La scelta di scrivere questa recensione in prima persona nasce dall’ esigenza di sottolineare che essa non intende riflettere necessariamente il valore effettivo che Dante’s Inferno potrebbe avere nell’ambito degli Hack ‘n Slash, quanto un mio personalissimo parere su questo genere di produzioni e, in particolar modo, sul concept di gioco che alcuni sviluppatori si ostinano a perseguire, incuranti delle reali potenzialità di questo medium.
In tutta onestà, considero i videogame come una delle più complete forme di espressioni artistiche del nostro tempo, nonché lo strumento creativo più adatto ad esplorare nuove forme di narrazione, interattività e coinvolgimento. Di conseguenza mi piace credere in un futuro prossimo in cui il termine “gioco” scompaia dalla definizione stessa di questo mezzo, per far strada al concetto di esperienza multimediale interagibile.
In tal senso, ritengo che questo settore abbia quindi molto più bisogno dei Mass Effect e degli Heavy Rain, rispetto a produzioni di cassetta che poco o nulla hanno da offrire alla sua stessa evoluzione … E questa considerazione anticipa ovviamente di almeno due migliaia di caratteri l’epilogo di questo pezzo.
Inutile far giri di parole dunque: Dante’s Inferno è solo un videogioco. Peggio. E’ un videogioco che nasce già vecchio e, come tale, si limita pedissequamente ad osservare dogmi vetusti e soluzioni strutturali a dir poco arcaiche, che lasciano ormai il tempo che trovano.
Trionfo della combo ad libitum, eden proibito della scriptatura, nonché vero e proprio ricettacolo di trovate stilistiche che di dantesco avrebbero solo gli estremi di una condanna agli inferi (qualcuno ha detto Quick Time Event?), il titolo della Visceral Games morirà anche dalla voglia di ergersi a Godo f War della situazione, ma in realtà finisce solo con l’essere il Benjamin Button dei videogame.

Volendo guardare la faccenda con cipiglio più ottimistico si potrebbe magari parlare di puro Retrogaming o addirittura di “omaggio ai classici”, eppure anche in tale contesto esisterebbero innumerevoli titoli in grado di mandar questo Dante a lezione di buon gameplay.
Di rimando, non resterebbe quindi che affidarsi ai frizzi e lazzi del comparto visivo … Se solo questi fossero tanto spettacolosi da offuscare i suddetti limiti. Benché in ambito tecnico, il novello blockbuster targato EA non faccia nulla di che per meritarsi una scomunica, appare di fatti evidente che il lavoro svolto dai grafici non abbia la forza di ergersi molto oltre gli standard di placida decenza. Fatta eccezione per gli eccessi legati ad un character design volutamente esasperato e ai grotteschi tratti architettonici di ambientazioni che fanno sicuramente di tutto per risultare demoniache, lo spettacolo offerto da questo sontuoso Inferno del Kitsch sarà dunque di grana piuttosto grossa: soprattutto se rapportato a titoli di intenzioni analoghe come Darksiders, il quale offre senz’altro scenari più interattivi (figurarsi!) e, manco a dirlo, anche più articolati.

Glissando sapientemente sugli estremi di una trama che, non fosse così dissacrante, sarebbe senz’altro spiritosa e sufficientemente trash (in senso stavolta positivo), dovrei a questo punto spendere qualche parola sul suo protagonista e stimare al contempo la percentuale di sopravvivenza che egli vanterebbe in un confronto diretto con Kratos in persona. Come prevedibile, anche in questo caso la sfida sarebbe impari … Fortuna allora che il crocifisso in tela cucito sulla carne viva intervenga a far del nostro crociato un redivivo Glenn Benton (chi si ricorda i Deicide?), altrimenti neanche la Uber-Falce che egli impugna con fare tanto spavaldo, l’avrebbe potuto salvare da un inevitabile “ground and pound”.
Longevo quanto basta, difficile più per natura che per vocazione, e chiaramente privo di qualsiasi bivio narrativo di rilievo che possa magari suggerire un valido coefficiente di rigiocabilità, Dante’s Inferno si aggiudica così la sua ricca stellina che, è bene sottolinearlo ancora una volta, né varrà anche tre per chiunque se ne sbatta altamente i suddetti delle mie elucubrazioni concettuali.
In altre parole, se siete di quelli che passano le giornate a lucidar Bayonette coltivando al contempo il culto di eroi come Kratos, Guerra, Nariko e altri Dante accomodatevi senza indugio: qui c’è tutto ciò di cui avete bisogno. Ma se cercate l’innovazione o un minimo di profondità strutturale in più … Beh, è proprio il caso di dirlo … “Lasciate ogni speranza o voi che entrate”…






Ti appoggio pienamente in questa crociata. Non brutto, ma stantìo. “Delusione” mi sembra azzeccato, mi aspettavo decisamente di più.
