Inside the Game intervista se stesso: 2010 e 2011 secondo Strider Hiryu

Inside the Game intervista se stesso: 2010 e 2011 secondo Strider Hiryu

Ci sono modi molto differenti per accogliere l’ ingresso di un nuovo anno: si può essere entusiasti o preoccupati, speranzosi o disillusi. Nel quotidiano, ad esempio, si percepisce spesso il cambio di calendario come il momento in cui la vita ti dice “ok, fin qui ci siamo arrivati. Vediamo come te la cavi di fronte ad un’ altra salita”. Essere gamers diventa quindi una sorta di valore aggiunto, poiché con il “giro di boa temporale” ci si proietta verso novità intriganti o titoli lungamente attesi, dando ulteriore momento alla girandola di giudizi, commenti e controversie che sono un po’ il sale della nostra passione. Una passione che in quanto autori di Inside the Game esercitiamo giornalmente, segnalandovi quanto di più eclatante e bizzarro accade nel vivace carrozzone del videogioco, ma che vive soprattutto del vostro contributo, ragazzi.

Mi rivolgo a chi ogni giorno dedica scampoli della propria giornata ad Inside the Game, trovando l’ occasione buona per un commento ad alta velocità in home o per approfondire le proprie opinioni attraverso il forum. Siete in tantissimi ad aver cliccato sul pulsantino “Mi Piace” della nostra pagina Facebook, regalandoci un entusiasmo che merita il nostro più caloroso applauso di ritorno ed il massimo impegno a venire. Anche voi, silenziosi avventori del forum, siete parte integrante della realtà di Inside the Game: per aprire le porte a vento del nostro Bar Sport ed imbottirvi di sciortini videoludici rigorosamente gratuiti, basta davvero poco!

Chiudo questa introduzione con un meritatissimo high five all’ indirizzo dei colleghi di Inside the Netgaming (ma quanto siete forti??), rinnovando davvero a tutti i ringraziamenti per l’ annata appena trascorsa. Che il 2011 possa elargire soddisfazioni e sorrisi ovunque essi occorrano!

1) Il 2010 doveva essere un anno di svolte e grandi ritorni, ormai è finito: cosa porterai di lui nella tua valigia di videogiocatore?

Porterò la realtà di una gaming industry ormai profondamente cambiata in seguito a contingenze economiche davvero pressanti. La competitività dell’ ambiente è aumentata a dismisura, e mai come oggi il singolo insuccesso risulta determinante per le sorti di una qualsiasi software house. Il risultato? I produttori lavorano per rinforzare ulteriormente i loro migliori franchise, approntando esperienze il più possibile memorabili per il giocatore e quindi meritevoli del suo investimento.

Sul forum di ITG si è discusso a più riprese riguardo al Gioco dell’ Anno 2010, e le segnalazioni sono state davvero eterogenee: c’è chi si è allineato al generalizzato apprezzamento per Red Dead Redemption, chi ha premiato la formula atipica di Heavy Rain o quella forse più spiazzante di Metroid: Other M. Altri hanno giocato in difesa innalzando la propria copia di Call of Duty: Black Ops. La varietà, insomma, non è mancata, ma anche scivoloni progettuali e compromessi trasversali che al giorno d’ oggi dovrebbero semplicemente non esistere.

Quel che intendo dire è che a fronte di una qualità apparentemente superiore, elementi come la pulizia del codice e la completezza dei prodotti non possono più passare in secondo piano, non in uno scenario in cui (a) le console attualmente sul mercato son destinate ad avere un ciclo vitale più prolungato della norma, (b) il prezzo al dettaglio del software tende a salire e (c) il mercato digitale comincia ad intaccare significativamente gli introiti del pacchettizzato. I tagli dei produttori in fase di planning e testing vengono costantemente ripagati dai consumatori nella forma di patch e DLC, col risultato di scoraggiare le vendite al day one in un momento nel quale l’ introito immediato dovrebbe essere cruciale.

Alla luce di ciò, un insegnamento che conserverò nella mia valigia di giocatore sarà quello di rispettare maggiormente i miei guadagni fin quando chi crea videogiochi non dimostrerà di fare altrettanto, inseguendo un concetto di qualità più completo ed onesto. Spero di non essere il solo.

