Le polemiche sul caso Gioventù Ribelle, gioco per i 150 anni dell’unità d’Italia [con risposta di Raoul Carbone]

Le polemiche sul caso Gioventù Ribelle, gioco per i 150 anni dell’unità d’Italia [con risposta di Raoul Carbone]

Inside The Game si è tenuto sempre ben a distanza da qualsiasi argomento scomodo che riguardasse “presunti” scandali videoludici all’italiana, di cui le pagine di altri blog o altri forum sono pieni (si fanno tantissimi click, con la polemica… tantissimi). Non perchè il nostro blog non abbia gli attributi abbastanza sviluppati per tenere testa ad un eventuale polemica sulle proprie pagine. Semplicemente perchè non sono notizie di interesse comune e videoludico, a mio avviso, le sbruffonate di A, piuttosto che le italianate di B, piuttosto che le lamentele di C su D ecc ecc.

Le precedenti sono soprattutto state problematiche all’interno di una “cricca” (termine che utilizzo solamente nel suo significato italiano e non per fare accostamenti di alcun tipo con la nostra classe dirigente e politica, detta da più parti “La Cricca”) precisa di persone che, per qualche motivo, non sono molto amiche tra di loro. Nonostante l’ovvio interesse che questo blog ha nel fare click, non abbiamo mai ritenuto davvero importante dare attenzione ad argomenti simili. Diciamo che ci piace fare il nostro lavoro di giornalisti/critici videoludici in maniera diversa, senza fare le suocere.

Ed è proprio per questo motivo che invece, Inside The Game, nella figura del sottoscritto, non può esimersi dal raccontare cosa è successo dopo la pubblicazione online del gioco Gioventù Ribelle, titolo “sviluppato” per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia (ricorrenza su cui la nostra nazione è riuscita a litigare per mesi, prima di regalare a tutti i lavoratori un misero giorno di ferie).

Racconto velocemente cosa è successo, per chi non conoscesse i fatti (io, personalmente, ho scoperto il tutto solamente ieri). La mia opinione la trovate a fine post.

Anzi, piuttosto che farlo io, vi segnalo un po’ di link dai quali potete prendere le informazioni che vi servono.

Il primo è il sito ufficiale dell’iniziativa, dove potete anche scaricare il gioco: http://www.gioventuribelle.it/index-3.html

Il secondo è questo post, di Federico Cella, apparso sul blog del Corriere della Sera, Vita Digitale: http://vitadigitale.corriere.it/2011/03/gioventu-ribelle-ministero-lettera-sviluppatori.html

Il terzo è la lettere aperta di cui Federico parla, che trovate, firmata da un centinaio di sviluppatori italiani, al seguente link sul sito ufficiale dell’International Game Developer Association: http://igda-it.org/2011/03/20/lettera-aperta-su-gioventu-ribelle/

Un breve riassunto di tutta la storia per i più pigri: questo titolo, ambientato mentre delle persone, dei ragazzi come me e voi, mai troppo lodati a mio avviso, morivano per fondare quella che noi oggi chiamiamo Patria, è uno sparatutto in prima persona che non ha certo brillato per gameplay o grafica. Fondamentalmente, se dovesse essere recensito, prenderebbe un voto ai minimi storici, anche e soprattutto perchè non è un intero videogioco, bensì una semplice mappa moddata (male) a partire dall’Unreal Engine (se vedete il video qui sopra, vi accorgerete di alcuni dettagli, come una voce che urla “Killing Spree”, che non lasciano spazio a dubbi, in tal senso).

Peccato che inizialmente non sia stato presentato così, come avrete letto dai link più sopra, bensì per “Dimostrare che un gioco italiano che può competere con i prodotti internazionali“, almeno questo era l’obiettivo, davvero sfidante, che il progetto si prefiggeva secondo le parole di Raoul Carbone, curatore dello stesso (e presidente della filiera italiana dei produttori di videogiochi presso Confindustria nonchè legato a tante altre iniziative che leggerete da soli su Linkedin).

