Categorie | GamingCulture, Opinioni

Non gioco online (e non sono il solo) – parte 1: "are you experienced?"

Non gioco online (e non sono il solo) – parte 1: "are you experienced?"

C’ho provato.

Il Dio del Videogame™ sa che c’ho provato. Magari senza tanta convinzione, ma conta lo stesso.

Io faccio parte di quella (neanche tanto) sparuta schiera di videogiocatori che non gioca online, e non perchè non possa: chi mi conosce sa che a casa ho una connessione ADSL decente, tutt’e tre le console di questa generazione, un Nintendo DS e il PC su cui sto scrivendo che, pur non essendo nuovissimo, mi ha permesso di aggirarmi per il Cyrodiil senza troppi problemi, quindi diciamo che l’hardware ci sarebbe anche.

E’ proprio lo stimolo che manca.

La mia concezione di videogame è riassumibile con due parole: “esperienza personale”; per me ogni gioco, dallo shoot ‘em up al RPG, è un’avventura da vivere, e nel 99% dei casi preferisco farlo da solo.

Chiariamoci, io amo il multiplayer, ho bellissimi ricordi legati a furiose sessioni multigiocatore (rigorosamente in locale) su tantissimi giochi per quasi tutti i sistemi dal C64 in poi, ma non c’è paragone: prendersi il proprio tempo (sempre meno, purtroppo), scegliere con cura cosa giocare, stravaccarsi sulla propria poltrona preferita e guardare il gioco scelto caricarsi, per il sottoscritto ha lo stesso effetto benefico di una doccia calda quando fuori nevica.

A questo punto si potrebbe pensare che il multiplayer online sia l’unione perfetta di questi due modi di giocare tanto diversi eppure entrambi a me graditi e familiari; d’altra parte sei tu, il tuo joypad e il tuo gioco, il più vicino degli altri giocatori se va bene è a un centinaio di chilometri, ma nel contempo è come se fossi in compagnia, con tutti i vantaggi ed il divertimento di giocare con altri esseri umani. E invece per il sottoscritto il risultato è inferiore alla somma delle parti.

Poichè però sono un tipo curioso e ormai il multiplayer online te lo mettono anche nel pacchetto di affettati che prendi al supermercato, tempo fa ho deciso infine di riprovare. Riprovare, sì, perchè diversi anni fa tentai un timido approccio su Ultima Online che è durato il tempo di un tutorial: uscito nel mondo aperto ho girato senza meta per un po’, per essere poi placcato da un altro novizio che ha iniziato a bombardarmi di domande e che mi ha seguito continuando a chiedere finchè non sono uscito dal gioco. Per essere sicuro di non reincontrare il mio nuovo, petulante amico, una volta fuori ho disinstallato il tutto.

Ad ogni modo dicevo, circa un anno fa, trascinato dall’entusiasmo di altri giocatori di mia conoscenza, ho deciso di riprovare;  non avevo ancora la PS3, quindi approfittando di un mese di abbonamento gratuito allegato a GTA IV sono diventato un utente Gold del Live senza spendere una lira. La scelta del primo gioco, nonostante per 360 avessi anche il succitato gioco Rockstar, Halo 3 e Gears of War, è caduta su Burnout Paradise, probabilmente perchè mi è sembrato il titolo ideale per poter fare i primi passi senza essere crivellato di headshots da un qualunque ragazzino cresciuto a pane e Modern Warfare.

La scelta del gioco è stata oculata e, pur non essendo dotato di cuffia e microfono (o forse grazie a questo..), la prima prova è stata positiva: qualche trofeo sbloccato, qualche sfida vinta, qualcuna persa e divertimento più che sufficiente tanto che, nonostante detesti l’idea di dover sborsare soldi ulteriori rispetto a quelli spesi per l’acquisto dei giochi, il mese successivo ho persino rinnovato l’abbonamento, spendendo ben 6€ (!!!).

