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La scatola delle fiabe: prove di Nintendo 3DS ? [recensione]

La scatola delle fiabe

  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Publisher: Nintendo
  • Software House: Good Feel Inc
  • La scatola delle fiabe: prove di Nintendo 3DS ? [recensione]

    Ve lo ricordate? Parlammo di “Rittai Kakushi e Attakoreda” per Nintendo Dsi in occasione dell’uscita del gioco in Giappone, salutandolo come uno strambo esperimento di quelli che troppo spesso rimangono relegati al sol levante, in un articolo scritto da Pinolo. Qualche tempo dopo, invece, eccolo qua; l’adorabile “aguzza la vista” targato Nintendo è disponibile da qualche giorno su Dsi Shop nostrano, con il titolo “La scatola delle fiabe“, al prezzo di 500 punticini, pronto a darci un primo assaggio di quello che forse sarà il Nintendo 3DS, ma ne vale la pena?

    L’idea alla base de La scatola delle fiabe, prodotto da Good Feel Inc (già autori di Wario Land the Shake Dimension, oltre che numerosi giochi educativi) è di quelle semplici semplici, ma astute, in cui Nintendo si è specializzata: al giocatore toccherà trovare figure, monetine e lettere nascoste in una serie di ambienti caotici e affascinanti, che riprendono l’atmosfera delle più famose fiabe per bambini. Un semplice nascondino, quindi, se non fosse per l’inserimento della componente prospettica, che riesce a stravolgere le regole del gioco e a suggerire quello che potrebbe essere il futuro in 3d del piccolo della grande N.

    Il gioco infatti si regge interamente sulla fotocamera presente su DSi e DSXL, che fa da centro della scena e da rilevatore di movimento, prendendo prima le misure del volto del giocatore, sul quale si basa poi il sistema per far corrispondere a ogni spostamento della console o del giocatore stesso, un cambio di prospettiva in grado di svelare angoli e oggetti nascosti nell’immagine a più livelli che si trova sullo schermo. Non finisce qui, però, perchè gli oggetti da trovare non si nascondono semplicemente dietro altro, ma più spesso sono il risultato di giochi prospettici che ricordano Echochrome di Sony. Lettere e figure vanno infatti spesso e volentieri “assemblate” facendo combaciare tra loro più elementi dello scenario, per poi essere puntate con un mirino che si controlla tramite la pulsantiera direzionale.

    Il processo tuttavia, non sempre è immediato come sembra, e spesso e volentieri l’unico modo per scoprire gli oggetti è l’utilizzo delle monete-indizio nascoste anch’esse nelle varie figure; come nei giochi del Professor Layton, ognuna di queste monete sblocca un suggerimento, che nel caso de “La scatola delle fiabe” solitamente speiga al giocatore con esattezza dove andare a cercare l’elemento scelto.

    A fare da sfondo al gioco un regno magico in cui a ogni tappa sulla mappa corrisponde un incantevole quadretto, per andare avanti tuttavia è necessario interagire con i personaggi che si incontrano (leziose figurine di carta che ricordano i libri per bambini degli anni ’50) e rispondere alle domande che esse porranno servendosi dei termini  imparati completando le parole presenti nei vari livelli.

    Come già detto, e come suggerito dal nome, La scatola delle fiabe fa dell’atmosfera magica e ovattata il proprio punto di forza; l’aspetto grafico è curatissimo e convincente nel suo miscuglio di ambienti poligonali e figurine da lanterna magica in due dimensioni; lo stesso vale per le musiche, barocche, classiche e oniriche quel tanto che basta per trasportare il giocatore in un regno fiabesco fatto di balli al castello e borghetti medioevali.

    L’atmosfera convincente e i personaggi fiabeschi tuttavia, non riescono a nascondere l’inadeguatezza dei controlli, vero problema di un gioco che forse è arrivato troppo presto. Anche nell’ambiente più ottimale e illuminato, sbirciare dietro tutti gli angoli risulta spesso frustrante e complicato, e più di una volta capiterà di dover ripetere la stessa operazione di assemblaggio degli oggetti nascosti perchè un leggero movimento della mano o del volto all’ultimo momento avrà cambiato radicalmente la prospettiva che faticosamente si era riusciti a raggiungere.

    A questo problema si va ad aggiungere anche un sistema di riconoscimento  a volte veramente poco tollerante nei confronti degli errori, che stenta a riconoscere le forme a meno che non vengano assemblate con una precisione infinita, rendendo necessario un lavoro macchinoso e complesso nella speranza che la prospettiva trovata piaccia al gioco.

    Un esperimento a metà, che tutto sommato vale 5 euro per curiosità e innovazione (e per l’atmosfera, veramente veramente affascinante), ma che pone seri dubbi riguardo ai progressi della corsa all’inseguimento delle tre dimensioni di Nintendo.

    La scatola delle fiabe, con la sua uscita in zona E3 non può che alimentare le curiosità relative al nuovo progetto tridimensionale di Nintendo e riguardo la fattibilità di tale progetto.

    Cosa rimane da dire, pensate di essere pronti per quello che potrebbe essere un assaggio di futuro? Allora La scatola delle fiabe è consigliatissimo, se non altro rischiate di trovarvi in seguito nell’invidiabile condizione di poter dire “io c’ero”.

    Inside The Game

    • Atmosfera affascinante e curata
    • Idea originale e innovativa
    • Rompicapo intelligenti

    Outside The Game

    • Controlli spesso inadeguati
    • Riconoscimento impreciso
    Voto:

    Interessante

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    3 Di risposte a “La scatola delle fiabe: prove di Nintendo 3DS ? [recensione]”

    1. Killy77 scrive:

      Non male come idea, sarà una KA per DS per me.

    2. Dollmasterz scrive:

      dopo averla letta l’ho comprato al volo….bellissimo!!!

    3. ViewtifulMee scrive:

      ^_^
      Doll, non sai che piacere mi fa un commento simile, mi ingigantisce d’orgoglio come un pavonaccio

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