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[Recensione Call of Duty] Modern Warfare 2 e la sua campagna di luci e ombre

Call of Duty Modern Warfare 2

  • Piattaforma: PS3, PC, XBox360
  • Publisher: Activision
  • Software House: Infinity Ward
  • [Recensione Call of Duty] Modern Warfare 2 e la sua campagna di luci e ombre

    Attesissimo. Pubblicizzatissimo. Contestatissimo. Per qualche settimana ha monopolizzato il mercato dei videogiochi, per mesi resterà fisso nei lettori di console e pc. Infinity Ward torna alla carica col nuovo Call of Duty, strizzando in un disco la consueta campagna single player, il pirotecnico multiplayer e una modalità tutta nuova, Special Ops. In questa sede ci occuperemo di quest’ultima e della campagna, rimandando l’analisi del comparto online per offrire un giudizio più completo dopo qualche settimana di prove concrete.
    Impugnate la vostra arma preferita e tenetevi pronti quindi, la guerra non ammette distrazioni!

    Quando si deve parlare di un titolo con tante aspettative, non è mai facile prendere una posizione netta. La tendenza è quella di perdonare qualche imprecisione, di concedere a uno sviluppatore blasonato che lancia un grande sequel troppa tolleranza: voglio perciò mettere subito in chiaro che se cercate la recensione di un fanboy, dovete andare altrove.
    Call of Duty è una serie straordinaria, divertentissima e spesso entusismante. Il quarto episodio è stato un capolavoro sotto tutti i punti di vista, mentre il quinto ha lasciato i soliti dubbi sullo sfruttamento dell’IP da parte di soggetti diversi dai veri creatori.

    Riuscire ad andare oltre Modern Warfare non era affatto facile, anche solo basandosi sulla Campagna. Questo perchè in quel caso tutti abbiamo vissuto momenti indimenticabili, vere e proprie prodezze narrative ed emozionali. La missione coi cecchini, quella del dopo bomba in cui si può solo strisciare e morire: grandi idee perfettamente realizzate, colpi di scena mai prevedibili e in grado di lasciare a bocca aperta (la prima missione, che vedeva la nostra esecuzione è solo un altro esempio…).
    Questo è esattamente ciò che manca a questo “seguito”.

    La Campagna

    La trama in sè, trovata in un cestino dell’immondizia usato da Kojima durante la stesura di quella di un qualsiasi Metal Gear, vede una cospirazione fantapolitica gettare il mondo ben oltre la soglia di un’ennesima guerra mondiale. Russia e Usa si scambiano accuse ed attacchi mentre dal canto nostro saremo impegnati in missioni a spasso per il mondo, a volte per contrastare minacce a volte (non scherzo) per crearne di nuove.
    Il tutto è narrato in modo estremamente approssimativo, dato che si ha una certa difficoltà a capire bene lo sviluppo della vicenda: troppi salti e personaggi poco carismatici concludono un quadro generale di desolante profondità.
    Il riciclo dei colpi di scena, con uccisioni “improvvise” o situazioni già viste, condisce una modalità che vive di rarissimi picchi, soprattutto se ripensiamo al discorso delle aspettative: centinaia di screenshot diffusi, con la stazione spaziale e i subacquei,  avevano fatto alzare la mia soglia d’attenzione verso missioni completamente innovative… peccato che all’atto pratico queste due ambientazioni siano poco più che scene d’inframezzo.

    Per fortuna c’è il comparto tecnico, assolutamente di prim’ordine: graficamente la serie ha sempre espresso grandissima qualità, e anche in questo caso tra ambientazioni pittoresche (le favelas) o sensazionali (l’incursione nelle grotte), l’occhio è continuamente rapito da svavillante bellezza e intensità.
    Al pari dell’orecchio, ancora una volta fiore all’occhiello di Infinity Ward: a patto di giocare a un volume accettabile, la sensazione di trovarsi in pieno conflitto è garantita dagli effetti delle armi ed esplosioni, sensazionali come al solito.
    In un titolo del genere è ovvio che il fulcro debbano essere gli scontri e la sensazione di realismo che è capace di trasmettere, e su questo l’ennesimo COD è semplicemente perfetto. Gli agguati, i pericoli ad ogni angolo, le sezioni stealth contribuiscono a creare un insieme di devastante impatto, che lascia il giocatore davvero a bocca spalancata, sempre pronto a chiedere ancora più azione, più caos, più scontri.
    Questo è il suo vero e grande difetto: anche a livello Veterano (ampiamente semplificato rispetto ai predecessori) non vi durerà più di otto ore, trascorse però a perdifiato tra scenari impeccabili e irruzioni (brevi momenti stile bullet time), ma con poche memorabilia, tra cui spicca un fenomenale scontro finale, che vi ripagherà di tutte le frustrazioni patite per arrivarci.

