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EA, retromarcia su Medal of Honor [rimossi i talebani dalla modalità multiplayer]

EA, retromarcia su Medal of Honor [rimossi i talebani dalla modalità multiplayer]

“EA pulled an Activision”. Con questa espressione, i nostri colleghi americani descriverebbero l’atteggiamento di Electronic Arts in merito a Medal of Honor, titolo nato col preciso obiettivo di affondare Call of Duty e che invece, ancor prima del lancio, rischiava di affondare sé stesso in una grossa pozza di fango e polemiche. Il nocciolo del problema? L’inclusione dei Talebani come fazione giocabile nella porzione multiplayer. Gli stessi soldati coinvolti nella realizzazione del gioco, a quanto pare, non erano al corrente di questa feature e di fronte al disappunto dell’esercito (in congiunzione con le famiglie dei soldati in guerra), EA ha deciso di rinominare i Talebani in un più anonimo “Fazione Opposta“. Ecco cosa ha affermato in proposito Kenneth Hawes, responsabile per gli Affari Pubblici dell’ Esercito Statunitense:

“Noi forniamo supporto per film, prodotti televisivi e videogiochi, ma non sono cresciuto insieme ai videogiochi. Quindi ho personalmente trovato inopportuna l’inclusione di questa caratteristica […] Comprendo che in uno shooter militare con componente online, sia necessario individuare una fazione teoricamente ‘buona’ ed una teoricamente ‘cattiva’. Ma ci preoccupa il fatto che si parli di un conflitto ancora in corso, con soldati impegnati giornalmente su un fronte in cui i nostri figli e figlie muoiono per mano dei Talebani.”

Tra i militari che hanno partecipato alla realizzazione di Medal of Honor non sembra sussistere il sospetto che EA abbia intenzionalmente nascosto la presenza dei Talebani nella modalità multiplayer, al contrario si è parlato di “rispetto, dedizione ed accuratezza” del team di sviluppo nel rendere il gioco quanto più vicino possibile alla realtà del conflitto afghano (“durante una dimostrazione, un colonnello ha cominciato a sudar freddo”, afferma l’ex Capitano Brian Chung). Ciònonostante, lo stesso Chung sostiene che…

[…] qui non si applica la vecchia nozione di guardie e ladri, di indiani e cowboy. Questo non è il passato. Se parli di Esercito Americano e Talebani, parli di qualcosa che accade adesso e che vede morire dei soldati ogni giorno.”

Nei fatti, l’ ufficio di Hawes non ha alcuna autorità legale per “revocare il supporto dell’ Esercito al gioco” (non si tratta di un mezzo di reclutamento come America’s Army). Può semplicemente stigmatizzare il prodotto qualora lo ritenesse offensivo. Questa stessa prospettiva, tuttavia, dev’esser sembrata disastrosa ai vertici di EA, che hanno imperniato tutta la campagna pubblicitaria di Medal of Honor sul realismo dell’esperienza e sull’apporto dell’ Esercito, in particolare del corpo speciale Tier 1; tra l’altro, alcuni negozi della catena GameStop presenti all’interno di installazioni militari si erano dette pronte a non ospitare il gioco sui propri scaffali qualora EA non avesse fatto qualcosa in proposito.

Immediato, dunque, il “rollback” di Electronic Arts, così giustificato dal produttore esecutivo Greg Goodrich:

[Quella degli amici e dei familiari dei soldati caduti] è una voce molto importante per il team di Medal of Honor, una voce che ha guadagnato il diritto di essere ascoltata e per la quale abbiamo un profondo rispetto. Per questa ragione, e poichè il cuore pulsante di Medal of Honor è sempre stato nella riconoscenza verso i soldati Americani ed Alleati, abbiamo deciso di rinominare il team avversario nella porzione multiplayer di Medal of Honor da ‘Talebani‘ a ‘Fazione Opposta‘ “

Un’operazione chiaramente di facciata, dal momento che il principale interesse di EA consiste nel salvaguardare la propria immagine presso il pubblico americano (che è il target primario di Medal of Honor) e di conseguenza le vendite del software. Tra l’altro, i modelli poligonali, le textures e le ambientazioni rimarranno perfettamente invariate e quindi riconoscibili da chiunque si curi di guardare il telegiornale di tanto in tanto, oltre che giocare.
Situazioni del genere danno la misura di quanto il popolo americano sia disposto a calpestare il Primo Emendamento la dove un qualsiasi prodotto di intrattenimento urti la sensibilità comune, ma esiti a prendere posizione in maniera radicale quando ad essere coinvolta è un’azienda di bandiera come EA: accontentarsi di una semplice rinominazione in luogo di una profonda revisione dei contenuti di gioco darebbe ulteriore conferma alla contraddizione di cui sopra. Buon senso e libertà, d’altra parte, non potranno mai andare perfettamente d’accordo…

Le riflessioni espresse in questo articolo riflettono unicamente il punto di vista dell’autore, e non l’opinione comune dello staff di Inside The Game

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5 Di risposte a “EA, retromarcia su Medal of Honor [rimossi i talebani dalla modalità multiplayer]”

  1. Dollmasterz scrive:

    grande articolo strider.

  2. Redwind scrive:

    Per rispetto dei soldati ancora in guerra….concordo!!!

  3. Queste cose riescono ad irritarmi davvero. Non tanto per il gioco in sè, che non ho assolutamente intenzione di prendere (another FPS.. How boring!), ma per il concetto di fondo. Chiamiamo le cose con il loro nome, ne guadagneremmo in trasparenza e facilità di fruizione. Insomma è come da piccolini: farfallina, pisellino, pupù cicì, ciacià. Si chiamano pene e vagina.

  4. Alucard scrive:

    Come sempre gli americani sono i primi a creare gli scandali e a scandalizzarsi per essi. La madre degli ipocriti è sorella di quella degli stupidi, e di fatti è sempre incinta. Appoggio pienamente l’ opinione di Strider, questa storia è l’ ennesima riprova dell’ ipocrisia dell’ opinione pubblica e di quanto sia semplice prenderla per i fondelli, perché come ci insegnava Boccaccio, le donne anche a chiamarle papere sempre donne rimanevano, e i talebani anche a chiamarli fazione avversaria sempre talebani restano.

  5. Kiory scrive:

    [QUOTE=Alucard;32490]Come sempre gli americani sono i primi a creare gli scandali e a scandalizzarsi per essi. La madre degli ipocriti è sorella di quella degli stupidi, e di fatti è sempre incinta. Appoggio pienamente l’ opinione di Strider, questa storia è l’ ennesima riprova dell’ ipocrisia dell’ opinione pubblica e di quanto sia semplice prenderla per i fondelli, perché come ci insegnava Boccaccio, le donne anche a chiamarle papere sempre donne rimanevano, e i talebani anche a chiamarli fazione avversaria sempre talebani restano.[/QUOTE]

    Quoto, il succo è lo stesso. Graficamente sembreranno terroristi Talebani, poco importa che si chiamino fazione avversaria! Bye

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