Le profezie di inskindamus: il 3D NON è il futuro del videogame.

Le profezie di inskindamus: il 3D NON è il futuro del videogame.

Importa poco che abbiate speso due anni della vostra vita a lavorare per pagare le rate dell’agognato TV FullHD 52″ che ora troneggia nel vostro salotto incutendo timore agli avventori occasionali e inducendo sospiri e battute d’invidia nei vostri abituali compagni di multiplayer.

Importa poco che tutto questo avvenga dopo esservi ovviamente comprati una PS3 o una Xbox360, le console di ultima generazione che hanno fatto dell’HD la loro bandiera e il loro principale motivo di vanto.

Siete old.

Siete out.

Siete l’ultima ruota dell’ultimo carro della tecnologia d’intrattenimento.

Già, perchè il futuro è il 3D.

Lo dicono tutti: James Cameron, la stampa generalista, la Disney, tutti lì a osannare il nuovo (?) , rivoluzionario passo avanti della settima arte, che giocoforza di qui a poco stravolgerà anche il fratellino piccolo ma di successo del cinema, ovvero il videogioco.

Ma ne siamo sicuri?

Nonostante gli esperimenti sul 3D stereoscopico nel videogame abbiano ormai diversi inverni sulle spalle, arrivando occasionalmente nelle nostre case (chi si ricorda l’ottimo Heart of Darkness su Playstation e PC?), e nonostante il videogioco sia intrinsecamente più propenso del cinema a saltare fuori dai monitor grazie al suo rendering in tempo reale, paradossalmente stavolta il nostro medium preferito sembra titubante, se non addirittura un passo indietro rispetto al grande schermo.

E non per caso o per scarsa lungimiranza, bensì proprio per la maggiore conoscenza dell’argomento, che fa sollevare dubbi di carattere tecnico, economico e soprattutto riguardo l’effettiva necessità di una feature del genere nei videogames.

Tralasciando i proclami di Sony, che vogliono la PS3 come la prima console in grado di supportare giochi in 3D stereoscopico, molto più esplicativi in proposito sembrano i commenti di Tameem Antoniades (co-fondatore di Ninja Theory) e soprattutto il silenzio di Microsoft; pare infatti che le console attuali non sarebbero in grado di reggere una frequenza di refresh pari a 100-120fps, pari al doppio di quella dei giochi attuali e necessaria per fornire a ciascun occhio un diverso fotogramma di ogni immagine mantenendo una sufficiente fluidità, a meno di non intaccare sensibilmente l’aspetto visivo complessivo.

Ci ritroveremmo quindi con giochi sì tridimensionali, ma con una qualità grafica degna della scorsa generazione, con buona pace dei milioni di poligoni e dei 1080p, che già ora tanta fatica fanno a comparire sui nostri schermi.

Oltre a questo, come accennavamo all’inizio, i televisori Full HD stanno iniziando solo adesso ad avere una vera diffusione di massa, e questo anche e soprattutto grazie alla spinta dei videogiochi: i videogiocatori infatti sono stati in larga parte i primi acquirenti di una tecnologia acerba e palesemente troppo avanzata per i palinsesti televisivi presenti alla sua uscita. E difficilmente la possibilità di avere in casa lo pseudo-3D-occhiali-dipendente del cinema li convincerà ad un ulteriore esborso dopo così poco tempo, specie considerando che mentre solo ora ci stiamo piacevolmente disabituando al pensiero di cambiare console ogni 5-7 anni, il televisore viene da sempre visto come un investimento a lungo termine, anche in virtù dei prezzi non proprio amichevoli dei modelli più recenti.

Ovvio che Sony prema in questo senso, visto che i primi TV 3D ready sono proprio i suoi Bravia, ma stavolta pare difficile che la PS3 possa fungere nuovamente da grimaldello per entrare nelle case degli utenti, dopo aver già fatto da cavallo di Troia per il Bluray.

Infine l’aspetto più importante: che cosa può dare concretamente un 3D come quello di Avatar, in grado di rendere un film più simile ad un videogioco, al videogioco stesso?

Questo è probabilmente il cardine dello scarso entusiasmo mostrato da sviluppatori e utenti: i giochini di a-fuoco-fuori-fuoco nei VG sono ormai roba vecchia, e vedere una Locusta cercare di segarci in due sporgendosi leggermente fuori dallo schermo potrebbe impressionare per la prima ora di gioco, ma perderebbe qualunque rilevanza in un’avventura di 10-15 ore, il cui gameplay peraltro non cambierebbe di un’acca rispetto a quanto si può giocare già adesso su un comune monitor HD.

E il tutto naturalmente a prescindere da come e quanto un effetto simile potrebbe funzionare in giochi che non siano in prima persona: Dragon Age, Assassins Creed, God of War, quanto avrebbero effettivamente da guadagnare (e quanto da perdere, contando anche le succitate difficoltà tecniche) nell’implementazione del 3D?

