Petizione per il riconoscimento culturale del videogioco [firmate, gamers, vs Schwarzenegger]

Petizione per il riconoscimento culturale del videogioco [firmate, gamers, vs Schwarzenegger]

Su questi lidi non abbiamo dibattuto molto della “lotta” del medium videoludico per “spiccare il volo” verso un riconoscimento di qualunque tipo. Sia di tipo artistico che di tipo culturale. Abbiamo affrontato entrambi gli argomenti con una certa leggerezza, tipica su Inside The Game che non sempre però è un sinonimo di comportamento sbagliato da parte di blogger (cioè dei futuri, o presenti, “giornalisti”). Il punto è che noi il videogioco lo vogliamo davvero prendere seriamente? O vogliamo rimanere attaccati come dei Peter Pan con l’iPhone al suo “tempo delle mele”? Al suo lato meramente giocoso?

Io in verità, onestamente (sapete che sono sempre onesto con voi) sono sempre stato un sostenitore del “si” alla prima domanda. Io vorrei davvero che i miei amati giochini venissero riconosciuti come una forma d’arte, come uno strumento d’importanza sociologica e culturale e come uno Sport, in alcuni casi. Confrontandomi spesso con Francesco “Jabba” Serino e con gli altri blogger che ogni giorno illuminano le vostre giornate la mia idea è un po’ cambiata. Ed ora sono decisamente più sul no che sul si. O quantomeno credo che una via di mezzo non farebbe male a nessuno.

In fondo… siamo davvero sicuri che un simile riconoscimento sia utile al videogioco? A mio avviso quello che manca veramente al videogame è un riconoscimento come spettacolo: mancano trasmissioni televisive dedicate a sfide o alle ultime novità. Qualcuno in verità, qualcuno obietterà, questo non succede in Italia ma all’esterò è all’ordine del giorno.

Non dico che un riconoscimento artistico o culturale faccia male al videogioco, per carità. Dico solo che probabilmente è ancora troppo presto: Gears of War è arte? No, ma è una figata di videogioco. Lara Croft The Guardian of Light può essere definito come opera culturale? Credo di no, ma Lara ha comunque due tette così (la cultura non si esprime in dimensione dei seni? Ah già, in Italia si all’estero no).

Io credo che ancora il videogioco sia molto più ludico che altro. Qualcosa di simile a Risiko o ai soldatini di una volta, entrato sicuramente nella cultura pop da anni e sempre in maniera più preponderante, ma non ancora pronto ad entrare nella Cultura con la C maiuscola. Lì c’è ancora Dante. Magari tra cinquant’anni ci sarà anche Ico.

Lunga premessa vero? Beh… per chiunque invece la pensasse diversamente c’è una petizione da firmare, a cui anche l’italiana AIOMI si è aggregata, per cercare di far riconoscere alla Corte Suprema americana che i videogiochi sono cultura ed equipararli così a film, CD e libri. Perchè? Perchè sennò Schwarzenegger, il temibile Governator della California, li bandirà presto tutti. Questa petizione diramata lo scorso 20 Aprile e ancora al vaglio di una decisione da parte della Corte, è stata promossa proprio perchè in California si è cercato di vietare l’affitto ai minori di 17 anni di qualunque videogioco. Questo perchè i conservatori non ne sanno nulla di progresso, il che è abbastanza banale, e credono che sia colpa del divertimento elettronico se i ragazzini non studiano, sono violenti, sparano a Columbine ecc ecc.

Ovviamente bandire i noleggi è il primo passo verso altre, magari catastrofiche, restrizioni.

Certo che strani gli americani no? Fanno un sacco di soldi in tutto il mondo grazie ai videogiochi e poi mi “cascano sull’uccello” (di Terminator, tra l’altro). Bah. Comunque sia c’è ancora tempo per firmare, immagino che più saremo (anche dall’Italia) e più varremo. Quindi di sicuro un due minuti per aderire li potete e dovete utilizzare. Il link è qui sotto

The Gamer Petitionhttp://action.theeca.com/p/dia/action/public/?action_KEY=1781

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30 Di risposte a “Petizione per il riconoscimento culturale del videogioco [firmate, gamers, vs Schwarzenegger]”

  1. Dollmasterz scrive:

    non credo i videogiochi siano un’arte a tutti i costi, ma alcuni possono esserlo! ad esempio, il primo bioshock secondo me è di gran lunga superiore a parecchi film o libri, mentre gears of war non è arte, è praticamente un film di bruce willis, ma non per questo non è divertente!

    insomma arte a tutti i costi assolutamente no, ma ogni tanto ne esce fuori uno che ti lascia davvero a bocca aperta!

    comunque, se fosse una cosa campata per aria voterei no come akira e jabba, ma dal momento che serve per salvare i videogiochi da quel bigotto di schwarzy, io mi butto con la firma!