Qualche altra partita, poi semplicemente la passione si è spenta.

Halo 3 e Gears non li ho neanche provati, dovendoli ancora affrontare seriamente in single player e non essendo sicuramente un asso nei rispettivi generi.

Fast Forward. Qualche mese fa, complice l’arrivo della PS3 ed la gratuità del Playstation Network, decido di riprovarci; i titoli prescelti sono ben due, Little BIG Planet e Metal Gear Online, il primo più vicino ai miei gusti, il secondo a quelli della massa: nella mia distorta (?) visione del gioco online ci vogliono almeno un paio di fucili per poter dire di giocare online “seriamente”…

Per indorarmi un po’ la pillola provo LBP con due amici, residenti dall’altra parte d’Italia ma fidati; anche stavolta la cosa dura poco: terminati un paio di livelli “ufficiali” per recuperare oggetti altrimenti irraggiungibili e provati un paio di stage creati dagli utenti, saluto e mi disconnetto. Nonostante il piacere di giocare con persone conosciute, mi mancava la possibilità di proseguire i livelli con i miei tempi, di guardarmi intorno, di apprezzare i particolari.

Di lì a poco tempo faccio infine un ultimo tentativo con Metal Gear Online. Non è il mio genere, non c’è nessuno che conosco che ci giochi e il rischio di trovare adolescenti con un ormonale desiderio di prevaricazione è altissimo, ma dovevo provarci.

Il risultato è stato per me inaspettato (ah, beata ingenuità!) e abbastanza deprimente: ho aspettato quasi un quarto d’ora del mio risicatissimo tempo per trovare qualcuno, entriamo in due nello stage, incredibilmente lo becco un paio di volte dopo ricerche estenuanti e lui per tutta risposta si disconnette a metà partita lasciandomi lì a prendere la neve con il mio avatar minuziosamente customizzato.

- continua -

Questo post è stato scritto da:

- ha scritto 103 articoli su Inside The Game.

Contatta l'autore

Commenti

Commenti

16 Di risposte a “Non gioco online (e non sono il solo) – parte 1: "are you experienced?"”

  1. Daunt scrive:

    Francamente sembra un po’ scarna come esperienza, per giudicare.

    Esistono generi in cui i giochi possono rendere benissimo anche senza multiplayer (gli RPG sono giocabilissimi anche ignorando gli MMORPG, alcuni strategici come Civilization sono talmente difficili a livello massimo che rappresentano una sfida maggiore rispetto a battere un avversario umano), altri in cui l’esperienza di gioco dipende dalla propria bravura (un FPS non te lo puoi godere online se ci metti 2 minuti a prendere la mira), e altri in cui pur prendendo qualche bastonata all’inizio finisci con l’imparare in fretta e divertirti di più (gli RTS).

    Ma semplicemente per chi è abbastanza bravo e se la cava bene con un dato genere di gioco, la sfida che rappresenta l’IA vale troppo poco. L’IA è facilmente "raggirabile", si perde il senso di immersione nel gioco e l’esperienza scade. Allora si va online. Ma se non si arriva a quel punto è ovvio che si può rimanere in single player.

  2. inskin scrive:

    Scarna ripetto a cosa? Secondo te quali e quanti giochi (e quanto a fondo) avrei dovuto provare prima di poter dire che non fa per me?
    Non mi piace il bloody mary.
    L’ho provato tre volte e continua a non piacermi, non credo di dovermene ubriacare per poter dire che non è di mio gusto, o no?
    Ad ogni modo non dico che tu non abbia ragione, ma in realtà non penso sia questo il mio problema…mi riservo però di spiegarlo nella seconda parte (pathos a 1000, eh? :D )..