Basta peraltro leggere i responsi delle prime prove su strada di Batman: Arkham Asylum – GOTY Edition, che supporterà una tiepida stereoscopia basata ancora sui vecchi occhiali a lenti colorate, per capire che all’interno di ogni videogioco soltanto alcune sezioni e determinate modalità di gameplay sono in grado di sfruttare adeguatamente la fittizia tridimensionalità Avatar-style.

Fittizia, sì, perchè oltre a non riguardare tutta l’immagine che abbiamo di fronte, bensì soltanto alcune sue parti, presuppone comunque una certa staticità del punto di osservazione, facile da garantire con gli spettatori fissi nelle loro poltroncine al cinema, ma meno probabile nel movimentato salotto di casa, pena la perdita dell’effetto complessivo.

Ma qual’è allora il futuro del videogame? Possibile che il medium più innovativo e rivoluzionario sia infine destinato a rimanere al palo, mentre il cinema si riprende il primato in ambito visivo? Ovviamente no, semplicemente come già accaduto altre volte (vedi alla tormentata voce “film interattivo”) man mano che il VG acquisisce una propria individualità, per crescere ed evolversi deve trovare una sua strada.

Strada che, secondo il vostro pseudo-profeta inskindamus, passa attraverso l’head tracking.

Ragioniamo.

Primo, si tratta di una tecnologia praticamente già presente nelle nostre case: PS3 e 360 hanno o avranno a breve a propria disposizione telecamere per le quali focalizzare la testa dell’utente e modificare di conseguenza il punto di osservazione non sarà assolutamente un problema, mentre il Wii, l’unica macchina per la quale non sono previste periferiche di input video, paradossalmente è il primo hardware sul quale si sono fatti esperimenti in merito.

Fattibilità tecnica garantita per chiunque quindi, e anche in tempi brevissimi.

Secondo, in tutti e tre i casi i costi sarebbero minimi, addirittura sotto i 100$, con buona pace dei nuovi Bravia 3D il cui modello 40″, dotato di due paia di occhiali a lenti polarizzate, dovrebbe aggirarsi attorno ai 2400€.

Terzo e più importante, l’head tracking al contrario del 3D cinematografico, sarebbe in grado di apportare qualcosa di sostanziale al gameplay.

Concedendoci la più intuitiva gestione della telecamera mai vista (eliminando quindi la necessità di micro-aggiustamenti  che funesta tanti giochi) e dandoci una resa tridimensionale fondata sulla libertà di movimento anzichè sulla preclusione della stessa,  l’head tracking sembra infatti il complemento ideale al motion control: se l’obiettivo delle periferiche come Wiimote, Move o Natal è aumentare coinvolgimento e immersione del giocatore, l’implementazione di una tecnologia come questa consentirebbe un consistente passo in avanti in questo senso.

Il risultato infatti non sarebbe più il portare staticamente il gioco fuori dallo schermo, bensì il portarvi dinamicamente il giocatore dentro, cosa che l’head tracking è in grado di fare trasformando un normale televisore in una finestra su un mondo tridimensionale al di là del vetro. E questo sì, non vedo l’ora di provarlo.

Lasciamo pure il 3D al cinema e al porno, ne hanno sicuramente più bisogno di noi.

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9 Di risposte a “Le profezie di inskindamus: il 3D NON è il futuro del videogame.”

  1. Lanta scrive:

    Non ho assolutamente fiducia nel 3D. Un gioco se è divertente merita, indipendentemente dal numero di pixel o di dimensioni.
    Non ho neanche fiducia nell’head tracking, però. Mi sembra una cosa veramente troppo banale.
    Penso che il futuro starà nel rilevamento di tutto il corpo del giocatore, non solo nei movimenti della testa (come nel tuo video) o in quelli di un singolo arto (Nintendo WiiMotionPlus o Sony Move, Wii Balance Board). Il futuro si chiama Project Natal, c’è poco da fare. L’alternativa a questo futuro (e qui parlo da programmatore) è la lettura delle onde cerebrali tramite dispositivi come Neurosky (esistono anche prodotti concorrenti).
    Poi boh, libero di sbagliarmi… ma se batto Inskindamus poi prendo il tuo posto ;)

  2. Killy77 scrive:

    Anche per me il 3D nei videogames non ha futuro.

  3. rjT scrive:

    [QUOTE=Killy77;11523]Anche per me il 3D nei videogames non ha futuro.[/QUOTE]

  4. Hanamichi scrive:

    Io mi chiedo semplicemente: Cosa fa il 3d che l’hd non faccia? Voglio dire, non è che c’è una resa migliore, anzi,sembra di giocare/guardarsi un film con gli occhiali da sole…tutta la luminosità dei colori,il dettaglio “pixelliano colorato”…insomma, ciò che stupisce è come se fosse “annebbiato” dagli occhialini…

    Ho visto Avatar in 3d…sicuramente bello, ma non vedo l’ora di comprarmi il bluray per vedermelo a 1080 p con i suoi colori sgargianti.. .altro che in 3d…

    Al cinema sembrava di godersi pandora con gli occhiali da sole….

