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Just Cause 2 – Cazzeggio & Distruzione [Recensione]

Just Cause 2

  • Piattaforma: PS3, PC, XBox360
  • Publisher: Eidos
  • Software House: Avalanche Studios
  • Just Cause 2 – Cazzeggio & Distruzione [Recensione]

    Che bello il primo Mercenari, quel gioco che spuntò a sorpresa su PlayStation2 e Xbox360 lasciò un bel segno nella mia vita di videogiocatore. Col seguito la Pandemic mandò tutto all’aria, ma nonostante tutto l’idea di base era talmente semplice e forte che riuscì ugualmente a tenere in piedi il gioco, garantendogli quel divertimento base composto essenzialmente da scontri a fuoco e cazzeggio a cui nessuno sa davvero resistere. Sulla falsariga di questo gioco nel corso degli anni sono nati diversi progetti, uno dei più famosi e apprezzati e senza dubbio il primo Just Cause, piccolo grande gioco sviluppato dagli svedesi Avalanche Studios e prodotto dalla Eidos. Le fondamenta del gioco erano sempre due: il cazzeggio e la distruzione, a cui si univa per la prima volta un ambientazione a dir poco incantevole, costruita attorno a un motore grafico creato con pochi soldi e grandi idee. Ma Just Cause era anche rozzo, grossolano, aldilà della lussureggiante ambientazione si capiva che gli Avalanche Studios non avrebbero potuto fare di meglio con i strumenti a loro disposizione. E la gente lo capì, tanto che le vendite furono più che buone, sicuramente abbastanza per giustificare gli investimenti dietro questo nuovissimo Just Cause 2

    BENVENUTI A PANAU
    Questo seguito arriva a quasi tre anni di distanza e porta con sé un’ambientazione tutta nuova e ancor più suggestiva della precedente. Quel matto di Rico Rodriguez è ancora la stella incontrastata del gioco ma questa volta dovrà vedersela con la splendida Panau, arcipelago di isole e isolette che può contare su una diversità di scenari ai limiti del possibile. justcauseANei suoi 1000 chilometri quadrati Panau può contare su un piccolo deserto, vette innevate tutto l’anno, zone tropicali con tanto di giungla, altopiani mozzafiato e un mare tanto bello che a volte sentirete l’irresistibile voglia di tuffarvi. Ma la cosa più emozionante di Panau è senza dubbio il cielo che a volte ha lo stesso colore del mare e altre, sopratutto nei dintorni delle montagne, è capace di ingurgitare le vette più alte con enormi nuvoloni che promettono nient’altro che pioggia. Visitare Panau è una gran bella esperienza, sia che siate alla ricerca di missioni o sulle tracce di uno dei generali del governo, muovervi lungo questo arcipelago rimane un costante punto di forza di Just Cause 2. Anche perchè non si tratta solo di correre su una moto o farsi largo attraverso la giungla su una jeep, Rico Rodriguez ha coraggio da vendere e un agilità che non ha pari, inoltre è munito di una sorta di rampino che gli permette acrobazie sempre utili, nel combattimento come nei suoi lunghi pellegrinaggi. Con questo utensile Rico può agganciare i nemici appostati e trascinarli a sé, aggrapparsi a ogni justcauseBsuperficie e prendendo lo slancio aprire in ogni momento il suo paracadute, per poi planare verso chissà quale vallata, chissà quale avventura. Inoltre il rampino da modo a Rico di agganciare due oggetti tra loro, una funzione che vi vedrà spesso sperimentare con forme di vita (perlopiù soldati nemici) e oggetti più o meno pericolosi, come mezzi di trasporto, enormi statue di impronta totalitaria, bombole del gas e tutto ciò che troverete attorno a voi. Se poi non avrete voglia di spostarvi come un Tarzan qualunque sappiate che avrete a disposizione la bellezza di 140 diversi veicoli, tra cui aerei a reazione, biplani, motoscafi, pescherecci, blindati, quad, moto, familiari, scooter, elicotteri da guerra e non. Bisogna dire che la fisica di questi veicoli, sopratutto quelli di terra, poteva essere migliore, molto meno rigida e ben più divertente, ma allo stato attuale ci si può comunque accontentare.