  3. Lanta scrive:

    Mmm… un post strano e molto commentabile.
    Nel corso della mia carriera di gamer, mi sono imbattuto molto raramente in persone come te. Insomma, il single-player va bene, per imparare a giocare. Ma il vero divertimento sta proprio nel giocare online, contro persone vere. Perché? Beh, vedila coma una sfida. Ogni persona, in un multiplayer, è interessata a vincere, ovviamente, o comunque ha un continuo stimolo a migliorarsi. In un single player, sinceramente, questo stimolo non esiste. Dopo che hai finito il gioco, rimani a bocca asciutta, quasi deluso. Il bello del gioco online è che è infinito, se la tua mente malata vuole vincere sempre.
    Poi boh, io ho avuto esperienza di videogames da Quake3 in poi, sono un giocatore FPS – shooter e prediligo molto il gioco online. Ai single ci gioco soltanto in quei TRISTI giorni in cui stanno facendo manutenzione sull’ADSL. Evidentemente, siamo un po’ diversi.
    Riguardo al gioco online, l’unica piattaforma consigliabile è il tuo PC. Scarterei subito Xbox e PS3, non perché non mi piacciano, ma perché costano. Perché pagare quando posso giocare gratis?
    Sempre secondo lo stesso percorso mentale, punterei all’opensource. E visto che, in un videogioco online, quello che conta è molto la community, i videogiochi su cui punterei, nella tua situazione, sono Nexuiz, Sauerbraten e Quake Live. Poi boh, se hai voglia, fatti un giro anche su Teeworlds :P
    Ora, sforzandomi di vedere il videogaming dal tuo punto di vista… ciò che può spingerti a non giocare online può essere scarso stimolo al miglioramento oppure non voglia di un gioco "eterno". Forse sei la classica mentalità "tante piccole missioni". Boh, non lo so, questo sei tu a stabilirlo. Comunque, un altro tentativo non guasta… se tentar non nuoce… ^^

    PS: molto rofl l’esperienza su Metal Gear xD

  4. AKirA scrive:

    Bah… non capisco come si possa criticare il punto di vista di inskin. E’ semplicemente come il discorso del Bloody Mary: c’è gente a cui il multiplayer competitivo non piace. Essendo l’aspetto competitivo, secondo me, l’unico che veramente aggiunge qualcosa ad un videogioco single player grazie ad internet, se quello non ti piace non ti piace il multi. Fine.
    Non è un punto di vista criticabile anche se ce ne sono milioni diametralmente opposti. Io cito sempre l’esempio di Cafone, uno dei più forti giocatori mai esistiti di un RTS in Italia (campione di SC, WC3 ecc) che, a detta sua, prima di Starcraft non aveva mai nemmeno provato super mario. E infatti a Starcraft c’è arrivato tramite passaparola (un suo amico che giocava in multi) e non tramite “mi è piaciuto il gioco e ora lo provo in multi”. Comunque sia io aspetto la fine del post (cioè la seconda parte) per rispondere e dire la mia anche se, ripeto, mi confronto giornalmente col mio amico Massimo (fucktotum) che è molto simile ad inskin per non dire uguale. A parte i giochi di calcio o quelli casual non si è mai appassionato al multi: quando le cose si fanno troppo “competitive” lui semplicemente smette di divertirsi. Anche se ha avuto una felice parentesi come cstriker ;)

  5. Daunt scrive:

    Esperienza scarna perchè con le prove che hai fatto puoi al massimo giudicare l’online di quei giochi in particolare (oltretutto per xbox. L’online delle consolle non è ancora a livello pc), non il multiplayer in generale. E’ capitato anche a me di provare giochi online e dire "è meglio in single". Per esempio Civilization, o i Baldur’s Gate.

    Ma se il tuo livello in generi competitivi (ovvero composti da "gare" indipendenti) è tale che al massimo livello di difficoltà non hai problemi a vincere, allora l’online diventa quasi una necessità, perchè l’IA ha il grande problema che è sempre la stessa, mentre giocando online i tuoi avversari cambiano. Quindi non è questione di gusti, è una cosa naturale: se si diventa troppo forti ci si annoia a battere un computer, e si cercano avversari all’altezza. Uno che ha progressivamente meno tempo per giocare può benissimo non raggiungere quella linea di demarcazione, e in quel caso il single player può andare benissimo. Io stesso, che ho fatto la mia prima partita online nel 1997 e non ho più smesso, ora mi trovo con meno tempo e sto virando su generi più tranquilli da fare da solo, non è una colpa. Ma non per questo ho cambiato idea, so che se avessi più tempo tornerei a giocare online.

