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[Recensione] Inazuma Eleven: il calcio fa bene alle ossa..

Inazuma Eleven

  • Piattaforma: Nintendo DS
  • Publisher: Nintendo
  • Software House: Level-5
  • [Recensione] Inazuma Eleven: il calcio fa bene alle ossa..

    .. E a volte anche al cuore! Soprattutto se a battere il calcio di inizio è la squadra messa su dai ragazzi di Level-5. Un calcio di inizio che noi giocatori Europei abbiamo dovuto attendere per più di due anni: già nel 2008 i nostri amici dagli occhi a mandorla misero le proprie pacioccose manine sul primo capitolo della serie Inazuma Eleven, invidiati da quasi tutta la redazione di Inside The Game e da buona parte dell’utenza ludica Occidentale.

    Complice il successo dell’anime (vi avverto, se ci tenete alla salute mentale non guardatelo! :D ), il GDR a sfondo calcistico dai creatori di Dark Cloud e Layton, è realtà anche nel Bel Paese e per di più interamente doppiato nella lingua di Dante. Un forte incentivo per gli amanti della serie animata, mentre i puristi non potranno che inorridire di fronte ai nomi alterati dei protagonisti e alla scellerata fantasia dei traduttori per quanto riguarda i colpi speciali dei nostri piccoli calciatori.

    Facciamo però un doveroso passo indietro, per tutti coloro che non abbiano mai sentito parlare di questa saga. Inazuma Eleven, seppur ne condivida il tema centrale, non ha nulla a che spartire con titoli del calibro di PES o FIFA. Inazuma non è nient’altro che un gioco di ruolo fortemente Jappo-Style, senza alcuna pretesa simulativa: il calcio funge da colonna portante, ma è molto più simile a quello reso celebre da Holly e Benji, tra azioni e tecniche segrete degne del miglior funambulo. Tranquilli però, il campo di gioco può essere attraversato in meno di 4 giorni, a differenza di quelli, chilometrici, a cui Capitan Tsubasa ci ha abituati. ;)

    Calcio, amore e fantasia!

    Come nel più classico dei JRPG, anche la storia di Inazuma Eleven inizia e matura con la realizzazione di un sogno, dai contorni molto più grandi di quanto il nostro sguardo inesperto possa inizialmente abbracciare. Mark, protagonista e capitano del club di calcio dell’Istituto scolastico Raimon, sogna infatti di vincere il leggendario torneo Football Frontier, un’impresa ardua per una piccola e demotivata squadra, nella quale spiccano però alcuni talenti inespressi. In accordo con i classici del genere ruolistico, anche il titolo Level-5 si divide in due grandi sessioni di gioco, una esplorativa e di massiccio backtracking, ed una dedicata agli scontri, in cui è proprio il calcio a farla da padrone. In questa seconda fase ci ritroveremo ad affrontare vere e proprie partite o anche delle più semplici sfide, che avranno luogo tra team composti da quattro elementi e non necessariamente sul terreno di gioco. Unico requisito per superare queste prove, che andranno a coinvolgere quasi tutte le ambientazioni proposte, è quello di soddisfare obiettivi specifici. Queste fasi, che io ho trovato addirittura più divertenti della già adrenaliniche partite (su, provate a non sorridere di fronte ad una barriera composta da enormi lottatori di sumo! :D ), rappresentano quindi i tipici incontri casuali dei JRPG più classici e ci consentiranno di guadagnare esperienza, utili oggetti e punti entusiasmo (i punti abilità del gioco), che potremo poi utilizzare per potenziare la nostra squadra, apprendere nuove tecniche o, in zone specifiche, curare il team. Passando poi ai match “ufficiali”, questi coinvolgeranno due squadre composte dai canonici 11 elementi, tutte fortemente differenziate per valori, dall’attacco, alla difesa e alle abilità speciali.

    Ce l’ho, ce l’ho, mi manca!

