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Quando la guerra non diverte affatto. [Recensione Medal of Honor X360 – Ps3 – Pc]

Medal of Honor

  • Piattaforma: PS3, PC, XBox360
  • Publisher: Electronic Arts
  • Software House: Dannger Close / Dice
  • Quando la guerra non diverte affatto. [Recensione Medal of Honor X360 – Ps3 – Pc]

    Siamo in pieno autunno, e come ormai accade da  sette anni a questa parte,  il popolo dei videogiocatori si prepara ad accogliere un nuovo capitolo della serie bellica più venduta e discussa del panorama moderno: Call of Duty.

    Quest’anno però Electronic Arts ha pensato di ficcare il naso negli affari altrui e ha deciso di rilanciare la sua serie storica (quella di Medal of Honor), abbandonando l’ormai inflazionatissima Seconda Guerra Mondiale in favore di un’ambientazione afghana contemporanea. Come se la sono cavata? Eh, bella domanda! Francamente ci aspettavamo mooolto di più, e dirci delusi dal nuovo Medal of Honor è assai riduttivo. Ma andiamo con ordine e partiamo con la recensione.

    Cominciamo a parlare della campagna in giocatore singolo, che sicuramente è la parte più convincente di tutto il pacchetto, e che ci vedrà impegnati in diverse missioni compiute dalle forze speciali Tier 1 dell’esercito degli Stati Uniti proprio nelle prime fasi della guerra scoppiata in Afghanistan nel 2001. Come Call of Duty insegna, anche in Medal of Honor vestiremo i panni di diversi soldati appartenenti ad unità stanziate nel territorio, e devo dire che le missioni proposte dal team Danger Close (che si è occupato della sola campagna giocatore singolo) sono ben strutturate e soprattutto molto varie tra loro: ogni livello propone una situazione  particolare che introduce piccole differenze nel gameplay rispetto alle missioni già svolte, permettendo così di passare da spettacolari bombardamenti con gli elicotteri ad ansiogene fasi con il fucile da cecchino in cui bisogna considerare vari fattori (tra cui la distanza e il vento) prima di premere il grilletto e freddare il bersaglio di turno. Ottimi la grafica (nonostante qualche incertezza nei primi livelli) e il sonoro, inteso non tanto come colonna sonora ma come effetti in game: imbracciare un fucile a pompa vi farà davvero sentire potentissimi, grazie soprattutto a dettagli curati al limite del maniacale e a suoni realistici che danno un eccellente senso di pesantezza dell’arma. In più, se la potenza del fucile equipaggiato è sufficientemente elevata, vedrete i vostri poveri avversari saltare letteralmente in aria con un colpo ravvicinato, aumentando il senso di realismo e soprattutto di appagamento per il videogiocatore. Buona anche la realizzazione dei personaggi che, sebbene nell’aspetto somiglino tutti al protagonista di Bad Company, sono ottimamente caratterizzati e offrono momenti di sofferenza e ilarità di notevole impatto emotivo, tanto che difficilmente troverete lo stesso affiatamento in altri personaggi virtuali.

    Sfortunatamente però, tutto quanto abbiamo detto finora sulla campagna in singolo viene pesantemente rovinato da incidenti lungo il tragitto che proprio non sono perdonabili. Innanzitutto, anche sforzandovi al massimo non riuscirete a far durare il single player per più di 5/6 ore e la difficoltà in questo caso non viene nemmeno incontro ai giocatori più esigenti: venendo da due Modern Warfare a Veterano ho iniziato Medal of Honor al livello massimo di difficoltà, e sono riuscito a completarlo nel giro di due giornate senza impegnarmi minimamente e soprattutto giocando anche ad altri giochi tra una partita e l’altra! Ma brevità ed eccessiva facilità non sono che la punta dell’iceberg…in svariate occasioni (soprattutto nei primi livelli) sono stato vittima di bug che hanno profondamente minato l’esperienza di gioco e hanno contribuito a diminuire il mio già scarso affetto per il titolo. E così, dopo una fase noiosissima di guida a bordo di un quad, il mio personaggio, in almeno un paio di occasioni, ha pensato bene di rimanere inchiodato sotto lo stipite di una porta, costringendomi al suicidio tramite il lancio di una granata sotto i piedi. Ma i problemi più fastidiosi in cui incappare sono relativi al vergognoso sistema dei checkpoints che spesso e volentieri si attivano mentre state morendo, o peggio ancora, durante un momento di follia dovuta a qualche glitch particolarmente creativo (ad un certo punto mentre correvo in una vallata il mio personaggio ha spiccato il volo e ha cominciato a volteggiare in cielo, quindi il gioco ha pensato bene di regalarmi un bel checkpoint buggato che mi ha costretto al riavvio dell’intera missione).

