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Onlive va in open beta: lancio previsto in inverno

OnliveAbbiamo parlato poco di Onlive ai tempi del suo “unveil” (cioè di quando è stato svelato). Il servizio di Cloud Computing simile ad Otoy e a Gaikai, sta per passare dalle parole ai fatti. Secondo il fondatore e amministratore delegato della società, Steve Perlman, Onlive è entrato in open beta.

In sviluppo da sette anni, la tecnologia di Onlive sorpasserà il medium fisico facendo praticamente uno “streaming” di dati video (credo siano video…) interattivi direttamente su un PC basato su Windows o su MAC oppure su un comunissimo televisore anche se questo processo richiederà una micro console.

Significa che i giochi non sono installati sul computer ma su un server e i dati vanno avanti e indietro sulle linee internet. Ovviamente grazie alla beta Onlive potrà provare a superare i numerosi incovenienti che un servizio simile, una vera e propria rivoluzione nel campo dei videogiochi, troverà sulla sua strada.

Secondo le stesse parole di Perlman, questo periodo di beta permetterà ad Onlive di confrontarsi con una moltitudine di configurazioni, PC e MAC e molti input, monitor, ecc. Su queste basi i test dovranno superare la velocità interattiva di un videogioco e risultare comunque gradevoli per gli utilizzatori.

Questa la notizia.

Cosa ne penso?

Il discorso è semplice. Perlman è un vecchio volpone ed ha un curriculum di tutto rispetto (Apple prima, società inventate da lui che hanno lavorato per Sega, Microsoft, Sony ecc; in particolare ha creato “WebTV Networks” una società che sviluppo la prima tecnologia per connettere una TV ad internet); questo non basterà, però, a rendere un’idea rivoluzionaria troppo avveniristica per essere realizzata con successo.

Il mondo, si sa, non è allo stesso livello tecnologico e un simile sistema non può certo puntare solamente agli Stati Uniti d’America. Supponendo che il costo di Onlive per l’utente finale sia comunque inferiore a quello di una console più il videogioco immagino che i costi invece per mettere insieme “la baracca” siano parecchio elevati. Pensate che facebook e youtube, due tra i più visitati siti del mondo, sono in perdita perchè i loro server costano troppo e il mantenimento supera gli introiti pubblicitari. Un servizio che promette videogiochi in streaming, probabilmente, avrà costi di mantenimento ancora superiori.

Tornando alla prima frase del precedente capoverso, mi chiedo: come funzionerà OnLive in posti dove la connessione ad Internet non è evoluta come negli States? Sarà semplicemente una perdita di soldi per la società dietro al progetto aprire server in Italia, per esempio o in Spagna? Sarà sufficiente l’apporto dei paesi davvero “avanti” con la tecnologia dietro ad internet ad Onlive per tirare avanti?

Queste domande, ovviamente, potrebbero avere una risposta che le spazzerà via se il sistema sarà talmente performante da girare in maniera competitiva anche con connessioni davvero non alla moda. Se questo dovesse succedere, ovviamente, chissà che OnLive non realizzerà il sogno della console unica, cioè un unica piattaforma che unisca tutti i gamer di tutto il mondo.

Qui entrano in gioco le altre mie perplessità: Sony, Microsoft e Nintendo, cioè i maggiori produttori di console al mondo, staranno a guardare? No, non credo. Ed è per questo che ho qualche brutto presentimento su OnLive. Non mi riferisco ad un attentato agli uffici di Perlman, ma semplicemente ad un supporto che non arriverà da parte dei succitati colossi  dell’intrattenimento elettronico.

Certo è che, l’idea, è buona e potrebbe in qualche modo affermarsi spazzando via questi colossi come se fossero “cattivi” di pixel in Shadow of The Colossus.

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2 Di risposte a “Onlive va in open beta: lancio previsto in inverno”

  1. Daunt scrive:

    Come avevo già detto a suo tempo, vedo la cosa al limite dell’utopia. I colossi fanno parecchi soldi con l’hardware, e ancora di più contano di farne in futuro quando usciranno versioni nuove. E’ impensabile che dicano tutti "ok hai vinto, ci limiteremo al software". Anzi nemmeno a quello, perchè a questo punto Nintendo Sony e Microsoft non sarebbero neanche necessari, perchè si passerebbe direttamente dal publisher (EA, Activision…) alla consolle, un passaggio intermedio non sarebbe necessario. Qundi il dubbio neanche si pone.

    La visione più ottimistica sarebbe questa: i colossi non concedono i loro franchise famosi, Onlive va avanti e vengono sviluppati appositamente dei giochi nuovi. Quindi potrebbe esserci una "new wave" videoludica, e una piattaforma che non potendo competere per i diritti dei nomi più famosi è costretta a pompare linfa nuova. Ma i dubbi tecnici sulla connessione restano.

  2. Sheik scrive:

    bho che Nintendo, Sony e Microsoft non servirebbero più non sarebbe così vero, non producono solo hardware (e publisher del calibro di EA e Activision possono fare quello che vogliono, anche se, imo, fallire sarebbe la soluzione preferibile). comunque è certo che non concederanno mai le loro esclusive, e mi pare pure giusto.
    ma le vecchie franchise non sono tutto, ne nascono sempre di nuove di successo (tipo Halo).
    personalmente credo che questo progetto non funzionerà. quanto meno non funzionerà in Italia. condivido le perplessità sulla banda, io non riesco a fare nemmeno una misera partita online senza che ci sia un lag mostruoso e questi credono che potranno inviare un intero gioco? e poi mi sfugge un po’ quello che si deve pagare.
    immagino che ci sarà un abbonamento più il costo del gioco. però se non rinnovi l’abbonamento poi tutti i giochi che hai "comprato" non li potrai comunque usufruire?
    se già il digitaldelivery è una novità che ancora non ha conquistato completamente gli utenti il digitalbroadcasting credo che sia puramente utopico

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