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La durata ideale per un RPG? Ne parla Yuji Horii, papà di Dragon Quest

La durata ideale per un RPG? Ne parla Yuji Horii, papà di Dragon Quest

Qual’è la durata giusta per un RPG? Ai bei vecchi tempi di Final Fantasy VII la parola d’ordine era stupire, quindi, effetti speciali a go go, i primi esperimenti di sandbox e open world con miriadi di sub quest e un conteggio del tempo passato con il joypad in mano che arrivava facilmente al centinaio di ore. Adesso, con l’innalzamento dell’età media dei giocatori, e l’aumento degli impegni direttamente proporzionale, non è più così. Lo dice anche Yuji Horii, inventore della saga di Dragon Quest, una vera autorità nel campo.

“40 ore” sostiene lo splendido (mica tanto…) 56enne, non una di più non una di meno; ma perchè?
“non saprei, è solo che mi sembra il numero giusto; probabilmente per portare a termine la storia principale 40 ore circa è l’ideale. Con Dragon Quest VII, però – ammette lo sviluppatore – le ore necessarie a finire il gioco erano più o meno un centinaio. Ci siamo concentrati non tanto sui limiti, quanto sui contenuti che volevamo infilarci.”

Sembrerebbe la classica soluzione cerchiobottista, insomma, anche se Horii ha una motivazione nobile per la “deroga” concessa a Dragon Quest: “Quando compri un gioco, e lo paghi qualche migliaio di Yen, vuoi avere in mano qualcosa che valga il suo prezzo. Per quanto riguarda i ragazzi, vogliono qualcosa da giocare a lungo. Gli adulti forse giocheranno per 6 ore, forse di più se il gameplay è buono, e per loro andrà bene così. Ma un ragazzino potrebbe avere la possibilità di comprare solo un paio di giochi l’anno, e mi piacerebbe che continuassero a giocarci.”

Che dire, personalmente mi trovo nella condizione, ahimé, degli adulti che riescono a giocare sei ore: sono secoli che non finisco un JRPG su console da salotto e ormai sono un convinto sostenitore della teoria secondo cui i JRPG dovrebbero uscire solo ed esclusivamente su portatile. Negli ultimi anni sono riuscito a godermi una serie di piccole e grandi perle solo sul piccolo schermo di un Nintendo DS (The World Ends With You in primis, ma anche Suikoden Tierkreis, Valkirie Profile Covenant of the Plume, Dragon Quest IV e V e infine Shin Megami Tensei Devil Survivor e Strange Journey, per citarne alcuni) o di una PSP (Final Fantasy Crisis Core, Yggdra Union, Jean D’Arc, Riviera e sono in attesa di Persona 3, mai finito su PS2).

E’ anche vera un’altra cosa, e mi si permetta di essere provocatorio: nei giochi a cui “i ragazzini” possono giocare centinaia di ore, di solito una ventina di ore buona viene persa in prologhi spesso e volentieri tutti uguali, al termine dei quali il gioco inizia a decollare, sia dal punto di vista della trama che da quello delle capacità dei personaggi e delle funzionalità di gioco. Quelle prime venti ore sono di solito lo scoglio più aspro dove l’entusiasmo di qualunque giocatore va a incagliarsi, trovarsi per l’ennesima volta nel piccolo borgo natio, ignari della propria importanza, a dover ripetere nuovamente il classico rito di crescita che prevede l’esplorazione di una caverna/prateria/bosco/castello/fogne all’insaputa dei genitori è una di quelle situazioni che forse al giocatore un po’ più scafato sono ormai venute a noia.

Senza menare il can per l’aia, diciamo, piuttosto che sulla durata in quanto tale, non sarebbe forse il caso ormai che il JRPG inizi a lavorare sull’originalità dei propri contenuti, ormai legati a stilemi forse un po’ troppo antiquati, e sulla capacità di sintesi e di sviluppo di un ritmo ottimale, come già tanti generi videoludici e tanti altri media hanno imparato a fare?

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10 Di risposte a “La durata ideale per un RPG? Ne parla Yuji Horii, papà di Dragon Quest”

  1. Killy77 scrive:

    Quelli giapponesi per Xbox si sono dimostrate delle delusioni, visti i combattimenti troppo facili e uguali. Si concentrino sulla varietà piuttosto che sulla durata.

  2. Dollmasterz scrive:

    sull’xbox (e anche sulla ps3) di jrpg fatti bene si salvano in pochi…lost odyssey, magna carta 2, eternal sonata e tales of vesperia….e volendo (a me è piaciuto un casino) pure last remnant….dalla parte ps3 non me n’è piaciuto uno che fosse uno (aspetto ancora a valutare il complesso perchè devo ancora provare white knight e trinity universe!)

  3. Eternal Sonata e Vesperia sono anche per PS3.;)

  4. Dexter scrive:

    I primi che mi vengono in mente per PS3 piuttosto validi sono Valkyre Chronicles e WKC!
    Ma c’è poco da fà, se si amano i JRPG bisogna a vere un DS o darci dentro di retro gaming!;)

  5. Dexter scrive:

    I primi che mi vengono in mente per PS3 piuttosto validi sono Valkyre Chronicles e WKC!
    Ma c’è poco da fà, se si amano i JRPG bisogna a vere un DS o darci dentro di retro gaming!;)

  6. Hanamichi scrive:

    Per i jrpg quoto,ormai c’è il ds, hai voglia a giocare li.

    Eternal dura circa 40 ore….io avrei gradito se fosse durato un altra decina di ore, ma di sicuro non mi lamento, un gioco pregno di significato e di valori,che a me è piaciuto tanto! e andate a votare la scheda di Dex per Diana!

  7. Master of Disguise scrive:

    FF XIII ne dura 50 circa, e per me strutturare un jrpg come il suddetto è un bene, in primis non si perde il filo della trama come in altri, è una volta completato ti da altre 20 ore sicure x le side quest.

    Killy, secondo me sei troppo severo, FF XIII, Tales of Vesperia, DQ IX i prossimi Xenoblade e The Last Story, e altri jrpg reggono alla grande…

  8. Non mi piace il genere e non gioco a un JRPG dalla saga di Phantasy Star su mega drive. Voglio però dire una cosa: il tizio in fotografia è molto brutto! ;)

  9. Master of Disguise scrive:

    @Akira: Oh my God!!

  10. A me onestamente questa generazione sulle console da salotto mi ha lasciato proprio freddissimo. Eccezionale per quanto riguarda i portatili invece: the world ends with you è un capolavoro, valkyrie profile convenant of the plume è un esempio intelligentissimo di come adattare le meccaniche di gioco alla trama, buono dissidia e molto buono yggdra union (anche se in realtà è stato per gameboy advance) e sono solo i primi che mi vengono in mente….insomma, per quanto mi riguarda il jrpg dovrebbe spostarsi di peso sui portatili, sia per i tempi (ormai 70 ore di gioco le riesco a fare solo nelle traversate casa/lavoro e viceversa) sia per il fatto che comunque c’è una ricerca di innovazione che sembra essersi invece persa del tutto su ogni altra piattaforma…

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