Ritorno alle origini: i 10 migliori giochi per Megadrive da (ri)scoprire [top 10]

Ritorno alle origini: i 10 migliori giochi per Megadrive da (ri)scoprire [top 10]

Più o meno un anno fa vi abbiamo proposto una piccola guida sui migliori giochi del NES da riscoprire, fermamente convinti di alcuni aspetti: le console della nostra infanzia sono le fondamenta su cui sono edificate, anche se con molte più contraddizioni, quelle di oggi; dagli anni ’80 e ’90 arriva la stragrande maggioranza dei concetti ludici ancora in voga; le nuove leve di videogiocatori conoscono Mario e Zelda, Sonic e Final Fight ma magari hanno perso traccia di altri titoli di grande valore, apprezzati al tempo ma privati di sequel aggiornati e quindi di nuova linfa.

Lungi da me tentare di scippare la palma di Indiana Jones del videogioco alla nostra istituzione sul tema, il caro Mossgarden, vi presento stavolta 10 giochi per Sega Megadrive che hanno due importanti caratteristiche: sono gioiellini da riscoprire e sono più o meno tutti reperibili sui vari canali di digital delivery per Wii, Xbox 360 e PS3. Solo un paio potrebbero sfuggire alle nuove macchine da gioco per problemi di localizzazione, ma per questi casi specifici non dovreste avere problemi sui canali non proprio convenzionali. Ultimo, ma non meno importante, sono stati intenzionalmente escluse le conversioni di titoli arcade, che rappresentavano i fiori all’occhiello del Megadrive.

Replico quindi l’avvertenza per i distratti: la lista NON contiene i migliori giochi in senso assoluto, è semplicemente frutto di una scelta nostalgica e personale, a cui potete sentirvi liberi di aggiungere le vostre indicazioni.

The Amazing Spider Man vs The Kingpin

Negli anni d’oro in cui un videogioco tratto da un altro media era solitamente una schifezza orrenda, quello noto al pubblico semplicemente come “Spider Man” manteneva una certa dignità complessiva nonostante molti limiti evidenti. Picchiaduro a scorrimento con troppe poche mosse per essere vero, era un imperdibile momento di goduria per tutti quei lettori che stavano scoprendo l’arte di Todd McFarlane sui fumetti e volevano vedere replicate sulle proprie tv quelle storie tanto avvincenti. Con la scusa della solita bomba piazzata da Kingpin e dell’ancor più abusato rapimento di Mary Jane, partiva quindi una vera e propria caccia all’uomo (ragno…), costretto ad affrontare in scontri epici alcuni dei suoi più noti avversari. Proprio gli scontri con l’Uomo Sabbia, Venom, Lizard o Dock Ock erano la parte migliore del titolo: per sconfiggerli tutti era abbastanza utile conoscerne le debolezze specifiche imparate dai fumetti, chiudendo con stile un interessante percorso multimediale.

Eternal Champions

Il grande trend nei videogiochi degli anni ’90 era inevitabilmente legato a un capolavoro colossale, Street Fighter 2. Qualsiasi macchina da gioco e praticamente ogni software house tentarono il colpaccio in stile Capcom, facendo fiorire picchiaduro a incontri caratterizzati da cast di lottatori sempre più improbabili. Eternal Champions si inserisce in questo contesto e, nonostante si sia guadagnato persino un successore, non era di certo un capolavoro. Aveva però tanta fantasia nel motore, che ha dato modo ai suoi creatori di sbizzarrirsi, complice anche la trama base che prevedeva gli scontri tra guerrieri etorogenei provenienti da epoche diverse. Ecco quindi tra gli altri un uomo delle caverne, un uomo pesce, una ninja, un mago e un lottatore di kickboxe venuto dal futuro.  Mutuando un desiderio di pixellosa violenza dall’altro peso massimo del genere, Mortal Kombat, Eternal Champions mostrava il meglio di sè con le fantasiose e bizzarre overkills (potete ammirarle nel video allegato): sostanzialmente si trattava di fatality che chiudevano gli scontri con bizzarrie di ogni tipo e rispondevano anzichè a una combinazione di tasti al lancio dell’avversario in un punto esatto dei vari stage.

