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Il ritorno dell’assassino [recensione Assassin’s Creed 2]

Assassin's Creed 2

  • Piattaforma: PS3, XBox360
  • Publisher: Ubisoft
  • Software House: Ubisoft Montreal
  • Il ritorno dell’assassino [recensione Assassin’s Creed 2]

    E’ opinione comune che pochi luoghi al mondo siano pittoreschi come la nostra bella Italia, una nazione tanto ricca di paesaggi e architetture quanto decisamente poco sfruttata, almeno in ambito videoludico.

    I videogiochi che prendono in considerazione la ricchezza culturale e storica del bel paese sono pochissimi, una decisione forse spiegabile con la scarsa presenza di software house italiane.

    Ci volevano i francesi di Ubisoft per fare il grande passo e scegliere una delle ambientazioni più interessanti che si possano trovare: l’ Italia rinascimentale; un periodo di immensa fioritura culturale e di intrighi che hanno fatto la storia.

    La trama di Assassin’s Creed 2 riprende esattamente dalla fine del primo capitolo: Desmond viene aiutato da Lucy a fuggire dai laboratori Abstergo e viene portato nel covo di un piccolo gruppo di assassini contemporanei, dove rientra nell’Animus, per vivere una vita completamente diversa: quella di Ezio Auditore.

    Ezio non è Altair; laddove il secondo è un po’ il prototipo del superuomo, già formato e sicuro di se’, il primo all’inizio è un ragazzo come tanti altri, immaturo e scapestrato la cui vita si alterna tra lotte di strada contro membri di famiglie rivali e scappatelle alla finestra della bella di turno; ed è un buon inizio.

    Il primo impatto con Ezio è puramente umano: lo vediamo nascere, ne conosciamo le abitudini e la famiglia affettuosa e normale. Ma le cose sono destinate a cambiare quando la Storia, quella con la S maiuscola, investe Firenze e irrompe nella sua vita e gli porta via i fratelli e il padre Giovanni, banchiere e assassino.

    Il canovaccio ricorda il classico romanzo di formazione, con l’eroe costretto a diventare adulto e accettare il proprio retaggio. Ubisoft dimostra di aver capito quanto importanti siano diventati i dialoghi nei videogiochi: gli scambi di battute sono tutti di altissimo livello, ben scritti e ben recitati senza aver nulla da invidiare al cinema vero e proprio; anche l’inserimento di termini popolari toscani, che ad alcuni ha fatto storcere il naso si dimostra una buona idea, che fa intravedere la cura riposta nel cercare di essere più fedeli possibile allo spirito del tempo.

    Non poteva essere così, d’altro canto, visto che il rinascimento italiano è un periodo decisamente meglio documentato rispetto alla terza crociata, e il lavoro degli sviluppatori in questo senso è una delle punte di diamante del gioco. Firenze, la Toscana, la Romagna, Venezia e il Vaticano sono rese magnificamente e in maniera fedele, così come personaggi e avvenimenti storici.

    Non manca una certa “licenza poetica” e i più pignoli riusciranno sicuramente a trovare motivi per storcere il naso, uno su tutti la facciata di Santa Maria del Fiore, presente nel gioco ma completata in realtà nel 1887, fatto sta che l’ambientazione riesce a mettere i brividi, e vale quasi da sola il prezzo della corsa (provate a non emozionarvi scalando il campanile di Giotto, protagonista anche di un certo achievement).

    Il gameplay è il vero fiore all’occhiello di Assassin’s Creed 2: ogni aspetto dell’episodio precedente è stato migliorato, gli elementi più ripetitivi sono stati eliminati e molto è stato aggiunto o cambiato.

    Il sistema di mimetizzazione è stato riveduto e corretto ed Ezio è in grado di mescolarsi in qualunque gruppo di persone semplicemente avvicinandosi e stando al passo; diversi sono anche i meccanismi che regolano i livelli di allerta delle guardie, che hanno una soglia di attenzione che aumenta dopo ogni allarme; per riportarla alla norma sarà necessario strappare manifesti o corrompere i banditori agli angoli delle strade.

    Il sistema di controllo è più preciso che mai, e gli occasionali momenti di frustrazione non fanno che confermarne la bontà: è facile imparare a controllare Ezio, più impegnativo è padroneggiarlo completamente, come è giusto che sia; gli scontri sono caotici, complicati, ma mai impossibili, e andando avanti nel gioco si ha la sensazione di diventare più abili, di crescere insieme al proprio personaggio lungo la strada che conduce alla padronanza di tutte le arti dell’assassino.