  2. Daunt scrive:

    A parte il discorso sull’arte (alcuni giochi lo sono, ma veramente pochi. Di certo non i giochi che si limitano a dare ciò che la gente già chiede, se quello fosse arte allora anche un fruttivendolo sarebbe un artista), gira tutto attorno ad una petizione online farlocca (niente firma digitale = chiunque può firmare = non ha valore legale di alcun tipo) rivolta solo a cittadini americani.
    In compenso quell’associazione avrà un po’ di nomi ed indirizzi da vendere agli uffici marketing :D

    ad ogni modo ci vedo più un tentativo di spingere le vendite dei giochi limitandone l’affitto piuttosto che “bandire” i giochi

  3. No beh daunt, forse ti manca qualche link di approfondimento che ho omesso nell’articolo. Vediti un po’ di questi pezzi:

    http://www.google.it/search?q=scwrazzenegger&ie=utf-8&oe=utf-8&aq=t&rls=org.mozilla:it:official&client=firefox-a#hl=it&safe=off&client=firefox-a&hs=h5z&rls=org.mozilla%3Ait%3Aofficial&q=schwarzenegger+videogames&aq=f&aqi=&aql=&oq=&gs_rfai=&pbx=1&fp=644223ca7852a5d6

    E’ una storia che va avanti dal 2005… non credo proprio sia contro l’affitto anche perchè, la petizione di cui sopra, è stata firmata proprio da coloro che sono contro l’affitto per “liberarlo”, cioè Activision, EA, Microsoft, Sony, Bethesda ecc

    Comunque sia, perchè petizione online farlocca? Anche senza la firma digitale, e visto che l’email la puoi anche mettere falsa… è solo per “contare” quanta gente è a favore del riconoscimento culturale dei videogiochi.

  4. Hanamichi scrive:

    Ma non è che per sbaglio io ho una lista di utenti “bloccati”? con chi parli Isola? chi è Daunt? chi ha scritto che è farlocca? O__O

  5. ViewtifulMee scrive:

    Vabbè, dai, alla fin fine è il solito vecchio discorso….non mi stancherò mai di ripeterlo, il videogioco, come il cinema, come la letteratura e così via, è un media, per se è un mezzo, in alcuni casi può essere utilizzato per fare arte. Gli esempi veramente finora si contano sulle dita di una mano. Quanto a Swarzie….beh, mettiamola così, di una qualche stronzata dovrà parlare. E’ un politico e la cosa mi sembra la solita ultima risorsa per quando uno non ha un cazzo da dire, o sotto elezioni….capita a tutti i politici, no? C’è chi si butta sui videogiochi e chi compra giocatori per il Milan

  6. Master of Disguise scrive:

    No, Hana è solo che sono post che si vedono in Home Page e non sul forum, perché? La mia esaustiva risposta è….BOH…

    Comunque sia, ben venga se la petizione porta ad avere una maggiore notorietà del mercato videoludico, che poi per i mass-media resta uno (quasi) sconosciuto…

  7. Dexter scrive:

    @Hana: perchè per far si che i post siano visibili sia sul forum che sul blog bisognerebbe essere loggati su entrambi, Se sul forum non ti appaiono dei messaggi (mi riferisco solo a questa sezione naturalmente) evidentemente qualcuno ha scritto solo sul blog senza essere registrato o loggato al Forum.;)

  8. Pablus scrive:

    Entro il 2012 -si spera- nascerà il VIGAMUS, museo videoludico.
    Mi sembra che come riconoscimento culturale non sia poco.
    IL discorso a mio modo di vedere dovrebbe puntare sull’ e-entertainment.
    Ma dell’ istruzione a Terminator non gliene frega niente, ha già tutto in memoria :)

  9. @Hanamichi. Ciao Hana. Non hai alcun utente bloccato è che sul blog (non sul forum) possono postare anche i non iscritti al sito. I loro commenti però non vengono replicati dove sei tu :)

    Comunque sia quando dicevi “isola” ti riferivi a me? :) Eheh no sono AKirA quel lSoLl prima è la mia “tag” del mio clan (di tanti anni fa ormai) e sono due l usate anzichè la pipeline. Così non erano mai caratteri bloccati su alcun server (si usava ai tempi di Starcraft 1).

