Ci siamo. Il 3DS è uscito e sta vendendo bene nonostante la sua caratteristica più importante sia difficile da figurarsi senza una prova diretta, nonostante la solita, orrida campagna pubblicitaria con il solito testimonial sbagliato e fuori luogo (ma questa è una lunga storia che parte da Jovanotti, e ne parleremo un’altra volta..) e nonostante prezzo e giochi al lancio non del tutto convincenti.
E Sony?
Bisogna ammettere che, benchè si sapesse da tempo che questo momento sarebbe stato inevitabilmente marchiato Nintendo, Kaz Hirai e compagnia ce l’hanno proprio messa tutta per mettere i bastoni fra le ruote alla casa di Kyoto: pur di rubare qualche riflettore al 3DS si sono veramente dannati l’anima, arrivando a presentare non una ma ben due macchine portatili.
Una mossa coraggiosa ma forse non troppo riuscita (chi ha più sentito parlare di NGP/PSP2 da un mese a questa parte?), frutto della indubbia volontà di Sony di fare sul serio questa volta in ambito handheld, ma anche di una goffaggine che nonostante tutto la casa di Tokyo non riesce proprio a scrollarsi di dosso e che nei mesi scorsi è emersa prepotentemente soprattutto in ambito PS3.
Il fragile autocontrollo conquistato da Sony riguardo la sua console maggiore non ha infatti retto la dura prova a cui l’ha sottoposto il giovane GeoHot, al secolo George Francis Hotz, il primo a riuscire a penetrare le strette maglie protettive della Playstation 3: i tentativi di contenimento della falla, di stampo indiscriminato e punitivo come la rimozione della possibilità d’installare Linux o i ban dal PSN, l’hanno trasformata di fatto in un autentico cratere, accelerando paradossalmente il passaggio da un exploit sostanzialmente inoffensivo all’uscita del custom firmware, fino alla più recente rivelazione della root key, che ha definitivamente ed irrimediabilmente aperto il sistema tanto all’homebrew quanto alla pirateria.
Se poi ci aggiungiamo umiliazioni pubbliche come la perdita sul controllo dei ban dal PSN, l’appoggio economico che Microsoft potrebbe aver fornito a GeoHot o il recente blocco temporaneo delle forniture inglesi ed europee di PS3 a causa di un nuovo contenzioso con la LG su alcuni brevetti riguardanti il Bluray, ecco che rifà capolino la Sony di qualche anno fa, quella degli annunci autolesionisti, delle console palesemente non competitive e del marketing suicida.
Guardate il Playstation Move: buttato senza nome nè design sul palco dell’E3 2009 per contenere l’annuncio del Kinect ed il lancio del WiiMotion Plus, derivante da una tecnologia della generazione precedente ma tanto in ritardo rispetto al Wiimote da sembrarne un plagio, accoppiato ad una periferica -la PS3Eye- il cui scarso supporto ha già determinato la morte prematura, nonostante tutto funziona, e meglio della concorrenza.
Eppure il Move ha già perso la prima sfida col Kinect -che poi altro non è che un’evoluzione del concetto alla base dell’EyeToy/PS3Eye-, nonostante le sue capacità superiori non è stato in grado di dimostrarsi migliore del Wiimote, e a gettare un’ulteriore palata di terra è arrivata anche la dichiarazione di Richard Marks (SCEA) nientemeno che il creatore di EyeToy, PS3Eye e Move:
“L’ho detto praticamente dall’inizio che non stavamo cercando di sbarazzarci dei joypad.[...]”
Che sarà anche vero e scontato, ma visti gli scarsi risultati sia di vendite che di supporto ottenuti dal Move, suona un po’ come una excusatio non petita e un po’ come una resa anticipata nei confronti di una concorrenza che continua a saper leggere meglio i desideri del pubblico ma soprattutto a credere di più in ciò che propone.
E così diventa facile per gli analisti sparare a zero su una macchina promettente come la NGP che, a differenza della discutibile PSPGo (il cui disastro venne previsto da ITG con largo anticipo) ha carattere, innovazione e potenzialità, ma che purtroppo porta con se anche una tradizione di ritardo e di prezzo di lancio troppo alto che potrebbero da soli determinarne un esordio difficile se non addirittura una fine prematura.
Il tutto mentre la sorellina Xperia Play (ex-Playstation Phone/PSP Phone) cercherà di infilarsi in un settore difficilissimo e molto rischioso (N-Gage anyone?), in cui un concorrente agguerrito come Apple combatte con armi molto diverse da quelle che Sony è abituata ad affrontare.
Visto che ci siamo, non possiamo però non citare il sorpasso di PS3 sulla Xbox360 avvenuto lo scorso dicembre: un risultato da prendere con le proverbiali molle, ma che speriamo sia benaugurante per le difficili battaglie che Sony si appresta ad intraprendere.
Come sempre, da un regime di sana concorrenza gli utenti avranno solo da guadagnare.
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grande! io adoooro sony like suicide!!!
è ASSOLUTAMENTE un appuntamento fisso xD
Ce la stanno mettendo tutta per non darmi più materiale, ma tanto è più forte di loro…sono autolesionisti dentro!
ma sì ma sì! aspetta solo l’uscita dell’xperia play o il prossimo E3 e vedrai che Sony Like Suicide 5 sarà una passeggiata!
Già me li immagino nel panico quando Nintendo presenterà le prime informazioni sulla sua prossima home console..