Categorie | COPERTINA, PS3, Recensioni, Xbox 360

[Recensione] Assassin’s Creed Brotherhood: il ritorno della lama di Ezio Auditore

Assassin's Creed Brotherhood

  • Piattaforma: PS3, XBox360
  • Publisher: Ubisoft
  • Software House: Ubisoft Montreal
  • [Recensione] Assassin’s Creed Brotherhood: il ritorno della lama di Ezio Auditore

    Assassin’s Creed Brotherhood è una prima volta per Ubisoft sotto molti punti di vista: anzitutto è la prima vera strizzata d’occhio al mercato, perchè in risposta al successo del secondo capitolo replica il protagonista e (conseguentemente) il periodo storico in cui è collocata la vicenda. Ma è anche il primo esperimento multiplayer per la serie e quello che fa intravedere le potenzialità dell’atto conclusivo della serie, se la software house saprà resistere alla tentazione di dar vita a un brand troppo esposto.
    Sarà quel che sarà come diceva Tiziana Rivale: Ezio Auditore pensava di aver vinto la sua battaglia e sbaragliato i suoi avversari, un caro errore dal prezzo salato che è pronto a lavare col sangue dei Borgia.

    Quattro passi per l’Urbe

    Assassin’s Creed Brotherhood riprende esattamente dal punto in cui avevamo lasciato la vicenda, seguendo le avventure dei due protagonisti: Ezio Auditore, assassino fiorentino, nel 1499 ha sconfitto i suoi nemici , i Templari, impadronendosi di un artefatto dagli immensi poteri, la Mela dell’Eden, mentre Desmond, avendo ormai accettato il suo ruolo di ultimo erede dell’Ordine degli Assassini, fugge con i suoi compagni dal precedente rifugio.

    Narrativamente parlando, il binomio Desmond-Ezio funziona ancora una volta: grazie all’Animus il primo può rivivere la vita del secondo, raccogliendo indizi e supporto per evitare che nel “presente” i Templari conquistino il potere assoluto.
    Grazie a un escamotage narrativo la storia della famiglia Auditore si sposta a Roma, che sarà abbandonata solo per brevi missioni secondarie, per un’altra delle prime volte di Brotherhood: mai era capitato di esplorare una sola località.
    Nessuna paura però: la vastità, lo splendore e la cura di ogni dettaglio della città sono impeccabili e compiono ancora una volta il miracolo di farci viaggiare nel tempo, grazie anche all’audio ambientale e alla colonna sonora, che per quanto riprenda molti temi dal capitolo precedente si compone di musiche davvero evocative, perfette per ogni fase di gioco.

    Il Colosseo, San Pietro, Castro Pretorio e ogni vicolo, strada o piazza pullulano di vita e di situazioni, opportunità, dettagli: il teatro della lotta è un valore aggiunto di Assassin’s Creed Brotherhood.

    Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo

    Nonostante tante considerazioni positive, è chiaro che Brotherhood non possa essere altro che un capitolo di mezzo, dovuto più a motivi di sfruttamento del marchio che a una reale volontà di approfondire il seguito della storia di Ezio Auditore. Se le premesse narrative tutto sommato funzionano, dopo poche ore di gioco ci si rende conto che la trama, questa trama, non ha poi molto di interessante da raccontare. Il romanzo di formazione di Ezio, rappresentato da Assassin’s Creed 2, ormai si era compiuto: non c’era una necessità concreta di seguirlo al culmine del potere, quando finalmente è in grado di rovesciare il dominio dei Borgia su Roma arruolando nuovi Assassini direttamente dalle sue strade. Il finale poi si trascina in modo abbastanza scontato, se non fosse per un bel colpo di scena che riguarda il caro Desmond: anche a proposito di questo poveretto bisogna dire che la possibilità di uscire dalla simulazione di Roma per vagare nel 2012 dura in tempo di una gita per Monteriggioni.

