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Project Natal e il sogno rubato a Nintendo.

Project Natal e il sogno rubato a Nintendo.

Project Natal. All’E3 è stato probabilmente la rivelazione dell’anno ma, come ovvio passata l’emozione del primo contatto, sono iniziati a fioccare i dubbi.

Dubbi riguardanti principalmente le reali capacità di una periferica che promette di essere quello che la PS3Eye non è stata, nonchè quel concreto passo avanti che il Wiimote non è ancora riuscito a incarnare, ma ci sono anche domande inerenti questioni annose: può davvero esistere un’alternativa completa e definitiva al controllo via joypad? Qual’è l’effettiva praticità di un “full body motion sensing controller“?

Con questi interrogativi in testa, due giorni dopo la press conference Microsoft, molti addetti stampa e professionisti del settore hanno avuto modo di provare la periferica. Inoltre, molti di più  hanno avuto accesso ad una versione sensibilmente migliorata durante il Tokio Game Show concluso pochi giorni fa. In entrambe i casi, la maggior parte dei commenti è stata entusiastica ma anche critica, anche grazie/a causa del Wii.

Sembra paradossale, ma proprio la console che ha stra-vinto la console war basando il proprio appeal su un controller motion sensitive, avendo già mostrato parte dei limiti e dei problemi che possono derivare da un metodo di controllo diverso e attivo, oggi funge da ritardante di fiamma per l’hype di una periferica concettualmente simile.

Da qui le critiche contenute nei succitati hands-on e riferite principalmente ad una delle demo presentate, un hack di Burnout Paradise che consentiva, un po’ come visto nel video mostrato durante la press conference, di guidare tenendo le braccia tese in avanti verso un volante immaginario e spostando avanti e indietro il piede destro.

A prescindere dalle capacità del Natal messe in evidenza da questo dimostrativo (focalizzazione su mani e piedi, precisione del rilevamento, etc.), non c’è stato un solo giornalista che non abbia sottolineato quanto, superato il divertito stupore iniziale, possa essere scomodo controllare un gioco del genere in quel modo.

Ed eccoci al punto: per Microsoft non è importante quanto un sistema di comando senza joypad e tasti possa essere stancante, impreciso o scomodo sul lungo periodo, l’importante è che ci sia. In più giochi possibile.

Nella loro utopica (?) idea originaria probabilmente tutti dovrebbero poter provare un qualunque titolo per Xbox360 senza prendere un joypad in mano ed impararne i controlli: devono potersi sedere e guidare, nel caso di Burnout, per abbattere quella barriera che finora solo Nintendo si è dimostrata in grado di aggirare, ovvero la complessità dell’interfaccia.

La casa di Kyoto ha infatti preferito girare attorno all’ostacolo, mantenendo uno strumento di controllo, ma riportandolo a qualcosa che tutti conoscono (un telecomando), mentre Microsoft, in linea con la sua filosofia tipicamente americana del “bigger & better”, vuole abbatterlo completamente eliminando del tutto il controller e cercando nel contempo di rendere possibile un approccio istantaneo a tutti i titoli del suo catalogo.

Ecco la differenza reale fra le tre esche per casual gamers Natal, Wiimote e PS3Eye (con o senza la PS3Wand..): a prescindere dalle recenti dichiarazioni sull’infattibilità della cosa (ma sappiamo bene che volere è potere, specie a Redmond), nei progetti di Microsoft c’era e probabilmente c’è tutt’ora la volontà di rendere accessibile a chiunque il maggior numero possibile di titoli, vecchi o nuovi che siano.

Il che supera, per ambizione e portata dell’obiettivo, persino il Kind Code Nintendo che, pur se in maniera del tutto differente, mira al medesimo risultato.

Il Project Natal quindi non sembra fatto per “noi”: avendo la possibilità di scegliere, ogni videogiocatore con un minimo di esperienza dopo una breve prova via Natal tornerà inesorabilmente a giocare con il joypad, rispolverando la telecamerona nelle serate con gli amici o qualora ci fosse un gioco (Milo maybe?) che veramente la renda indispensabile.

O forse si tratta invece del più classico uovo di Colombo: qualora mantenesse i suoi propositi di universalità, ci troveremmo infatti di fronte alla piena e definitiva libertà per ognuno di decidere, in funzione di età, esperienza, abilità o persino disabilità (finalmente!), il livello di sforzo, complessità, precisione ed immersione in ogni gioco.

E’ proprio questa la vera sfida per il Project Natal: fare in modo che tutti i videogames siano giocabili da tutti, ricongiungendo lo scisma fra casual e hardcore gamers che Nintendo ha creato ma che solo a sprazzi (Mario Kart Wii) si è dimostrata in grado di ricomporre, e che dal canto suo spera di superare definitivamente con il già citato Kind Code.

Riuscirà Microsoft a rubare il sogno di Iwata e Miyamoto?

