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Medal of Honor è ancora bandito dalle caserme USA [e Jack Thompson canta vittoria]

Medal of Honor è ancora bandito dalle caserme USA [e Jack Thompson canta vittoria]

Sviluppi a brevissima scadenza per la faccenda Medal of Honor, lo sparatutto di Electronic Arts che solo poche ore fa si è visto privato di ogni riferimento ai Talebani in quanto fazione nemica (e giocabile) nella modalità multiplayer. A quanto pare, la misura adottata dal publisher non è stata sufficiente a far si che i punti vendita GameStop siti in installazioni militari statunitensi tornassero a garantire la vendita del gioco: l’ AAFES (Army & Air Force Exchange Service, ossia l’ente che decide su cosa è possibile vendere o meno all’interno dei presidi militari USA) ha infatti preferito “rispettare il dolore dei familiari dei caduti” ribadendo il suo veto.
E indovinate un po’ chi è tornato a cantar vittoria? Esatto, quel vecchio volpone di Jack Thompson, attivista anti-videogiochi ed ex-avvocato, prima che lo Stato della Florida revocasse in via permanente la sua abilitazione al servizio. Sentite un po’ il suo commento sul caso Medal of Honor:

“Ho vinto ancora una volta, come sempre. Qualunque giocatore la pensi diversamente e disprezzi ciò che faccio per proteggere la nostra cultura vada pure all’ Inferno. Nel caso in cui qualche giocatore non sappia come arrivarci per conto proprio, può rivolgersi a me affinchè gli riveli il cheat code per giungere più in fretta”.

Il ritrovato stato di semplice civile sembra aver rivitalizzato Thompson, evidentemente dimentico di essere stato dichiarato colpevole di 27 capi di imputazione tra cui diffamazione e ricorso alla falsa testimonianza (con recidiva) in sede di giudizio. L’attivista ha inoltre esortato il Segretario alla Difesa Robert Gates affinchè impedisca la commercializzazione del gioco EA negli Stati Uniti, e persegua i soldati che hanno contribuito alla sua realizzazione.
È imbarazzante che al giorno d’oggi, un individuo del genere continui a trovar spazio nelle testate dedicate ai videogiochi, ma qualcuno dovrà pur dimostrare di tenere alla libertà di parola molto più di quanto Thompson non faccia, giusto? Esaurito questo punto, passiamo a considerazioni ben più importanti e ponderate come quelle di Jet Black, utente del portale VG247 nonchè membro dell’ Esercito Statunitense in servizio attivo:

“In quanto soldato con due missioni in Iraq alle spalle, che ha perso degli amici in due guerre ancora in corso e che intende acquistare Medal of Honor nel momento stesso del rilascio, credo di poter parlare di questa situazione sotto una luce differente. Comprendo perfettamente da dove vengano i timori della gente, e perchè possa considerarsi inadeguato il consentire ai giocatori di impersonare un nemico con cui gli USA stanno attualmente combattendo. Penso sia un punto cruciale dimenticato da chi fa fuoco e fiamme in Rete. Pensate a questo: mentre scrivo, ci sono dei Talebani che cercano di uccidere degli Americani.

È inutile tirare in ballo Nazisti e Vietcong, come sostiene qualcuno. Poco più di tre mesi fa, non è stato un Nazista ad uccidere il Sergente James Hunter, mio amico – è stato un Talebano. Due anni fa, mio padre non dovette chiudere il telefono dicendomi “Debbo andare – Ti voglio bene” per ripararsi da un razzo Comunista – era un razzo dei Talebani.

Questa guerra è un argomento importante ed estremamente delicato per tanti Americani, cosa che le voci più intemperanti e meno mature la fuori tendono a dimenticare. Potete anche preoccuparvi del cambio di nomi nel multiplayer – ne avete il diritto, ma ricordate che è stata EA a prendere la decisione, ed io li rispetto. Non si stanno svendendo, stanno facendo un passo indietro riconoscendo di essere forse andati troppo in là nella ricerca del “realismo” a cui tutti i giocatori anelano.

[…] Non è forse nel diritto di EA creare un gioco ambientato in Afghanistan? Certo – ma spero lo si faccia in modo intelligente.

Avrebbero dovuto rimuovere la parola “Talebano” dal multiplayer? Se è così importante per vedove, fratelli e genitori che soffrono, perchè no.

Può la AAFES – unico distributore di alcool, tabacco, magazine per adulti, videogiochi, film di guerra e praticamente ogni altra cosa presso i militari in servizio – ritenersi nel giusto bandendo il gioco dagli scaffali? Neanche per sogno. È un disservizio nei confronti di coloro che l’ente dovrebbe supportare, e rappresenta un forte segno di disprezzo da parte dei leader anziani  per la nuova generazione di soldati – quella dei giocatori che pur nella piena consapevolezza di essere dispiegati sul campo, si sono comunque arruolati in tempo di guerra.”

Non c’è davvero nient’altro da aggiungere.

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6 Di risposte a “Medal of Honor è ancora bandito dalle caserme USA [e Jack Thompson canta vittoria]”

  1. Alucard scrive:

    Thompson è un porco in cerca di notorietà. Ormai che l’ hanno radiato crede che non possano fargli null’ altro, e francamente spero che ne spari una bella grossa così scatta l’ ennesima denuncia, quella che magari gl’ insegnerà a chinare il capo.
    Seriamente, guardate quegli occhi da pesce. Sembra uno dei Grandi Antichi di Lovecraft, ossia il male in terra.

  2. Dollmasterz scrive:

    maledetto pallone gonfiato…

  3. ViewtifulMax scrive:

    Grande rispetto per Jet Black.
    Capita raramente un soldato così illuminato.
    E non commento su Thompson solo perché, ormai, sparare sulla Croce Rossa non è più divertente.

  4. Taddeo scrive:

    Thompson cacate in mano e datte na pizza…

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