    Sul fronte delle novità assolute viene inserito il denaro, utile per acquistare armi e armature, cambiare il colore dei vestiti, corrompere funzionari e assoldare alleati.

    Oltre alle quest principali e secondarie i preziosi fiorini possono essere ottenuti dalla gestione della proprietà di famiglia: l’intero paesino di Monteriggioni, che va restaurato e migliorato per aumentarne il valore e quindi le rendite.

    Le missioni principali sono sempre perfettamente orchestrate, e alternano momenti più tranquilli ad altri in cui la tensione raggiunge il culmine; il rischio ripetitività viene scongiurato grazie all’introduzione di sezioni alla guida di un carro piuttosto che del famoso aliante creato da Leonardo da Vinci, inventore di fiducia del protagonista.

    Altra bella sorpresa è la quantità di missioni secondarie, inserite in un mondo ampio e affascinante che si spalanca al giocatore dopo poche ore. Le sub quest vanno dall’omicidio su commissione al furto, passando per rocambolesche gare sui tetti della città; ognuna frutta il suo gruzzolo di denaro, fornendo un’importante incentivo a continuare a mettersi alla prova.

    Sotto la superficie poi c’è un mondo tutto da scoprire: è ancora presente l’occhio dell’aquila, passato da Altair a Desmond, utile per trovare i glifi sparsi per gli edifici che svelano informazioni sulla presenza di templari e assassini nella storia e danno indizi sul futuro della serie.

    E non finisce qui: ci si può cimentare anche nella ricerca delle pagine di un misterioso codice, dei rifugi dei templari o delle tombe di sei storici assassini per ottenere l’armatura utilizzata da Altair.

    Insomma le cose da fare sono tante e tutte diverse tra loro, e a ogni scoperta corrisponde sempre una ricompensa accuratamente giustificata dal punto di vista narrativo.

    Assassin’s Creed 2 mostra i muscoli anche dal punto di vista tecnico: la grafica è eccellente, i palazzi sono dettagliatissimi, con texture che permettono di distinguere i vari materiali; stesso discorso vale per i personaggi, sempre espressivi e somiglianti alle controparti storiche; il tutto valorizzato pienamente da una regia che sfrutta al meglio tutti i trucchi del cinema. Le musiche sono ancora una volta di Jesper Kyd, che alterna vecchi temi (come quello che si può sentire mentre Ezio osserva dall’alto il territorio) a nuove creazioni, memorabili e calzanti.

    Insomma è difficilissimo trovare difetti ad Assassin’s Creed 2, anche cercandoli con la lente: una trama profonda che si sviluppa tra presente e passati vari (sì, anche Altair sarà ancora presente, anche se per poco) e che mette veramente tanta carne al fuoco unita a un comparto tecnico che da i brividi e lascia a bocca aperta, il tutto sorretto da un sistema di gioco sempre fresco, divertente e gratificante.

    Ma soprattutto Ubisoft è riuscita in un’impresa difficilissima: quella di riconquistare i videogiocatori delusi dal primo episodio, dimostrando di aver ascoltato e capito tutti gli appunti che erano stati fatti con un umiltà rara nell’industria videoludica.

    Adesso non resta che attendere un terzo capitolo: io ho già l’acquolina in bocca.

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    • Personaggi e trama ottimamente caratterizzati
    • Controlli efficaci e divertenti
    • Un mondo di cose da fare
    • Grafica e sonoro azzeccatissimi

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    6 Di risposte a “Il ritorno dell’assassino [recensione Assassin’s Creed 2]”

    1. Niki scrive:

      Ottima recensione, illustra tutte le fantastiche caratteristiche di AC 2…Per ora provato solo qualcosina su Ps3..Peccato che noi fedeli utenti di mouse e tastiera dobbiamo attendere qualche mese per una stupida conversione da console a Personal Computer :roll:

    2. Pablus scrive:

      Il prossimo titolo dopo aver finito Modern Warfare 2… ;)

    3. scrive:

      Questa è la mia frase preferita:
      è facile imparare a controllare Ezio, più impegnativo è padroneggiarlo completamente, come è giusto che sia.

    4. Mariooooooo scrive:

      A questo punto penso proprio che lo proverò :D

    5. ViewtifulMee scrive:

      io, quel che dovevo dire l’ho detto: non ci stanno cavoli, è un giocone! :)

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