Biohazard Battle

Altro gioco, altro trend: i figli di R Type, Gradius e chissà quanti altri continuano a farsi rispettare anche in questo decennio, con prodotti eccelsi come Thunder Force e qualche gioco in teoria minore ma in pratica pieno di sorprese. Esattamente il caso di Biohazard Battle, che mette in scena la più classica delle battaglie senza speranza contro una minaccia tecno organica dandoci la possibilità di combattere il fuoco col fuoco. Anche la nostra navetta, selezionabile tra 4, è in realtò una bio-nave e questo, unito alle mostruosità che a getto continuo infestavano gli stage dava un tenore molto particolare a questa nuova battaglia. Armi primarie e secondarie, percorsi di upgrade diversi da nave a nave e un’eccellente colonna sonora completano il quadro su un gioiellino mai considerato abbastanza nel pazzo mondo.

Dungeons & Dragons: Warriors of the Eternal Sun

Questo è un gioco di ruolo che non andrebbe incluso nella lista. Di fatto, ha pochi motivi per essere considerato anche solo “un buon GdR”. Ha un pregio enorme però a livello generale e decine di motivi personalissimi per cui, nonostante tutto il male che mi ha fatto, lo amo ancora. Il pregio assoluto è il fatto di essere un gioco ufficiale di Advanced Dungeons & Dragons, merce più che rara sulle console del tempo (a memoria mia, notoriamente fallace, risulta solo AD&D: Heroes of the Lance per Master System e NES). Questo comportava credibilità fantasy, un ossimoro fondamentale per un videogioco di successo, e tutto il bagaglio di magie, abilità e regole perfettamente replicato. Dalla creazione del party, assolutamente libera e non limitata nemmeno nelle classi-razze (che poteva portare a un gruppo di soli chierici umani o guerrieri elfi), dalla trama avvincente e dalla comparsa finale di un’entità Cthuloide emerge un gioco in ogni caso efficace, che ha dato ampio godimento a me e a tanti amici soprattutto perchè… era veramente difficile. Potrei portare almeno due attendibili testimoni, entrambi master cartaceo di livello, pronti a perorare la causa che non trovando una singola porta segreta in uno ziqqurat non era possibile completare il gioco. Una follia vera, ma l’essenza ruolistica scorreva potente in Warriors of the Eternal Sun.

Shining in the Darkness

Restiamo sul fronte giochi di ruolo per parlare di un titolo che al tempo era pubblicizzato solo da chi la sapeva lunga. Per veste grafica, intensità ed esperienza ruolistica, Shining in the Darkness non aveva molti rivali. Probabilmente era complesso o quantomeno troppo diverso dai titoli che andavano per la maggiore al tempo. Da un lato infatti la visuale soggettiva non poteva che richiamare alla mente la gloria di Eye of the Beyolder, fusa però con i combattimenti a turni tipici dei GdR orientali. Insomma, perchè giocare a questo strano mix quando posso gustarmi un paio di Phantasy Star eccezionali? Perchè è qui che nasce Shining Force anzitutto. Ma soprattutto perchè dava la possibilità di gettarsi in un mondo fantasy del tutto nuovo, visto da una prospettiva diversa e con una maggiore attenzione ad ambientazione e personaggi.

Alisia Dragoon

Alisia Dragoon non era molto differente da uno sparatutto con astronavi qualsiasi tra quelli citati sopra. Solo che anzichè un’astronavina, protagonista era quel gnocchino di Alisia. I suoi pod per migliorare lo sparo erano i suoi amici mostri, di quattro tipi diversi intercambiabili in ogni momento. Per il resto, scosse elettriche senza pietà per tutti i nemici che mostravano un millimetro del loro corpo e una serie di livelli che solo in senso molto lato possiamo considerare platform.
Allo sviluppo ha collaborato lo studio di animazione Gainax, che molti anni più tardi ci avrebbe dato Neon Genesis Evangelion e tanti altri anime di livello, incaricata del design generale di mostri e livelli e di creare la cover del gioco. Purtroppo per la versione occidentale questa fu cambiata con la solita illustrazione alla Boris Valleyo, che svilisce anche un po’ una peculiarità fondamentale di Alisia Dragoon: molto prima di Lara Croft infatti abbiamo un’eroina che senza alcun aiuto maschile (mostricini a parte) si imbarca in una missione senza speranza e ne esce vittoriosa, alla faccia della Principessa Peach.