    Chiaramente l’esperienza complessiva che il gioco offre va molto al di là di questa considerazione, perchè Brotherhood è pieno di nuove attività e introduzioni, che fanno trasparire la volontà di Ubisoft di non abbandonarsi a un intermezzo succhia soldi.
    Se la struttura base di tutto il gioco è la stessa, ancora un volta l’impianto ludico gode di alcuni ritocchi estremamente positivi, che si concentrano sulla varietà, unico punto debole della serie.
    Ecco quindi che al fianco del ritorno degli enigmi legati ai ricordi del Soggetto 16 e delle varie Gilde con cui è possibile collaborare si aggiungono nuove opportunità. Inannzitutto per fondere al meglio storia e gameplay la città e disseminata di torri di controllo dei Borgia, che Ezio dovrà incendiare non prima di aver eliminato uno specifico comandante, piacevole variazione sul tema dei luoghi alti da scalare. La possibilità di reclutare nuovi Assassini e gestirne la crescita inviandoli in missioni specifiche è abbastanza interessante, soprattutto perchè questi saranno aiutanti validissimi: selezionando un bersaglio e chiamandoli ad attaccarlo, spesso saranno supporto essenziale per eliminarlo senza esporsi in prima persona.
    Approfondita e ampliata anche la restaurazione degli edifici cittadini, che va ben al di là di quella vista in AC2 per Monteriggioni: in questo caso le strutture sono davvero decine e vanno dai consueti negozi alla sedi delle Gilde, fino ai monumenti veri e propri, come l’Acquedotto Romano o le Terme di Diocleziano.

    Sempre a proposito di ritorni, faremo ancora un tuffo nel passato dell’eroe fiorentino rivivendo in specifici ricordi la sua storia d’amore di gioventù con la bella Claudia: altra variazione sul tema da affrontare quando se ne ha voglia (ma anche da ignorare senza conseguenze).
    Nota di merito va alle nuove sezioni platform, i Domini dei Seguaci di Romolo, un altro gruppo di avversari per Ezio caratterizzati dalle pelli di lupo. Alcuni di questi come la magione abbandonata, le catacombe e la Cloaca Maxima sono splendide e tetre location, in cui l’abilità del giocatore sarà sollecitata  abbondantemente tra salti e inseguimenti. Il premio finale per uscire indenne da tutti e 6, l’armatura di Bruto, è poi uno splendido cimelio con cui abbigliare il protagonista.
    Interessanti infine le sezioni in cui saremo chiamati alla distruzione delle invenzioni che Leonardo da Vinci ha costruito per i Borgia: queste sono sempre composte da un’introduzione stealth (spesso parecchio frustrante) per scoprire dove queste sono tenute, dall’infiltrazione nel luogo designato (sempre con impronta marcatamente stealth)  e infine dalla conclusione, in cui controllando uno di questi apparecchi potremmo sfogarci un po’ sui nemici. Il carroarmato, il nuovo aliante, la mitragliatrice e il cannone navale sono protagonisti di queste aree e, per quanto a tratti eccessive, sono piacevoli intermezzi.

    La critica più comune fatta alla serie di Assassin’s Creed, la gestione dei combattimenti davvero troppo semplicistica, torna a far sentire la propria voce a causa dell’introduzione di una mossa che rende ancora più agevole eliminare dozzine di guardie: appena completata un’esecuzione basterà premere un tasto (neanche con un certo tempismo) e la direzione del nuovo bersaglio per ucciderlo con solo colpo e si può continuare di pressione in pressione a sterminare tutto ciò che si muove…
    Nessuna difficoltà particolare quindi, ACB scorre abbastanza tranquillamente, ma come sempre se aveste bisogno di una mano potete trovare il nostro walkthrough qui e la  guida a obiettivi e trofei qui.

