finito o addirittura già presenti su disco e semplicemente da sbloccare previo pagamento di un ulteriore obolo.

Che si tratti di semplici accessori o di aggiunte concrete che diano ad un già oneroso acquisto la compiutezza che merita, il volume di affari registrato dai DLC è talmente ampio da risultare ormai molto rilevante nel bilancio finale di un titolo AAA.

Quindi in molti casi i giocatori pagano già le cifre auspicate da Deering. Ora aspettiamo invece che al diminuire dei costi di produzione cali il prezzo medio dei videogiochi.

Questo post è stato scritto da:

Renato "inskin" Rossi - ha scritto 78 articoli su Inside The Game.

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2 Di risposte a “Videogiocare costa troppo poco? [Chris Deering, ex SCEE, parla del prezzo dei videogiochi]”

  1. deLa scrive:

    quando ti vedrò di persona proverò a farti un sunto di quello che penso. Ora è troppo tardi ed il discorso è troppo complicato per essere succinto.
    Sappi comunque che appoggio le tue obiezioni e le sottoscrivo pienamente.

  2. inskin scrive:

    Giustissimo, sono discorsi che vengono particolarmente bene con una birra davanti… ;)
    Per ora grazie!

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