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Videogamer in London [ormai tutto il mondo è paese?]

Videogamer in London [ormai tutto il mondo è paese?]

Eccomi di ritorno da Londra, soddisfattissimo di una settimana passata non solo a visitare la città ma, grazie agli amici che ci hanno ospitato, anche a vivere almeno un po’ da londinese.

Se dal lato personale posso ritenermi più che soddisfatto, non posso invece dire lo stesso dal lato videoludico.

Il mio Io videogiocatore infatti era andato in terra di Albione pieno di speranze, complice anche il mio 31° compleanno, di riuscire a trovare qualcosa di estremamente sfizioso da portarsi a casa; nella fattispecie l’obiettivo principale era trovare Demon’s Souls (PS3) in versione import US.

Quello di cui purtroppo non avevo tenuto conto è niente meno che la globalizzazione!

Inutile dire che in una delle città più grandi ed importanti d’Europa i negozi di videogames non mancano di certo, quello che però manca è la personalità: dei 6 negozi visitati, soltanto uno non faceva parte di una grande catena, e per trovarlo ho dovuto fare due giorni di ricerche su Google Maps.

Da quello che ho potuto vedere, a farla da padrone nella città della regina infatti è la catena GAME, assente (credo) da noi ma in tutto e per tutto assimilabile a catene già presenti in Italia come EB Games, Gamerush o Gamestop: stesso tipo di arredamento, stesso tipo di organizzazione dei prodotti, stesso tipo di esposizione (tipica la piramide dei titoli più venduti del mese..) e, soprattutto, stessi prezzi.

Altro giro, altra catena, con la HMV che vende libri, DVD, CD e videogames, un po’ come da noi i grandi negozi Virgin Megastore/Ricordi/Feltrinelli; anche qui con un paio di scaffali riservati all’usato, prezzi perfettamente allineati alla concorrenza e l’immancabile piramide…come se Modern Warfare 2 avesse bisogno di essere esposto in 18 posti diversi per vendere…

Infine, visto che cercavo un import e mai e poi mai l’avrei trovato negli omologatissimi negozi delle succitate catene, come dicevo per l’ultimo tentativo sono andato a scovare, prima su internet e poi in strada, il classico negozietto di una volta, gestito da tre ragazzi fra i 18 e i 30 anni, col metal a tutto volume e un sacco di miniature a fare da contorno ai giochi.

Nonostante non avessero il mio agognato regalo di compleanno, devo ammettere che i giochi disponibili erano sì molto meno numerosi, ma anche ben più sfiziosi per varietà e, sorprendentemente, per prezzo, specie quelli di seconda mano.

Tornando verso casa non ho potuto fare a meno di pensare che, se la situazione è così a Londra, questo dev’essere ormai lo stato delle cose in più o meno tutto il mondo occidentale, e mi sono chiesto se questa evoluzione verso il McDonald’s videoludico stia veramente andando a vantaggio del videogiocatore.

Se è vero infatti che dalla nascita del videogioco non si era mai vista una diffusione di negozi specializzati tanto vasta e capillare, segno dell’ormai avvenuta massificazione del media, è anche vero che arrivare a 1500 Km di distanza per trovare gli stessi prodotti agli stessi prezzi negli stessi negozi è un po’ desolante, e ho rimpianto un po’ i negozietti/botteghe di 10-15 anni fa, che nonostante spesso avessero prezzi esorbitanti e serie difficoltà nel recuperare i titoli meno rinomati almeno trasudavano, nel bene e nel male, la personalità di chi li gestiva e a volte capitava di trovare un piccolo capolavoro sconosciuto ai più, magari usato e import.

Sull’onda di questi pensieri un po’ nostalgici, giunto a casa ho chiesto ad uno dei nostri ospiti, videogiocatore anch’egli, dove i veri londinesi™ secondo lui si procurassero i loro di giochi, se nelle catene della grande distribuzione o in negozi sconosciuti ai turisti, per cercare infine di farmi un quadro più completo di una situazione.

Online.”

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2 Di risposte a “Videogamer in London [ormai tutto il mondo è paese?]”

  1. Daunt scrive:

    Beh se non altro per la musica funziona diversamente, lì :D

  2. inskin scrive:

    Ah beh! Considerato che mentre stavo su doveva esserci un concerto degli Slayer (poi rimandato a marzo) e hanno suonato i Motorhead (tragicamente sold out…sigh!), direi proprio che hai ragione! :D

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