L’abbiamo fatto: abbiamo usato anche una parolaccia nel titolo di un post. Siamo veramente incorregibili e, per chi si fosse offeso, chiediamo subito umilmente scusa e perdono. Ma come iniziare diversamente la recensione dell’ultima fatica di Hideki Kamiya se non con qualcosa di simile?
Bayonetta, il videogioco, punta tutto o quasi sul suo aspetto “pruriginoso”. La protagonista del nuovo picchiaduro dell’autore di Devil May Cry ha due tette incredibili, un corpo da favola, delle movenze stra sexy e si denuda ogni volta che le riesce un colpo speciale o finisce mortalmente il lavoro su un nemico. Il suo vestito di finto latex, infatti, è fatto dai suoi capelli ed essendo Bayonetta una potentissima strega, riesce a mutaformarlo in pugni giganteschi, enormi tacchi a spillo che rovinano sul nemico o “semplici” demoni. Durante queste fasi, la nostra rimane praticamente nuda e i più arrapati di voi potranno divertirsi a “scorgere” un capezzolo o qualcosa di più, evitando magari di sporcare il joypad con la bava… o con qualcos’altro
Vedere video per credere
Fatta questa doverosa premessa introduttiva, coloro i quali sono interessati più che altro a capire come è il videogioco di Platinum Games prodotto da Sega e distribuito in italia da Halifax si saranno annoiati e anzi avranno pensato che noi di Inside The Game siamo impazziti ad iniziare in questo modo una recensione.
Non hanno tutti i torti, effettiavmente siamo dei mattacchioni
Eppure su una cosa non vorremmo ci fossero dubbi: la sexy apparenza di Bayonetta è un punto di forza e una precisa scelta dei programmatori giapponesi che, per i giocatori occidentali, hanno comunque in serbo molto di più che un paio di pixel arrapanti.
Seguendo praticamente pedissequamente il modello di Devil May Cry, Kamiya da vita ad un nuovo strepitoso action game, molto action e poco “hack” (cioè poche risoluzioni di enigmi: diciamo abbastanza per non annoiarsi a menare sempre le mani), davvero molto spettacolare a livello di situazioni. I boss di fine livello sono davvero incredibili e le battaglie che vi troverete costretti ad affrontare sono epiche così come le musiche a contorno. Spesso, quasi sempre, non crederete addirittura ai vostri occhi per la maestosità di alcuni nemici che andranno addirittura “scalati” per essere sconfitti. Un po’ come in Shadow of The Colossus ma con un impianto ludico totalmente differente.

- bayonetta nuda
Chi pensa a Bayonetta come un God of War al femminile si sbaglia: si vede lontano un chilometro che questo è un gioco programmato da giapponesi e non da americani… e i giapponesi, si sa, al gameplay ci tengono molto. Bayonetta è difficile da padroneggiare e molto impegnativo. Come meccaniche infatti è veramente superiore al capolavoro di David Jaffe God Of War 2 (aspettiamo il 3 in versione Next Gen, però, anche se non ci sarà più Jaffe alla guida del progetto) e bisogna stare attenti a ponderare ogni decisione. Ogni punto speso in un’abilità può essere rimpianto, ogni arma upgradata potrebbe non corrispondere ad una maggiore facilità negli scontri e addirittura ogni colpo va soppesato prima di essere sferrato.
Questo potrebbe risultare frustrante ma, a nostro avviso, è davvero il minimo per interessare dal punto di vista ludico qualunque giocatore che, piuttosto che premere tasti a caso mentre vede il suo protagonista che riesce comunque a sopravvivere (nel genere succede spesso), preferisce impegnarsi al massimo nell’evitare all’ultimo secondo un attacco per poi contrattaccare, in un climax tattico davvero raro.
Il titolo, quindi, non può che essere consigliato dallo staff di Inside The Game con un bel voto: 3 stelle, da non perdere, ma una riflessione è d’obbligo, almeno una mia riflessione personale.
Sinceramente a livello di trama, a livello di design delle ambientazioni, a livello di design di mostri e di inventiva nei dialoghi… mi sembra davvero un lavoro poco interessante. Probabilmente sono io che non capisco la passione tutta giapponese per la metafisica e per un certo impianto teatrale in un prodotto di intrattenimento. E’ chiaro che in oriente hanno un gusto tutto diverso per i videogiochi: per loro è roba da adulti e possono sperimentare citazioni incomprensibili anche in un film che parla di una strega che massacra degli angeli. Io trovo invece che, tornando indietro al paragone con God of War, in un prodotto simile (cioè nello specifico un beat em up a scorrimento) sia molto più godibile una trama lineare e di impatto piuttosto che un gioco nel gioco a capire che cosa diavolo stia succedendo.
Dalle prime ore di Bayonetta non si capisce assolutamente nulla e sinceramente, spesso, le situazioni sono sicuramente simpatiche ma anche ridicole: chi sono questi angeli, perchè ce l’hanno con noi, chi è la protagonista ecc ecc, queste e altre domande non troveranno una soluzione se non seguendo i filmati (spesso molto lunghi, lasciatemi dire: troppo) pedissequamente e arrivando alla fine del gioco.
