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I 5 giochi più rivoluzionari degli ultimi vent’anni [secondo Peter Molyneux]

top 5 videogames innovative innovativi innovazione rivoluzionari molyneuxPeter Molyneux ha raccontato a ThatVideogameBlog quali sono, secondo lui, i cinque più innovativi titoli degli ultimi vent’anni. Capita a fagiolo, quindi, questo post per analizzarli insieme e vedere se siamo d’accordo o meno, dopo il mio attacco di ieri alle microtransazioni in Fable 3, il prossimo videogioco del geniale game designer inglese (a cui si devono titoli storici come Popolous, Theme Park e Black & White).

Certo in apertura di articolo posso dire che non sono d’accordo con questa classifica ma è anche davvero difficile tirare fuori una top 5 delle ultime due decadi.

1) L’RTS Dune 2

Molyneux va indietro nel tempo e non sceglie, giustamente, il miglior RTS di tutti i tempi (Starcraft, a mio avviso; anche se credo che il mondo sia d’accordo con me) ma il primo a scrivere nella pietra il come e il perchè di un intero genere, quello degli strategici in tempo reale multifazione. Il primo gioco a includere una differenziazione (non totale come nel capolavoro Blizzard ma parziale) tra le razze presenti marcata: Harkonnen, Atreides e Ordos (quest’ultimi sono gli unici inventati dagli sviluppatori, Westwood Studios, discostandosi dalla trama del film/libro). Da lì in poi chi è venuto ha solo copiato il modello, migiorandolo: i vari Command and Conquer, Warcraft ecc non si sono inventati niente. Bisogna andare a scavare nei successivi strategici in 3D per trovare qualcosa di realmente innovativo: anche il prossimo Starcraft 2, effettivamente, non avrà niente di davvero rivoluzionario rispetto a questo caposaldo della programmazione mondiale.


2)  Super Mario 64

Il primo precursore dei titoli in free-roaming. Probabilmente il primo videogioco 3D ad includere un HUB da cui girovagare nelle varie aree ma soprattutto il titolo che ha insegnato a milioni di giocatori (e di sviluppatori) come “scoprire” il corpo del proprio avatar in un mondo tridimensionale. Tutto era geniale: i comandi, il protagonista, le interazioni. Probabilmente il capolavoro assoluto di Miyamoto (IL game designer, come già sottolineato da Fucktotum nel suo post sulla Wii in nero) per quanto riguarda la serie Mario anche se è davvero difficile fare una classifica dei giochi dell’idraulico Nintendo (il sottoscritto, per esempio, è innarorato di Super Mario Bros 2… che viene costantemente sdegnato da tutti).


3) Tomb Raider

Ovviamente la motivazione è una ed una sola: Lara Croft. La prima eroina del mondo dei videogiochi. Anzi, la prima icona uscita dai pixel e trasformatasi in realtà tramite concerti degli U2, film, modelle ecc. Contrapposta ai soliti eroi barbuti e pieni di muscoli, Lara è una ragazza più sveglia che forte ma soprattutto agile: riesce a saltare di precipizio in precipizio aggrappandosi al meno naturale degli appigli. La sua fortuna, diciamolo, sta più nell’essere una donna (bella, ovviamente) piuttosto che l’essere protagonista di un videogioco dal gameplay solido e innovativo. Ma la scelta di Eidos di farle interpretare Tomb Raider ha pagato e continua, dopo anni, a pagare. Il proverbio è banale ma colpisce nel segno: tira più un pelo di figa


4)  Halo

Il primo, grande, FPS su console. Il passatempo sociale, il videogioco nato per essere condiviso a partire dalla modalità single player, che in questo caso non è “single” per niente, per finire con il complesso sistema di Matchmaking online. Il primo, grande, caposaldo del dominio, ormai manifesto, delle console sui PC: se anche col joypad ci si può divertire a sparare ad altre persone sui server, allora non c’è più bisogno di costose schede video e sedie scomode. Si gioca dal divano, si parla su Xbox Live e soprattutto si usa il proprio soldato Spartan per una delle saghe fantascientifiche al momento più amate dai videogiocatori di tutto il mondo, stando a sentire i numeri. Bungie non caratterizza Master Chief e lo rende un guscio vuoto, un simulacro, dove vivere la propria epopea e la propria storia: una scelta a cui Miyamoto era arrivato anni prima con Link, il ragazzo dalla verde tunica di Zelda, che però ha aiutato il protagonista di Halo a diventare quello che è: un simbolo.


5) World of Warcraft

Vuoi un videogioco infinito? Wow è un videogioco infinito. Vuoi un titolo dove si giochi con milioni di persone contemporanamente? Wow fa per te. Vuoi un gioco dove non si finisca mai di imparare, nonostante l’impostazione ruolistica? Comprati l’abbonamento a Wow e sarai soddisfatto. Ciò che Blizzard ha creato nel 2003 non è un videogioco, parliamoci chiaro, ma un vero e proprio fenomeno sociale i cui echi ancora non sono stati compresi e capiti fino in fondo ma che sta influenzando 11 milioni di account attivi e relative ragazze, famiglie, mogli ecc. Non abuso, per una volta, del termine “rivoluzione” se questo è usato come aggettivo per World of Warcraft: da quando esiste decine di sviluppatori hanno provato a copiarne l’alchimia, non riuscendoci mai. Wow è allo stesso tempo una passione, una droga, un modello di business è il videogioco perfetto, quello di cui non ti stanchi mai. Anche grazie all’evoluzione che al gioco stesso danno gli utenti: il filmato qui sotto è esplicativo.