    Più si è, più ci si diverte

    All’annuncio della presenza in questo capitolo del multiplayer, ammetto di aver storto il naso. Per fortuna, dopo poche partite ho capito di essere di fronte a qualcosa di nuovo e fresco, che intelligentemente prende in prestito il sistema di punti esperienza, crescita del personaggio e personalizzazione dell’equipaggiamento da titoli come Call of Duty.
    Le regole delle 4 modalità si basano su una sola, efficacissima meccanica: sia che si giochi a squadre che in solitaria, lo scopo sarà sempre uccidere un determinato bersaglio senza farsi individuare dai propri inseguitori. La grandezza media delle mappe e la presenza di decine di personaggi non giocanti vestiti in modo identico agli Agenti Abstergo favoriscono questa sorta di nascondino in cui solo la prontezza nella fuga una volta individuati o l’abilità nel notare quando un avversario si tradisce faranno la differenza. L’indicatore di vicinanza del bersaglio infatti segnalerà soltanto se questo è in vista e più o meno in che direzione, ma se la vostra preda è astuta cercherà di mescolarsi (o travestirsi) con i suoi sosia.
    Più che mera abilità quindi servono pieno controllo dei movimenti e grande spirito di osservazione, ma il risultato è ottimo e avvincente e dà vita a situazioni non solo impagabili, ma anche inedite per il multiplayer in generale.

    Peccato per la presenza di qualche piccolo bug e soprattutto per la scarsa cura nella gestione degli abbinamenti tra giocatori, che porta a estremi come la presenza di un giocatore di livello 49 (il 50 è il massimo) insieme a 5 compresi tra il quindo e il dodicesimo. Tutti elementi che Ubisoft dovrebbe risolvere a breve col primo DLC per Brotherhood che aggiungerà una nuova mappa e una modalità.
    Solo il tempo dirà se questo multiplayer si affermerà o se piano piano sparirà nel dimenticatoio: ciò che è sicuro è la perfetta riuscita dell’esperimento. Importante la decisione di Ubisoft di premiare con bonus ai punti esperienza le uccisioni più complesse, in modo da costringere tutti i giocatori non solo a incontrarsi in un luogo e massacrarsi ma ad abbracciare pienamente il Credo e comportarsi come veri Assassini.

    In conclusione, nonostante il riciclo di un numero davvero notevole di elementi, dagli abitanti della città a guardie, strutture ed equipaggiamento, non si può non apprezzare gli sforzi di Ubisoft di rendere un’abile mossa commerciale un prodotto di grande valore, con alcune piacevoli novità confezionate ottimamente e una resa media eccellente. Ignorarlo del tutto sarebbe ancora una volta un delitto.

    Inside The Game

    • Lo splendore della Città Eterna
    • Buona durata e varietà di azione
    • Multiplayer nuovo, fresco e adrenalinico

    Outside The Game

    • Qualche texture che scompare qua, qualche abitante che compare dal nulla di là
    • Moltissimo materiale riciclato
    • Trama principale poco avvincente
    • Combattimenti facilissimi e ripetitivi
    Voto:

    Da non perdere

    Come valutiamo i giochi

    Questo post è stato scritto da:

    - ha scritto 884 articoli su Inside The Game.

    Contatta l'autore

    Commenti

    Commenti

    18 Di risposte a “[Recensione] Assassin’s Creed Brotherhood: il ritorno della lama di Ezio Auditore”

    1. Redwind scrive:

      Grande rece, ottimo gioco.
      Comunqe ho sempre pensato che fosse un Assassin’s 2.1, altr oche 3. XD

    2. infatti, puoi considerarlo 2.5 :D

    3. Redwind scrive:

      No no, meglio 2.1. XD

    4. Hanamichi scrive:

      Bella rece. Onestamente non sapevo che si sarebbe ambientata unicamente a roma, mi aspettavo anche qualche paesello vicino, ma vabbe’,data la vastita…

      Comunque il prossimo ac lo voglio ambientato a Napoli e provincie XD

    5. Alucard scrive:

      Onestamente mi piacerebbe provarlo per il multiplayer, che pare avere davvero una marcia in più, ma non mi sobbalco tutto il prezzo del biglietto visto che serie m’ interessa poco.