Questo post è stato scritto da:

Renato "inskin" Rossi - ha scritto 81 articoli su Inside The Game.

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8 Di risposte a “Project Natal e il sogno rubato a Nintendo.”

  1. ViewtifulMax scrive:

    C’è qualcosa che non quadra…
    2:10: il tizio si sposta dall’area attiva di Natal, nessuno è dentro, la macchina si muove da sola…
    Niente niente che c’era qualcuno dietro con un joypad? ;)

  2. inskin scrive:

    Il tipo esce dall’inquadratura e probabilmente il sistema s’impalla, tant’è che per mappare il giocatore successivo ci mette un po’.
    Ho letto in giro che ogni tanto la camera va resettata come si faceva con l’Eyetoy, ovvero mettendo una mano davanti all’obiettivo.
    Comunque leggendo i commenti di chi l’ha provato al TGS, sono tutti piuttosto entusiasti, pur lamentando qualcosa qui e là..

  3. AKirA scrive:

    Bell’articolo, come al solito Renato. Complimenti.
    Aggiungo che sono assolutamente d’accordo sulla teoria dell’”uovo di Colombo”. Per come la vedo io il processo di rendere accessibile il videogioco a chiunque era cominciato molto tempo prima con metodi assolutamente diversi nella forma e nella sostanza. Parlo dell’aumento sistemato ci “facilità” dei videogiochi in termini di sfida (anche se non sempre di Gameplay). Spesso, noi vecchiarelli del campo, diciamo: “i giochi di una volta erano molto più difficili”. Per finire New Zeland Story con un gettone potevi morire e Ghost n Goblins o peggio Ghouls n Ghost era probabilmente fuori dalle possibilità umane (anche se non è vero: so di gente che è riuscita nell’impresa).
    Nei titoli online è successa la stessa cosa: per essere un campione di Starcraft, a mio personale avviso, serviva molta più skill di quella che serve in Warcraft 3 e di quella che servirà in Starcraft 2.
    In un modo o nell’altro stiamo parlando di un mercato che, come tutti i mercati, tende ad espandersi e ad accogliere sempre più gente in tutti i modi (che dire: non è per caso successo anche con la musica, col cinema ecc con escamotage diversi?).
    Quindi Wii non fa altro che continuare quel trend: rendere i giochi più facili, questa volta abbattendo la “barriera” dei controlli che, va detto, per molti risulterebbe invalicabile (date un joypad moderno, che conta di solito almeno 1′ tasti più due levette analogiche).

  4. Fucktotum scrive:

    Io credo (e per ora i “titoli” mostrati lo confermano, che anche in questo caso il videogiocatore “classico” resterà ancora una volta deluso.
    Progetti e progettin, ultra tecnologia, mappatura totale del corpo…poi rimane una telecamera che ci colloca in uno spazio e ci fa respingere dei palloni tirati contro di noi…wow :(
    Io ho paura di questo e del kind code, perchè l’unica cosa che di sicuro potrebbe allontanarmi dai vg sarebbe una loro trasformazione in gingilli che si finiscono da soli senza premere un tasto, o troppo sciocchi per essere definiti davvero videogames.
    Come è diviso il mercato oggi, tra il giocattolo-bidone di Kyoto e le altre due macchine, è l’optimum: non sei in grado di gestire un pad? Wii.
    Lo sei? PS3 / Xbox.
    Un mondo appiattito su queste “avveniristiche” novità stuferebbe ben presto, proprio come Nintendo e il suo Wiimote. :D :D :D

  5. Sheik scrive:

    Premetto, io detesto microsoft quindi tutto quello che segue è assolutamente di parte.
    "Riuscirà Microsoft a rubare il sogno di Iwata e Miyamoto?" considerando che l’unica cosa che sa fare microzoz è rubare le idee altrui ed è diventata il colosso che è facendolo… ne sono praticamente certo!
    Anche io, però, credo che il fulcro della questione non sarà tanto se Microsoft tirerà fuori un prodotto valido, quanto se al pubblico interesserà!
    i nuovi giocatori si sono tutti fiondati sul Wii, mentre i vecchi hanno cercato rifugio su PS3 e Xbox. che anche queste ora si buttino all’inseguimento di questa moda che ha ampiamente disgustato i vecchi giocatori mi sembra un idea poco intelligente.
    Io sono della corrente che Natal è scomodo. è scomodo anche il Wiimote! sono scomodi persino i sensori della PS3! ma se io voglio giocare svaccato devo rendere conto ad una stupida console? si?! bhe mi passa un po’ la voglia! ora questo che ci impone pure di stare in determinate pose.. mi sembra ridicolo! ma vogliamo davvero fare game over perchè abbiamo starnutito?
    Ma poi… voi in casa avete un posto adeguatamente lontano dal televisore per consentire alla telecamera di riprendere il corpo nella sua interezza, esente da ostacoli come i divani che lo possano parzialmente coprire? io no!
    Comunque, per quanto non approvi le scelte Nintendo, credo che la sua decisione del telecomando fosse decisamente più intelligente. l’assenza completa di uno strumento con cui interagire risulta molto spaesante specie per i casual che alla fine sono l’unico pubblico per sta … roba. basti pensare ai risultati modesti dell’eyetoy (venuto prima) rispetto a quello del wii.
    @Fucktotum, lol i giochi che si finiscono da soli mi fa venire in mente il video "Strong Bad Gameways" una parodia unica sui giochi Wii(che poi Stron Bad è un gioco Wii) che raggiunge l’apice con frasi del tipo "questo è il gioco più divertente che io NON abbia giocato" o "per una completa ed ingiocabile sicurezza"