Che dire, tiro le mie conclusioni davvero brevemente: come ho detto ad inizio articolo non mi sento d’accordo su alcuni di questi cinque punti. Mentre posso rispettare le motivazioni che hanno spinto la scelta di Dune 2, anche se io avrei scelto il primo RTS a questo punto, non riesco a condividere che nella classifica dei cinque titoli più innovativi degli ultimi vent’anni figurino  Halo, Tomb Raider e World of Warcraft.

Mentre nel primo non ci vedo “niente” di innovativo se non il fatto di aver utilizzato un input diverso da mouse+tastiera (obiettivo, tra l’altro, già sbloccato ad esempio da 007 Golden Eye, per Nintendo 64, nel 1997 mentre Halo è del 2001) nel secondo non vedo proprio niente di inventato al momento. La presenza di una bonazza come protagonista era già ampiamente consolidata: Tomb Raider ha solo avuto più fortuna. E’ uscito su Playstation in un periodo dove i videogiochi stavano diventando di massa. Riguardo a World of Warcraft, che dire: non c’è una sola idea, probabilmente, che non sia stata scopiazzata da altri. La vera forza del titolo non è certo l’innovazione, ma il riuscire a catalizzare totalmente l’attenzione dei giocatori. Se giochi a Wow, non giochi ad altro o quasi.

Su Super Mario 64 sono invece totalmente d’accordo.

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13 Di risposte a “I 5 giochi più rivoluzionari degli ultimi vent’anni [secondo Peter Molyneux]”

  1. tummale scrive:

    al primo posto di sempre io metterei ZELDA OCARINA OF TIME… de gustibus

  2. AKirA scrive:

    Però si parla di innovazione. Adoro quel gioco ed è sicuramente il più bello della storia ma… non è molto innovativo, va detto! ;)

  3. Daunt scrive:

    World of warcraft… come se non ci fossero stati i vari Dark Age of Camelot, Ultima Online etc etc.. Il gioco blizzard ha successo solo per effetto della legge di Metcalf sul valore di un network, non per il gioco in sè.

    Dune va anche bene, ma se si parla solo di "pionieri" allora il titolo di inventore degli RTS deve andare a Herzog Zwei

    Ma francamente mi sarei aspettato qualcuno tra Sim City (il primo con tutti gli elementi del god game), Player Manager (il progenitore di ogni manageriale sportivo), Civilization, Wolf3D, Baldur’s Gate…..

    Sinceramente sembra la classifica di un ragazzino che ha giocato solo negli ultimi 10 anni ai titoli più commerciali

  4. Daunt scrive:

    Mi correggo, Planetscape:Torment e non Baldur’s Gate. Dimenticavo quale era venuto prima

  5. Fucktotum scrive:

    @ Daunt: era giusto prima: BG 1998, P:T 1999 :D :D :D
    Cmq, due capolavori (anche se al primo BG preferisco il seguito ;) )

  6. inskin scrive:

    Direi che quelli che Molyneux ha elencato sono 5 titoli cardine per la massificazione del VG, nonchè 5 passi importanti nel percorso che ha portato fino ad oggi, ma l’innovazione, tranne per Mario e per certi versi Dune 2, non è certo il punto focale di questa, comunque personalissima, top 5.

    Apprezzo però l’eleganza di non essersi auto-citato con Populous, che comunque non avrebbe affatto stonato.

  7. templaR scrive:

    wow proprio non ci sta… quel posto è di ultima online, non ci sono storie, ultima è stato il primo vero mmorpg, quando ancora internet non era accessibile a tutti (men che meno in italia).
    tomb raider e halo non hanno senso in una classifica del genere.
    Poi se ci pensiamo, di titoli innovativi in questo ultimo quinquennio non credo ce ne siano molti.
    Se si va piu indietro se ne trovano parecchi di più, in una top5 proprio non ci entrano… poi 20 anni sono troppi per una top5, c’è poco da fare.

  8. AKirA scrive:

    Sottolineo comunque che la classifica che ho fatto, dalla prima alla quinta posizione, non ha nessun valore per Molyneux. Sono i cinque a parimerito. Io li ho numerati per mia comodità.

  9. deLa scrive:

    concordo con templar, Ultima Online è stato una specie di droga per me. Talmente potente che non passa giorno senza che io provi l’impulso di ricominciare a giocarci :|

  10. Fucktotum scrive:

    Resti tra di noi, ma il 3D dopo pochi anni già fa cagare: tra Tomb Raider, Halo e Mario resiste solo l’ultimo grazie ai colori e allo stile non realistico.
    Inutile sottolineare che non mi riferisco affatto ai 3 giochi in sè (di cui guarda caso salvo come epocale solo Mario).
    P.s. Molyneux ha messo Halo perchè è da MS che prende i soldini :evil: :evil:

  11. Vernon scrive:

    Manca un gioco come Shenmue.

  12. Fucktotum scrive:

    …che meriterebbe la classifica molto più di Halo, sono d’accordo ;)

  13. AKirA scrive:

    @Vernon: non solo street fighter, vedo… ma anche gusti da intenditore! Bravo Leo ;)

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