E se Starcraft 2 fallisse? [Column]

E se Starcraft 2 fallisse? [Column]

Il mondo è cambiato. Quello del multiplayer online, anche. L’erosione di giocatori, costante e inarrestabile, ha ormai ridotto le community a sparuti gruppi di gioco. Molti generi, un tempo punte di diamante del netgaming, stanno letteralmente sparendo. Le console di ultima generazione sono troppo “avanti” e i giocatori l’hanno capito e si stanno spostando in massa: Call of Duty 4, ha molti più giocatori su Xbox Live che su PC, nonostante tornei ed eventi siano quasi esclusivamente giocati sulla storica piattaforma dotata di mouse e tastiera.

Gli RTS, d’altro canto, sono praticamente spariti; questo il quadro desolante, ma realistico, che raffigura una natura morta di giochi multiplayer senza giocatori, soprattutto in Italia. Ma non pensate che all’estero la situazione sia tanto migliore, anzi: se si escludono le due “isole felici”, Germania e Corea del Sud, le vendite di videogiochi per PC sono in costante diminuzione e rappresentano ormai una nicchia nel gigantesco mercato dell’industria videoludica.

E il netgaming ne soffre: i tornei sono sempre più rari anche passate le alpi e addirittura le Championship Gaming Series, una trasmissione televisiva statunitense dedicata alle sfide di videogiochi professionistiche, hanno chiuso i battenti. A parole, i manager delle società che orbitano intorno al business degli Sport Elettronici, hanno dichiarato che il settore esploderà nei prossimi due anni: eppure i fatti sembrerebbero dimostrare il contrario. In fondo un tale settore non esiste senza tornei, ma ovviamente non ci sono tornei senza giocatori e non ci sono giocatori senza il settore. Un cane che si sta distruggendo la coda.

Tuttavia, una luce alla fine del tunnel, c’è: l’accenderà prima o poi la mano di BlizzardEntertainment e il suo nome è Starcraft 2. L’attesissimo seguito dell’RTS, divenuto ufficialmente sport e trasformato in spettacolo mediatico in Corea del Sud, potrebbe sedersi a questo tavolo con un poker d’assi servito: un punto davvero impossibile da battere se ben giocato. Blizzard sta facendo crescere l’hype a dismisura e sta puntando in maniera evidente sugli aspetti multiplayer della produzione: gli stessi che hanno reso il primo Starcraft uno dei videogiochi più importanti del mondo a cui, ancora adesso, milioni di persone stanno giocando. Ad esempio, per testare Starcraft 2 sono stati chiamati i più importanti pro-gamer (giocatori professionisti) mondiali, coreani e non: Blizzard vuole uscire con un prodotto praticamente perfetto già dalla prima release, un gioco che coinvolga da subito gli utenti a giocare in multiplayer grazie al Blizzcast (un servizio di TV, in game, per vedere le partite) o alla nuova Battle.net, dove sarà possibile organizzare tornei con premi in denaro.

Ovviamente la risposta degli appassionati, per ora, è adorante: Starcraft 2 è atteso come la manna dal cielo, come la fine di tutte le sofferenze, come il titolo che può, a ragion veduta, far tornare la passione per il netgaming all’entusiasmo iniziale. Su internet è considerato l’unico modo per riunire e rinforzare tutte le community appassionate di strategia e non solo; se il supporto sarà rilevante, Starcraft 2 ha le carte in regola per rapire giocatori dagli altri campi “competitivi”: FPS, sportivi e, perché no, anche strappare dal “sonno” delle loro vite virtuali molti giocatori di MMORPG in giro per la rete.

Per molti questa non è una speranza, bensì una sicurezza: Starcraft 2, quando uscirà, sarà in grado di fare il miracolo della moltiplicazione dei giocatori. All’estero, dove la scena è molto più sviluppata, molti osservatori pensano addirittura che questo titolo possa portare il “competitive gaming” fino al livello coreano. Le aspettative per un videogioco non sono mai state così alte!

Legittimo a questo punto domandarsi: e se Blizzard avesse in mano un bluff e non un poker? E se il gioco dovesse rivelarsi poco più che buono a livello mondiale? E se le sue mirabolanti caratteristiche fossero comunque insufficienti per riportare migliaia di persone ai Lan party? In definitiva: e se Starcraft 2 dovesse fallire? Ovviamente per chi vi scrive questo scenario è alquanto improbabile: conoscendo Blizzard Entertainment, altrimenti detta, “noi-programmiamo-solo-capolavori-e-cambiamo-il-mondo-dei-videogiochi-ad-ogni-titolo-come-con-WOW”, credo sia lecito attendersi che le aspettative siano soddisfatte.

