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Monkey Island 2 Special Edition: annunciato il commento audio+ intervista + video esclusivo!

Monkey Island 2 Special Edition: annunciato il commento audio+ intervista + video esclusivo!

Come si fa a rendere imperdibile la riedizione di un grande classico? Alla LucasArts devono essersi posti la questione in occasione dell’uscita in estate del remake di Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge, e prendendo spunto da una pratica che ormai è diventata lo standard in ambito cinematografico, hanno deciso di aggiungere al gioco, già rivisitato in grafica e sonoro, uno speciale commento da parte degli autori del gioco originale.

I personaggi in questione sono tre vere e proprie leggende della storia del videogioco: Tim Schafer, Dave Grossman e niente meno che Ron Gilbert, gli sceneggiatori dei primi due indimenticabili giochi della serie. La pratica non è del tutto nuova, e a trasporre il commento sonoro dal cinema al videogioco ci ha pensato per la prima volta Valve; sicuramente però è la prima volta che personaggi di calibro così enorme decidono di condividere le proprie esperienze e memorie in questo modo.

Da quel che si sa finora il commento sonoro sarà disponibile attraverso una modalità di gioco apposita, esattamente come in un DVD, il che lascia presupporre che la traccia audio si sovrapporrà a quella del gioco proprio nel corso della partita.
I tre hanno anche rilasciato un’intervista a Gamespot, nella quale discutono ovviamente del remake, ma anche, altrettanto ovviamente, delle memorie legate all’originale; ve la proponiamo integralmente e in italiano di seguito, insieme al primo video uscito poche ore fa in rete (ma quanto vi vogliamo bene?); buona lettura.

D: Dopo tutti questi anni, cosa provate per il gioco? Qual’è il posto di Monkey Island 2 nell’attuale panorama videoludico?

Ron Gilbert: Per me è fantastico vedere come 20 anni dopo ci siano ancora così tante persone che amano Monkey Island. Gli adventure sono un’arte quasi estinta, ma sono anche una mezzo forte e coinvolgente per raccontare storie, e ai videogiocatori di oggi le storie piacciono. Pubblicare questi giochi per i sistemi moderni espone molti utenti agli adventure, che spero riescano a catturarne l’interesse.

Tim Schafer: Più passa il tempo, più divento nostalgico dei vecchi giochi. Mi sono sempre chiesto se si trattasse di nostalgia per i giochi o per il periodo in cui abbiamo lavorato insieme. Dopo aver giocato la riedizione del primo Monkey Island, posso dire che ancora tiene bene. Mi sono divertito, giocandoci. E’ ovvio che sia di parte, ma Monkey Island ha una personalità che era unica allora e lo è ancora di più oggi.

Dave Grossman: Ci sono alcuni elementi nel gameplay dei primi titoli della serie che sono molto “old school”, ma credo che i personaggi, la trama e il senso dell’umorismo reggono ancora benissimo. E’ ancora divertente! Chi l’avrebbe pensato? E nel contesto del panorama videoludico attuale, Monkey occupa quello spazio interessantissimo e spesso inutilizzato tra l’hardcore e il casual gaming, il che gli da una rilevanza particolare come ponte di contatto tra i due.

Craig Derrick: Monkey Island 2 è stato un precursore ed è un capolavoro che ha ispirato molte altre produzioni passate e presenti, per non parlare di alcuni recenti film pirateschi. Penso che la trama fresca, i personaggi umoristici e gli enigmi del gioco originale, uniti alla grafica in HD, al doppiaggio e ai nuovi controlli possano inserirsi bene nel panorama attuale e risultare freschi come 20 anni va.

D: Cosa ne pensate della “special edition” di Monkey Island?

Ron Gilbert: Hanno fatto un lavoro fantastico. Il gioco, la trama e i dialoghi sono rimasti immutati, e la parte visiva è stata aggiornata, ovviamente il tutto è stato portato sulle nuove piattaforme. Penso anche che l’aver reso possibile ritornare alla vecchia grafica dimostri la cura, l’amore e il rispetto che LucasArts ha per il gioco.

Tim Schafer: Sono stato felice che abbiano lasciato intatto il gioco originale per chi lo voleva sperimentare esattamente com’era. Ma dopo essermi assicurato che ci fosse l’originale ho giocato la versione HD e mi è piaciuta. Alla fine ci ho giocato due volte su XBox e una su Iphone. Gli sfondi sono eccezionali. E la doppia versione della voce di Guybrush nei duelli è stata una grande idea.

Dave Grossman: E’ forte vedere la traduzione, se così si può dire, di un gioco vecchio, con grafica, sonoro e design dei controlli moderni. La cosa migliore è l’opzione che permette di fare avanti e indietro tra la vecchia e la nuova versione. Sarebbe bello se i remake cinematografici ti permettessero di fare lo stesso. Poi mi piace che l’industria videoludica consideri alcuni vecchi titoli degni di avere un’ edizione speciale. Significa che prendiamo seriamente le nostre opere, è un modo di fare che mi piace.

Craig Derrick: Fate i bravi, abbiamo aggiustato i capelli di Guybrush e abbiamo anche messo delle vostre caricature piuttosto lusinghiere in Monkey Island 2.

D: La volontà di ripubblicare il gioco è un indice del desiderio di proporlo alle nuove generazioni, perchè ha retto così bene?

Ron Gilbert: E’ perchè il gioco è fondamentalmente una bella storia, con personaggi interessanti legati insieme con ironia. Non è stato costruito sugli ultimi ritrovati della tecnica, o su basi di moda ai tempi. Secondo me è ancora un buon gioco perchè ci siamo divertiti a farlo.