    Il casual gaming online è un settore ancora poco maturo ed è ancora agli albori

  6. Lanta scrive:

    Non so a che giochi giochiate voi, ma per me l’online gaming è a pari livello del single player, se non a livello superiore.Come già detto in precedenza.
    Cosa posso aggiungere… nei single player c’è una storia. Qualcosa, che ti dà un motivo per giocare.
    Ma è proprio necessario un motivo?
    Riguardo a quanto detto da Daunt, quoto, ma solo in parte. Secondo me, il bisogno di giocare in multi non nasce dalla superirità rispetto alla IA. Certo, anche quello è importante, ma non è essenziale. Pensa ai tanti giocatori di Quake Live: gni server ha il suo "livello di abilità", quindi l’unico scopo è migliorare.
    Come detto da Akira, c’è a chi piace e a chi no. Quello che stiamo analizzando, da quel che ho capito, sono le motivazioni di tale comportamento. La competizione è quell’elemento che, dal mio punto di vista, muove tutto il settore videogiochi. Come i soldi muovono l’economia.
    La competizione online è solo un’esperienza diversa, più reale.

  7. deLa scrive:

    queste righe mi hanno illuminato.
    Mi sono veramente riconosciuto in quello che hai scritto…infatti ultimamente il piacere del multiplayer sta scemando in favore di una piu lenta e riflessiva esperienza single player.

    …e con questo ho detto tutto (chi ha orecchie per intendere intenda…gli altri nel camper 8) )

  8. Lorenzo scrive:

    Beh, ci sono casi e casi, ad esempio Metal Gear Online non è neanche paragonabile al gioco offline, in quanto online viene stravolto ciò che rende bello questo gioco.

    Però poi apro la scatola di Fifa10 e scopro che se non avesse l’online praticamente rimarrebbe a prendere la polvere visto che alla PRIMA partita al massimo livello di difficoltà sono già in grado di battere agevolmente il computer con qualsiasi squadra (dico prima partita in assoluto a un gioco della serie FIFA, perchè è il primo anno che lo compro visto che prima giocavo sempre a PES)

    Stessa cosa dicasi per gli RTS, giocati da soli stufano in poco tempo perchè la cpu non è ancora in grado di offrire una competizione decente senza barare…

    Tutto sommato ritengo che semplicemente esistono generi adatti all’online, altri ideali per il single, è caratteristica personale di ognuno di noi essere appassionato dei primi o dei secondi..

  9. inskin scrive:

    Ringrazio tutti per gli interventi.
    Noto con piacere che l’argomento "pizzica"…e non mi aspettavo di meno in un blog nato sotto l’egida del netgaming! ;)
    Sulle motivazioni vi rimando come già detto alla seconda parte, vi anticipo solo che riguardo l’online su PC (@ Lanta: su PS3 è gratuito!) è una partita persa: l’ultimo gioco AAA che ho giocato su PC è stato proprio Oblivion, dopodichè la nausea per schede grafiche, upgrade, driver, settaggi, tweaks e quant’altro ha preso il sopravvento.
    Ma questa è un’altra storia e ne parleremo un’altra volta.. :)

  10. niccobricco scrive:

    io ho iniziato a giocare nel 99 con starcraft e per 8 anni non mi sono mosso da li. Grazie al multiplayer ho sempre cercato di migliorarmi, ho conosciuto amici, ho girato mezza italia per fare LAN, mi sono divertito con i miei compagni di " clan ". Ancora adesso sento gente che ho consciuto online 5 anni fa. Sentire gente che odia giocare online mi fa un po tenerazza perchè non riesce a sfruttare appieno le potenzialità che un gioco ti offre.