Ma soprattutto non penso che sia davvero importante un titolo, per far sbocciare gli sport elettronici in occidente: a mio avviso ci penseranno le console di nuova generazione, quando troveranno qualcuno disposto ad incanalare il loro enorme potenziale di pubblico. E se non sarà così, probabilmente il tempo darà una grossa mano al settore, aiutando la sinergia tra sviluppatori, sponsor, investitori e giocatori già in atto da anni.

Allo stesso modo però sono convinto che Starcraft 2 potrebbe essere l’Unico Anello per aiutarli tutti e nella luce farli risplendere. Una magia tecnologica degna di Gandalf che porterà una massa di nuovi giocatori e ricompatterà quelli esistenti, garantendo un ringiovanimento generale al settore. Speriamo  a questo punto che la magia non porti in grembo qualche “maledizione”; in fondo questi anelli magici, si sa, a volte funzionano male nonostante le garanzie.

Da Game Pro 19 di Febbraio 2008, column: “Boom Headshot c’è del cervello nella rete

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7 Di risposte a “E se Starcraft 2 fallisse? [Column]”

  1. Lorenzo scrive:

    Per me ormai il pc è morto come piattaforma di gioco, e non solo il progaming, ma anche solo il gaming online che c’era qualche anno fa ormai è roba superata.
    Mi ricordo che a Starcraft c’era una community infinita, c’erano mille tornei, c’era una guerra permanente tra clan che si "rubavano" pianeti virtuali a suon di clanwar, c’erano personaggi mitici che ancora oggi ricordo con un po’ di nostalgia (parlo di 10 anni fa…)

    Poi non prendiamoci in giro, prima per giocare online c’era solo il pc, e tutti stavamo là perchè la scelta era limitata.
    Ora ci sono centinaia di mini-community, e se è vero che il numero dei giocatori è aumentato è anche vero che ora è tutto più dispersivo, perchè c’è chi gioca su pc, chi su ps3 e chi su xbox ed è quindi normale che sia più difficile avere un numero di giocatori adeguato

    Se poi alle console di nuova generazione mettessero di default una tastiera (e un mouse x gli fps) e i servizi online assomigliassero un po’ di più a battle.net allora forse si potrebbe tornare a parlare di vere community.

  2. AKirA scrive:

    Lorenzo è la stessa cosa che ho scritto io nell’articolo con un unica piccola differenza: Starcraft 2 potrebbe salvarlo :) O potrebbe anche fallire e ci ritroveremo tutti su console! :)

  3. Vernon scrive:

    Articolo decisamente interessante, grande Simò ;)

  4. ArTaX scrive:

    Purtroppo è il mondo ad essere cambiato. Io penso che Starcraft 2 sarà un bellissimo gioco, che saprà riprendere il gameplay di sc limandolo in qualcosa e aggiungendo nuove features… Però non sarà in grado di riportare in auge il netgaming, avrà un successo più o meno come Warcraft III. Un buon numero di giocatori inizialmente, per poi diminuire sempre di più…
    Benchè sia da sempre pc-gamer penso che per soppravvivere si dovrà virare alle console, magari con server multipiattaforma e per giochi come gli RTS uscendo in bundle con mouse+tastiera compatibili con la console (non c’è niente di meglio per controllare un RTS). Oppure si aspetterà un sistema di controllo totalmente diverso come Natal…

  5. Lorenzo scrive:

    eheh akira siamo d’accordo infatti, però io volevo porre l’accento sul fatto che non sarà un gioco in particolare a "salvare" il netgaming, o almeno non farà quello che potrebbero fare sony e microsoft se decidessero di fare un accordo e creare un servizio online unico e compatibile tra le due console come diceva anche Artax (credo che con la giusta volontà da parte delle due case i problemi tecnici non siano insormontabili)

    Già questo sarebbe tantissimo, poi se si ritornasse ad organizzare i megaeventi lan di una volta allora si che tutto sarebbe possibile

  6. Mariooooooo scrive:

    Boh non so.. non mi sento tanto fiducioso.. almeno in Italia non penso risolleverà le sorti del netgaming su PC..

  7. KolfKord scrive:

    La colpa so io a chi attribuirla… Anzi lo sappiamo tutti mi sa… Se le cose venivano governate ed organizzate diversamente il PC era ancora la piattaforma preferita dai videogiocatori italiani.

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