Castlevania Lords of Shadow e il difficile tema del “plagio” nei videogiochi

Castlevania Lords of Shadow e il difficile tema del “plagio” nei videogiochi

Stavo giocando a Castlevania Lords of Shadow, venerdì. Come al solito, dato il mio tempo limitato, arrivo un po’ “tardi” sulle uscite. Si è seduta sul mio fantastico divanone la mia splendida mogliettina che, ogni tanto, si mette a guardami mentre gioco. La diverte, spesso, anche se dipende dal videogioco: ad esempio è una fan di God of War serie per la quale mi ha vietato di giocare da solo! Doveva esserci lei ad assistermi durante tutte le imprese del buon (si fa per dire) Kratos. Odia invece vedermi giocare a FPS o a titoli come Fallout: da questi e altri indizi ho capito quando un videogioco è bello anche da osservare e quando no. Dipende tutto da quanto è ripetitivo nei fondali, nei paesaggi e nelle meccaniche (non tanto nelle azioni: tanto tutti i videogames sono ripetitivi in ciò che bisogna fare!) e ovviamente dalla quantità di filmati ispirati e interessanti ;)

Insomma commentava Lords of Shadow, di cui potete leggere la recensione ad opera di Pierpaolo Rainaldi al seguente link Eu Sunt Dracul, e innocentemente mi fa “Certo bello questo gioco… però è proprio uguale a Kratos: c’è la frusta, l’energia che si riprende dalle fontane, le combo ecc. Ma non li hanno citati per plagio?”

Ovviamente io sono subito scattato a difendere l’opera Mercury Steam cercando di spiegarle che fondamentalmente non può assolutamente essere definito plagio, alla fine è solo un genere videoludico, cioè quello degli action di mazzate che ormai somigliano tutti al buon God of War che, a sua volta, non è altro che una edizione americana di Devil May Cry, o sbaglio? Lasciando perdere le definizioni, secondo la teoria di mia moglie, alla fine tutti questi videogiochi sarebbero “un plagio” di GOW (pensate a Dante’s Inferno che ha pure l’energia blu e quella verde…). Quindi insomma, ho scosso la testa fortemente e al grido di “non hai capito niente” l’ho mandata a stirare (questa parte del racconto è assolutamente falsa, anche perchè sennò non mi ritroverei qui a scrivere: avrei un braccio rotto).

Ho continuato a mietere licantropi al titolo Mercury Steam / Kojima Production per un bel pezzo da solo e mi sono imbattuto nel primo Titano. “Wow, che figata, un mostrone enorme da sconfiggere; datemi i poteri magici che gli spacco il ….”.

Prendo con la frusta il sasso che il mostrone mi tira addosso, glielo ritiro, lui si inginocchia, io mi comincio ad arrampicare sul suo enorme corpo come se fosse una montagna mentre il fondale scorre intorno a noi. Ogni tanto il titano, che poi è un po’ un “Colosso”, cerca di sgrullarsi di dosso il nostro amico Gabriel, protagonista del gioco: in quel momento devo tenere premuto un tasto per evitare di essere sbattuto a terra e ricominciare la scalata da capo. Arrivo finalmente ad un punto del suo corpo di un colore diverso, un punto vitale, e comincio a riempirlo di crociate (l’arma principale è una croce trasformabile: non vedo l’ora che venga prodotta in serie!): bum, bum, bum… “crepa bastardo”. Il punto vitale si spegne e via con la scalata verso il prossimo, bum, bum bum ecc ecc.

Ora, la mia domanda a voi è questa: se io ho spiegato a mia moglie che non basta una frusta e un tipo di gioco a fare un “plagio”, sono stato o no fortunato ad aver giocato questa parte di titolo da solo e non in sua compagnia? Così come me, lei è un amante fino al midollo del mitico, Shadow of The Colossus, dove il protagonista deve salire su alcuni colossi enormi, scalarli come se fossero montagne e poi colpire alcuni punti vitali in serie prima di sconfiggerli.

