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GoldenEye, he’ll do what I please [recensione GoldenEye 007]

GoldenEye 007

  • Piattaforma: Wii
  • Publisher: Activision
  • Software House: Eurocom
  • GoldenEye, he’ll do what I please [recensione GoldenEye 007]

    Se pensiamo agli ingranaggi dell’industria videoludica tredici anni sono molto più che un’era. I nostri occhi di gamer si sono colorati di multiplayer online, grafica fotorealistica, HD e Touch Generation. Abbiamo imparato a desiderare monitor e televsiori sempre più performanti, sempre più costosi, e ad interessarci alla tecnologia 3D.

    Ciò nonostante, il passato sembra sempre più verde, sempre più appetitoso. E via di lacrimuccia nostalgica, via al rispolvero in grande stile di giochi e brand che hanno fatto la storia di questa nostra passione. Lo stesso è accaduto con una vecchia gloria per il mai troppo lodato Nintendo 64, quel GoldenEye che segnò l’inizio del periodo più fiorente della partnership Rare-Nintendo, un titolo, per molti, intoccabile. Sorpresa: è stato toccato e manipolato!

    British Attitude


    Sorpresa è senza alcun dubbio la parola più adatta per descrivere il GoldenEye 007 di Eurocom e Activision per Wii. Si perchè, quando venne annunciato, il sottoscritto non avrebbe scommesso una moneta da 3 euro sul remake del glorioso Bond dell’ormai attempato Pierce Brosnan. Questa riedizione per Wii è però una riedizione per modo di dire. Intendiamoci, l’effetto deja-vu e gli echi passati sono fortissimi, ma gli sviluppatori hanno lavorato sodo per regalare al titolo un senso ben preciso all’interno del panorama videogiocoso moderno. I primi segnali di cambiamento sono dati già dal volto del protagonista, sostituito dal Bond moderno ed inespressivo interpretato da Daniel Craig. Allo stesso modo anche il plot narrativo si adatta ai tempi che stiamo vivendo, con alcune modifiche sostanziali alla trama del gioco originale. Tutto questo si riflette in un approccio meno lineare all’avventura, grazie all’introduzione di alcuni stage e scenari inediti e di scelte di design più in linea con lo scenario politico, sociale ed economico dei nostri giorni, tanto da rendere il gioco uno spy movie moderno a tutti gli effetti.

    Così come 13 anni fa, GoldenEye presenta una struttura di gioco ben precisa, vestendo di volta in volta i panni di FPS e di gioco stealth. Nonostante un approccio più coreografico, fatto di intense sparatorie e proiettili vaganti, appaia la scelta più naturale in un titolo del genere, posso garantirvi che agire nell’ombra regala soddisfazioni molto più marcate. Spezzare il collo ai nemici, sgattaiolare furtivamente all’interno degli scenari di gioco, evitare di far scattare allarmi e mantenere segreta la nostra posizione, rappresenta si una scelta nelle mani del videogiocatore, ma la scelta che vi consiglio fortemente. Siamo agenti segreti mica per niente, ed avremo di fronte a noi un’intelligenza artificiale nemica piuttosto raffinata, sicuramente migliore rispetto al GoldenEye originale: i soldati avversari si adatteranno alla vostra strategia, sia che decidiate di impersonare il Rambo di turno, sia che optiate per un più discreto e “pulito” Solid Snake, cercheranno di sfruttare l’ambientazione a proprio vantaggio e non disdegnaranno di chiamare aiuto non appena avranno avvistato Bond e tutti i suoi micidiali gadget firmati British Monarchy. Se proprio dovessero essere troppo bastardi, buttate un occhio sulla Video-Soluzione presente sull’arancionissimo Forum di Inside The Game! ;)

    Per l’Inghilterra James, per l’Inghilterra!


    La campagna per giocatore singolo permette di calibrare la difficoltà tra i quattro livelli previsti, scelta che influenzerà non solo  la quantità e la resistenza dei nemici a schermo, ma anche tutta una serie di obiettivi obbligatori utili al completamento delle diverse missioni e al dipanarsi dello storyline. Graditissima poi l’introduzione di alcuni obiettivi extra che, seppur non fanno gridare al miracolo per inventiva ed originalità, rappresentano una scelta azzeccata per tutti gli amanti de genere e sono perfettamente in grado di allungare la vita del gioco (altro che le telefonate! :D ). Questi goal opzionali varieranno in numero e difficoltà a seconda del livello scelto ad inizio avventura: personalmente mi sono ritrovato a ricominciare il titolo una seconda volta solo per mettere alla prova le mie arrugginite skill da agente della Corona.

    I miglioramenti di questo GoldenEye “alla seconda” toccano poi due comparti decisamente importanti. Il primo è intuitivamente quello tecnico, che fa di questo titolo uno dei migliori giochi disponibili su Wii, nonostante alcuni fastidiosi cali di frame-rate durante le fasi più caotiche e concitate. Il secondo è però quello fondamentale: il gameplay. Il sistema di gioco ha infatti subito una doverosa evoluzione, in quanto ora il protagonista è in grado di sfruttare le coperture a proprio vantaggio, di sorprendere i nemici acquattandosi e di sporgersi leggermente per evitare il fuoco avversario. Il tutto gestito da un sistema di controllo piuttosto intuitivo e che, secondo chi scrive, riesce ad esprimere il massimo del potenziale utilizzando un Classic Controller Pro (magari pure dorato, solo per veri nerd! :) ). Potrete comunque scegliere il controller che meglio si adatta al vostro stile di gioco, dalla tradizionale accoppiata WiiMote più Nunchuck, allo Zapper, fino al pad del glorioso GameCube.