Quackshot

Quackshot è solo un piccolo esempio dell’intera categoria dei giochi Disney su Megadrive, che meriterebbero un articolo a sè. Castle of Illusion e World of Illusion furono due gioeilli, ma il gioco di Paperino puntava leggermente meno sul platform puro per aggiungere un filino di backtracking, necessario per completare il gioco una volta acquisiti determinati power up. Armato di spara-sturalavandini e del suo “coraggio”, il noto papero si imbarca in una ricerca che omaggia Indiana Jones e il cinema d’avventura in senso stretto.
Indimenticabile il peperoncino rosso, che trasformava il nostro eroe in una versione invulnerabile e furibonda, perfetta per eliminare ogni avversario. Impegnativo e non lunghissimo, al tempo era considerato graficamente sontuoso.

Toe Jam & Earl

Strano e bizzarro, originale e inimitabile. Queste le prime parole che si possono spendere per Toe Jam & Earl, i due alieni più curiosi in cui ci si poteva imbattere su Megadrive. Riguardandolo oggi, era pieno di carica innovatrice, anche se non propriamente seguita nel corso degli anni. Zero violenza, comicità leggera e spensierata, un’inimitabile stile funky a fare da colonna sonora e troppa creatività per essere contenuta in un solo gioco. Giocabile in singolo o in cooperativa con split screen, la ricerca dell’astronave distrutta presentava concetti come la generazione casuale a ogni partita del mondo di gioco, che solo oggi sembrerebbe trovare un’efficacia credibile.
Il cuore pulsante del gameplay, al fianco dell’esplorazione delle isole, era la raccolta dei pacchi bonus presenti un po’ dappertutto: anche in questo caso il contenuto era casuale, ma piano piano scoprendoli tutti era possibile, almeno in quella partita, evitare brutte sorprese. Sempre nuovo, di longevità devastante e impegnativo il giusto: indimenticabile.

Mazin Wars

Nuovo gioco, nuovo inspiegabile problema di localizzazione. Il titolo originale sarebbe Mazin Saga, come quello del manga da cui è tratto mentre per la versione PAL si è optato per Mazin Wars, in barba a Sua Maestà Go Nagai e ai suoi seguaci. In ogni caso, se non fosse stato per AKirA e una copia di importazione ora staremmo parlando di tutt’altro: il ragazzo aveva un ottimo spacciatore, non c’è che dire. Mi portò questo curiosa fusione tra picchiaduro a scorrimento e a incontri, diviso in livelli che vedevano delle interessanti Bio Beast (per l’otaku che c’è in voi, il primissimo avversario è Garada K7, gli altri sono più o meno inventati da zero) radere al suolo ogni cosa. In queste sezioni il nostro eroe è in scala umana e prima di poter mettere le mani addosso a questi lestofanti in una scala paritaria è necessario massacrne gli scagnozzi. A fine livello scoppiava la magia: sprite giganti animati in modo pazzesco che se le danno di santa ragione. Peccato solo per la difficoltà midiciale: avreste fatto prima a costruirvi il vostro Mazinger da soli e andare a combattere gli alieni prima di arrivare allo scontro con Hell Mazinger.