E quindi giù polemiche, insulti, commenti addirittura non pubblicabili ma soprattutto un post di Destructoid che letteralmente ridicolizza Gioventù Ribelle, facendo dell’ironia costante (anche su un errore di spelling inglese presente precedentemente sul sito ufficiale) e paragonandolo a Big Rigs, probabilmente il videogioco più brutto della storia. Trovate questo post qui: http://www.destructoid.com/is-this-italian-funded-shooter-as-bad-as-big-rigs–196822.phtml

Questa la mera cronaca di un fatto che, comunque, non può che addolorarmi per la figura rimediata dalla microscopica industria del videogioco italiana… senza che la stessa abbia mosso un muscolo (ed è anche una sua colpa, forse).

Nella mia opinione è questo il fatto più importante che andrebbe riportato. Ho letto forum pieni di insulti a Carbone, gente che si lamenta del fatto che sia stato uno sparatutto il genere utilizzato per il titolo, blogger che si sono sperticati in critiche per quanto riguarda la gestione pre e post lancio di Gioventù Ribelle.

Io credo che, innanzitutto, portare a conoscenza di Giorgio Napolitano e del governo italiano (erano presenti altissime cariche dello stato, oltre al nostro Presidente della Repubblica, come ad esempio il ministro Giorgia Meloni) che non solo esistono dei videogiochi ma che gli stessi possono essere sviluppati da ragazzi italiani, sia una cosa positiva (dal mio punto di vista, almeno: probabilmente molti non saranno d’accordo e altrettanti diranno che non deve essere il governo ad investire nell’industria tricolore dei videogame). Soprattutto per la rilevanza mediatica che i 150 anni dell’unità del nostro Paese hanno avuto.

Al di là del risultato, infatti, rimane un “fatto storico”, per l’industria del videogioco, essere riuscita ad entrare nelle stanze del potere dalla porta di ingresso principale. Su Gioventù Ribelle sono usciti servizi dei più importanti TG nazionali nonchè articoli di ogni tipo sulle principali testate giornalistiche. Nonostante, ripeto, il risultato finale del prodotto, io credo che questo sia altamente positivo, per un’industria in cerca di fondi con cui pagare i propri talenti e di speranza per il riconoscimento culturale, economico e politco del medium videoludico.

Soprattutto in un paese come il nostro in cui, diciamocelo su, tutto è fuffa. Quindi andava benissimo, a mio avviso, presentare un “guscio vuoto” per un fine molto più importante che è comunque stato raggiunto. Se non si fossero mosse tutte queste polemiche, probabilmente, nessuno si sarebbe accorto delle brutture all’interno di quel guscio (cosa di cui comunque la maggior parte degli italiani non è e non sarà mai al corrente, informandosi solo con la televisione) e tutto sarebbe filato liscio. Ci sarebbero stati i soliti che comunque si schifano e gli altrettanto soliti difensori dell’iniziativa. La loro battaglia sarebbe finita senza morti ne feriti e via, verso la prossima.

Le polemiche però ci sono state e, inutile negarlo, sono arrivate molto in alto (i principali quotidiani italiani bastano?). Questo spiace e spiace molto perchè alla fine i lati positivi non potranno uscire fuori, schiacciati dal mondo che sta ridendo letteralmente alle nostre spalle. E questa volta non è colpa di Berlusconi ;)

Trovo che per il presidente della Filiera dei produttori di Videogiochi questo non possa essere definito con parole diverse se non come un errore. Bisognava assolutamente pensare al fatto che, lasciando internet libera di scaricare un titolo che si sapeva essere sviluppato come Tesi di Laurea da alcuni studenti dello IED (sicuramente con zero fondi e sicuramente con meno tempo del previsto), sarebbero uscite fuori situazioni imbarazzanti per i produttori di videogiochi stessi, che rischiano di essere accumunati a risultati amatoriali ed inoltre malvisti dai loro colleghi al di là degli italici confini, vista l’eco della notizia. Ma soprattutto è un autogol per Carbone stesso che, al di là dello stress che starà vivendo in questi giorni, ha dato materiale ai giornali per parlare male del Governo che, probabilmente, non l’avrà presa benissimo e dovrà trovare un capro espiatorio.

Ripeto, la mia opinione è che lo sbaglio sia stato proprio questo, infatti: rendere disponibile per il download un prodotto che, al di là dei suoi EVIDENTI limiti visto l’ambito di produzione (budget zero, sviluppo affidato a non professionisti), risultava comunque incompleto e chiuso in fretta, mentre doveva comunque rappresentare almeno la buona volontà di un’industria molto piccola ma piena di talenti e preziose realtà. Probabilmente bastava mostrarlo al Presidente e guardarsi bene dall’esporlo in pubblico, se non al suo effettivo completamento e revisione.

