Inside the Game intervista se stesso: 2010 e 2011 secondo Jabba

Inside the Game intervista se stesso: 2010 e 2011 secondo Jabba

Dopo aver gestito con la cura di un’ostetrica di guerra la prima evoluzione di Inside The Game, quel ramingo di Jabba ha mollato un po’ le briglie, maledicendosi ogni volta che non ha avuto il tempo, la forza e l’ispirazione necessaria per contribuire agli articoli quotidiani del sito. Ciò nonostante il 2010 è passato anche sotto i suoi lunghi piedi, lasciando un segno indelebile malgrado i videogiochi gli siano passati attorno, con solo pochi ma consistenti titoli a trafiggergli corpo e cuore. Ma non fatevi ingannare dalla sua chiacchiera, il cuore trasuda pixel.

1) Il 2010 doveva essere un anno di svolte e grandi ritorni, ormai è finito: cosa porterai di lui nella tua valigia di videogiocatore?

Fallout New Vegas è ancora li che gira nel tray, distruggete quel disco per piacere! Ma il 2010 ha portato anche il ritorno di Yakuza, con la sua prima dozzina d’ore che trasudano Takeshi Kitano, Sonatine e Giappone. E proprio al Giappone, alla sua scuola videoludica, ho cercato di riavvicinarmi, accendendo più spesso la PlayStation3, odorando come un barboncino col culo di un altro barboncino tante piccole gemme, nascoste nel PlayStation Network e nelle premiate officine Sony. E poi è stato l’anno di Move e Kinect, il primo confermandosi come deciso passo in avanti rispetto al Wii e il secondo rivoluzionario quanto imperfetto strumento di gioia, capace di cambiare giorno dopo giorno le mie abitudini ludiche. E che dire di Red Dead Redemption e Minecraft… talmente belli da far venire una risata nervosa alla Lino Banfi.

2) Cosa non vorresti più vedere in un videogioco nel 2011?

I capelli viola. Ma sopratutto vorrei che finalmente si invertisse quel processo di semplificazione che i videogiochi, beno o male tutti, stanno attraversando già da qualche anno. Anche chi ha un Wii, console comprata proprio per la sua semplicità, oggi chiede qualcosa di più complesso. La grafica ha ristretto i nostri mondi, il doppiaggio accorciato i dialoghi, i soldi limitato i sogni. Nel 2011 spero con tutto il cuore che lo standard tecnico faccia quel dannato giro di boa, e che si torni finalmente a puntare dritto verso il futuro.

3) Senza citare un gioco in particolare, quale sarà il momento più esaltante del 2011?

Quando Kinect dimostrerà finalmente di saper gestire giochi veri. Quando qualcuno di grosso che vuole entrare nel mondo delle console comprerà qualcuno grosso che già ci sta. Quando diventerò il numero uno a Carcassone su Xbox Live. E vorrei anche vedere il Team Bondi che finalmente ne azzecca una.

4) Tra tutto ciò che è capitato in quest’anno, c’è una cosa che vorresti fosse successa in un videogioco e NON nella realtà?

Avrei voluto che i videogiochi, in Italia, non fossero rimasti in ostaggio di una certa intellighenzia o presunta tale. Vorrei che questo fosse accaduto nel nuovo gioco di Jeff Minter piuttosto che nella realtà. I bravi lavorano come muli, i muli si vestono da Sai Baba.

5) Scheletro nell’armadio…il gioco importate che non hai mai giocato e che ti riprometti almeno di provare del 2011

Continuo a rimandare l’acquisto di Demon’s Soul per Ps3. E questo non va bene, non va affatto bene…

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5 Di risposte a “Inside the Game intervista se stesso: 2010 e 2011 secondo Jabba”

  1. Dollmasterz scrive:

    mi avevi già convinto con l’immagine iniziale.

  2. Hizaki scrive:

    “Ma il 2010 ha portato anche il ritorno di Yakuza, con la sua prima dozzina d’ore che trasudano*Takeshi Kitano, Sonatine e Giappone”

    E allora dillo che me lo devi far comprare per forza…

  3. Hizaki, ma è da un bel pò che infingardo cerco di convicerti/vi su Yakuza. La cosa migliore però è iniziare col 2. Il primo è bellissimo e sarebbe buona cosa giocarci, ma è molto grezzo, oggi ancora di più.

    Josh… sono 811 al mondo! Spara la tua posizione :)

  4. Fucktotum scrive:

    Punti 4 e 5 ampiamanete condivisibili, con questa sfida di Carcassone mi state facendo venire voglia di venirvi a prendere! :D

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