  10. Comunque al prossimo aggiornamento faremo in modo che anche sul forum si vedano i commenti dei non registrati… in qualche modo

    Simone

  11. Killy77 scrive:

    Purtroppo i conservatori americani sono tra i mali di questo mondo. Per loro il mondo dovrebbe essere casa e chiesa, non vedono bene il progresso sotto l’aspetto videludico, ma tengono bene la bocca chiusa quando per il “progresso” le aziende delocalizzano la loro produzione, licenziando milioni di persone negli USA e in tutto il mondo.

    Possano bruciare all’inferno questi corrotti rincoglioniti di merda!

  12. Killy77 scrive:

    X Akira

    approvo il prossimo aggiornamento in pieno.

  13. Daunt scrive:

    Beh una raccolta di firme non vale se non raccoglie firme, per dirla in modo semplice. Se una persona può dare infiniti indirizzi, automaticamente il numero di firme che poi presenti non è detto che sia quello reale (anzi, sarà quasi sicuro che sarà gonfiato), quindi la petizione in sè non verrà considerata.
    Quella sugli affitti è solo una mia ipotesi, il noleggio non è certo la spina dorsale del gaming e trovo difficile considerarlo così “importante”. I giochi di qualità che richiedono giorni di gioco per essere padroneggiati (quelli che si avvicinano alla definizione di arte insomma) non rientrano nel target, direi.

  14. Redwind scrive:

    Killy X Akira

    approvo il prossimo aggiornamento in pieno.

    Pure Io..^_^

  15. Pinuzzo85 scrive:

    io approvo il bruciare,la merda e i rincoglioniti! :D

  16. ViewtifulMax scrive:

    Carino, un tema facile-facile, da discutere giusto in dieci-quindicimila post ;)
    Finite le minchiate, torno con la faccia seria e mi domando:
    l’eventuale legge che uscirebbe da questa proposta vieterebbe il noleggio di giochi “M” (o +18, se vi piace di più il PEGI) ai minori di 18 anni, giusto?
    (Se sbaglio lasciate perdere e partite pure con gli insulti)
    Bè, tralasciando il discorso “arte sì/arte no”, io lo trovo sensato.
    E badate, come Akira sa (se non l’ha scordato XD ), i VG li vendo, spesso e volentieri a “teenager”.
    Onestamente ad un mio eventuale figlio 12enne non farei MAI giocare MW2, semplicemente perché non ne coglierebbe tutte le sfumature.
    Che ve ne siano o meno è irrilevante.

    Per continuare sul paragone “cinema e videogiochi”, vi pongo una domanda: in quanti hanno un cugino/nipote/fratello che ha giocato GTA Vice City quando aveva meno di 13 anni?
    Perfetto.
    E quanti di voi farebbero vedere a quello stesso parente e a quella stessa età “Scarface”?
    Sbaglio o ci sono meno mani alzate? ;)
    Ma i due prodotti hanno più o meno la stessa storia, le stesse tematiche, lo stesso modo d’essere del protagonista.

    Concludendo: no, non firmerò la petizione, per i motivi già detti da Daunt.
    Ni, sono quasi d’accordo con la proposta, a patto che sia come ho detto prima, sennò buttatelo in quella fottuta forgia bollente.
    Sì, i Videogiochi sono arte, esattamente come lo è quella detta “Art Nouveau”: commerciale, stampasoldi ecc.ecc. , ma quando ci sei di fronte ti fermi a guardare.

    Scusate il mio essere logorroico, non capiterà più, promesso. ;)

    • Dollmasterz scrive:

      eh ottimo post viewtiful (con un nick così poi ti seguirei in capo al mondo XD!)….se davvero fosse come proponi tu io andrei dritto in america a stringere la mano a schwarzy, ma purtroppo credo che la cosa sia leggermente più seria: penso che il buon governatore abbia preso il “videogioco” come il capro espiatorio di tutti i mali d’america (pure gli incendi di los angeles? massì dai, pure quelli!) e forse quello che propone è molto più vicino alla censura!

      poi, se è come dici tu, allora sono d’accordo anche io con la proposta! sostengo da anni che anche in italia si dovrebbe approvare una legge che OBBLIGA i negozianti a chiederti il documento per l’acquisto di un gioco pegi 18 (magari gli spari pure una multa per negligenza altissima così si cagano sotto!)….ricordo ancora con disgusto un bambino di 6 anni che a malapena parlava accompagnato dal nonno a comprarsi un bel vice city per psp…