P.S. Dopo aver scritto quest’articolo, lunedì scorso, l’ho per correttezza inviato a Raul Carbone, prima di una sua eventuale pubblicazione, che l’ha gentilmente letto ed ha voluto precisare alcune cose, che vi scrivo qui sotto in corsivo:

La demo alfa pubblicata non è più scaricabile. Verrà sostituita più avanti con una versione modificata che provvederà a sistemare nel migliore dei modi, con le risorse disponibili, i problemi che giustamente sono stati segnalati. Ringrazio pertanto chi ha evidenziato le mancanze della demo e rinnovo l’invito a darci una mano in questo progetto a costo zero e senza fini di lucro.

Destructoid in realtà afferma che non si può paragonare Gioventù Ribelle a Big Rigs, in quanto non è un prodotto commerciale.

Non è la tesi degli studenti dello IED. Gli studenti hanno partecipato alla realizzazione di quello che è solo la base di un progetto culturale che verrà portato a termine nei prossimi mesi

Raoul Carbone

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18 Di risposte a “Le polemiche sul caso Gioventù Ribelle, gioco per i 150 anni dell’unità d’Italia [con risposta di Raoul Carbone]”

  1. Francamente?
    A me sembra il tipico prodotto made in Italy, non Italiano, ma quello dell’Italietta. Fatto di detti e non detti, di “strani” fraintendimenti, di promesse non mantenute.
    Diciamocelo francamente: finchè le cose rimarranno in questa situazione, con le stesse e solite facce che da anni infestano il settore in ambito Italiano non andremo davvero da nessunissima parte.
    Sempre che ci sia voglia di farlo.

  2. La toppa della rimozione era necessaria, ma è come chiudere la falla di una diga con una gomma da masticare.
    Se l’obiettivo era far parlare i nostri supereroi della politica o fargli scoprire l’esistenza di quel passatempo corrompi-giovani che sono i videogiochi, è stato fatto in un modo tipicamente italiano.
    Prima si annuncia in pompa magna, poi si scopre che il re è nudo.
    A parte le prese in giro (anche su NeoGaf e sulla nostra stampa generalista, che ancora una volta ha perso un’occasione per informarsi), che lasciano il tempo che trovano, la gravità ASSOLUTA è data dal ruolo ricoperto da Raul Carbone.
    Se è con iniziative come questa, gestite mediaticamente in modo assolutamente inqualificabile, come produttore italiano di vg mi sentirei rappresentato nel modo meno indicato.

    Neogaf: http://www.neogaf.com/forum/showthread.php?t=424827
    Multiplayer: http://multiplayer.it/notizie/86487-gioventu-ribelle-il-videogioco-dei-150-anni-dellunita-ditalia.html?pagina-commenti=3#forum-posts

    Poi, su certe cose sarebbe il caso di capirsi: uno degli “sviluppatori” sostiene che fosse una loro tesi di laurea dello IED (pagine 3 del link a multiplayer, nome utente Schaty), chiusa “in fretta e furia con l’aiuto dei professori per presentarla a Napolitano”, mentre dall’odierna replica scopriamo che non è così. Parte così il gioco “delle due, l’una” : o è una tesi o non lo è, o è un prodotto che può piazzarsi accanto a quelli internazionali o è una mera alfa.

    Le contraddizioni sono decine: cito dal Fatto Quotidiano di 2 giorni fa, articolo di Federico Mello “Per rispondere, è intervenuto nei forum online Raoul Carbone, presidente di Confindustria Assoknowledge che ha realizzato (gratuitamente) il gioco: “Il progetto – spiega –, adottato dal Ministero della Gioventù, è soltanto una dimostrazione non commerciale e realizzata a fini culturali, dagli studenti dell’Istituto Europeo di Design seguiti e aiutati dal loro coordinatore Raoul Carbone”. ”

    Due giorni dopo non è più una tesi, quindi mente Mello? Mente il fanciullo che litigava su Multiplayer (tal Schaty)? Mente Carbone?

