Categorie | PS3, Recensioni, Xbox 360

Zelda sputa sangue? [DARKSIDERS - La recensione]

Darksiders

  • Piattaforma: PS3, XBox360
  • Publisher: THQ
  • Software House: Vigil Games
  • Zelda sputa sangue? [DARKSIDERS - La recensione]

    Come erano belli i giochi ai tempi di Darksiders… come? Scusa, cosa hai detto? Effettivamente è un po’ controsenso, visto che Darksiders è disponibile nei negozi solo da pochi giorni, ma questo non ci ha impedito, almeno con la fantasia, di tornare ai bei vecchi tempi, ovvero quando titoli simili a questa prima fatica della Vigil Games se ne vedevano molti ma molti di più. A partire dal sempiterno Zelda naturalmente, una serie che però nel tempo ha perso un po’ del suo lustro, affidandosi fin troppo alla struttura di quell’Ocarina of Time per Nintendo64 che nel 1998 rivoluzionò la saga. Ma perchè parliamo di Zelda? Perchè ci siamo soffermati così tanto su un genere apparentemente dismesso? La risposta è proprio Darksiders, un gioco dove le prime cinque ore ci portano col pensiero proprio alle nostre scorribande su Hyrule. Piante esplosive, una spada e un sottospecie di boomerang sono le armi chiave di Guerra, il protagonista del gioco, esattamente come lo sono da sempre di Link, l’eroe senza tempo dell’epopea Nintendo. Insomma, se quel genere vi manca, sappiate che questo è il primo esponente in grado di riportare in auge la triade composta da esplorazione, combattimenti e puzzle.

    Darksiders è sviluppato dalla Vigil Games, software house fondata solo qualche anno fa (e con l’intento di creare proprio questo titolo) da Joe Madureira, ovvero uno dei più rinomati disegnatori della sua generazione, entrato in Marvel all’età di 16 anni. Praticamente un fenomeno, ma Joe Mad, questo il suo soprannome, è riuscito a trasferire la sua abilità artistica anche nel mondo dei videogiochi? In parte. Di certo Darksiders ha beneficiato del suo inimitabile tratto, il mondo di gioco per esempio per quanto non brilli per realizzazione tecnica è in ogni suo anfratto decisamente ispirato, mentre i vari personaggi che si alterneranno dinnanzi a Guerra rappresenteranno una sorpresa continua, ancor di più per gli amanti dei comics americani.Dark3

    L’ambientazione di Darksiders vede l’umanità estinta e il pianeta terra in balia di poderose entità demoniache. Nei panni di Guerra, niente meno che uno dei quattro cavalieri dell’apocalisse, saremo chiamati a malmenare aberranti creature di ogni stazza, affidandoci a un semplice quanto divertente sistema di combattimento, forse un po’ piatto a difficoltà normale ma assolutamente bastardo (e per questo divertente) se assaporato scegliendo come difficoltà il livello apocalittico (che non è così apocalittico ma nemmeno una passeggiata, in pratica oldstyle come potrebbe piacere a molti). Il gioco è alquanto lineare ma questo non gli impedisce di inserire costantemente nuove idee alla sua già comunque robusta struttura che ha un solo grande merito (ce ne sono ancora ma sono copiati da altri giochi), quello di rapire il giocatore nel suo mondo devastato impegnandolo sempre con qualche tipo di attività, come ricercare i pezzi perduti di una mitica armatura o semplicemente esplorando uno dei numerosi dungeons del gioco, cercando di progredire nella trama.
    L’aria che si respira, nonostante una grafica disegnata con maestria e animata un po’ peggio, è alquanto desolante, ma non mancheranno zone più lussureggianti da sporcare minuziosamente di sangue demoniaco.

    Abbiamo fatto provare Darksiders a un gallo e la sua reazione è stata questa:

    Una cosa che Darksiders potrebbe insegnare all’università è come creare boss di fine livello, un merito che riconosciamo ad ogni titolo che spinge i giocatori ad aggrapparsi al joypad dalla concentrazione. D’altronde i diabolici sviluppatori hanno deciso di non farci vedere l’energia dei nostri nemici, una scelta che nonostante le ingiurie lanciate ci ha a dir poco esaltato, rendendo ogni epica battaglia una corsa all’ultimo fendente. Naturalmente potremo migliorare il nostro arsenale di armi e magie, a volte semplicemente spingendoci dove vuole il gioco e altre come ricompensa alla nostra videoludica curiosità (cosa diavolo c’è in quel corridoio apparentemente sbarrato? È così che passano improvvisamente ore e ore di gioco). Senza innovare nulla Darksiders si prende il tuo tempo libero e lo trasforma in una macelleria sovrannaturale davvero spassosa, un fulmine a ciel sereno per chi non ha mai avuto modo di giocare a uno Zelda, un ritorno a quando i giochi erano meno arrivisti verso il futuro e più sicuri della loro semplice struttura per tutti gli altri. In pratica un gran bel prodotto che potrebbe anche rischiare di passare ingiustamente inosservato. Peccato che la THQ non abbia rilasciato un demo su Xbox Live o PlayStation Network ma questo è anche dovuto alla sua fluida struttura di gioco, davvero difficile da spezzettare in un blocco da 10 minuti da presentare ai giocatori sperando che faccia davvero colpo. Inoltre la longevità è di tutto rispetto, sebbene si possa terminare l’avventura con 15 ore di gioco dovrete aggiungerne un bel pò se vorrete scoprire tutti i segreti o impelagarvi con il livello di difficoltà apocalittico. Complimenti!Dark2

    Inside The Game

    • Design delle creature eccezionale
    • Avventura, puzzle e combattimenti splatter sono un trittico perfetto

    Outside The Game

    • Qualche animazione da rividere
    • Su Xbox360 troverete fastidiosi effetti di tearing
    Voto:

    Da non perdere

    Come valutiamo i giochi

    Questo post è stato scritto da:

    - ha scritto 112 articoli su Inside The Game.

    Contatta l'autore

    2 Di risposte a “Zelda sputa sangue? [DARKSIDERS - La recensione]”

    1. Pandreol scrive:

      Grande Rece e grandissimo gioco, io per arrivare a 1000gt c’ho messo 26hrs di gioco :_)

      /salute

    2. Niente multiplayer, come ai vecchi tempi. Chapeau a Vigil Games per essersi concentrata su quello che conta davvero, ossia il gioco.

    Trackbacks / Pingbacks


    Rispondi

    Pubblicità




    Polls

    Sorry, there are no polls available at the moment.