Il miglior videogioco di tutti i tempi [Column – Poker Online]

Il miglior videogioco di tutti i tempi [Column – Poker Online]

Da anni riviste, blogger, “ludologi” e semplici giocatori si interrogano su quale sia il più miglior videogioco di tutti i tempi. Sebbene l’avanzamento della tecnologia e della grafica faccia sembrare obsoleti e ridicoli i capolavori di una volta, la domanda rimbalza di forum in forum perché le classifiche, si sa, sono uno degli articoli più ricercati di tutto internet e la classica domanda “Quale disco porteresti su un’isola deserta?” è stata declinata anche per le opere di intrattenimento elettronico ottenendo sempre la stessa risposta: Zelda Ocarina of Time.

Se infatti è del tutto impossibile identificare oggettivamente il miglior disco della storia (anche restringendo ad un solo genere le possibilità di scelta) o addirittura la migliore band, sono tutti d’accordo ad indicare nel capolavoro 3D di Miyamoto, uscito all’epoca del Nintendo 64, il miglior “pezzo” di programmazione dell’umanità.

Scendendo nel dettaglio del perché sia più facile individuare il più grande videogioco piuttosto che un’altra opera di ingegno umano, è ovvio che la giovane età del medium (condita anche da un’immaturità di fondo della stragrande maggioranza dei titoli) aiuti molto ad identificare un primo posto sostanzialmente univoco in tutte le classifiche simili. Il perché della scelta, invece, è una summa di contenuti artistici, poesia, interazioni ludiche e longevità che rendono Ocarina of Time assolutamente indimenticabile.

Da queste “pagine”, però, voglio lanciare una provocazione (leggete quindi quest’articolo come tale: visto io sono d’accordo con quanto scritto sopra).

Oggi il termine videogioco viene usato anche per indicare qualcosa di molto distante dai classici prodotti di pixel a cui ognuno di noi è abituato a pensare quando sente questa parola. Pac Man è molto lontano da Brain Training e Doom non è assimilabile in nessuno modo a WiiFit: eppure il termine videogioco sta ad indicare tutti e quattro gli esempi presi in esame.

Allora mi sono chiesto, si può indicare davvero in Ocarina of Time il più grande videogioco di tutti i tempi se le sue vendite sono pari a circa 8 milioni di copie mentre quelle di Wii Sport sono invece 45 milioni? E’ proprio il titolo in bundle insieme all’ultima console Nintendo (quella tanto cara a Panariello) a detenere il primato di videogioco “più venduto” della storia anche se non sto assolutamente formulando l’ipotesi che maggiori vendite significhino maggiore qualità, altrimenti nella classifica dei migliori dischi troveremmo Britney Spears sopra ai Pink Floyd e questo mi sembra estremamente scorretto.

Il punto è che probabilmente bisognerebbe confrontare Ocarina of Time anche con titoli che mai e poi mai sono stati presi in esame in queste classifiche: uno fra tutti il Poker Online.

Nonostante si tratti, ovviamente, di una simulazione del classico gioco di carte, il Poker Online in tutte le sue varianti rappresenta senza dubbio il più diffuso video-gioco (il trattino è d’obbligo) del mondo nonché uno dei più redditizi.

Non ha una trama e il suo scopo non è arrivare all’ultimo mostro e sconfiggerlo, bensì perdere il minor numero di soldi possibile (o anche guadagnarne, se ci si riesce): è bastato questo a far ammalare di una febbre che non accenna a diminuire di gradazione praticamente tutto il mondo, arrivando a far segnalare numeri che farebbero impallidire chiunque.

La formula è semplice ed è quella del gioco d’azzardo, unita alla potenza di internet e ad una serie di iniziative volte ad avvicinare sempre più giocatori: tornei gratuiti con premi, tavoli con soldi “virtuali”, varianti per telefonino, iPhone e chi più ne ha più ne metta.

Se già in passato si erano avuti problemi di dipendenza con i “videopoker”, macchinette assolutamente più noiose del Poker Online che trovavano spazio nei bar più malfamati del Bel Paese, ora il problema immagino che assumerà dimensioni ben più rilevanti visto che non si deve neanche uscire di casa per sedersi al tavolo verde.

Nato nel 1998 (nonostante il primo casinò online fosse già pronto nel 1994 ma per problemi legali non potè esordire sulla Grande Rete) il Poker Online ha guadagnato utenti e attenzione anno dopo anno anche se la vera svolta è venuta nel 2000 con l’introduzione del Texas Holdem, una variante estremamente emozionante e ritenuta valida dell’esposizione televisiva.

E’ stato proprio il piccolo schermo, infatti, a far crescere la popolarità del poker in maniera esponenziale: se prima infatti la speranza del giocatore medio era “semplicemente” quella di guadagnare dei soldi, con l’avvento del World Poker Tour e di tutti i tornei televisivi si può anche diventare delle celebrità, status a cui pochissimi videogiocatori possono elevarsi (ne abbiamo parlato nel pezzo “Vivere Giocando“).

Con un giro d’affari che da solo può definirsi un’industria, cioè circa 6 miliardi di dollari l’anno, il Poker Online è quindi il vero fenomeno dei videogiochi nonostante questa definizione farà storcere il naso a parecchi appassionati di reale divertimento elettronico. Anche se è evidente proprio dalla succitata televisione come le similitudini e l’accostamento tra videogiochi e poker finiscano proprio quando si comincia a fare sul serio.

Mentre ad un qualunque torneo di FIFA, infatti, non si scende in campo veramente ma si continua a sfidarsi con un pad in mano (non esiste un passaggio, quindi, dalla simulazione alla realtà), nel poker quando dall’online si arriva all’offline si cambia totalmente dimensione facendo cessare ogni parallelismo, provocatorio o meno, tra due mondi completamente differenti.

Protetti da un monitor luminescente, infatti, la nostra espressione sarà sempre quella del giocatore dagli occhi di ghiaccio e senza emozioni. Con le carte in mano non si può più scendere a patti con la propria bravura… e con il proprio portafogli.

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4 Di risposte a “Il miglior videogioco di tutti i tempi [Column – Poker Online]”

  1. Fatality T scrive:

    bha a poker ci gioco anche su facebook …

  2. Daunt scrive:

    non vedo perchè il poker online debba essere considerato un videogioco. Non c’è sviluppo, creatività o che altro… è un mezzo per giocare a poker! Stesso discorso nei giochi sportivi, ma almeno lì ci sono delle discriminanti come il livello di realismo, la fisica etc etc.

  3. Beh Daunt perchè è un gioco in video :) Semplice. Comunque sia la mia era una provocazione più che altro. Non penso tutto quello che ho scritto.

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