Sinceramente il tutto sembra un minestrone tra Evangelion, Lamù e qualunque film di Bud Spencer e Terence Hill: e il tutto, purtroppo, annoia. Attenzione, mi raccomando, non a livello di gioco: in queste ultime righe mi riferisco solo alla trama e a ciò che ruota attorno (personaggi, ambientazioni, filmati).
Per il resto, ripeto, Bayonetta vi saprà divertire ed emozionare… soprattuto se riuscite a giocare almeno un’ora di fila senza dover andare al bagno a praticare dell’autoerotismo




solo la Sega poteva produrre un gioco siffato… lol
Taddeo…sei chi credo?
grandissimo
ahahhaah
bellissimo gioco, ma sul finale ho skippato alcuni fimati…..due maroni!!!!!
Divertentissimo, è vero!
Ma credo che con l’avvento di God of War, ce ne dimenticheremo presto. Perchè? Beh, perchè quel gioco sarà un colmo di brutale esaltazione e soprattutto, avrà una cosa chiamata “trama”. E scusate se è poco…
@Marco: guarda io la penso esattamente come te. Questo titolo sinceramente non ha proprio “appeal” dal punto di vista narrativo. Però devo dire che ad essere divertente lo è … e molto!
Io l’ho trovato una gran cagata (scusate il termine)…dopo il 3/4 “filmato” (tra “” perché nn ci scordiamo che certi sono tipo diapositive con tanto di effetto pellicola) ho cominciato a saltarli tutti.
Trovo ridicolo che un gioco debba prima di tutto fare appeal sulle tette/movenze dei PGs, basare la sua longevità sul “rigiocalo-a lvl piu alto-che all’inizio ti faccio scegliere solo normal o giochiamo noi per te” (vedi option “faccio tutto con un solo tasto”) e il riciclo di boss (che poi ritrovi come nemici “normali”, cosa molto usata in Jap…).
Personalmente (saltando i filmati che mi avevano riempito le balls a dismisura) c’ho messo 7/8 hrs per finirlo…un po pochino per i mei gusti, specialmente quando ci sono altri 2 lvl di difficoltà lockati!
Poi il Gameplay e da paura, graficamente eccede su molte cose (anche se lo stile può far storcere il naso), pero (personalmente) gli aspetti negativi sono piu di quelli positivi.
/salute
io al momento lo apprezzo, ma l’ho giocato davvero troppo poco per parlarne a fondo.
I filmati già li salto, lo sculettìo lo trovo divertente e poco più, ma una cosa che davvero mi fa rodere è quella della difficoltà.
Abbiamo parlato più volte del fatto “pago, quindi il gioco voglio finirlo, perciò lo voglio accessibile”, che è legittimo almeno quanto “pago, lo gioco al c*zzo di livello che mi pare”
Ma è un gioco da record, è tarato per essere rigiocato!
Si, non metto in dubbio questo, però dannazione lasciami tutti i lvl sbloccati subito e decido io se, quando e come fare record.
Del videogioco in generale, come detto, posso parlare molto poco: di primo acchitto mi sembra espressamente indicato al jappo fan, soprattutto per stile e immaginario visivo. Vi farò avere notizie se e quando lo giocherò, per ora si batte con Assassin’s Creed 2 la palma del titolo che voglio giocare DI MENO
A me piace cmq anche il suo stile. è j-pop ai massimi livelli e fa ridere. Magari dopo un pò stanca ma comunque c’è ben altro, come un sistema di combattimenti a mio parere eccezionale.
Al pensiero che la gentaglia sia corsa a comprare quella schifezza di Devil May Cry 4 e ora se ne freghi di Bayonetta mi sento male.
quoto, dmc4 è incredibilmente inferiore rispetto a bayonetta…
Questo gioco prima o poi deve essere mio.
Ma state scherzando? è un capolavoro di stile! e i filmati e la trama sono la cosa più appagante!! e poi Devil may cry 4 “schifezza”? è un capolavoro!! devastante sotto tutti gli aspetti e Bayonetta lo batte in tutto…basti pensare che in 20 anni è stato il 12° gioco a prendere 40 su 40 di voto sulla rivista Famitsu (la rivista di videogiochi più importante e influente del mondo e notoriamnete avara nei voti)…scusatemi..senza offesa ma di giochi non ve ne intendete…tornate a giocare a Call of duty e GTA che quelli si che sono gioconi -_____-
Gallospacca hai le idee confuse. Fatti un giro nel web e vedrai chge DMC4 è il peggiore della serie, nonchè un gioco bruttino. Famitsu è importante, ma non “il più” e nemmeno tanto avaro di voti. Ha la consolidata abilità di premiare solo ciò che è giapponese, lingua che peraltro conoscerai benissimo dato che lo leggi no? FAMMI IL PIACERE!
