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Un killer, quattro personaggi e un titolo che è già storia [Recensione Heavy Rain]

Heavy Rain

  • Piattaforma: PS3
  • Publisher: Sony Computer Enterteinment
  • Software House: Quantic Dream
  • Un killer, quattro personaggi e un titolo che è già storia [Recensione Heavy Rain]

    Un culmine, o quasi. Altezza siderale dalla quale si vede il passato tutto e il futuro a un passo. Ecco dove siamo arrivati in così poco tempo, un quarto di secolo in codice binario, per andare da Space Invaders a Heavy Rain, esplorando ogni genere possibile e immaginabile di una forma di intrattenimento che ancora oggi, dopo tutta questa strada, fatica a darsi un nome. Il videogioco è stato tale e lo sarà ancora domani, senza per questo rinunciare alla sua nobiltà. Ma con coraggio e con ostinazione alcune schegge di follia hanno infranto la castrante definizione per fare un salto, un po’ più in la. Da questo naturale desiderio evolutivo hanno preso vita molti capolavori e altrettanti fallimenti, esperimenti dalle finalità più diverse ma che spesso aveva un solo grande desiderio, quello di spingere il fruitore dell’opera a esclamare stupito: “sembra un film!”.

    WE CREATE WORLDS
    heavy tetteTutti lo abbiamo detto almeno una volta, giocando a Personal Nightmare su Amiga o con il più recente Bioshock. Lo diceva nostra mamma passando davanti al monitor dove girava Darkseed e lo ha esclamato nostro padre grattandoci la testa affettuoso, mentre eravamo in fuga su una freeway di San Andreas. E poi venne l’epoca del Cd-Rom, di 7thGuest, di Night Trap, di Megarace, di Rebel Assault. Eccoci li, in mezzo agli amici a dire che sì, quel videogioco sembra proprio un film! Wing Commander, Inca. Fino ad arrivare a Under a Killing Moon e cazzo, quello sì che sembrava un film. Scherzo del destino, a un certo punto di questa storia, nei cinema di tutto il mondo sempre più persone hanno iniziato a comparare gli ultimi film usciti ai videogiochi. La computer grafica ha iniziato a fare breccia, cartapesta e animatronics sostituiti lentamente con attori digitali, Da Tron a Il Taglierbe era chiaro che Hollywood aveva scoperto un nuovo mondo, da cui poi sono stati più e più volte saccheggiati i tipici movimenti di camera, le ambientazioni e le storie, a volte persino la semplice struttura narrativa. Sì, quel film sembra un videogioco! Due forme di intrattenimento che prove alla mano si rincorrono da sempre e che oggi, in questo inizio 2010, sono riuscite per la prima volta a sfiorarsi. Avatar e la sua nuova tecnologia di ripresa, capace di riversare direttamente gli attori in un mondo digitale, ha proteso la mano. Ad accogliere questa nobile offerta, il 24 Febbraio nei negozi di tutta Italia, troveremo Heavy Rain, il gioco che è anche un film, o il film che è anche un gioco. David Cage, sceneggiatore e responsabile del progetto, definisce le sue opere dei dramma interattivi e forse è proprio questo il nome migliore, sopratutto per Heavy Rain che al contrario del precedente Fahrenheit rinuncia del tutto a quello che da sempre chiamiamo gameplay.

    Un abbraccio non cambia la trama ma cambia il modo in cui la vivrete

    Un abbraccio non può cambiare la trama del gioco ma può cambiare il modo in cui voi la vivrete

    TERZA VIA
    In Heavy Rain non esiste game over e non c’è un inventario, i personaggi principali sono quattro e non uno, come capita in qualsiasi altro gioco con una trama così importante. Heavy Rain è diverso, completamente diverso da ogni altro titolo abbiate provato in passato, ma anche da qualsiasi film di cui siete stati spettatori o spettatrici. Heavy Rain è semplicemente Heavy Rain, nel bene e nel male una rivoluzione da cui è impossibile uscire indenni. Le dieci e passa ore su cui si snoda la trama di questo titolo sono composte da un collage di emozioni che non sarà facile scrollarsi di dosso e questo perchè il progetto della Quantic Dream unisce proprio gli aspetti più importanti di cinema e videogiochi, ovvero la forza degli attori e l’interattività della trama. In modo diverso ma con le stesse finalità di James Cameron, David Cage ha ripreso e poi digitalizzato i suoi attori per fare in modo che nessun movimento, nessuna sfumatura nelle espressioni andasse perduta. L’imponente lavoro è stato poi finemente incastrato in un contesto interattivo, dove al giocatore viene data l’opportunità di vibrare in modo da lasciare un segno tangibile nella storia che si gli si snoderà lentamente e inesorabilmente attorno. Vibrare, proprio così, questo perchè la maggior parte delle scene di Heavy Rain avranno un un inizio e un finale prestabilito e a noi, nei panni del personaggio di turno, verrà concesso di cambiare solamente i dettagli, in modo da regolare di conseguenza la drammaticità o la frenesia di un istante. In altri scene però potremo fare molto più che la differenza, cambiare il finale della storia per esempio, o grazie al nostro coraggio raccogliere quella prova in più che potrebbe portare alla fine del Killer degli Origami senza troppe conseguenze.

    Il sistema ARI basato sulla realtà aumentata è un invenzione geniale. Ne vogliamo uno votato all'intrattenimento ora!

    Il sistema ARI basato sulla realtà aumentata è un invenzione geniale. Ne vogliamo uno votato all'intrattenimento ora!