Ma in termini di trama (non di upgrade) sono previsti almeno due finali (se si condannano/redimono anime)?
Ho giocato solo la prima ora
Io mi trovo in disaccordo. Sono convinto che, come detto da Gianpaolo, il videogioco sia il media più completo del nostro tempo così come sono convinto che ci siano programmatori geni e programmatori “muratori”. In visceral, in questo caso, sono stati dei muratori e non hanno inventato niente (anzi addirittura hanno copiato fino all’irritazione God of War). Un muro però può essere anche un bel muro, resistente e fatto bene. Per come la vedo io Dante’s Inferno è un titolo così così ma che non deluderà assolutamente chi l’ha comprato perchè, credo, sapeva benissimo cosa aspettarsi.
Inoltre, cosa maggiormente importante, devo dire che sebbene sia ludicamente deludente, il suo stile e la sua produzione non possono essere considerati da buttare. Le musiche sono buone e ben registrate/suonate, graficamente il titolo è fatto bene, lo stile dei fumetti che raccontano la trama si vede che è fatto da professionisti, le “citazioni” dalla Divina Commedia fanno ridere ma fanno anche piacere mentre te le ritrovi.
Boh, per come la vedo io, nella nostra “scala di valori” almeno un 1 e mezzo se non un 2 (che vuol dire: se vi piace il genere prendetelo) ci poteva stare
Ma chissà, magari giocandolo tutto avrei detto e scritto quanto leggo qui a firma di Mossgarden quindi… è bello vedere opinioni differenti all’interno dello stesso blog
Sai…sullo stile dei fumetti ho molto da ridire. Super professionisti sicuramente si, ma a livello TOTALMENTE soggettivo li ritengo brutti, appena un filo di meno di quelli di Strret Fighter (il punto più basso a mia memoria).
Appoggio Mossagrden perchè in senso ampio è una delusione, che però come ha scritto può essere addirittura da 3 stelle per gli appassionati.
Ultimissima: la grafica della parte da noi giocata non mi convince per niente, soprattutto quella degli avversari: Visceral a piena forza ci ha dato Dead Space (graficamente incontestabile), qui sembra che sia stata data troppa attenzione agli ambienti e ai boss e pochissima alla carne da cannone, spoglia e anonima
Premesso che per quanto riguarda i generi è sempre vero che de gustibus non disputandum est, dico che su di me gli hack ‘n’ slash esercitano un’attrattiva inferiore a quella di passare la giornata ad accarezzare la gobba di una cammella nel mezzo del deserto… così come non leggerò mai un super thrillerone iperpubblicizzato o 3 metri sopra il cielo 2 la vendetta…
Questo per dire che condivido pienamente l’opinione di Mossgarden
Se un gioco vuole essere qualcosa di più di un “semplice” intrattenimento deve comunicare qualcosa a chi ne fruisce, altrimenti non potrà mai essere considerato una forma d’arte.
mi trovo in disaccordo con la recensione, e d’accordo con akira! lo sto giocando negli spazi tra le partite a bioshock e devo dire che, sì, è una copia di god of war, ma bisogna segnalare che l’inferno è meraviglioso, così come la caratterizzazione dei nemici, e nel complesso il gioco è fatto davvero bene! (l’unica critica è che credo proprio sarà parecchio corto)….comunque imho due stelle ci stavano tutte
Questa rece nn mi e piaciuta, troppo soggettiva e priva di dettagli riguardo “il gioco”, potevi spendere 2 parole in più descrivendo lati negativi/positivi della giocabilita dando più informazioni invece di fermarti a mettere nero su bianco le tue elucubrazioni mentali (tue parole :_P).
Concordo con Simone e DollMasterz, e credo che questo titolo paghi troppo la sua totale Clonazione di GoW. Il titolo nn inventa nulla di nuovo (anche se aggiunge un par di stupidaggini, i.e. “punishing – absolve”), ho giocato solo 1/2 hrs e il primo impatto e stato più che positivo (stavo giocando a GoW con una skin differente! :_P ) e credo che molte persone si fermino più a metterlo a confronto con Kratos che a godersi il gioco.
Sono curioso di vedere come verrà giudicato GoW3 a questo punto, perché molte delle critiche (nn qui ma altrove) mosse contro Dante sono il “marchio” di GoW.
/salute
Il gameplay di Dante’s Inferno è così datato, prevedibile e scevro di qualsiasi innovazione di sorta, che fornire ulteriori dettagli in merito – soprattutto dopo l’hands-on che redeassi io stesso proprio qui – sarebbe stato assolutamente pleonastico.