    Discorso a parte, molto delicato, merita la terza missione single player, quella che ha causato un po’ di rumore sui media e la rimozione dagli scaffali russi del gioco.
    In essa saremo un agente americano infiltrato in un’organizzazione terroristica russa, impegnata in un’azione dimostrativa: un attentato in aereoporto.
    Trovarsi di fronte a questo scenario senza essere pronti può essere un pugno nello stomaco, perchè il tutto prende il via con l’irruzione nel terminal, la fuga dei civili e i nostri compagni che iniziano a prenderli di mira per buoni 5 minuti di livello in cui bisogna solo avanzare ed eliminare quante più persone possibili, fino all’arrivo della polizia e il conseguente ritorno a dinamiche più consuete in un fps.
    La durezza di questa parte del gioco è tale che lo stesso vi richiederà in un paio di occasioni se siete disposti ad affrontarla, sottolineando anche che in termini di gioco in sè, trofei e obiettivi non cambierà nulla: credo che però sarete voi, come me, l’aspetto più interessante di questa vicenda.

    La vostra reazione di fronte a una violenza su inermi civili sarà quello che più di ogni altro vi resterà impresso nella memoria. Non c’è punteggio, non c’è obiettivo, non c’è utilità nè nello sparare a tutti, nè nell’evitare di uccidere: il grande successo di Infinity Ward è quello di dimostrare praticamente quanto insensata sia la violenza, quanto tutto questo non possa che lasciare vuoti, inermi, senza parole.
    Quando sentirete qualcuno criticarla perchè “diseducativa“, buttategli in faccia la realtà: nessuno può parlare senza aver messo mano, nessuno sa come ci si senta mentre si segue il “richiamo del dovere”, soprattutto quando questo viene interpretato in tutte le direzioni…

    Special Operations

    Per quanto riguarda le Special Ops, sono la vera innovazione introdotta in questo CODMW2 e rappresentano la risposta alle modalità cooperative che trabordano in tutti i giochi di oggi. Vere e proprie sfide da affrontare da soli o con un compagno, coprono tutte le sfaccettature del gioco: ve ne sono stealth, di difesa contro orde continue di nemici, corse a tempo, irruzioni e attacchi vari, il tutto in tre livelli di difficoltà diversi.
    Un’aggiunta non da poco ma soprattutto la degna compensazione per le mancanze di longevità del single, dato che riuscire a completare ogni sfida richiederà molto tempo, e ancora più pazienza. Un punto nettamente a favore di Infinity Ward e non un’introduzione fine a se stessa, il degno filo conduttore tra campagna e multi online.
    Se avete presente la sindrome “solo un’altra e poi smetto”, tipica del giocatore di puzzle game, riuscirete a capire quanto possa essere piacevolmente additivo provare e riprovare a migliorare i propri risultati, cercando in ogni modo di non allertare quella guardia o impostare al meglio una curva dannatamente stretta per la vostra motoslitta.
    Di certo non si tratta di una modalità eterna, perchè la frustrazione in alcune missioni raggiunge e supera ampiamente il limite di bestemmie quotidiane consentite, ma finchè la fiamma della sfida brucerà i vostri polpastrelli state sicuri che continuerete a tentare.

    Inside The Game

    • Un pacchetto complessivo ineguagliabile

    Outside The Game

    • Trama e personaggi inconsistenti
    Voto:

    Capolavoro

    Come valutiamo i giochi

    Questo post è stato scritto da:

    Massimo "Fucktotum" Mallia - ha scritto 230 articoli su Inside The Game.

