Gli iscritti al beta test di Gaikai, rivoluzionario servizio di cloud gaming patrocinato da Dave Perry (autore dei mitici Earthworm Jim, MDK e Messiah), stanno cominciando a ricevere i primi 10.000 inviti che consentiranno di sperimentare questa nuova tipologia di gioco. Su 24 data center allestiti per il beta test, 15 lavorano già a pieno regime con impressioni a dir poco entusiastiche da parte dei giocatori:
“La risoluzione è simile a quella di Onlive, ma la risposta è molto migliore.”
“È semplicemente fantastico. sono un utente Linux ed amo giocare col mio sistema operativo. Vorrei davvero utilizzare Gaikai senza dover ricorrere a Windows, grazie per ciò che avete fatto!”
“L’audio era sincronizzato, e il lag praticamente assente. Anche la risposta dei controlli era molto buona! Non pensavo che fosse così fluido, sembrava di giocare in locale”
La particolarità di Gaikai è che richiede semplicemente un browser web con Java abilitato per poter giocare. Non c’è alcun requisito hardware specifico, nessun sistema operativo preferenziale né download da effettuare, solo una buona connessione ADSL. A tal proposito, chi fosse interessato a provare Gaikai può recarsi sul sito ufficiale e fornire pochi semplici dati per accedere al test della connessione. In caso di successo (un’eventualità remota, dato che i server si trovano solo negli USA ed il ping per noi italiani tende ad essere troppo elevato per accomodare il servizio), potreste essere selezionati per le prossime ondate di inviti che Dave Perry ha promesso, nella misura di 10.000 unità alla volta.




Boh e a che serve questa piattaforma?
Non credo accetterò mai di giocare con una piattaforma del genere, certo è affascinante come cosa, giochi col browser con un pc qualsiasi indipendentemente dal sistema operativo e fin qui ci siamo, ma mettiamo che io compro 20-30 giochi e fra 1, 2 o 3 anni questo servizio chiude, chi mi rimborsa dei giochi che ho comprato e che non potrò giocare più se non ricomprandomeli di nuovo nella versione “classica” ??
Se i giochi costassero decisamente meno della controparte “fisica” allora forse uno potrebbe correre il rischio, ma visto che sicuramente comprare il diritto a giocare un gioco costerà esattamente quanto costa ora comprarsi cd/custodia/manuale chi me lo fa fare di rischiare ??
Oltre a questo c’è anche la questione collezionismo, in fondo in fondo siamo tutti un po’ maniaci e alla nostra collezione ci teniamo, c’è chi come me ogni tanto rispolvera titoli ante-guerra e ci si rimette a giocare in preda alla nostalgia… come faremmo noi videogiocatori “anziani” ??
Eh, ma questo è il dilemma dietro ogni servizio di Digital delivery o simili.
Se Steam chiudesse domani, 30 milioni di gamer incazzati correrebbero a casa Valve per fargli il culetto a quadrelli.
Credo che farei delle bellissime foto dell’evento.
L’unico dubbio chenon possiamo avere è quello relativo alla sua utilità. Sono ancora convintissimo che questo sarà il futuro. Poter giocare e titolone del 2020 a casa e poi continuare ovunque ci sia una connessione a internet e uno schermo è una libertà totale che farà solo del bene al mercato dei vg. Tutto è computato in remoto, e sempre in remoto cambieranno l’hardware necessario per creare giochi sempre migliori.
infatti è concettualmente uno sballo. Dovremmo abituarci a non avere scatole e manuali (argh), ma l’idea è eccellente e funziona pure. Domani dovrebbe esserci il lancio USA di Onlive e vedremo: here comes a new challenger!
I rischi che il servizio chiuda col tempo sono veramente bassi. Al contrario, il sistema migliora con l’innalzamento globale delle velocità di connessione ad Internet.
La vera domanda è un’altra ragazzi:
Quando, in Italia, avremmo TUTTI una connession DSL decente, degna di questo nome, che vada effettivamente ai Kbs/Mps dichiarati ?