Quando ho visto la scena, IDENTICA, in Lords of Shadow, ho davvero pensato: “Ma questo è plagio!!!!”. Davvero ragazzi, non vi mento, al di là della grafica, ambientazione, personaggio principale, trama ecc… è davvero identico il sistema di gioco tra i due titoli in questa fase fino addirittura al dover tenere premuto lo stesso tasto per rimanere attaccati! La differenza sostanziale è che almeno in SOTC c’era la stanchezza del protagonista e non si poteva rimanere attaccati in eterno! Mercury Steam, quindi, non ha avuto la decenza di inventarsi qualcosa di leggermente diverso ha proprio preso un sistema già inventato, sperimentato e portato al successo in un altro titolo e l’ha inserito nel suo!!!

Il tema, come scritto nel titolo, è difficile, me ne rendo conto.

Quale è però la differenza tra il “genere”, che non sottende mai un plagio, ovviamente, e lo scopiazzamento di un’idea bello e buono? Esiste, soprattutto, questa differenza? Riesco a vederla sempre in maniera limpida nel cinema, nella musica, nei fumetti: perchè nei videogiochi invece mi risulta così difficile?

Mi aiutate con la questione plz commentando?

Nei video, sopra, le due sezioni dei rispettivi giochi incriminate…

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12 Di risposte a “Castlevania Lords of Shadow e il difficile tema del “plagio” nei videogiochi”

  1. Un consiglio? Vai avanti nel gioco: gli scontri con i titani sono rarissimi (due), il resto, per ambientazione, nemici, infinità di combo (per una volta davvero utili, mentre in molti action servono solo a fare numero), colonna sonora e tutta una serie di chicchette (partite a scacchi, enigmi, boss) ha tutto tranne che del plagio. Questo nel caso specifico di LoS, ma il tema in generale è molto interessante e tutt’altro che banale. Credo che ormai il mondo videoludico sia inflazionato e affollato, di giochi ma non di idee e questa sia una tendenza fisiologica. Tranne poi quei rari casi che ti stupiscono e stravolgono il tuo modo di giocare e/o intendere un genere. ;)

  2. NO spe Dex… mica ho scritto “plagio = schifo” :) Io il consiglio già lo sto seguendo e il gioco mi sta anche piacendo (trama, ambientazione e personaggi fenomenali, gameplay un po’ meno…)… mi facevo solo quessta domanda: gli scontri con i colossi non possono essere considerati, davvero, un plagio??? O sono un omaggio? O sono… solamente “somiglianti”?

    • Dollmasterz scrive:

      sono palesemente copiati…ma come ha scritto dex gli scontri sono solo 2…..a me ha dato un po’ l’idea che ad un certo punto mercury steam si sia resa conto e abbia smesso di inserire titani nel gioco….sono entrambi nella prima parte dlla trama e poi non si vedono più!

  3. Dexter scrive:

    E io non ho detto che tu abbia scritto plagio=schifo da nessuna parte. :D

    Comunque, non credo siano un omaggio, ma si proprio una scopiazzatura. Così come quelli di SoTC lo sono di alcuni boss di Symphony of The Night, con le dovute differenze per il passaggio dal 2D al 3D. ;)

  4. BlackSilver scrive:

    Lo spunto di riflessione mi sembra ottimo e molte volte mi sono chiesto dove sta il confine di tali sfere. Dove è plagio e dove è “ispirazione” ? Ormai sono pochi i casi come Dreamkiller dove il plagio è così evidente che anche il background dei programmatori lo provava (creatori di quella cazzatella banale di Painkiller: Overdose). Sinceramente non ne vedo troppo il difetto se l’elemento è ben implementato nel titolo e risulta coerente nel contesto. Ma per usare una delle mie citazioni preferiti: “Copiare da uno è plagio, copiare da molti è ricerca”…viviamo in un mondo culturale dove il 90% delle produzioni sono concetti ri-editi, ri-visti, contaminati, ri-presi, ri-utilizzati…cosa è veramente definibile “originale” ? Anche Shadow of the Colossus ha delle basi culturali che ha ben studiare non sono originali nel senso classico del termine, ma ha saputo reinventarle all’interno di un prodotto che è realmente originale (per non dire un capolavoro del genere videoludico). Insomma potremmo anche dire che la telecinesi di Bioshock non è che la versione plasmidica della Gravity Gun di Half-Life 2…ma ha davvero senso porsi questi dilemmi ? Forse.