Più in generale, vista la presenza di demo gratuite e quant’altro, ritengo che un redattore, quando possibile, abbia ormai il dovere spingersi oltre il mero elenco delle feature che interessano la struttura del progetto(dettagli che di solito preferisco fornire in sede di anteprima), a maggior ragione poi se il sistema di gioco proposto si limti a rispecchiare schemi e intenzioni vecchi di almeno un decennio.
Sapendo bene che i cultori di questo genere di produzioni, avrebbero individuato delle qualità positive in molti dei limiti che ho invece evidenziato io, ho comunque preferito precisare sin da subito che il parere espresso era del tutto soggettivo, e che lo stesso esulava dall’effettivo valore che Dante’s Inferno avrebbe potuto vantare nella propria nicchia concettuale.
Non a caso, ho infine ribadito che l’appassionato medio di questo genere di giochi avrebbe trovato al suo interno tutti gli ingredienti necessari a far di esso un titolo da tre stelle.
Di recensioni entusiastiche, e ricche di dettagli sul gameplay del gioco puoi comunque trovarne a bizzeffe a qualsiasi altro indirizzo web… Quello che ho cercato di offrirti qui è un parere critico un po’ più ampio e magari “costruttivo”. Spero pertanto che, pur non avendo gradito il verdetto o i toni della stessa recensione, apprezzerai almeno la volontà di fornire un punto di vista alternativo sulla questione. Anche perchè credo che questo approccio e la libertà di adottarlo siano uno dei punti più forti della proposta Inside The Game…
“I see your point”, pero personalmente il piu delle volte leggo/vedo recensioni per sapere i dati “tecnici” del gioco (cose che magari nn escono fuori con una demo, perché si presume che chi recensisce abbia finito il gioco e quindi ha visto cose che magari nelle demo/video sono “nascoste”), poi ben venga l’opinione del redattore (specialmente se onesta come la tua).
/salute
si ok…ma io personalmente ho letto diverse anteprime… le quali indcaqvano si una scopiazzatura ma anche un buon gameplay, della serie e chissene se copia qua o la..
io lho visto girare in un negozio, e la differenza grafica x esempio con darksiders è forte…sopratutto i nemiuci sono fatti benissimo…poi ho notato anche una certa somiglianza in gameplay con quest ultimo…
ma…ke si pretende da giochi del genere? io sinceramente combo, mosse speciali, magie, bei nemici, qualke quick time..bei livelli… a me gia basta tutto cio in action game…
ricordiamoci i tempi di double dragon e tutti i cloni…cosa offre cadillac and dinosauru in piu? se non la supermossa che toglie energia, grafica e corsa??? siamo andati anni avanti con giochi simili tra loro…ora x forza dobbiamo innovare? magari si ma magari anche no… sarà che sono troppo old school!!
Volevo solo dire una cosa, visto che il gioco non l’ho provato non do giudizi, ma da appassionato ed esperto di videogames quale sono, voglio dirti che magari dovresti guardarti dentro e chiederti se li ami ancora come una volta i videogames o se stai cercando qualcos’altro, perché se è questa la tua risposta, non è auspicando un uso improprio del mezzo che soddisferai la tua voglia di nuovo. All’inizio di questa recensione hai descritto un orrore: “esperienza multimediale interagibile” da sostituire alla parola “gioco” nella definizione del mezzo? Al riguardo ti inviterei a leggere cosa scrisse “Ron Gilbert” di quella gente che si accosta al mondo dei videogames, pensando di fare altro. La componente ludica è il fulcro e il senso primo del mezzo videogames ed è quello che un vero videogiocatore cerca in un titolo, tutto il resto non è indispensabile e basterebbe costatare il successo di console come il Ds e WII per capirlo, chi tenta di mascherare questa natura con “nobili fini” non ha capito niente. Un videogames non ha bisogno dell’ennesima digressione psicologica e moralizzante di un Metal Gear Solid preso a caso, il videogames non ha bisogno di fare arte, il videogames non deve fare il film, il libro o quant’altro, in quanto ne uscirà sempre perdente. Il videogames deve fare il videogames punto, e per poterlo fare deve essere fiero della sua natura prettamente ludica. Un Videogame non deve avere necessariamente velleità artistiche o quant’altro che alla lunga lo danneggiano nella sua essenza più pura di sfida.
Ma la mia foto da dove viene fuori?
@Davrock: quanto tu dici è sacrosanto ma… ti assicuro che Dante’s Inferno è proprio brutto come videogame!
Credo che i suoi lati migliori siano nella trama, nel design dei personaggi, nelle musiche ecc… quindi nel suo lato “artistico”
Io non salvo manco la trama. I mostri sono pochi e poco dettagliati. le ambientazioni, tranne alcune eccezioni come l’arrivo a Dite, sono fondamentalmente spoglie.
Una grande occasione buttata, ma tanto… continues