    Mi dispiace, ma dalle mie parti questo è mirror climbing, risposte incomplete, parziali e poco chiare per cercare di frenare un bubbone esploso ed esposto urbi et orbi. Il Presidente della Filiera dei Produttori di videogiochi in Italia credo debba avere tra i suoi compiti di promuovere sviluppo e credibilità di chi ne fa parte, non di affossarli tra le pernacchie.
    Aver messo un vecchietto davanti a uno schermo, sicuri del fatto che non ne capisse nulla, può anche essere un traguardo rilevante in ottica futuro (e non lo credo), portare la Meloni in giro per fiere dedicate a roba “giovane” è inutile, come ho visto in prima persona al MEI 2009: il suo ruolo le impone di dare retta a tutti, ben certa però di essere manifestazione fisica del pensiero con cui Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo ha centrato l’Italia tutta: “che tutto cambi affinchè nulla cambi”.

    Alla fine la colpa è la mia, che ancora spero che a giocare coi politici non si finisca politicizzati. E non è un complimento.

    • Alucard scrive:

      Purtroppo ora si rimbalzeranno le porzioni di responsabilità per un tale scempio. Paradossalmente, un prodotto che avrebbe dovuto dimostrare la forza mediatica dell’ Italia moderna rievocando la “gloria” di quella passata ha messo in mostra quello che è veramente lo spirito del Bel Paese. Quasi quasi lo metterei nei libri di storia.

  3. Alucard scrive:

    Lo spirito italiano del progetto sta anche dietro l’ origine stessa del prodotto. Cioè, sa proprio di pigrizia partire da un progetto quasi scolastico per un prodotto su cui si caricano tante aspettative. I tempi della Simulmondo sono lontani, inutile cercare di aprire le porte all’ Italia per l’ ennesimo settore fallimentare. Ora viene da domandarsi a chi sia rivolto il prodotto, perché una schifezza del genere potrebbe… mi limito a dire “intrattenere” un bambino, che di sicuro non si mette a scaricare giochi del genere da internet, è roba da smanettoni e gli smanettoni del computer di sicuro avranno giocato a roba più degna.

  4. rastasoul86 scrive:

    Secondo me si doveva e si poteva fare di meglio! Per fare uno scempio del genere era meglio non fare niente a mio avviso. Come può una schefezza del genere celebrare i 150 anni dell’unità d’italia? Cioè dai i menù con scritto unreal development kit e relative immagini di unreal 3 non si possono vedere. Se sapete che il gioco non è finito non presentatelo! Questo è il modo peggiore per promuovere il videogioco come sistema d’intrattetimento educativo, e se non si è in grado di sviluppare in modo decente è meglio non prendere impegni di una certa rilevanza.
    PS: Per me ha fatto schifo anche a Napolitano ;)

  5. ashun scrive:

    Se non l’avessero presentato come gioco in grado di competere con i big dell’industria e dare risalto agli sviluppatori italiani sarebbe stato ok. Ovviamente in tal caso sarebbe passato inosservato, ma come dici te sarebbe stato un piccolo modo di far vedere che esistono anche videogiochi istruttivi e di impronta culturale.

    Resta comunque pessimo e la scusa degli 0 fondi, della versione alpha e dei volonterosi programmatori laureandi regge fino ad un certo punto; il web e’ strapieno di mod/giochi amatoriali, non commerciali, molto meno ambiziosi ma comunque degni di interesse, senza essere capolavori ne’ presentati come il prossimo callofduty.

  6. Daunt scrive:

    Se avessero voluto fare un gioco sul risorgimento avrebbero potuto disegnare un RTS in cui percorri le battaglie. Che so, Calatafimi dove ti scontri con un esercito più grande del tuo e devi corrompere il generale nemico per passare, o Lissa dove te le prendi dalla flotta Veneta ma poi compare la scritta “you win” con l’immagine di un tipo che vota al plebiscito col fucile puntato addosso. Oppure uno strategico tipo Europa Universalis dove col Piemonte sei pieno di debiti ma poi conquistando il sud torni in attivo! Si sa mai, magari un po’ di storia così la si insegna veramente :D

    riguardo a questo FPS, io non posso non ridere. E’ una testimonianza di come viene condotta l’Italia: gente al potere che non sa NIENTE del proprio campo di competenza, tranne quello che sente dire per sbaglio nel servizio di un tg. Qui il ministro della gioventù pensa evidentemente che i gggggiovani si bevano qualsiasi gioco dove si spara!