  6. inskin scrive:

    Premetto: in quanto a originalità, Sony e Microsoft dopo questa generazione dovrebbero fare un pesante esame di coscienza…che ovviamente non faranno.
    Quello che si prefigge Natal, a differenza di Wii e, apparentemente, Wand, è proprio risolvere il tuo dilemma ("ma se io voglio giocare svaccato devo rendere conto ad una stupida console?") nella maniera migliore: "solo se ti va".
    Ci riuscirà? Non ci riuscirà? Lo vedremo.
    Quello che m’incuriosisce è questa paura atavica dei giocatori di vecchia data (me compreso, anche se a giorni alterni) che qualcuno li privi un giorno dei loro cari, classici controller da spaparanzo sul divano.
    Dubito che questo rischio sia concreto: il cambiamento sembra avvenire più per aggiunta che per sottrazione, e più semplicemente il futuro che immagino lascia, similmente a quanto avviene in modo embrionale in Mario Kart Wii, la possibilità di scegliere come giocare nella massima libertà. A noi la scelta, insomma.
    Sul Kind Code/Demo Play vi dirò la mia entro breve.. ;)

  7. AKirA scrive:

    @inskin: [Quote] Dubito che questo rischio sia concreto.

  8. Sheik scrive:

    Sony e Microsoft un esame di coscienza sulla loro originalità?
    a parte che non sono mai state molto originali (sony un pochino lo è stata anche se non la definirei davvero tale)…ma per poter esaminare la coscienza avrebbero bisogno di averne una! vha bhe sono multinazionali (anche N) è normale che non ne abbiano una, ciò che vende diventa il nuovo obbiettivo. si deve avere quella funzione che hanno tutti a qualunque costo non capendo che differenziarsi è la miglior strategia per il successo e dubito che mai lo capiranno (anche perchè per Microsoft vorrebbe dire pensare ad un idea con la propria testa per la prima volta nella sua vita)
    ripensando alla mia esperienza con Katamari (io scuoto il controller e lui non salta) mi vengono i brividi a pensare a come sarà giocare con Natal.
    con Katamari era lui che percepiva male o ero io che eseguivo il movimento scorretto? io sono convinto fosse giusto (il che non lo rende tale), mi sembrava di riprodurre fedelmente l’animazione a schermo…magari non è così, ma come se ne esce? come apprendo quello giusto?
    io so, invece, che se salti con il tasto A, premi il tasto A e lui salta. non c’è nulla da spiegare, nessun movimento da capire e imparare.
    ok, il controller non sparirà, in teoria si può scegliere come giocare, ma sarà davvero così? riflettendo sulla mia esperienza videoludica direi di no. ad esempio trovo che le esclusive abbiano sempre una marcia in più, ai porting manchi sempre quel non so che e credo che l’ingrediente segreto in questione sia proprio che tutta l’esperienza videoludica, le situazioni/azioni di gioco e gli enigmi siano stati costruiti appositamente per quel determinato sistema di controllo. quindi l’idea che lo stesso gioco possa essere bello su due sistemi di controllo radicalmente diversi mi sembra improbabile.
    Poi le possibilità offerte dall’interazione "fullbody"+controllo vocale sono teoricamente di gran lunga superiori a quelle offerte da un limitato numero di tasti. se vorranno offrire nei giochi la possibilità di scegliere i sistemi di controllo dovranno necessariamente tarpare le ali al nuovo sistema, un idea non troppo brillante, direi.
    Tra l’altro molte delle perplessità che si sentono ora ai tempi del wii erano solo una minoranza. che i dubbi siano aumentati dopo che ci si è accorti che alla fine i giochi pensati appositamente per quella console si sono rivelati dannatamente noiosi? forse il pubblico e la critica ha aperto un po’ di più gli occhi dopo aver sbattuto la faccia su quello specchietto per le allodole… sarebbe bello lo facessero anche le case produttrici.
    Ovviamente guardo a Natal, con meno tristezza che al wii, perchè nulla potrebbe illuminare di più la giornata che vedere Microsoft fallire miseramente :evil:

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