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L’Inquisizione arriva sul Web [News]

L’Inquisizione arriva sul Web [News]

George Orwell ci sarebbe andato a nozze, e magari ci avrebbe anche montato su il Sequel di 1984: a noi italiani, toccherà invece mandar giù il boccone, così come abbiamo dovuto fare con tante altre splendide riforme partorite dall’attuale classe dirigente. Di cosa stiamo parlando? Ma ovviamente della notizia del giorno: quella  che vede il concetto di Censura di Stato debuttare ufficialmente sulla nostra beneamata Rete.

Che le cose sarebbero andate a finire così ne avevamo in effetti già avuto sentore quando l’emendamento oscura-web proposto dal Senatore Gianpiero D’Alia (UDC)  introdusse l’articolo 50Bis nel famoso Pacchetto Sicurezza allestito dal Governo. Ma, illusi ancora di vivere in un paese democratico, avevamo preferito minimizzare, ipotizzando che alla fine qualcuno avrebbe posto un freno a questa mozione.

Come risultato, eccoci a commentare – forse per l’ultima volta in termini critici, visti i recenti sviluppi – l’approvazione di un decreto che presto sarà legge… Una legge che in sintesi concede al Ministro degli Interni e alla rispettiva commissione di salvaguardia,  la possibilità di oscurare interi siti qualora al loro interno fossero rilevati  “contenuti immorali, dichiarazioni legate all’apologia di reato o, più in generale, concetti inneggianti a reati di varia natura“.

Manco fossero in Birmania, o in Cina o in chissà quale altro paese del mondo in cui la libertà di espressione venga limitata da iniziative proto-dittatoriali, i providers saranno pertanto tenuti a bloccare tutti i siti “disobbedienti“, mentre i responsabili di eventuali trasgressioni rischieranno una pena che potrà estendersi fino a 5 anni di reclusione.

A conferma di ogni ulteriore, superfluo sospetto che questa manovra malceli in realtà lo spettro del solito “conflitto di interessi“, Mediaset ha subito colto l’occasione al balzo, chiedendo a Youtube un risarcimento di 500 milioni di Euro per la diffusione di “materiale o stralci di materiale” tutelato da copyright.

Inutile ovviamente aggiungere che ben presto, gli estremi di questa manovra andranno a lambire anche social network, portali e blog con tutte le conseguenze che potete immaginare. Se volete dire la vostra sulla faccenda, potete ovviamente sfruttare il nostro novello forum… Ma non vi meravigliate se la pisco-polizia autorizzata ci spingerà subito a cancellare le vostre “pericolose opinioni”.

Al seguente link è possibile prendere visione dell’intero testo dell’articolo 50 bis e constatarne l’avvenuta approvazione: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&leg=16&id=392701&idoggetto=413875

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9 Di risposte a “L’Inquisizione arriva sul Web [News]”

  1. niccobricco scrive:

    finche’ non mi oscurano i siti porno tutto va bene :D

  2. Io comprendo sicuramente l’esigenza di tutelarsi dall’apologia di reato. Sono gli altri estremi del decreto che mi preoccupano, perchè sono molto generici. In altre parole, si rischia di estendere l’applicazione di questa legge anche nei confronti di opinioni e dichiarazioni soltanto “divergenti” dalla linea governativa. Non so se mi spiego…

  3. Lanta scrive:

    Ti spieghi benissimo. Questa legge è stata molto anticipata, anche io nel mio blog ne parlai a tempo debito.
    Non capisco perché lo postiate soltanto adesso, è successo qualcosa recentemente che io non so? (tipo, che ne so, hanno ufficializzato la cosa?)

  4. La gravità è assoluta. Il web dà la possibilità, nella maggior parte dei casi, di ignorare completamente temi e siti che non ci interessano o dai contenuti “molesti”.
    L’unica vera occasione per essere, perchè no, anche dei cerebrolesi.
    Finchè le parole di un sito o di un blog non costituiscono reato, voglio e devo potere leggere QUALSIASI COSA.
    Ma questo è un Paese che sta smarrendo il senso della realtà, perso in digressioni inutili e dilaniato da battaglie causate dall’onda di emotività che nasce in particolari circostanze.
    I nostri goveranti, da quando ho il lume della ragione, sono sempre e soltanto stati in grado di cavalcare quell’onda, dando agli imbecilli ciò che gli imbecilli chiedevano.
    Perchè è più facile fare tutti contenti e buttarglielo al culo alle spalle sui problemi veri che la nostra Italia, sempre più maleducata e irrispettosa, sa produrre in quantità industriali.

  5. DevilCRY scrive:

    Cito: I nostri goveranti, da quando ho il lume della ragione, sono sempre e soltanto stati in grado di cavalcare quell’onda, dando agli imbecilli ciò che gli imbecilli chiedevano.

    Minchia, questa è da pubblicare su Spinoza

    Grande Akira

  6. Ma l’ha scritta Massimo Fucktotum però ;) Non io! Però quoto!!! :)

  7. Chromartie scrive:

    Visto che non l’ha ancora fatto nessuno, ricordo che aggirare i ridicoli filtri di stato è uno scherzo: basta cambiare DNS, di solito si usa OpenDNS. Questo è un consiglio tecnico, non sto sminuendo la gravità di questa norma!

    • Lanta scrive:

      Ok, questo mi sembrava ovvio. Ma non pensi che, visto che con la nuova legge saranno gli ISP i responsabili delle infrazioni degli utenti, provvederanno a bloccare i DNS?
      Alcuni operatori già lo fanno…

  8. Taddeo scrive:

    Siamo alla frutta…

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