Tim Schafer: Allora avevamo una regola: le scimmie fanno sempre ridere. Ed è vero oggi come lo era allora. La gente ama le scimmie, e continuerà a farlo, almeno finchè le scimmie non si organizzeranno e conquisteranno il mondo. A quel punto la gente le amerà ancora, ma solo perchè non farlo sarà illegale.

Dave Grossman: Qualunque cosa sfrutti le ultime novità hardware di un sistema diventerà vecchio in due anni, all’uscita di un nuovo sistema, ma i pilastri di Monkey Island sono da sempre la storia e i personaggi. Sono cose che di solito riescono a durare un po’ di più.

Craig Derrick: Monkey Island 2 ha retto bene perchè è facile da giocare, la sceneggiatura funziona, gli enigmi sono intelligenti, e non si prende mai troppo sul serio. Il tutto unito agli elementi classici della narazione: avventura, amore, mistero e fantastico. Non potrà mai essere fuori moda.

D: Cosa ha aiutato Monkey Island a conquistare la vetta del genere ai suoi tempi?

Ron Gilbert: E’ un avventura dura e pura. Il primo adventure che ho creato è stato Maniac Mansion e penso che si veda, in un sacco di modi. Monkey Island è stato il risultato di un articolo che scrissi, intitolato “Perchè gli adventure fanno schifo”, che proponeva una serie di regole che gli adventure avrebbero dovuto seguire. Abbiamo imparato molto dal primo Monkey Island e il secondo è stato il punto d’arrivo di anni e anni di ricerca negli adventure. In più non è da sottovalutare la scrittura. I videogiochi tendono ad avere dialoghi pessimi, e la qualità della serie di Monkey Island la pone un gradino sopra il resto.

Tim Schafer: Gli sputi. La gara di sputi. In nessun altro gioco c’erano gli sputi, sul serio. Forse sono di parte perchè quella parte l’ho curata io. Ma ho sempre pensato fosse la parte migliore. Ora che ci penso “Gara di sputi” potrebbe essere un ottimo gioco per Natal.

Dave Grossman: Design e dialoghi brillanti, naturalmente. E l’artwork e la musica…il gioco ha un’identità fortissima. Se consideri che si trattava in fondo di un teatrino con personaggi che erano pupazzetti di pixel, era incredibilmente cinematografico.

D: Cosa possono fare gli sviluppatori moderni per riprendere la magia? Quali lezioni possono essere imparate dal gioco?

Ron Gilbert: Il mondo, i personaggi, la storia. In quest’ordine. Creare un posto affascinante che la gente voglia visitare, popolarlo con personaggi affascinanti, e infine raccontare una bella storia. Gli adventure devono anche capire che non sono una sfida tra il giocatore e il designer. Gli enigmi devono essere logici e piacevoli da risolvere.

Tim Schafer: Puntare su idee stupide, per esempio. E per “idee stupide” intendo veramente idee che sembrano stupide, ma se ci pensi abbastanza ti rendi conto che sono stupende. A meno che non ci pensi fino alle 3 di mattina, qualunque cosa sembra divertente alle 3 di mattina.

Dave Grossman: Mai basare un enigma su un gioco di parole che potrebbe non essere traducibile in altre lingue o anche in dialetti della stessa lingua (mi spiace per la chiave inglese (“monkey wrench” NdT)). Penso che sia anche importante ricordare che un’avventura grafica non è una collezione casuale degli enigmi più intelligenti che ti vengono in mente. In primo luogo è una storia, e deve averne tutti gli elementi, il cuore, il tema, cambiamenti, punto di vista, coerenza logica, e via così. A volte sono riluttante a considerarli videogiochi, per quanto sia importante che siano divertenti da giocare.

D: C’è un momento preferito, o anche solo un aneddoto divertente che volete ricordare?

Ron Gilbert: Grafica: 256 colori. Nessuno ha mai avuto bisogno di più di 256 colori, e la storia l’ha dimostrato.

Tim Schafer: Una volta a una festa aziendale abbiamo sfidato Ron dicendogli di mangiare un’intera nave pirata della Lego. Era talmente ubriaco che lo fece veramente. Il ricovero in ospedale è stato talmente doloroso che l’ha rimosso completamente dalla memoria. Mi ricordo che era arrabbiato più che altro perchè i set della Lego avevano talmente tanti pezzi appuntiti che era difficilissimo farli passare…Caspita, spero che non gli dispiaccia se ho tirato fuori questa storia.

Dave Grossman: Con Monkey 2 ci è arrivato lo scanner! Uno solo per tutto lo studio. Lo usavo dopo il lavoro per farmi gli sfondi per il Mac, ma durante il giorno era sotto stretto controllo, almeno all’inizio. Sembrava avessero paura che potessimo romperlo. Dovrei menzionare che ai tempi un buono scanner costava quasi quanto un’automobile. Al giorno d’oggi ne puoi avere di meglio per meno di 100$, ma le automobili sono costosissime. Molto sospetto.

D: Per finire, c’è qualcosa che volete aggiungere riguardo a Monkey Island 2: Special Edition o sugli adventure in generale?

Tim Schafer: La nuova capigliatura di Guybrush vale da sola il prezzo del gioco!

Ron Gilbert: Vorrei sapere chi ha rubato la nave pirata Lego che avevo in ufficio, capisco che siano passati vent’anni e che dovrei superarlo, ma proprio non posso.

Dave Grossman: La gente dovrebbe comprare più adventure; devo rifare i freni alla macchina.

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2 Di risposte a “Monkey Island 2 Special Edition: annunciato il commento audio+ intervista + video esclusivo!”

  1. Taddeo scrive:

    oddio non vedo l’ora!!!

  2. Dollmasterz scrive:

    questi signori sono i migliori sviluppatori di sempre….grandi!

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