Mentre sceglievo la categoria di questo articolo pensavo: “GamingCulture…? Possono delle mutande essere cultura?”. Beh, quando sono videoludiche, si: sono cultura pop! E la cultura pop tira. Ho appena scoperto, infatti, che la catena di abbigliamento Target, ha allestito un intero rack di underwear (cioè biancheria intima: non solo mutande, quindi) nei suoi punti vendita.
Come potete vedere da figura è il vero e proprio paradiso del gamer che vuole apparire sempre e comunque, anche a letto e nei bagni degli uomini. Immaginatevi la scena: la vostra ragazza vi toglie i pantaloni e… TAC, il faccione di Master Chief. Oppure siete in qualche “restroom” in giro per il mondo, vi sbottonate e colpevolmente fate vedere un pezzo della vostra mutanta di Rock Band e tutti i presenti: “ohhhh”.
Quello che prima era un sogno oggi è realtà! Almeno per chi ha la possibilità di entrare in un punto vendita di questa catena che, ovviamente, in Italia non esiste.
La notizia mi ha comunque fatto nascere una riflessione vecchia di anni. Siccome sono un fanatico delle magliette sui videogiochi per motivi abbastanza ovvi (odio qualunque indumento sia “marchiat0″, a fuoco, con i loghi dei produttori di abbigliamento perchè te la fanno pagare il triplo e in più gli fai anche pubblicità; sebbene quindi possa comprare un pantalone “firmato” non andrei mai in giro con una maglia della Nike… preferisco essere un manifesto pubblicitario ambulante di qualcosa di positivo) e ho delle difficoltà incredibili a trovarle in giro per il mondo (perchè a parte qualche negozio di souvenir… dove andreste per cercare magliette di videogiochi?) ho pensato che aprire un punto specializzato in merchandising videoludico non sarebbe una cattiva idea a livello di imprenditoria.
Insomma la butto lì: se qualche lettore ha i soldi gli ho appena regalato un’idea milionaria
Via Joystiq: Gaming underware for the truly hardcore




weee ma dove si acquistano? sono andato sul sito target ma non ho trovato niente