  11. Killy77 scrive:

    Anch’io mi identifico in questo genere di videogiocatori a cui non piace il multi ma solo il single player. Personalmente ho anche ragioni personali, fino a qualche anno fa giocavo regolarmente online e ho anche disputato tornei, ma ad un certo punto rimanere a certi livelli o cercare di crescere diventa troppo stressante e per me videogiocare è divertimento e non stress. Da qui dunque il progressivo abbandono delle arene online se non per qualche sporadico ingresso per qualche match online con la Xbox 360 (ho ancora 40 giorni Live Gold gratuiti da sfruttare). Anch’io poi mi sono stufato di aggiornare e riparare PC, ho un portatile da 3 anni e non ci penso neanche a cambiarlo anche perchè da Crysis in poi mi sembra che l’evoluzione tecnico-grafica su PC abbia subito un arresto, "agganciandosi" ai requisiti di sistema di PS3 e Xbox360. Ditemi voi un titolo in esclusiva PC che valga un update tecnico. Starcraft 2? Blizzard ci ha sempre abituato a giochi molto scalabili. Tutti i grandi titoli per PC ormai sono anche per console e quei 10 euro in più per console vengono compensati qualche mese dopo quando puoi prendere entrambi i titoli usati allo stesso prezzo.

  12. Fucktotum scrive:

    Sono stato spoilerato da Akira, quindi ometterò ciò che già sapete.
    Per quanto mi riguarda, potete considerare (orrore!!) capovolto il discorso di Niccobricco, ma credo dipenda solo da ciò che un giocatore ama fare.
    Quando gioca? Dove?
    Elementi fondamentali che possono far propendere, anche a livello inconscio,verso una preferenza o l’altra.
    Nel mio caso, in primis odio i pc. Si: installazioni, conflitti, schede grafiche, audio, acceleratori, ram… CHE PALLE!!! Compro un gico per giocarlo, non per diventare un programmatore in erba!
    Secondo poi, gioco per rilassarmi: per questo ho bisogno di belle trame (inutili? ARGH!), ambientazioni credibili e qualche buona idea.
    Il concetto portato in campo da alcuni, la pochezza dell’IA, vale per i giochi nati per essere competitivi: nessun personaggio di God of War o Super Mario ha bisogno di una IA dedicata e ultra approfondita.
    In definitiva, scordatevi una verità assoluta, perchè non c’è: quello che per alcuni di voi è un enorme pregio, la competizione, per me è un difetto che cozza col mio divertimento… fermo restando che qualche partita in multi la faccio con una certa frequenza ;)

  13. AKirA scrive:

    @Fucktotum: alla 1.6 eri pure forte, fidati!!! :) Peccato che ormai è un gioco che appartiene al passato e Valve, ahimè, promette e non mantiene :(

  14. inskin scrive:

    Killy77: "ma ad un certo punto rimanere a certi livelli o cercare di crescere diventa troppo stressante e per me videogiocare è divertimento e non stress"
    E qui direi che abbiamo scovato uno dei nodi gordiani dietro la questione..
    (PS:il nick viene da "Blame!"?)

  15. Daunt scrive:

    Alla fine tocca ripetersi, dipende dai generi.
    Alcuni non possono prescindere dal multiplayer, ma se qualcuno non è appassionato del genere in questione allora troverà l’online meno necessario.
    Un giocatore di RTS si trova per forza di cose ad usare un pc (nonostante tanti proclami, il messia degli rts per consolle ancora non è arrivato) e ad andare online, a volte senza neanche provare il gioco in single.
    Per dire, sto giocando la beta di R.U.S.E. ed è solo online, si entra e si gioca senza sapere neanche cosa fare :D

  16. Fucktotum scrive:

    Eheheh è proprio così ;)

Trackbacks / Pingbacks


Rispondi