Considerati il fervore sollevato ed i numeri che Minecraft sta facendo prima ancora della sua uscita ufficiale, ed il successo di vendite che finalmente ha graziato MediaMolecule con LittleBIGPlanet 2, mi sembra il momento buono per riproporvi un pezzo scritto nel Settembre 2009 per BlogMagazine nr.6 che, in un certo qual modo, preannunciava la situazione attuale. Buona lettura!
inskindamus
Se l’attuale, settima generazione di console ha un merito, è quello di aver mischiato le carte in tavola.
Fra ritorni inattesi e clamorose débâcle la guerra, combattuta a forza di alta definizione, downloadable content, wi-fi, multiplayer online, motion sensing, bluray e quant’altro ha però trovato la sua vittima sacrificale e predestinata nel videogioco su PC, che sta attraversando una crisi profonda.
Le scarse vendite, nonostante il prezzo sensibilmente più basso delle versioni per personal computer, sono ormai all’ordine del giorno e col senno di poi è facile intravedere una certa ineluttabilità in questo calo. I problemi storici della piattaforma in questione sono diventati infatti dei macigni: la pirateria, forte di una diffusione ormai capillare dei software di condivisione e aiutata da maldestri sistemi di protezione dei prodotti originali, è florida come forse mai prima d’ora, mentre la corsa all’harware più aggiornato e performante ha ormai sfiancato anche il geek più integerrimo.
Il quadro è ancora peggiore se poi lo si confronta con l’altra metà del cielo, ovvero l’ambito console: la pirateria è al minimo storico grazie a supporti proprietari e controlli online efficaci e trasparenti, e la maggior redditività che ne consegue le ha fatte diventare l’hardware di riferimento per i giochi in sviluppo, rendendo i PC da gioco inutilmente sovrapotenziati per qualunque titolo multi-piattaforma. La situazione è ormai talmente compromessa che anche generi tipici del videogame su PC, come FPS e RTS, stanno traslocando sempre più velocemente e ormai c’è una vera e propria gara a chi rilascerà il primo MMORPG di successo su console, unica vera mossa in grado di impensierire Blizzard ed il dominio assoluto del suo World of Warcraft.
L’ultimo chiodo su questa bara mezza chiusa infine l’hanno piantato i negozi online, di cui ormai ogni console sul mercato si è fornita, nel dichiarato tentativo di penetrare quella nicchia di giochi piccoli e a basso prezzo per i quali fino a pochi anni fa il computer era l’unica alternativa possibile.
Fatto il punto sulle evidenti difficoltà in cui impreversa, non bisogna però commettere l’errore di dare il PC per spacciato. Il computer conserva infatti la sua unica e peculiare capacità di dare vita all’immaginazione di chiunque abbia a sua disposizione un’idea, una tastiera ed un mouse.
Innanzi tutto bisogna ricordare che a prescindere da tutto, il videogioco nasce sempre e comunque su personal computer, dove vengono programmati anche i titoli per console; una puntualizzazione forse scontata, ma che definisce un rapporto di discendenza e dipendenza univoco e impossibile da sciogliere, che pone due universi apparentemente in lotta su due piani in realtà molto differenti.
In secondo luogo, nonostante le seducenti possibilità di guadagno, il PC resterà la vetrina privilegiata della scena indipendente, per la sua incomparabile diffusione e per la semplicità con cui chiunque può non solo mostrare al mondo il proprio lavoro, magari anche in modo gratuito, ma anche condividere esperienze, problemi, soluzioni.
Infine bisogna considerare che le console, per loro stessa natura, si rivolgono tendenzialmente ad un pubblico “passivo”, privo cioè di quel guizzo che caratterizza invece una certa parte della utenza PC, che pur senza volersi addentrare nei meandri della programmazione, non disdegna di dare libero sfogo alla propria creatività modificando, espandendo, personalizzando e prolungando la vita dei giochi che acquista, come prova la sterminata schiera di mods e di comunità ad essi dedicate presenti in rete per praticamente ogni titolo in commercio.
L’evoluzione di quest’ultimo concetto è forse il risvolto più interessante dell’intera questione, in quanto ci concede uno sguardo su uno dei molti futuri possibili del videogame.
Fondando il gameplay sulla possibilità di creare e modificare, grazie all’implementazione di tools ed editor in-game, è nata infatti una nuova tipologia di giochi che dona all’utente un ruolo finalmente attivo e creativo, delegandogli nel contempo il compito di generare da sé il proprio divertimento.
Giochi come Crayon Physics Deluxe e Spore ci mostrano la portata di questa piccola rivoluzione, importante ed impegnativa perchè richiede di modificare pesantemente l’impostazione mentale tanto dei game designer quanto dei giocatori.
Impostazione che si è già rivelata molto più ardua da cambiare su console (vedi gli insuccessi dei pur ottimi LittleBIGPlanet e Banjo-Kazooie: Viti & Bulloni) e che vedrà nel pur scomodo e poco accogliente PC il suo alfiere, ancora una volta grazie alla sua capacità unica di assecondare la creatività a tutti i livelli.




Una risposta a “La crisi del videogame su PC: la creatività ci salverà.”
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