    Altro che futuro, a mio avviso il 3d è la cacata del decennio, e sono convinto che nel giro di un paio di anni scomparirà come sono scomparsi i film su hddvd (in favore del bluray),i push pop e la pubblicità di Rocco siffredi sulle patatine…

    Il futuro è già qui con i nostri bei televisori full hd…una risoluzione da urlo (chi ha detto wipeout fury e uncharted 2!!? ),una grafica spaventosa… ma cosa me ne faccio del 3d che dopo 2 secondi ti sei già dimenticato che c’è ed è una rottura di palle portare gli occhialini?

    Prevedo in sintesi un sonoro (e sonaro se sony appoggia tanto il 3d) fallimento della nuova “tecnologia”…semplicemente perchè…beh, è inutile..

  5. ArTaX scrive:

    Se il tuo ragionamento sulle TV (e quindi console fisse) è condivisibile, passando alle console portatili cambia. Si tratta di hardware ad-hoc, che non comporta un grosso esborso come una TV. Ormai è quasi certo che il prossimo Nintendo DS sfrutti un qualche 3D, senza ovviamente occhialini. Dal mio punto di vista il 3D può solo aumentare le possibilità dei videogames. Non deve essere pacchiano e fine a sè stesso, ma se sfruttato per bene può modificare il modo di giocare, come il touch lo è stato con il DS.

  6. lSoLlAKirA scrive:

    Leggendo questo articolo mi stavo dicendo “mmm, inskin è impazzito, l’head tracking?”

    Poi ho letto questo:

    “Concedendoci la più intuitiva gestione della telecamera mai vista (eliminando quindi la necessità di micro-aggiustamenti che funesta tanti giochi) e dandoci una resa tridimensionale fondata sulla libertà di movimento anzichè sulla preclusione della stessa, l’head tracking sembra infatti il complemento ideale al motion control: se l’obiettivo delle periferiche come Wiimote, Move o Natal è aumentare coinvolgimento e immersione del giocatore, l’implementazione di una tecnologia come questa consentirebbe un consistente passo in avanti in questo senso.”

    Che dire… mi hai convinto :) Anche se, come in tutte le tecnologie innovative che hanno toccato il videogioco, vorrei prima toccare con mano perchè, potrebbe anche essere, che una certa facilità e intuitività non sia poi “così comoda”. La levetta per girare la visuale, in fondo, è ormai qualcosa a cui siamo “abituati”.

    Che dire io ancora ormai il profeta ha fatto tutte le profezie possibili… cosa si inventerà quando saremo nella nuova nuova generazione? :) ahah

  7. inskin scrive:

    @ Lanta: personalmente sul Natal sono molto meno sicuro ora, dopo la privazione di parte dell’hardware, che non alla presentazione, ma sicuramente la gestione dell’head tracking sarebbe piuttosto semplice per una cam che si propone di mappare tutto il corpo.
    Di lì a dire qual è il futuro tra Natal, Move e Wiimote, c’è prima da fare una distinzione fra due concetti piuttosto differenti di motion control, che prevedano o meno un controller da tenere in mano. Io l’Eyetoy l’avevo e funzionava discretamente, ma a giocare senza nulla in mano mi sentivo un po’ deficiente..facciamo che il mio posto non te lo cedo, ma in caso ti assumo come consulente per investire in borsa! :)

    @ ArTaX: attualmente il 3DS è piuttosto misterioso, ma anche lì aspetterei a parlare di 3D stereoscopico:la resa da schermi così piccoli potrebbe essere piuttosto deludente, mentre è indiscutibile che tutti sono rimasti a bocca aperta guardando i video di 3D Hidden Picture, basato sullo stesso principio dell’head tracking.

    @ AKirA: sicuramente il controllo della visuale è ormai parte del VG e ci resterà, almeno per i cambi d’inquadratura maggiori, ma per tutto il resto se il gioco deducesse dalla mia testa dove voglio guardare, sarebbe fantastico.

    Pensiamo allo spiritoso spot Sony del Move:
    http://tinyurl.com/ycysatq
    A 50″ si vede uno semi-chino di fronte alla TV che lancia granate, mitraglia e si sposta…pare un deficiente :) , ma la cosa assumerebbe perfettamente senso (e diverrebbe anche piuttosto esaltante..) ncon un controllo della visuale tramite head tracking. Che in fondo è l’ovvio passo successivo, dopo che tutti si saranno dotati di motion control.

  8. Killy77 scrive:

    Io penso anche che il 3D potrebbe essere per i possessori di console next gen quello che il WII e’ per i suoi fan, ovvero quella cosa che ti sorprende ma che poi dopo qualche giorno ti fa capire che non c’e’ nulla di veramente eccezionale.

    Stara’ ai publisher di videogames supportare al meglio il 3D affinche’ l’effetto sorpresa sia il piu’ lungo e valido possibile, altrimenti si tornera’ alla cara vecchia combo joypad+divano e tanti saluti :)

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