    FILM: ISTRUZIONI PER L’USO
    Sì, ma come si usa? Con un normale joypad e non un con un telecomando. Con un pulsante si cammina e con la leva sinistra si sceglie la direzione. Quando saremo nelle vicinanze di un oggetto o di una porta che potremo utilizzare comparirà sullo schermo un’icona che ci mostrerà in che modo farlo. A volte basterà pigiare un pulsante, altre invece vi verrà chiesto di scuotere il controller o strattonarlo in una direzione precisa, come quando nell’introduzione si bloccherà l’antina della credenza. Praticamente un evoluzione dei cosiddetti Quick Time Event. Esistono dai tempi di Dragon’s Lair ma solo per simulare combattimenti e frenetiche sequenze d’azione, in Heavy Rain la differenza è sopratutto nel contesto e nell’uso che ne hanno fatto i designer. shelbyIn Heavy Rain non solo cercheremo di avere la meglio su qualche brutto ceffo ma tramite i Quick Time Event potremo cullare un bambino o accarezza il corpo del nostro partner, preparare un uovo al tegamino o più semplicemente giocare con i nostri figli in un raro pomeriggio di sole. Il risultato è un’interfaccia che si piega alla narrazione rimanendo chiara e soddisfacente, divertente per il giocatore navigato che ne coglierà le intelligenti quanto sorprendenti varianti e semplice per i cinefili che non hanno mai provato un videogioco prima d’ora. In ogni caso il modo migliore per sentirsi parte di ciò che vedremo accadere sullo schermo, eventi che non hanno freni e che metteranno a dura prova anche il più duro tra di voi. A proposito, quanto siete disposti a sacrificare per salvare vostro figlio?

    TITOLI DI CODA

    Domanda tosta, come lo è la trama di Heavy Rain, dove si daranno l’alternanza quattro diversi personaggi. Abbiamo la sexy Madison sempre pronta a sfrecciare con la sua motocicletta in mezzo ai guai, il detective Scott Shelby uscito con tutte le scarpe da un film noir, il papà Ethan Mars e infine l’agente dell’FBI Norman Jayden. Tramite quest’ultimo avrete accesso al sistema di realtà aumentata ARI, un oggetto a dir poco eccezionale che aiuterà Norman nelle indagini e che prevede una serie di sorprese che vi lasceranno a bocca aperta. heavy rain psicoQuattro grandi personaggi di cui faticherete a trovare il preferito, quattro grandi personaggi che potranno cambiare il corso degli eventi o rimanere per sempre travolti dagli stessi, sotto una pioggia battente che nel mio caso non ha più smesso di cadere. Perchè Heavy Rain è grande, qualsiasi cosa esso sia, un film o un videogioco, un’esperienza travolgente che stringe le corde più sensibili del nostro animo in un modo totalmente nuovo. Merito anche del comparto tecnico naturalmente. Non deve essere stato facile raggiungere simili risultati in tempo reale, sfruttare così bene i gangli della PlayStation3, console ostica che però se utilizzata bene può raggiungere picchi in grado di emozionare. Graficamente Heavy Rain è pazzesco, unico problema il tearing ma si stringono i denti, ci si fa l’abitudine. Anche perchè l’altro lato della medaglia è il fotorealismo di molte scene, sempre  incorniciate da una scenografia curata nel minimo dettaglio, vagamente ispirata nella fotografia a Se7en di David Fincher per un risultato che sta qui, non scende, a metà strada tra la gola e il cuore.

    Per un’esperienza extra lusso il Blu-Ray di Heavy Rain include una serie di bozzetti e tre brevi “Making Off”, inoltre la sua capienza ha permesso di inserire molte lingue diverse, in modo da lasciare allo spettatore/giocatore la scelta di provare il titolo nell’idioma preferito, con o senza sottotitoli. Insomma, chi di voi ha il coraggio di rifiutare una simile esperienza?

    Commentate sul sito oppure attraverso il thread ufficiale Ragazzi vogliamo parlare di questo Heavy Rain qua?

    Inside The Game

    • Un titolo davvero unico
    • Ottima trama
    • Grandi personaggi

    Outside The Game

    • Tutto può migliorare...
    • ...e siamo ancora agli inizi di un lungo cammino
    • Problemi di tearing
    Voto:

    Capolavoro

    Come valutiamo i giochi

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    8 Di risposte a “Un killer, quattro personaggi e un titolo che è già storia [Recensione Heavy Rain]”

    1. Josh scrive:

      Me la sono sbranata! ;D
      E adesso diventa ancora più dura arrivare sani e salvi al 24!
      Grande titolo, diabolico Cage!

    2. The_Smoker scrive:

      Complimenti Kunda, una recensione impeccabile, molto piacevole da leggere.

      E per la prima volta, provo un filo di invidia verso i possessori di PS3…

    3. Dollmasterz scrive:

      heavy rain è l’unico motivo per cui ho acquistato anche una ps3!

    4. Per me in quanto giocatore, è la realizzazione di un sogno. Ci saranno difetti sparsi qui e la, ma ormai ci siamo: film e videogioco si incontrano e si stringono la mano. Grazie, Cage!

    5. Antonella scrive:

      ATTENZIONE,

    6. Fucktotum scrive:

      @ dollmasterz: lascia stare, ho cancellato il solito papiro di 100 righe in cui “Antonella” se la prende col mondo intero dando nomi, cognomi e indirizzi ;)

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