  5. inskin scrive:

    Credo che la questione sia duplice: da un lato SotC è stato incredibilmente seminale, influenzando moltissimi titoli usciti dopo (persino Mario Galaxy!), dall’altro il discorso del plagio nei VG è sempre stato piuttosto difficile da applicare.
    Storicamente si è potuto veramente parlare di plagio -e agire legalmente di conseguenza- soltanto quando si trattava delle copie spudorate o quasi (The Great Giana Sisters) che si vendevano in edicola all’epoca del C64, per il resto è piuttosto difficile riuscire a dimostrare un furto d’idee da un videogioco anche quando, come in questo caso, è palese.
    Questo perchè un gioco ha troppe componenti.
    Sarebbe come cercare le inquadrature di Kubrick in tutti i film moderni: ci sono, le percepiamo, ma è comunque una citazione e non un plagio, perchè sono sempre in numero contenuto e perchè è difficilissimo dimostrare legalmente la proprietà di un’inquadratura, così come di un aspetto di gameplay.

  6. Master of Disguise scrive:

    Diciamo che son 3 gli scontri, visto che il terzo è di per se uguale ai primi 2…

  7. Ripeto, non sto criticando il gioco, volevo solo lanciare degli spunti di discussione :)

    E, sugli stessi, ovviamente inskin ha colto nel segno ed ha messo la parola fine, probabilmente, alle restanti digressioni! :)

    Almeno io, dalle sue parole, mi sono fatto un’idea precisa di cosa potrebbe significare plagio nei videogiochi (Great Giana Sisters). Il resto è comunque “ispirarsi” o addirittura “citare”. Quindi viva Castlevania e i suoi signori delle ombre! ;)

  8. Alucard scrive:

    Direi che possiamo definire in senso negativo “plagio” quando “l’ ispirazione” non porta a buoni risultati. Se il gioco è un clone ben fatto, tutto sommato possiamo stare col cuore in pace. Se c’ è da far casino lo faranno i legali dei plagiati. :)

  9. Redwind scrive:

    Io concordo in parte con tua moglie, ovvero si scopiezzatura (God of War e Shadow of The Colossus ), ma parziale e con qualche chicca, fermo restando che è comunque un ottimo titolo.!!

  10. MrBlack1982 scrive:

    La difficoltà credo che risieda nella stessa componente interattiva: personalmente quando gioco sono così preso dall’azione, da quello che succede a schermo, dalla strategia da adottare per battere il nemico di turno e dalla combinazione di tasti da premere che non sto tanto a pensare a questo genere di problematiche, anche se sul momento le percepisco e le riconosco.
    Solo in un secondo momento, a mente fredda, dopo aver spento la console, magari la notte prima di addormentarmi o quando sono seduto sul cesso, riesco ad analizzare compiutamente quello che ho visto e ad esercitare quello spirito critico che non dovrebbe mai mancare in nessun videogiocatore degno di tal nome.
    Anche io, giocando al nuovo Castlevania, ho naturalmente riconosciuto le meccaniche tipiche del genere (diciamo che l’ho comprato apposta! :D), ma ho anche percepito l’ “omaggio” a Shadow of the Colossus (capolavoro di ben altra caratura rispetto al nuovo Castlevania) e personalmente non mi ha dato così fastidio, forse perchè quel genere di gameplay veniva utilizzato solo in una particolare sequenza del gioco o forse perchè SotC approfondiva quel tipo di gameplay in maniera totale e aveva alle sue spalle una storia poetica e struggente che rappresenta ancora oggi, secondo me, un faro verso il quale la narrazione interattiva dovrebbe puntare senza esitazioni.
    Questa è la mia esperienza in materia, forse anche per te e per altri funziona così.

  11. michele scrive:

    mi potete aiutare mi sono bloccato contro il titanio di pietra.
    Come posso fare a prendere quel oggetto che sembra un diamante allungato.ho la ps3 quale pulsante devo premere per prendere il “diamante”

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