    Come fare allora a salvare un titolo nella media che soffre di qualche problemuccio? Ma è ovvio, come ci ha insegnato Bungie con i vari Halo, basta inserire una modalità multiplayer con due palle d’acciaio! Ecco allora che Electronic Arts si rivolge ai ragazzi di Dice, già autori dei due ottimi Battlefield Bad Company, e affida loro lo sviluppo del comparto multigiocatore con l’obiettivo di realizzare un’esperienza di gioco che possa mettere d’accordo i palati raffinati di Battlefield e quelli più caciaroni degli ultimi Call of Duty. Il risultato, signori miei, è un disastro! Il gioco sembra fermo alla beta che ho giocato prima dell’Estate, e si conferma come un ibrido incastrato tra il realistico e l’Arcade senza riuscire a prendere elementi positivi dall’una o dall’altra parte.

    Oltre alle poche modalità e alla scarsa e confusionaria personalizzazione del personaggio, ciò che davvero mi ha infastidito del multiplayer di Medal of Honor è l’approssimativa realizzazione tecnica degli scontri. Graficamente scialbo, il comparto multigiocatore realizzato da Dice offre pochissima varietà nelle ambientazioni (quasi sempre metà desertiche e metà cittadine) e fluidità di gioco ridotta all’osso: capita frequentemente di non capire di essere stati uccisi a causa di un ritardo tra la registrazione del punteggio e l’animazione della morte del personaggio (che in ogni caso cade floscio come un bambolotto), e mi è successo di riuscire ad eliminare un avversario nonostante dal punteggio evidenziato risultassi già morto! In più, il sistema dei respawn non aiuta contro i camperoni che si appostano in zone chiave e fanno allegramente incetta di avversari appena rientrati in partita! Ultima nota di demerito, le tre classi proposte sono assolutamente sbilanciate: c’è il soldato con il mitragliatore  che in quasi tutte le occasioni uccide con un solo colpo, c’è il matto con il fucile a pompa e il lanciarazzi che, spogliato della prerogativa del pompa di uccidere con un singolo colpo ravvicinato, riesce però a fare interessanti kills anche a metri di distanza vista l’incredibile e inusitata gittata della sua arma (anche perchè il lanciarazzi è praticamente innocuo riuscendo in svariate occasioni a trapassare l’avversario senza ferirlo minimamente) e, infine, c’è il cecchino che è quel bastardo descritto poco fa il cui unico interesse può essere l’appostamento vista l’incredibile potenza delle altre due classi.

    Insomma, tra cambi di denominazione per i talebani (che in multiplayer sono l’OPFOR, mentre in singolo sono spesso e volentieri chiamati semplicemente “i cattivi”) e proteste da parte di svariate autorità in tutto il mondo, forse Medal of Honor avrebbe fatto meglio a non uscire proprio! Una campagna in singolo che, seppure breve, è ben realizzata non basta a giustificare una spesa di 70 euro per un gioco che sembra trascurato nelle fasi finali della produzione.

    Se tutto queste righe ancora non vi avessero convinto, vi dirò che ad oggi il pregio più grande di Medal of Honor è stato farmi desiderare Call of Duty Black Ops, e ho detto tutto!

    Nell’attesa quindi che Activison porti nei negozi il suo sparatutto bellico (o forse dovrei dire “fantascientifico” vista l’accozzaglia di roba che è stata inserita in Black Ops), Medal of Honor si prepara alla battaglia fratturandosi da solo le gambe…secondo voi chi ne uscirà vincitore?