Sul piano dei giochi, mi limito ad una veloce carrellata veloce su ciò che ho apprezzato maggiormente: Heavy Rain, Castlevania: Lords of Shadow, MGS Peace Walker, Super Street Fighter IV, Valkyria Chronicles II, Robot Unicorn Attack, Digital: A Love Story, Ninja Senki. Menzione a parte per uno tra i giochi più sottovalutati dell’ anno (anche da Inside the Game), ossia Amnesia: The Dark Descent. In una generazione che ha completamente aberrato la definizione di “survival horror”, la terrificante integrità di questa creazione Frictional Games per PC, Linux e Mac non può né deve passare inosservata. Per questa ragione, oltre che per i modesti requisiti di sistema, ci impegnamo a recensirlo quanto prima.

2) Cosa non vorresti vedere più in un videogioco nel 2011?

La malaprogrammazione (ammirate l’ eleganza di questo termine tecnico), i reboot, le trame stupide perchè “tanto si tratta di un videogioco, cosa gliene frega alla gente?”.

3) Senza dirci un gioco in particolare, guidaci a quello che per te sarà il momento più esaltante del 2011

Quello in cui arriverà un’ avventura grafica completamente inattesa e talmente rivoluzionaria da poter guardare dall’ alto in basso l’ intera produzione ludica odierna, e senza dover sparare un colpo d’ arma da fuoco. Pensavo che tra Heavy Rain e Linger in Shadows ci fossero già ottimi suggerimenti in quella direzione, ma alle volte gli sviluppatori sembrano avere una spiccata allergia alle idee grandiose. O magari vogliono tenersele in caldo per un’ altra decina d’ anni, dato che la creatività è ormai merce rara. Pensate, potrei reiterare questa risposta da qui al 2020: questa si chiama ottimizzazione.

4) Tra tutto ciò che è capitato in quest’anno, c’è una cosa che vorresti fosse successa in un videogioco e NON nella realtà?

Mmmm… Sinceramente no. Se non altro, perchè nella realtà son successe cose talmente aberranti e tristi da non migliorare affatto attraverso il filtro del videogioco, anzi. Mi vien da pensare a quanto spesso ho desiderato che il videogioco diventasse un’ “oasi del contrario”, piuttosto che impantanarsi in riproduzioni della realtà destinate a creare le solite controversie, i soliti malumori: in quanto mezzo comunicativo (o incomunicativo, a seconda delle implementazioni), esso ha il potenziale di sottrarsi a questo circolo vizioso in qualsiasi momento. Di conseguenza, penso sia meglio lasciare alla realtà le sue brutture, ed al videogioco qualcosa di più positivo, artistico, costruttivo.

5) Scheletro nell’armadio … Il gioco importante che non hai mai giocato e che ti riprometti almeno di provare del 2011.

Che io sia dannato, Limbo. Ho visto e sentito parlare così tanto - e così tanto bene! – di questo titolo che mi sembra inconcepibile non sia giunto su altre piattaforme. Stesso discorso per Fluidity. Non vedo l’ ora che i relativi accordi di esclusività scadano…     

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10 Di risposte a “Inside the Game intervista se stesso: 2010 e 2011 secondo Strider Hiryu”

  1. Fucktotum scrive:

    Ghost in the Shell… j’adore :D

  2. Master of Disguise scrive:

    Togliete Evangelion o devo santificare ITG dalla sua presenza! XD

  3. Alucard scrive:

    Togliete il commento di Master o dovrò evirarlo. XD

  4. Marco "Strider Hiryu" Tinè scrive:

    Kudos a chi mi indovina il primo senza barare (ossia facendo passare il puntatore del mouse sull’ immagine).

  5. Master of Disguise scrive:

    @Strider: Conosco fin troppo bene Amano per non saperlo ;)

    @Alu: NGE non è brutto, è LAMMERDA!! Un concentrato di idee (buone) perse e disperse in 26 episodi, 2 film inutili e in un finale in cui Asuka riassume la cazzata di Anno, ovvero…

    “Che Schifo…”

    XD

  6. Dado Dido scrive:

    Molto bene allora: chiamo a raccolta tutti i fan di Eva per una retata a casa di Master.

    @master: potresti gentilmente darci il tuo indirizzo?

  7. Master of Disguise scrive:

    Certo

    123 Via Fasulla, Repubblica di Fancu**, Vergate sul Membro, Svervegia.

    Vi aspetto. XD

  8. Dado Dido scrive:

    Aspetta che imposto il navigatore satellitare…

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