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Quarto DLC di Fallout 3: Point Lookout [recensione]

  • Piattaforma: PS3, PC, XBox360
  • Publisher: Bethesda GS
  • Software House: Bethesda Softworks
  • Quarto DLC di Fallout 3: Point Lookout [recensione]

    Una tranquilla località di mare nel Maryland. Un vecchio faro che svetta sull’isola.
    Un parco di divertimenti pieno di attrazioni: automobili a scontro, tiro al bersaglio e l’immancabile ruota panoramica.

    Grotte scavate dall’erosione causata dal mare, splendidi anfratti per piccole esplorazioni: tutto sembrerebbe far pensare a un piacevole soggiorno in una località balneare, ma Bethesda Softworks riesce a trasformare persino quest’ambientazione in un incubo senza fine in puro stile H.P. Lovecraft.

    E’ ormai chiaro, giunti a questa quarta espansione, che i programmatori americani sfruttino l’architettura di Fallout 3, le sue meccaniche e il suo gameplay come un manuale di regole di un classico gioco di ruolo, per sbizzarrirsi poi a spedire il Vagabondo Senza Nome nelle località più disparate, in modo da arricchire il parco di esperienze possibili: in questo caso seguendo una serie di clichè tipici dei racconti horror, dal battello che si dirige verso terre inesplorate (o quasi…) alle location vere e proprie (antiche ville apparatenute per generazioni a casati ormai estinti, le paludi, gli altari sacrificali con feticci di vario genere).
    Point Lookout è probabilmete la più completa espansione vista a oggi, soprattutto perchè sfrutta in ogni direzione quanto visto in precedenza: alle nuove armi e creature vanno aggiunte una serie di quest ben architettate e una fase esplorativa interessante e carica di aspettative.

    Sin dallo sbarco dal battello è possibile scoprire una mappa di buone dimensioni, costellata da una ventina di luoghi di interesse in cui curiosare per scoprire cosa si cela sotto e sotto la superficie di quest’isola in cui le radiazioni sono arrivate in un tempo maggiore rispetto alla Zona Contaminata, dando vita a mutazioni sulla popolazione completamente diverse da quelle viste a D.C.

    Oltre a missioni e incarichi di pura azione, utilissimi per chi non fosse arrivato al livello 30, si può scegliere di imbarcarsi in investigazioni più o meno approfondite su una serie di personaggi secondari, fondamentale necessità per imbattersi in nuove scelte morali e dilemmi etici (anche se ho trovato irritante la somiglianza tra i due possibili esiti della quest “Scambio di cervelli”: essendo frutto di una catena di eventi abbastanza lunga, avrei gradito conclusioni diametralmente opposte).
    Proprio in termini di quest, mi sento di consigliare il download anche solo per quella della Pianta gigante di Punga, in cui i ragazzi di Bethesda dimostrano ancora una volta dei lampi di genio davvero accecanti (per non rovinarvi la sorpresa vi butto solo un nome: Eternal Darkness): il bello di una software house che adori è che per quanto abbia imparato a conoscerla, ti colpisce sempre al cuore.

    Anche se sono sbarcato sul pontile di Point Lookout intorno al livello 26, l’esperienza è assolutamente equilibrata (anche con l’esagerato Cannone Tesla): più o meno per la fine dell’espansione ho raggiunto il 30 e ottenuto la possibilità di scegliere uno tra i due ultimi perk, entrambi capaci di fare la differenza: col primo quando il vostro protagonista avrà meno di 20 punti vita genererà un’esplosione nucleare devastante (senza subirne conseguenze), mentre col secondo tutte le abilità S.P.E.C.I.A.L. saranno innalzate a 9.

    Anche l’assoluta mancanza del leggendario Tre Cani, causata dalla distanza dal segnale di GNR, contribuisce a creare l’atmosfera perfetta durante l’esplorazione delle tetre paludi: unico accopagnamento oltre alla base del gioco saranno le campane sulle boe in mare, i vostri passi e quelli dei nemici sulle vostre tracce!

    Ora vi lascio, ho una gita per le stelle da intraprendere a bordo della Mothership Zeta: ma… poi? Come farò?

    Inside The Game

    • Eccellente ambientazione lovecraftiana, tante nuove quest

    Outside The Game

    • Prima o poi la porterete a termine
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    3 Di risposte a “Quarto DLC di Fallout 3: Point Lookout [recensione]”

    1. raz3r scrive:

      Argh, è odioso dire Tre Cani, molto meglio in eng :D Comunque hai ragione, come faremo? :( Io ormai li ho finiti tutti .-.

    2. Fucktotum scrive:

      io proprio oggi ho finito Mothership Zeta…l’astinenza è già iniziata, non so cosa sperare: quello che mi farà credere che sia l’ultima è l’imminente uscita del super paccone per PS3 con tutti i DLC inclusi, che mi sembra proprio tarpare le possibilità a eventuali aggiunte (tra l’altro se non alzassero ulteriormente il level cap non sarebbero entusiasmanti: al 30 esimo il personaggio diventa una macchina da guerra semi-inarrestabile…) :)

    3. Pablus scrive:

      Finalmente mi imbarco.
      75 ore di gioco, 5 sidequest del primo ancora da finire ma un biglietto per il lunapark non me lo leva nessuno :)

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