    6. Lanta scrive:

      Su alcuni pezzi della recensione non ti capisco. Forse sono troppo fanboy :P

    7. Dado Dido scrive:

      @Hana: quello a Napoli dovrebbero ambientarlo ai giorni nostri, con Silvio capotemplare xD

    8. Lanta scrive:

      Ci sarebbero tante cose da dire, mi servirebbe una settimana per scriverle tutte. Le cose più discordanti sono il meccanismo dei combattimenti e la grafica.
      1) COMBATTIMENTI: dici che, come in passato, i combattimenti sono semplicissimi e forse ancora di più che in passato. Vero, nulla da dire. Ma c’è da dire che si sono dati da fare, hanno inserito delle combo che sono una cosa favolosa e la possibilità di usare un’arma secondaria. Come in passato puoi togliere l’arma al nemico, ma adesso non tutti sono così stupidi da farsela rubare. E poi è possibile fare la contromossa della contromossa (scusate il giro di parole), cosa prima inesistente. Sarà pur vero che il tutto così diventa più facile, ma dall’altro lato troviamo anche avversari dotati di una intelligenza artificiale migliorata. Insomma, combattimenti tutto tranne che ripetitivi. Gioca l’1 e poi riparliamone :P
      2) grafica. Il motore grafico, come da te detto, non è cambiato (è lo stesso per un sacco di titoli tra cui Shaun White Snowboarding). Ma qualcosa, in fin dei conti, l’hanno pur fatto. Parli di texture che scompaiono, e da quel che ho visto nella versione PS3 questo trova riscontro seppur in minima parte. Ok, non sono ancora arrivati ad inserire un minimo di realismo con i cambiamenti climatici, ma hanno introdotto un interessante meccanismo di mimica facciale che rende il tutto più piacevole. Di quello non te ne sei accorto? :D
      Insomma, concludo dicendo che miglioramenti ce ne sono stati, e parecchi. Dall’altro lato c’è ancora qualche bug, cosa che non mi ha convinto. Mi sembra di vedere una Ubisoft che punta più nel fare i giochi di fretta che non nel farli bene, vedo un AC che perde nello spessore della trama, che prima era il suo punto di forza, per buttarsi in un mondo multiplayer decisamente azzeccato e convincente.

      • Fucktotum scrive:

        Ok, rispondo a queste :D
        Combattimenti: nell’uno erano già abbastanza obbrobriosi,ma renderli un eccidio di massa visivamente spettacolare e dinamico non aggiunge molto. Spammare a bestia grilletto e x non è divertente secondo me e andrebbe punito con più severità. Ci sono quelli che schivano, i gigantoni, quelli con l’arma lunga: ma ammazzi il primo base e spammando solo x e direzione elimini tutti a prescindere dall’arma. Secondo me, punto in meno.
        2) grafica: la mia prova è per xbox, quindi qualcosa potrebbe differire. Tutte le zone “montuose”, cioè i margini dello schermo normalmente inaccessibile, compaiono con un certo ritardo. Alcuni paesani compaiono dal nulla e anche la telecamera in alcuni specifici momenti nei Domini è traditora. Chiaramente, sto facendo su questo punto il classico pelo nell’uovo, perchè è in ogni caso uno spettacolo sontuoso da vedere, curatissimo e ineccepibile: è fastidioso perchè sa di fretta e io l’ho collegata al solo anno di limatura del secondo. È un punto di vista, un’opinione che non mi preoccupa affatto in vista del 3. Con qualche aggiunta al multi (classi davvero diverse ma di partenza magari, bonus da recuperare nei livelli… boh!), un’ambientazione fresca (e se fosse la Rivoluzione Francese? Ubi può creare un vero capolavoro! :D

    9. Killy77 scrive:

      Sull’eccidio di massa, mi sa che se il prossimo lo fanno in oriente, allora vedremo le combo di N3 e Dynasty Warriors :)

    10. Dexter scrive:

      O quelle di Ninja Gaiden, che male proprio non farebbe. ;D

    11. Killy77 scrive:

      x Dex

      é impossibile perché i videogames di massa devono essere quanto piu´ semplici possibili e non tali da far allenare il videogiocatore nella specialitá “lancio del DVD”

    12. Xenorik scrive:

      Domandina semplice semplice: è possibile settare il livello di difficoltà?

    13. Xenorik scrive:

      Troppo sbattimento mettere questa opzione, n’è?

      :(

    14. zroad scrive:

      bellissimo chissà come sarà il multiplayer!!!

    15. Gidantribal scrive:

      appena lo trovo sotto i 30€ sarà mio ;)

    Trackbacks / Pingbacks


    Rispondi