Va bene che arrivo con due anni di ritardo a giocarmi Bayonetta… davvero una recensione che fa cadere le braccia, anzi, forse qualcos’altro, quel poco di giusto che dice lo si trova a intervalli tra una cavolata e l’altra: se sono questi i lettori che volete avere, contenti voi. Non riesco neanche a credere che l’abbia scritta Simone Trimarchi, ma al di là di calcare la mano su quello che si vede in superficie (si spoglia? E chissene… intanto è una trovata fantasiosa come tutto lo scenario ideato, il gioco è diretto con estrema eleganza, non è ‘per maniaci’, non è un Dead or Alive Extreme, è chiaro il concetto?), non si riesce neanche a valutare realmente Bayonetta per quello che é: “ambientazioni e mostri già visti”? Io quegli esseri trascendentali che sono i boss di Bayonetta li ho visti nel manga di Bastard!!, forse. A livello di design è un’idea vincente dietro l’altra.
Ad ogni modo sembra scritta da un adolescente, no comment.
Ciao AIO.
Mi spiace, ovviamente, che tu non abbia gradito la mia recensione.
Così come mi spiace, altrettanto ovviamente, addirittura sembrare un’adolescente nel mio modo di scrivere
Ora non so se sei un assiduo frequentatore del blog o meno però, anche scorrendo altri miei pezzi scritti qui, ti accorgerai che lo stile con cui provo a recensire in questo spazio è differente, o almeno spero, da quello di un altro qualsivoglia sito/rivista che tratti di videogiochi.
Diciamo che sicuramente in questo pezzo ho “calcato la mano”, probabilmente troppo lo ammetto, su un aspetto poi assolutamente non rilevante ai fini della valutazione del gioco
Non me ne pento però, il mio voleva essere un gancio per far interessare al titolo di Hideki Kamiya anche chi non è assolutamente avvezzo a trame psichedeliche e difficoltà non proprio “nella norma”. Questo per quanto riguarda il discorso sulla nudità… di cui devo ammettere anche un’altra cosa: il titolo è sicuramente “google oriented” e cerca di far fare “click” anche a chi di videogiochi poi, in verità, si interessa poco…
Fatto questo “mea culpa”, sicuramente necessario, mi sembra però che tu ti sia fermato alle prime righe.
Tornando al discorso dello stile; ormai io sono stanchissimo di leggere recensioni da 4-5-10 pagine in cui ci si sbrodola su ogni poligono o ogni arma di qualunque videogioco. Io cerco di concentrare l’attenzione del lettore in meno righe evitando di dire ciò che è ovvio (basta vedere un video per capire di che tipo di videogioco stiamo parlando, se ha una bella grafica ecc).
Nella seconda parte del pezzo, appunto, anche riconoscendo l’evidentissima eccellente fattura del gameplay (il voto è lì a dimostrarlo), esprimo un’opinione personale che, probabilmente tu (e tantissimi altri fan di bayonetta) non condivideranno, ma che rimane un giudizio “critico” comunque sia motivato e non certo buttato lì tanto per.
Ora, possiamo parlare anni, probabilmente, del perché tu reputi questo titolo un capolavoro di “eleganza” mentre io ci vedo comunque un buon gioco e nulla più. Probabilmente è colpa mia: non abituato correttamente a fruire degli stilemi giapponesi (chi mi legge lo sa, non ho grande passione peri videogiochi orientali… ma ripeto: riconosco essere una mia colpa non certo un mio pregio) ci ho visto poca vera ciccia. Ma questi anni che passeremmo a intavolare la discussione non farebbero cambiare idea né a me né a te e probabilmente riconosceremmo alla fine che è questione di sensibilità e gusti.
Questo però non rende più giusta la tua ultima frase… rileggendomi, anche a distanza di anni, non credo assolutamente di aver dato ai miei lettori la sensazione di aver scritto un pezzo superficiale o poco pensato.
Un po’ troppo pieno di “scherzi”? Probabilmente si.
Ma non certo “da adolescente” usato come un insulto… con tutto il rispetto per coloro i quali, anche nell’età dell’adolescenza, scrivono con un piglio e uno stile che può superare quelli di un adulto di qualsivoglia età.
Chiaro che capisco “scrivo così per il pubblico di Inside the Game”, ma mica è un baretto, vi può leggere un pubblico vastissimo e suppongo che le visite siano molto alte.
Per carità, non fraintendere le mie parole: ho scritto che è diretto con estrema eleganza da Kamiya, parlo di direzione di gioco, cosa che raramente mi capita di leggere in qualunque recensione, anche quelle con il piglio “da esperto”.
E non sto neanche a parlare di opinioni differenti: sul gioco tirando le somme siamo d’accordo, ma ne parli e lo inquadri in maniera fuorviante: mica devi dire il numero di poligoni, ma qui nemmeno parli di qualche idea brillante a livello di scenario (ribaltamento bene/male), di trovate fondamentali del gameplay (penso sia fondamentale parlare della schivata per rallentare il tempo che il giocatore si trova a fare ogni due per tre), ma passi, è stata scritta un po’ troppo alla leggera per me, se ti sei sentito offeso ti chiedo scusa, ma è riferito solo ed unicamente al modo di scrivere la recensione, e non a te che apprezzo e stimo per quello che fai (ma tanto più mi ha infastidito la csa, per questo ho voluto intervenire). Dai, son videogiochi, complimenti per i tuoi interventi a Gamerland, continua così.