    Vodka Martini: agitato, non mescolato.


    Tutti coloro che hanno amato a suo tempo il titolo originale, ricorderanno che il vero punto di forza di GoldenEye era rappresentato dalla modalità multiplayer. Con un immenso tocco di stile, Rare riuscì, nel lontano 1997, a reinventare un genere relativamente giovane per il mercato console, regalandoci una delle esperienze per 4 giocatori in locale più coinvolgenti di sempre. Esperienza che torna immancabilmente anche su Wii, affiancata da una vasta gamma di alternative online, per un massimo di 8 giocatori. Le 8 modalità disponibili, tra cui i tradizionali deathmatch, Conflitto e Pistola d’Oro (a mio parere una divertentissima variante del classico Capture the Flag), sono per certi versi piuttosto vicine alle meccaniche introdotte dal blasonato multiplayer online di Call of Duty. Il sistema di progressione del personaggio è infatti palesemente ispirato all’ormai ex titolo targato Infinity Ward, con modificatori e punti esperienza che permettono di accedere a nuove armi, equipaggiamenti o specifiche modalità. E’ proprio nel multigiocatore però che GoldenEye mostra il fianco ad alcune critiche. Nonostante quasi tutte le modalità siano piuttosto divertenti e per certi versi ad alto rischio dipendenza, le mappe appaiono troppo piccole e risicate per 8 giocatori, la grafica cala ai livelli di una PSP e, non da ultimo, l’assenza di una chat vocale si fa sentire pesantemente. Senza la possibilità di comunicare con i propri compagni durante le sessioni a squadre , è infatti piuttosto difficoltoso portare avanti determinate strategie e raggiungere alcuni degli obiettivi utili alla vittoria.

    In conclusione, quella che mi sembrava fin dall’inizio una pura e sfrontata mossa commericiale di Activision e Nintendo, forse promossa per ovviare alle non troppo entusiastiche vendite che il Wii sta riscontrando nell’ultimo periodo, si è rivelata una riuscitissima rivisitazione di un capolavoro senza tempo, pienamente consapevole del suo glorioso passato e, meanwhile, delle esigenze di un mondo videoludico tanto diverso rispetto a quello di 13 anni fa.

    Bond: Sono solo. [Parola d' ordine]
    Trevelyan: Non lo siamo tutti? [Risposta alla parola d' ordine] Sei in ritardo, 007.
    Bond: Sono andato al bagno.
    Trevelyan: C’è da salvare il mondo. Vieni?
    Bond: Dopo di te, 006.

    Inside The Game

    • Ottimo remake di un grande titolo
    • Novità interessanti nel gameplay
    • Obiettivi a difficoltà crescente
    • Il multiplayer causa dipendenza

    Outside The Game

    • Graficamente altalenante
    • Multiplayer con qualche difetto di troppo
    Voto:

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    5 Di risposte a “GoldenEye, he’ll do what I please [recensione GoldenEye 007]”

    1. Dollmasterz scrive:

      grande rece e grande titolo! giocato tutto di un fiato, mamma mia che nostalgia!!!

    2. Killy77 scrive:

      Ottimo titolo sia in single che in multiplayer. Un riadattamento ben fatto che va molto oltre la semplice operazione commerciale.

      Riguardo il calo delle vendite Wii, mi sembra anche fisiologico, visto che il Move della PS3 è tecnologicamente molto più avanzato e che a breve inizierà a mio avviso a sfornare diversi titoli capaci di sfruttare la periferica, molti di più di quelli che avrebbe potuto fare Nintendo per il suo Wii.

      Se poi si cerca qualcosa di meglio, una sola parola: Kinect. L’ho provato di persona questo sabato ed è fantastico sotto tutti i punti di vista. Ed è solo l’inizio.

    3. Pablus scrive:

      GoldenEye è stato tra i primi titoli che presi per N64 e che ancora possiedo. Nonostante il tempo mi ricordo di furiose partite in split screen con amici sulla tv dell’ epoca. Visto che siamo in scia di Remake perchè non rispolverare anche Turok? :)

    4. Hizaki scrive:

      Io ho visto e provato questo gioco ai tempi del N64 e non vi dico quanto stimi questo titolo. Inoltre la recensione è davvero “sentita” e scritta bene ma il mio fisico non regge la visuale in soggettiva e quindi rimarrò tra gli “stronzi” che non lo compreranno e non sapete quanto mi costa :(

    5. Master of Disguise scrive:

      Grande Andrea, bella recensione davvero!

      @Killy, beh, dire che Move e Kinect sono piú tecnologicamente avanzati è pura logica, hanno avuo 4 anni dal lancio del Wii per preparare una mossa (scopiazzata) commerciale di successo, ma è altrettanto vero che vendere altre 60 milioni di console x Sony e M$ sará pressoché impossibile.

      La next gen chiarirá il tutto.

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