    AZIONE A TUTTO SPIANO
    Le cose vanno ancora meglio dal punto di vista del gameplay. Tutti i punti deboli del primo Just Cause sono state risolti in modo brillante e senza appesantire la semplice struttura di gioco. Rico è un agente della CIA ed è su Panau per un motivo ben preciso: destabilizzare il governo in carica. Per farlo potremo attaccare a testa bassa le strutture governative che troveremo lungo il nostro cammino (come caserme, silos pieni di carburante, postazioni radar…), o dando una mano alle fazioni in lotta per il controllo del territorio, l’importante alla fine sarà comunque conquistare più punti caos possibili, per fare in modo di sbloccare anche le missioni dell’agenzia, praticamente le missioni principali che ci daranno modo di avanzare nella trama di Just Cause 2. Una struttura di gioco molto più organica e che al contrario del prequel prevede missioni molto diverse tra loro e in alcuni casi magistralmente coreografate, in modo da aggiungere un contesto ancor più spettacolare alle azioni già di per sé eccezionali che potremo effettuare in qualsiasi istante di Just Cause 2. justcauseCCamminare sulle ali di un aereo in picchiata, rubare un elicottero che ci insegue a mitra spianati grazie all’uso del rampino, gettarci da una torre appena riempita di esplosivo e vederla andare in mille pezzi mentre planiamo delicatamente col nostro paracadute. Rico è una sorta di James Bond, Panau la sua bond girl. A riportarci sulla terra ci pensa ancora una volta la povertà generale del contesto, costruito attorno a personaggi stereotipati e animati nelle cut-scene come nel più povero gioco d’azione in circolazione, oltretutto doppiato in italiano nel peggiore dei modi. Momenti che rappresentano però solo una piccolissima parte di Just Cause 2, debolezze che vanno ad affiancarsi a una colonna sonora quasi assente e che almeno sul mio Xbox è stata sostituita con ottimi risultati dall’ultimo dei Gorillaz, sentitevi liberi di orchestrare la vostra partita con i gruppi e i generi musicali che apprezzate di più. Malgrado tutto Just Cause 2, dopo trenta ore di gioco, rimane ancora nel tray della mia console, sempre pronto a portarmi in quel bel posto chiamato Panau, dove è bello andare a fare guerriglia ma anche solo a perlustrare  nuove angoli di paradiso, dove è sempre possibile trovare una qualche sfida con cui passare pochi minuti o un intero pomeriggio, da solo o in compagnia, passandosi di mano il pad alla ricerca dello stunt perfetto. Agli Avalanche Studios manca tanto così per raggiungere la vetta, supportando Just Cause 2 non solo vi ritroverete tra le mani uno dei giochi più divertenti della primavera ma darete modo ai suoi sviluppatori di spingersi ancora più in alto e chissà, raggiungere con il loro prossimo gioco lo status di capolavoro. Certo che se la SquareEnix, ora proprietaria di Eidos, ci mettesse lo zampino, magari aiutando con un pò di CG

    Inside The Game

    • Panau è splendida
    • Missioni di ogni genere
    • Più di 140 mezzi a disposizione

    Outside The Game

    • Veicoli terrestri troppo rigidi
    • Pessima recitazione
    • Il sonoro dov'è?
    Voto:

    Da non perdere

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    3 Di risposte a “Just Cause 2 – Cazzeggio & Distruzione [Recensione]”

    1. Pandreol scrive:

      mi sto divertendo parecchio e trovo il comparto grafico dell’intera isola fichissimo e iper-dettagliato, unica pecca, imho, e la mancanza di un sistema di cover :_(

      /salute

    2. Sì, ci si può accovacciare momentaneamente premendo L3 ma per chi vuole coprirsi non è certo abbastanza. Il gioco però ti spinge a caricare a testa bassa, rampino e piombo!

      L’isola è maestosa, le nuvolone basse fanno girare la testa. L’aria di Just Cause 2 si respira!

    3. Cleaned scrive:

      Anche se, a volte, è possibile giocare sporco ed usare la combo rampino-paracadute per sorvolare brutte situazioni sconsiglio di barare troppo. Si finisce col perdersi il meglio!

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