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Ritorno alle origini: i 10 migliori giochi per NES da (ri)scoprire [parte 1]

Ritorno alle origini: i 10 migliori giochi per NES da (ri)scoprire [parte 1]

Molti, moltissimi di noi iniziarono la propria epopea videoludica grazie alle più disparate macchine: coin op, C64, AMIGA e così via.
Il gioiello con cui Nintendo iniziò a invadere le nostre case, il NES , è tuttavia un filo conduttore che unisce quasi tutti i giocatori “da console”. Potevate non possederlo voi, ma un qualche amico o cugino che saltellava schiacciando tartarughe era sempre a disposizione, a meno che non abbiate trascorso una travagliata infanzia del tutto priva di videogiochi.

I  titoli che andiamo a proporvi sono stati scelti espressamente perchè meno conosciuti di altri: non troverete nessun Castlevania, Megaman, Mario, Zelda o Metroid, perchè il tempo ha già ampiamente dato merito a queste saghe con tanti seguiti e un amore da parte dei fan che non diminuisce, neanche a distanza di 20 anni.
Piuttosto cercheremo di darvi qualche imbucatura utile, perchè tra il canale WiiWare e emulatori vari potreste trovarli con una certa facilità, rivivendo o scoprendo che un pomeriggio senza poligoni ed effetti particellari non è necessariamente triste.

The Battle of Olympus (Infinity)
Liquidato troppo spesso come mero clone di Zelda II The Adventure of Link, a cui lo accomunavano elementi come la mappa di gioco e moltissime meccaniche, TBoO godeva di una splendida colonna sonora e una grafica di tutto rispetto. Fondeva poi nella trama numerosi miti greci, anticipando in un certo senso God of War (con gli Dèi che corrono in aiuto del protagonista fornendogli abilità sovraumane) e Dante’s Inferno, dato che Orfeo, protagonista di quest’avventura, metteva a repentaglio la sua vita per salvare la sua bella dalla discesa verso l’Ade.



Wizard & Warriors
(Rare Ltd.)
Nonostante il titolo riecheggi atmosfere da gioco di ruolo, W&W era fondamentalmente un action con molti elementi validi, tanto da originare ben due sequel. Kuros, il cavaliere in armatura protagonista del gioco, era l’eroe che tutti vorremmo essere: non più limitato dalla ricerca monogama di una singola principessa, aveva il difficile compito di riportarne in salvo un buon numero, così da essere condannato a una futura vita circondato da fanciulle adoranti. La difficoltà principale dei vari livelli era data dal fatto che prima di poterli completare andavano recuperate varie gemme, spesso nascoste, che costringevano il giocatore a perdere pazienza e diottrie alle ricerca dei dannati brillocchi. Difficile ben oltre il punto giusto, godeva almeno di continue illimitati, fatto non così comune all’epoca.


Duck Tales
(Capcom)
Quello che si potrebbe pensare dal tie in di una serie a cartoni che furoreggiava  all’inizio degli anni ’90  è chiaro: intuile, puerile e in definitiva brutto. Ma sarebbe un grosso errore: sviluppato da Capcom usando l’architettura base di un Mega Man preso a caso, il videogioco su Paperone e nipoti era freschissimo, pieno di segreti e estremamente vario, anche grazie alla successione dei livelli liberamente personalizzabile, solo una delle eredità dal Blue Bomber. Un grandissimo platform che troppo spesso non viene messo nella giusta luce.

Solstice: The Quest for the Staff of Demnos (Software Creations Ltd.)
Solstice era fondamentalmente un incubo: nell’isometrico mondo di gioco era imprescindibile avere una pazienza di ferro. Forte di una struttura che costringeva a procedere a tentativi per scoprire la giusta sequenza di salti e piattaforme da percorrere, poteva rendere folle il giocatore più ditratto: punitivo al massimo grazie al mix di mostri e trappole, potrebbe essere una sfida severa anche oggi. Si guadagnò un successore per SNES, Equinox, ma a conti fatti hanno lasciato pochi ricordi del mago Shadax e  delle sue pozioni…

R.C. Pro Am (Rare Ltd.)
Qui si entra nella leggenda. Più di 2 milioni di copie vendute si sentono al giorno d’oggi per moltissimi titoli, ma al tempo non era proprio facilissimo raggiungere certe cifre. Credo che tutti i possessori di NES avessero la loro cartuccia, perchè qui siamo davvero in presenza di un piccolo capolavoro: divertentissimo, graficamente lodevole ma soprattutto armato fino ai denti: fu uno dei primi giochi di guida a integrare le armi e questo fa di lui il padre putativo di Mario Kart. Saranno state macchine radiocomandate, ma hanno fatto da rompighiaccio a centinaia di successori!

[continua ;) ]

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5 Di risposte a “Ritorno alle origini: i 10 migliori giochi per NES da (ri)scoprire [parte 1]”

  1. ViewtifulMax scrive:

    Solstice….
    son vent’anni che ho quella cartuccia e non l’ho ancora finito.
    Domani mi ci metto, hai visto mai…

  2. Io non ho più un NES… la console l’ho venduta a mia cugina, se penso a chi invece ho venduto il mare di giochi che avevo mi faccio un litro di acido solforico…SGURGLE :(

    P.s. gran gioco Solstice, mai finito, ti auguro di trionfare!

  3. pablus scrive:

    The Battle of Olympus e Duck tales li ricordo con gran piacere; del secondo titolo uscirono anche belle cose su Megadrive.

  4. Akuzo scrive:

    Ducktales e’ meraviglioso e il moon theme e’ una canzone che mi rimarra’ in testa per sempre…
    Per il resto ammetto di aver mancato quegli altri, vedro’ di rimediare.

    Mi sento inoltre di menzionare assolutamente:
    – Sweet Home, jrpg horror avvincente ed incredibilmente complesso per una macchina come il NES
    – River City Ransom che, diciamolo, e’ uno dei piu’ bei beat’em up a scorrimento della console
    – Clash At Demonhead, che sulle prime puo’ sembrare una cazzatona, ma poi sorprende con la sua meccanica di gioco e la sua trama
    Ad essi si aggiungono i vari Ninja gaiden, Megaman e via dicendo, ma di quelli conosciamo tutti molto bene il valore. ;)

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