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Sony, GeoHot e la guerra dei firmware [niente più Linux sulla PS3. Firmware alternativi, proteste, risarcimenti e scuse poco sentite]

Sony, GeoHot e la guerra dei firmware [niente più Linux sulla PS3. Firmware alternativi, proteste, risarcimenti e scuse poco sentite]

Come già saprete, l’ultimo firmware uscito recentemente per la PS3 ha come paradossale obiettivo quello di rimuovere una funzione dalle nostre console, ovvero la possibilità di installare un sistema operativo alternativo, funzione peraltro già inibita nei modelli slim.

L’esigenza di un downgrade di questo genere nasce qualche tempo fa, quando il giovane George Hotz (in arte GeoHot, million75 o mil), già autore dello sblocco e del jailbreak dell’iPhone, era riuscito nel difficile hacking della PS3, rilasciando peraltro un exploit pubblico di ampio interesse ma di relativa utilità.

La cosa evidentemente non ha lasciato indifferenti i vertici Sony, che hanno pensato bene di tappare la falla del proprio sistema nel modo più brutale e assurdo, ovvero decurtando la suddetta funzione, di per sè poco sfruttata dagli utenti e praticamente inutile ai fini della pirateria software, ma molto apprezzata da chi a suo tempo acquistò la console Sony proprio per la sua attitudine multimediale.

Quello che però probabilmente non si aspettavano in quel di Tokio erano le reazioni, tutt’altro che blande, seguite alla notizia e al successivo rilascio dell’aggiornamento incriminato: come promesso pochi giorni prima del fattaccio infatti Hotz ha rilasciato un firmware alternativo (installabile solo per chi non ha già aggiornato) per chiunque non voglia rinunciare alla possibilità di far girare Linux sulla propria console e nel contempo voglia continuare a poter sfruttare i servizi online della macchina.

Non solo: è di ieri la notizia che un moderatore di NeoGAF ha ottenuto un risarcimento parziale da Amazon, dopo aver protestato con il negozio online perchè la console, post-aggiornamento, non era più conforme a quanto pubblicizzato al momento dell’acquisto.

Un precedente sicuramente di rilievo, che mette Sony in una posizione piuttosto scomoda: se tutti gli utenti di PS3 fat facessero la stessa cosa, rivalendosi su chi gli ha venduto la console, i rivenditori non ci penserebbero due volte a portare il produttore hardware in tribunale.

Sarà probabilmente per questo che proprio oggi Sony presenta agli utenti le proprie scuse. In un’intervista a THINQ.co.uk il portavoce della casa ha infatti dichiarato che:

Ci dispiace se gli utenti Linux o di altri sistemi operativi siano delusi dalla nostra decisione di procedere con un upgrade del firmware che qualora installato disabilita la possibilità d’impiegare altri sistemi operativi. Abbiamo preso questa decisione per proteggere l’integrità della console pur avendo ben presente l’impatto sugli utenti di Linux o altri sistemi operativi, ciononostante pensiamo sia nei migliori interessi della maggoranza degli utenti portare avanti questo tipo di decisione.

Proprio come abbiamo evidenziato, nel tempo abbiamo ampliato e migliorato funzionalità e features della console tramite numerosi upgades del firmware, e questa disabilitazione di una funzionalità è soltanto un’eccezione. E ulteriori miglioramenti sono in arrivo.

Gli utenti hanno la possibilità di scegliere se installare o meno l’upgrade, e questo è stato spiegato chiaramente quando l’upgrade è stato reso disponibile per l’installazione. Per di più i nostri termini di contratto stabiliscono chiaramente che abbiamo il diritto di rivedere features e settaggi della PS3 per prevenire accessi non autorizzati o l’utilizzo di contenuti pirata.”

Scuse che non sembrano molto sentite, direi, per una mossa che sembra un parziale (e deleterio) ritorno al modus operandi ottuso e strafottente della Sony di qualche anno fa, e che rende piuttosto comprensibile e giustificabile la guerra che GeoHot e altri stanno portando avanti contro quello che da tutti i punti di vista appare come un abuso bello e buono.

Anche perchè, considerato il modo abnorme ed evidentemente fallace di ragionare della casa di Tokyo, un giorno con la scusa di combattere la pirateria -peraltro praticamente assente su PS3- potrebbero togliere la possibilità di vedere film in Bluray. O di giocare.

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4 Di risposte a “Sony, GeoHot e la guerra dei firmware [niente più Linux sulla PS3. Firmware alternativi, proteste, risarcimenti e scuse poco sentite]”

  1. Lanta scrive:

    Che storie…

  2. Hanamichi scrive:

    [QUOTE=Lanta;11347]Che storie…[/QUOTE]

    Tutti a farci risarcire dai negozionati!!! FORZA!!!!

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  1. […] 3: i tentativi di contenimento della falla, di stampo indiscriminato e punitivo come la rimozione della possibilità d’installare Linux o i ban dal PSN, l’hanno trasformata di fatto in un autentico cratere, accelerando […]


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