      • ViewtifulMax scrive:

        Grazio millo, Doll ;)
        È bello sapere che il nick che scelsi fa ancora bene il suo lavoro! XD

        Tornando OT: da quel che ho letto, non si capisce molto.
        Se anche Spector ha detto la sua in proposito, qualcosa vorrà dire.
        Certo è che tutti stanno gridando “È contro il primo emendamento!”, ma il primo emendamento della Costituzione USA garantisce, tra l’altro, la libertà di parola.
        Il cinema in primis impedisce ad un minorenne di entrare in sala se il film è vietato ai minori.
        Perché i VG dovrebbero essere differenti? Chi dice che è così grave?

        Magari mi sbaglio, ma pare proprio che sia così ;)
        (emmannaggiallipescetti se si trova un articolo su ‘sta cosa in italiano che spieghi perbene che diavolo vuole fare con ‘sta legge!)

  17. No. Comunque la proposta di Schwarzy è unilaterale. Vietare l’affitto di qualunque videogioco ai minori di 18 anni. Il problema qui non è sui videogiochi “violenti” ma sui videogiochi come perdita di tempo.

    • ViewtifulMax scrive:

      Ok, allora discorso cambia.
      Credo che la petizione dovrebbe proporre la via di mezzo indicata da me e Doll: non vietare tutti i videogame (of course), ma solo la vendita/noleggio dei titoli “M” ai minorenni.
      I due estremi non si parleranno mai se c’è solo un “Sì, facciamolo!” e un “No, è sbagliato!”.
      Proporre l’alternativa, imho, è l’unica soluzione.
      Loro (I politici, intendo) non hanno nemmeno idea di che sia GTA, Bioshock o Metal Gear, non saranno mai in grado di afferrare questo concetto, dobbiamo essere noi gamer a illustrarglielo.

      Leggo di qua e di là che ci sono varie associazioni americane di produttori di VG che si lamentano e fanno il broncio, ma le petizioni on-line non hanno mai portato a nulla, che io sappia.
      Allora perché non portarla nei rivenditori questa petizione?
      Il solo pubblico di GameStop, parlando solo dell’America, potrebbe portarla al successo.
      Ecco, una petizione per questo la firmerei volentieri, anche se non dovesse portare a nulla.

      (All’anima che promisi di non essere più così prolisso XD )

      • Pablus scrive:

        “Il solo pubblico di GameStop, parlando solo dell’America, potrebbe portarla al successo.
        Ecco, una petizione per questo la firmerei volentieri, anche se non dovesse portare a nulla.”

        Concordo pienamente.

  18. @NtonIo scrive:

    L’articolo sta prendendo una piega decisamente interessante, spaziando peraltro su questioni affini ma non strettamente collegate – il che ha la mia massima approvazione, ci mancherebbe! :D

    Tornando brevemente sul rapporto Arte/Videogioco, penso di aver già detto la mia nell’articolo “Prendi l’Arte… ma puoi anche metterla da parte”.

    Lodevole, comunque, non tanto l’iniziativa in sé della petizione, quanto il fatto che se ne parli. Parliamone e discutiamone animatamente! Chissà che qualcosa di veramente utile non salti fuori… ;-)

  19. Killy77 scrive:

    Io sono di quelli che impediranno ai propri figlio di giocare o vedere titoli violenti.

    Me ne fregherò se piangono o frignano, possono scordarsi di giocare GTA o CoD prima dei 16 anni.

  20. ma certo, voglio dire c’è un PEGI e un buon senso per cui non faccio vedere a mio figlio di 6 anni l’esorcista, non gli faccio leggere guerra e pace….per motivi diversi sono due prodotti, sicuramente di altissimo livello nel proprio genere che, arte o meno non sono adatti a un’età e un pubblico, non so perchè con i videogiochi si faccia tanta difficoltà a capirlo, a me sembra la tipica osservazione alla quale è lecito rispondere “e grazie ar cazzo”…

  21. Fucktotum scrive:

    [QUOTE=Killy77;27818]Io sono di quelli che impediranno ai propri figlio di giocare o vedere titoli violenti.