    Obiettivi e Trofei

    Non mi dilungo ulteriormente dato che abbiamo già trattato del gioco nella rubrica Inside The Gamerscore, e vi ricordo che il nostro Killy ha pubblicato la videosoluzione di tutta la campagna in singolo.

    Inside The Game

    • Ottima grafica in single player
    • Campagna ben strutturata e varia
    • Grande atmosfera in alcune missioni
    • Realismo delle armi eccellente
    • Buon sonoro

    Outside The Game

    • La campagna dura 5 ore
    • A difficoltà elevata è facilissmo
    • Bug inconcepibili
    • Comparto multiplayer da rivedere
    Voto:

    Delusione

    Come valutiamo i giochi

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    16 Di risposte a “Quando la guerra non diverte affatto. [Recensione Medal of Honor X360 – Ps3 – Pc]”

    1. Killy77 scrive:

      Manca la soluzione :)

    2. Gold Jok3 scrive:

      Finalmente un sito che ha dato a MoH il voto che si merita. È uno scandalo vedere ovunque voti che oscillano fra l’8 e il 9 per questo mezzo abominio.

    3. Master of Disguise scrive:

      Veramente ho visto i voti oscillare tra il 6.5 e l’8 massimo…che poi a me gli FPS interessano quanto gli ornitorinchi ma tant’é….

    4. Noi siamo VERI! Finchè non ci sarà pubblicità saremo anche liberi :)

    5. Dexter scrive:

      @Master: beh su EG s’è beccato 9! Cito EG non perchè mi stia sul cazzo sia chiaro (anzi ci lavorano Riccio e Persiani che considero amici e rispetto tanto), ma perchè è l’unica recensione italiana che ho letto, dato che gli FPS non mi intrippano. :D

    6. Alucard scrive:

      Se mai doveste aver bisogno di soldi esco i soldi di tasca io per finanziarvi e mantenervi onesti. :D

    7. Master of Disguise scrive:

      @Dex: Ecco io sulla rece di EG non mi pronuncio.

    8. @Alucard: bellissime parole ;) Ma tanto sapete che accadrà, primo o poi ci “piegheremo” anche noi alla pubblicità. Speriamo solo di farlo in maniera comunque onesta. Diciamo anche che i nostri voti ci aiutano molto… se uno che ti ha pagato fior di quattrini un banner vede un “6” dato al suo gioco che sta pubblicizzando, si incazza. Se ci vede un “due stelle” puoi comunque provare a spiegargli che, “interessante” secondo noi, non è un gioco brutto (che poi è la verità: i voti di ITG sono così per non banalizzare con un numero un gioco).

    9. tummale scrive:

      Complimenti Dollmasterz per la tua oculata analisi di questo titolo che non mi aveva proprio convinto per niente! SCAFFALE :)

    10. LazarusCRY scrive:

      Se avevo dubbi ora non ne ho più. Lo lascio sullo scaffale digitale di Steam

    11. melania scrive:

      Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno!! A conti fatti questo gioco ci è costato 10 euro l’ora…

      Tra i bug segnalo le inceppature da “missione infinita”: frammenti di missione infinita con infiniti nemici da abbattere… praticamente un loop. Unica possibilità: ricominciare la missione da capo!

      In più nessuna differenza tra le difficoltà: vista la brevità del gioco, e volendo comunque far valere i soldi spesi, ho ricominciato la missione in difficile dopo averla fatta una prima volta facile… NES-SU-NA variazione.

      Spero che questo articolo faccia desistere chi ancora non l’ha comprato!

      Agli sviluppatori: vergogna!

    12. NerdRogue89 scrive:

      Ora capisco perché hanno messo questo gioco nello scorso Humble Bundle. Mi sembrava molto strano visto che anche io da giocatore semplice mi sono lamentato della sua straordinaria difficoltà ridotta al minimo. Ben fatto.

    13. ste scrive:

      a me non è diapiaciuto affatto il gioco.

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