    A donare un pelo di strategia agli scontri, contribuisce  un basilare sistema di affinità elementali. Come ci hanno abituato i vari Final Fantasy e Dragon Quest, ogni calciatore viene qui associato ad uno degli elementi tra fuoco, vento, albero e montagna, che si ”incastrano” tra loro con un meccanismo molto simile a quello della morra cinese, costringendo il giocatore a studiare la formazione adatta per fronteggiare la squadra avversaria, limitare l’utilizzo di oggetti di recupero e massimizzare il rendimento del proprio equipaggiamento. Molto azzeccata è poi l’implementazione del pennino per disegnare la traiettoria dei personaggi, gli schemi difensivi e le azioni per tentare di andare a rete: solo in caso di scontro diretto tra due avversari passeremo alla fase strettamente ruolistica, in cui si fa fondamentale la scelta del tipo di tecnica da utilizzare.

    C’è da dire che una volta metabolizzate le dinamiche relative agli scontri, questi si faranno via via più abbordabili, mostrando il fianco all’unica critica importante che mi sento di muovere al gioco: l’eccessiva semplicità per i giocatori più navigati ed esperti nel genere. Insomma, gli scontri andranno sicuramente, con il passare delle ore, a perdere parte dello smalto iniziale e a farsi piuttosto ripetitivi, un difetto, però, ricorrente in quasi tutti i giochi di ruolo made in Japan e qui stemperato dalla grandissima quantità di personaggi reclutabili nella nostra squadra (ce ne sono addirittura 1000, in puro stile Pokemon!).

    Conoscendomi, immaginerete che Inazuma Eleven rappresenti per me una sorta di Nirvana videoludico. C’è il calcio, mia antica passione, ed è un JRPG, mio genere d’elezione! Un’equazione che fa rima con un unico monito: l’ultima fatica Level-5 è un titolo da avere assolutamente, degno capostipite di una saga di cui ci auguriamo di vedere presto gli altri due capitoli già rilasciati in Nippolandia e, soprattutto, il già annunciato episodio per Nintendo Wii! ;)

    Inside The Game

    • Grafica super deformed di alto livello
    • Trama sempre interessante
    • Ambientazione originale
    • La fine di una lunga attesa!

    Outside The Game

    • Alcune forzature in fase di traduzione
    • Piuttosto semplice per gli appassionati di GDR
    Voto:

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    4 Di risposte a “[Recensione] Inazuma Eleven: il calcio fa bene alle ossa..”

    1. Pablus scrive:

      Lo prenderò quasi certamente, post Ghost Trick.
      Tra k’altro il gioco sta vendendo assai bene in Italia.

    2. @NtonIo scrive:

      Sarà la visuale a volo d’uccello (che tanto mi ricorda vecchie glorie il cui eco penso, e spero, non verrà mai sopito, come Sensible Soccer), sarà un mix tanto inusuale quanto riuscito (come quello tra j-RPG e calcio), ma questo Inazuma Eleven mi ha fatto tornare la voglia di stare appresso a un gioco di pallone.

      Sì perché, checché se ne dica, questo è anche un gioco di calcio. E’ difficile scardinare certi schemi, con annessi preconcetti, ma nonostante non tolleri un paragone con titoli come PES o FIFA, ritengo sia del tutto inesatto sostenere il contrario.

      Questo gioco di meriti ne ha parecchi, e non servono chissà quante ore per rendersene conto. A lungo andare emergono anche alcuni difetti, è chiaro, ma trattasi di roba che definire “fisiologica” è quasi un eufemismo. Chi se la sente, si faccia pure un giro quindi… specie chi sostiene che i j-RPG siano in fase di decadenza. Ancora aspetto argomenti validi a supporto di questa tesi, al di là delle solite citazioni.

      C’è gente che gioca a un titolo di ruolo giapponese e, deluso e insoddisfatto da quel medesimo titolo, getta sentenze sul genere tutto. Ecco, Inazuma Eleven dimostra che certi discorsi non possono attecchire. Se è vero che una rondine non fa primavera, è altrettanto vero che alcune foglie adagiate al suolo non fanno inverno.

    3. Hizaki scrive:

      Almeno il titolo è rimasto uguale, invece che un più italiano Quel birbone di Inazuma…Mah, quando verrà il tempo, lo prenderò USA.

    4. Che schifo il titolo in inglese… io volevo “Parapiglia tra gli endeca-inazumi”
      Oppure “Che gaglioffi gli inazuma decimoprimi!”

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