Da questa giornata, i videogiocatori americani avranno la possibilità di prenotare quella che sembra essere la nuova frontiera del loro hobby preferito. Parliamo del sistema OnLive, servizio di cloud gaming che elimina il ricorso alle tradizionali console in favore del gioco in streaming. La commercializzazione vera e propria partirà il 2 di Dicembre.
Il meccanismo è relativamente semplice: disponendo di una connessione ADSL, ci si collega ai server di OnLive e si sceglie quale gioco giocare dalla libreria del servizio. A quel punto sono potenti server remoti a far girare materialmente il gioco, mandando all’utente il solo output video e rispondendo ai comandi che egli invia da casa propria attraverso uno speciale pad. Il tutto è realizzato con una velocità tale da fornire l’illusione di giocare localmente.
OnLive non richiede sottoscrizioni mensili, ma l’acquisto di un kit da 99$ che comprende una OnLive Box (serve ad interfacciare il vostro cavo di connessione Internet al televisore) ed un pad dedicato. I giochi si comperano singolarmente e tutti i dati ad esso legati – salvataggi, liste amici, leaderboards e quant’altro – vivono permanentemente nei server di OnLive, proprio come accade col concorrente Gaikai. La differenza rispetto al servizio di Dave Perry consiste nel fatto che OnLive assomiglia più ad una console, essendo pensato per occupare un posto fisso accanto alla vostra TV.
Nei 99 dollari di spesa iniziale ne sono compresi altri 50 da spendere sul portale del servizio, iniziativa che rende praticamente gratuito il primo gioco esperito via OnLive. Quando tutto ciò arriverà in Europa è ancora un mistero, ma considerata la necessità di allestire infrastrutture moderne e veloci per accomodare il servizio, non scommetteremmo sulla breve scadenza. Non per noi, dunque, ma sembra proprio che il futuro sia qui… Un futuro dove il collezionismo, il commercio di seconda mano e (quasi) tutto ciò che di materiale esiste nel modo di videogiocare odierno non è più. Sareste pronti ad abbracciarlo?




Rispondendo all’ultima domanda, NO!
Neanch’io sono pronto ad abbracciarlo, ma per il multiplayer sarebbe fantastico a dir poco.
Magari il collezionismo legato ai videogiochi esisterà ancora: ti venderanno action figures, mappe, fumetti e chi più ne ha più ne metta… ma senza il gioco!