Kid Chameleon

Il ragazzino camaleonte non cambiava affatto colore, ma semplicemente caratteristiche. Intrappolato all’interno di un videogioco maligno (potete “gustare” la pacchianissima intro nel video), solo stando alle sue regole e sconfiggendolo si sarebbe guadagnato la libertà. Le varie maschere presenti nel corso dei livelli trasformavano l’ignobile adolescente anni ’90, donandogli poteri e abilità necessarie per salvare le chiappette. Samurai, carro armato, skater futuristico e uomo tornado: tra una metamorfosi e l’altra le ore scorrevano veloci e ben presto arrivava il momento clou. Senza password e possibilità di riprendere la partita il giocatore era condannato a ripartire ogni volta, intrappolato in un videogioco maligno, costretto a stare alle sue regole per sconfiggerlo e guadagnarsi la libertà :)

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24 Di risposte a “Ritorno alle origini: i 10 migliori giochi per Megadrive da (ri)scoprire [top 10]”

  1. Ciriacus scrive:

    per megadrive alcuni giochi incredibili….

    shining in the darkness –> sicuramente….

    ma ci aggiungo anche:

    gaiares –> (tutt’ora uno degli sparattuto + coinvolgenti a cui abbia mai giocato con tanto di una scena incredibile in cui tutto lo schermo veniva sommerso d’acqua e una trappola di un boss finale ci costringeva a combattere in apnea)

    fist oh the north star –> il primo gioco veramente bello di Kenshiro

    super ghouls and ghost –> che musiche da brividi…

    super volleyball –> l’unico vero gioco di pallavolo (anche arcade ) secondo me

    si..l’ho veramente amato il megadrive…

  2. Nella mia TopTen personale inserirei anche Ristar e Gynoug, scoperti grazie agli emulatori.

  3. Hizaki scrive:

    Gynoug l’ho finito su emulatore. Uno dei migliori shoot’em up di sempre.

  4. Redwind scrive:

    Bei tempi andati……

  5. Interface scrive:

    e di Rocket Kinght Adventure e Shadow Dancer che ne dite?

    • Fucktotum scrive:

      Rocket Knight era veramente splendido, anche se il suo recente seguito l’ha avuto. Shadow Dancer… è scolpito nella leggenda! :D

  6. Hizaki scrive:

    E ci sarebbe anche Thunderforce 4, che non sarà ai livelli di Gynoug ma è molto bello, ed anche più difficile. Un’altra esclusiva megadrive che ho provato su emulatore e sembra una meraviglia è Soleil.

  7. Interface scrive:

    [QUOTE=Fucktotum;56150]Rocket Knight era veramente splendido, anche se il suo recente seguito l’ha avuto. Shadow Dancer… è scolpito nella leggenda! :D[/QUOTE]

    nella riedizione l’hanno demolito

  8. Interface scrive:

    Quack shot comunque rimane in assoluto il titolo più bello per megadrive

  9. brema82 scrive:

    Megadrive, console fantastica. :)

    Complimenti a Massimo per l’ottimo articolo.

  10. Alexander scrive:

    Oh sì, che carrellata di bei ricordi! :)

  11. Ho letto bene l’articolo e… quasi le lacrime. Cazzo mi ricordo quando eravamo piccoli e giocavamo ad Eternal Champions e a Dungeon and Dragons.

    Un amarcord pazzesco… bellissimo!

  12. Xenorik scrive:

    Ma non c’è Vetcorman nel filmato? Lacrimuccia

  13. Xenorik scrive:

    Vectorman, pardon

  14. Emix scrive:

    Ehm D&D lo giocai anche io. Penso che fu in quell’occasione che imparai a bestemmiare!

  15. Michele scrive:

    Per favore…nel primo video (quello dei 100 giochi…) come si chiama il gioco che compare dopo 4 minuti e 40 secondi?? Quello dei preistorici…
    Grazie!!!

  16. Aurenar scrive:

    Io ricordo un gioco, forse era di nicchia…l’ho scoperto proprio grazie agli emulatori: Shining Force!

  17. Massimo scrive:

    ma Ecco the Dolphin ?

    • Fucktotum scrive:

      Ho provato a elencare titoli meno conosciuti o che non abbiano dato vita a seguiti e spin off. Ho amato Ecco the DOlphin, ma non l’ho ritenuto degno :)

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