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    5 Di risposte a “[Recensione Call of Duty] Modern Warfare 2 e la sua campagna di luci e ombre”

    1. Pablus scrive:

      Concordo sul discorso delle Special Ops; veramente gustose alcune e con un livello di sfida che ti incolla allo schermo anche se qualcuna sembra esser stata inserita giusto per fare numero;la missione in stealth nello scenario innevato praticamente l’ho finita mettendomi sempre sullo stesso lato del quadro.
      Sulla questione della terza missione sarebbe stato interessante dare al giocatore la possibilità di opporsi a quanto accade per trovarsi in una situazione ancora più complicata magari, copertura saltata, russi e americani tutti contro di te; una possibile scelta magari ripagata anche a caro prezzo alla fine.
      Ma è solo un’ ipotesi.
      Comunque un’ altra immagine che mi è rimasta impressa riguarda la tortura che attende il tipo nelle favelas, è una sequenza veloce, ma lascia immaginare il peggio.
      Per ora comunque le missioni speciali vincono sul single, vedremo cosa riserva il finalone :D

    2. Taddeo scrive:

      L’ho comprato il primo giorno dell’uscita(ufficiale, brutti zozzi di GameStop…) ma senza mai aprire la scatola. Dopotutto il mio nuovo gioco preferito (Dragon Age, sul quale ho accumulato 28 ore di gioco nelle prime 48 ore dall’acquisto O_O) ha continuato indisturbato a girare nella mia 360 per nulla scalfito dall’uscita dei pur diversi Modern Warfare 2 e Assassin’s Creed II. L’attesa è stata comunque molta, dopo aver amato COD 4, e oggi ho cominciato questo secondo capitolo per la prima volta e devo dire che ne sono rimasto molto soddisfatto, come lo ero stato dal predecessore.
      Mi aspettavo il punteggio pieno di 4 stelle… ma comunque direi che anche così non si possono lamentare.
      Aggiungo solo un’altra cosa: niente russo. :evil:

    3. Pandreol scrive:

      Grande Rece, ho solo un paio di punti (in termini di innovazioni e missioni) ma nn si possono discutere qui per evitare Spoilers assurdi! :_)

      Cmq pelle d’oca quando ho letto il pezzo della Missione No-Russians, io l’ho giocata senza sparare un colpo (convinto che cambiasse qualche cosa, ma nn cambia nulla) considerando che in termini di trama questa missione e l’inizio di tutto (e qui concordo con te sul fatto che la trama sia campata in aria) secondo me poteva essere strutturata un po meglio…

      /salute

    4. Pandreol scrive:

      aggiungo solo un altra riga :_)

      …e vero che in termini di innovazioni (specialmente sulla struttura delle missioni) nn e ai lvl del "primo", pero e pur vero che rimane sempre (imho) uno degli FPS piú originali (secondo solo al primo…mazza che frase hahaha). E giocare determinate missioni e sempre un xp (videoludica) nn da poco! :_)

    5. Fucktotum scrive:

      Devo fare una piccola precisazione. Pur avendo fatto pochi lvl di multi, mi sono cmq accorto che il "pacco" complessivo è di primissima qualità.
      Nella rec qui sopra il multi non è stato considerato perchè cmq ci vuole tempo per capirlo bene, e io al momento non ho modo di buttarmici di peso :D
      In goni caso la sua qualità è estremamente alta, anche se noto una svolta "facilona" che non mi piace poi troppo.
      Come se volessero dare anche COD, roccaforte dell’hardcore gamer, in pasto a legioni di giocatori. Non è necessarimanete un male, ma la campagna a Veterano negli altri COD offriva un lvl di sfida molto più penalizzante per il giocatore. Aggiungi che in multi anche quando fai partite di merda di dà punti esperienza (per es. se muori 3 volte di seguito e poi fai una kill ti dà un bonus perchè "hai recuperato") e diventa abbastanza evidente che vogliano livellare l’esperienza verso "il basso", verso una fruizione più generale. ;)

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