    Me ne fregherò se piangono o frignano, possono scordarsi di giocare GTA o CoD prima dei 16 anni.[/QUOTE]

    stare nei dintorni e spiegare no eh? Meglio bandire, proibire, censurare. Mia madre, quando tra gli 8 e i 9 anni iniziai a leggere Dylan Dog (ai tempi sotto accusa per la violenza) leggeva ogni singolo numero prima o dopo di me, per insegnarmi che on c’era niente di male, a patto che restasse un hobby. Ma i genitori hanno smesso di insegnare e provare piacere a passare del tempo coi figli. Non dico che debbano giocare o provare tutto, dico che se parti così e un figlio non ce l’hai… pensa dopo! ;)

    • ViewtifulMax scrive:

      Uhm…no.
      Non è una questione del “ecco, è solo colpa dei genitori”.
      Per quanto sia violento, Dylan rimane uno dei buoni.
      Tromba come un riccio, ma le ama tutte.
      Ammazza zombie, entità malefiche, spiriti e via dicendo, ma lo fa sicuramente in maniera diversa da un Tommy Vercetti a caso.
      Come lo spiegheresti ad un tuo eventuale figlio il “vai a mignotte, trombaci finchè vuoi, poi le ammazzi e ti riprendi i soldi”?

      Sta al genitore educare il figlio al concetto del “questo è troppo per la tua età”.
      Io personalmente sono un bimbo a cui è stata preclusa la visione di X-files quando era una figata.
      Ma perché permettermi di vedere Mulder e Scully se non avrei capito una mazza, spaventandomi a morte?

      Il concetto è lo stesso ;)

      • Fucktotum scrive:

        ma infatti Dead Space da un lato, e GTA dall’altro, sono casi limite. Cioè cas specifici di videogiochi che per l’altissima immersività possono terrorizzare (il primo) o portare un certo squilibrio nella distinzione tra buoni e cattivi.
        Ma dire “questo no punto perchè decido che è male in toto” non mi trova d’accordo: è il principio che portò alla catastrofe del ComicCode in America negli anni ’50, quando intere case editrici furono buttate sull’orlo del fallimento perchè le loro pubblicazioni, pur se chiaramente dedicate ai giovani, avevano contenuti horror, erotici e “non consoni”.
        Il mio ipotetico figlio deciderà se e quando interessarsi a quello che vuole (S.S. Lazio ESCLUSA), e a seconda della sua età/maturità verranno prese decisioni più o meno ficcanti sulle sue abitudini.
        Per es, se a 15/16 anni mi videogioca soltanto, allora avrà un groooosso problema, pur avendo età e maturità per farlo :)

  22. Alucard scrive:

    Servirebbe maggiore apertura da parte dei genitori, altroché. Comunque levami una curiosità, Fuck, tua madre diceva che andava bene leggere Dylan Dog fino a che sarebbe rimasto un hobby, ma nel caso saresti andato in giro a sparare agli zombie? lol

  23. Onestamente, per quanto mi riguarda, Gabriele, mio figlio, ha 6 anni e i videogiochi ancora non glie li ho messi in mano. Li ha visti giocare, un paio di partite se l’è fatte a cooking mama ma nulla più. In realtà lungi dal condannare (ci mancherebbe!) il gioco, il discorso è stato che semplicemente non ho voglia ne’ intenzione di metterlo di fronte a un prodotto che, per ora non è in grado di capire appieno. Il mio discorso con lui è ed è stato che appena imparerà a leggere gli metterò in mano il mio DS con i Pokemon e ci giocheremo insieme. Per adesso, gli piace giochicchiare con me ogni tanto, ma non ha mai chiesto di giocare a videogiochi in maniera insistente e il tempo che passiamo insieme lo passiamo con altro. Ripeto, tutta l’esposizione e la riflessione è per arrivare a una conclusione, c’è un età a datta a tutto. Al parco e fuori da scuola mi è capitato di vedere sti ragazzini di 4 anni parcheggiati con un ds in mano: che senso ha? Se diventa un qualcosa che non da ricchezza, non valorizza e non viene compreso appieno, non ha senso infilarlo in mano a un bambino; certo, tutto si spiega, ma resta il fatto che c’è un’età per tutto e per tutti, e ogni bambino è diverso…se un genitore è attento e responsabile sa esattamente cosa può far provare al proprio figlio e come accompagnarlo nel farlo, ogni volta che Gab ha visto un cartone o un film nuovo o io o la mia compagna siamo sempre stati lì a guardarlo con lui e a spiegargli quello che non capiva, idem per i libri e per qualunque altra cosa, non mi sembra trascendentale, tanto più che per un genitore raccontare, spiegare, condividere informazioni o esperienze con un figlio, cristo, è un piacere, se così non è c’è un problema, serio, del genitore….

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