  7. Strider Hiryu scrive:

    La verità è che per far funzionare questa roba, il governo avrebbe dovuto sganciare la grana. Full stop. A quel punto, anche una software house piccola avrebbe portato a termine il lavoro con risultati migliori: non si può prendere un lavoro amatoriale (sia o meno una tesi di laurea) ed investirlo di un valore che va ben aldilà delle possibilità di un gruppo di studenti. Un’ operazione del genere richiede cura, pianificazione, coscienza dell’ argomento.

  8. raz3r scrive:

    C’era veramente bisogno di sparare sulla croce rossa? No perchè considerando come stiamo messi in Italia in fatto di videogiochi IMHO abbiamo solo peggiorato le cose. C’è poco da difendere in questo caso, in primo luogo mi chiedo come sia possibile rilasciare una dichiarazione del genere sul sito del governo, cioè scherziamo? No seriamente, Raoul Carbone ha scritto di videogiochi per anni e se ne viene fuori con questa perla, non possiamo dire che l’importante è la rilevanza mediatica, non lo accetto, perchè porca trota se prendi un qualsiasi gruppo di modder di quindicenni è in grado di realizzare un prodotto migliore. Ed è la verità perchè basta dare un’occhiata sul web. Se non dicevano niente nessuno si sarebbe lamentato, nemmeno io, ma così noi dai, davvero è uno scandalo. Perlomeno Big Rigs mi ha regalato grasse risate ai tempi, questo proprio no.

  9. Più che altro mi dispiace per i pochissimi veri sviluppatori italiani, gente che meriterebbe sul serio appoggio e finanziamenti, e che dopo questo bel teatrino avrà anche più difficoltà ad emergere.

  10. prestol scrive:

    ma quale non è la tesi dello ied! BUFFONE!!..è la tesi dello IED e ora stai cercando di uscirtene!..hai rovinato l immagine dei produttori indie italiani..DIMETTITI!

  11. Senso892 scrive:

    Purtroppo ho l’impressione che Carbone sia un tipo piuttosto insicuro e “a convenienza”. Ho notato che è molto in gamba a rigirare la frittata e a sparare a zero su un sacco di suoi colleghi, mi riferisco a discussioni precedenti su forum, blog e via dicendo. Onestamente i miei interessi sono rivolti ben altrove piuttosto che in Italia dal punto di vista videoludico. Ritengo che Gioventù Ribelle sia un abominio assoluto, qualcosa di cui vergognarsi, anche se gratuito. Sì, perché non si può sparare grosso dicendo “è un prodotto importante, un progetto imponente” (avete notato che poi dicono sempre le stesse cose questi qui? “Progetto, prodotto, ambizioso, importante, ottime apsettative, ecc.”) e poi dire “vabbè, fa cagare, ma tanto è gratuito, cazzo pretendete”. Anche qui, la classica italianata. Ma posso permettermi? Rispetto a tante altre italianate ben più idiote, stupide e nefande (litigi tra “giornalisti”, associazioni per culture del mio cazzo, musei di questa cappella e via dicendo) questa non mi sembra proprio la cosa peggiore. Fossero tutte così le italianate, sarebbe molto meglio…

    Detto questo il gioco fa schifo, non c’è scusa. Non scaricatelo, non guardate neanche i trailer… insomma evitatelo come la peste, non c’è giustificazione. Aspettiamo qualcosa fatta bene e basta. Vabbè, aspettiamo si fa per dire.

  12. Senso892 scrive:

    PS: quell iche escono dallo ied mica sono “dottori”. È un attestato che non è una laurea.

  13. Nick scrive:

    Questo articolo mi è parso ridicolo. Dire che Gioventù Ribelle ha significato un ingresso nei palazzi del potere da parte dei videogioci, poi, un’assurdità. Non sono i videogiochi che sono entrati nel palazzo, ma è il palazzo che è entrato nell’industria videoludica… dall’ingresso posteriore…

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  1. Hawken scrive:

    […] è abbastanza distaccata dalla bocca. E pensare che questo è un prodotto indie alla stregua di Gioventù Ribelle… Related Posts SliderArticoli correlati Ciao mondo!! Benvenuto in WordPress. Questo è […]


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