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Two è meglio che One [Recensione Army Of Two: The 40th Day]

Army of Two: The 40th Day

  • Piattaforma: PS3, XBox360
  • Publisher: Electronic Arts
  • Software House: EA Montreal
  • Two è meglio che One [Recensione Army Of Two: The 40th Day]

    La miglior demo  del 2008. Se ci fosse stato un’award per questa categoria, il primo capitolo di Army of Two l’avrebbe vinto senz’altro a man bassa. Bella da vedere, piuttosto divertente da giocare, ma breve quanto l’orgasmo del sabato sera, l’avventura d’esordio di Rios & Salem s’era in effetti limitata a farci solo intravedere il potenziale ludico del brand, senza però lasciare chissà quale tacca nella nostra martoriata memoria di gamer …

    Assorbite le critiche, riorganizzati i ranghi e allestita una strategia d’attacco tutta nuova, il duo più grezzo della Shooting Scene è dunque tornato a procurar battaglia a tempo di record, il che ci porta dritti dritti al cospetto di The 40th Day: un titolo che fa sul serio, e dà subito del tu ai giocatori, catapultandoli nel mezzo della baraonda senza neanche fargli il piacere di avvertirli. Il tempo di mandare all’aria una semplice missione di routine, ed eccoci a mangiar polvere per le strade di una Shangai devastata da una micidiale rivolta metropolitana. Manco a dirlo, la colpa è attribuibile ai nostri amici e toccherà ovviamente a noi aiutarli a venir fuori dal casino. Nessuna missione speciale dunque; la salvezza del mondo, almeno per stavolta, non dipenderà da Rios & Salem
    Riproponendo per grandi linee l’intelaiatura di gioco apprezzata nel suo predecessore, il nuovo Army of Two si delinea ancora una volta come un sacro inno al Co-Op che andrebbe ovviamente “intonato” in compagnia di un amico. Alla luce dei sensibili progressi maturati dagli sviluppatori nella gestione del gioco di squadra tra i due protagonisti, sarebbe in effetti uno spreco limitarsi a condividere l’esperienza con la pur sveglia CPU.

    Libero da tutte le scriptature che, in precedenza, avevano confinato le azioni in tandem soltanto a determinate aree degli scenari, il gioco è ora in grado di garantire finalmente  ai giocatori una certa libertà di interazione con gli stessi, favorendo così un approccio dinamico molto variegato e  consequenziale. Questa particolare impostazione, sfocia logicamente in un esperienza di gioco quanto mai serrata, che trarrà costante linfa vitale dal serrato clima di guerriglia urbana che si respira per le strade della metropoli.

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    Oltre a poter, come sempre, far leva su numerose armi da fuoco e sfruttare altrettante coperture più o meno ortodosse quali portiere di auto, scudi antisommossa et similia, Rios & Salem potranno ovviamente contare anche stavolta sull’ausilio di risorse speciali per far fronte alla costante doccia di piombo riservatagli dai nemici ad ogni angolo di strada. Ci riferiamo ovviamente al supporto dell’ Aggro System che, oggi come oggi, appare decisamente più raffinato… Se in passato l’impiego di questa feature consentiva soltanto di dirottare il fuoco nemico sul proprio compagno in modo che, rispondendo ad esso, questi ci avrebbe consentito di avviare parallele manovre di accerchiamento, ora sarà ad esempio possibile adottare anche stratagemmi più articolati come fingere la resa e spingere dunque gli ostili ad abbassare le armi. Il che contribuisce senz’altro a ravvivare le cose.
    Giusto per restare in tema, va segnalato anche lo sforzo adoperato dagli sviluppatori nel tentativo di rendere la trama portante del gioco meno lineare e pre-confezionata. Nel corso della storia principale, i giocatori incorreranno di fatti nei già annunciati Morality Moments in cui si renderà necessario adottare delle scelte o assumere delle prese di posizione in forte contrasto tra loro, che andranno a maturare notevoli conseguenze sul dipanarsi degli eventi.

    Al di là degli ovvi benefici maturati sul coefficiente di rigiocabilità del prodotto, questo innesto conferisce senz’altro alla stessa modalità campagna uno spessore diverso. E sebbene, il gioco continui a dimostrarsi alla lunga più efficace nell’ambito Multiplayer (provare la modalità Extraction, per avere un idea precisa di ciò che intendiamo con tale affermazione, NdR), è innegabile che questo valore aggiunto attribuisca all’intera produzione quei caratteri di completezza che latitavano invece nel rispettivo prequel.

    aot 2

    Dal punto di vista tecnico, quasi inutile segnalarlo, The 40Th Day si difende alla grande e amplifica in termini quasi esponenziali tutto quanto di già buono ammirato nel suo predecessore: questo significa animazioni più ricche, modelli poligonali ancor più convincenti e texture incredibilmente definite, cui fanno da adeguato contraltare un significativo ampliamento degli scenari, nonché una straordinaria caratterizzazione di ambientazioni e rispettivi abitanti.
    Bigger and better in tutto e per tutto, la nuova fatica della EA Montreal si delinea  quindi come una proposta da tenere in seria considerazione per tutti gli amanti degli Action Shooter in terza persona, assumendo addirittura i connotati del must assoluto poi per chi predilige in particolar modo il multiplayer, sia esso inteso come co-op, che come semplice  massacro di massa online.

    Inside The Game

    • Struttura di gioco molto più fluida e dinamica.
    • Sistema di interazione tra i due protagonisti interamente rimodellato.
    • Comparto Grafico di grande spessore.
    • Ottima sezione Multiplayer.

    Outside The Game

    • Modalità in Singolo meno efficace rispetto al Co-Op Online.
    • Opzione Schermo Convidiso troppo caotica.
    Voto:

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    2 Di risposte a “Two è meglio che One [Recensione Army Of Two: The 40th Day]”

    1. Ho letto ora… ammazza addirittura 3 stelle Moss? :) Me lo consigli così vivamente? ;) Da ciò che hai scritto sembra di si… sembra da prendere al volo! :)

    2. Il gioco c’è. E se hai intenzione di puppartelo in Co-Op, è veramente da prendere al volo ;)

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